Webinair su : Legge di Bilancio e SSN . Esiste ancora il SSN? Lunedì 12 Dicembre ore 18.30

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La proposta di FNOPI: «Cabina di regia che unisca Missione 5 e 6 del PNRR. Sociale e sanitario insieme» da Sanità Informazione

L’idea espressa dalla presidente Mangiacavalli durante il Forum Risk Management chiede un percorso organizzativo-istituzionale tra mondo sanitario e sociale. Interministeriale tra Salute e Lavoro di Gloria Frezza Il Piano nazionale di ripresa e resilienza risponde a delle necessità che il Paese ha accumulato nel tempo. Un investimento, con l’aiuto dei fondi europei, per sostenere aree per troppo tempo trascurate dai governi che si sono succeduti. I 191,5 miliardi di euro sono ripartiti in sei missioni. Per il mondo dei professionisti sanitari la Missione 5 dedicata a Inclusione e coesione (19,81 mld) e la Missione 6 sulla Salute (15,63 mld) possono e devono viaggiare di pari passo. Questa è la proposta che la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), Barbara Mangiacavalli, ha lanciato durante uno dei confronti inter-professionali al Forum Risk Management 2022. Per farlo, la presidente ha ipotizzato una cabina di regia fuori dai ministeri, che possa lavorare in sinergia con i professionisti sanitari. L’idea di FNOPI per unire Missione 5 e 6 «Bisognerebbe trovare qualcosa che ricomponga la frammentazione sia delle missioni del PNRR, sia dei diversi stakeholder – ha detto ai microfoni di Sanità Informazione -. Da un lato il Ministero della Salute, dall’altro il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. In realtà negli atti si legge che una cabina di regia dovrebbe già esistere tra la Missione 5 e la Missione 6, ma non abbiamo visto molto. Forse c’è bisogno di strutturare un percorso organizzativo-istituzionale tra questi due mondi: il sanitario e il sociale, e quindi un qualcosa di interministeriale. Noi l’abbiamo lanciata come spunto, la paternità di questa riflessione è di FNOPI, speriamo che possa essere un seme che poi cresca». La proposta è stata accolta con entusiasmo da Tiziana Frittelli, presidente Federsanità e da Giovanni Migliore, presidente Fiaso. Cosa prevede la Missione 5 La Missione 5 investe per evitare che dalla crisi pandemica emergano nuove disuguaglianze e si sviluppino divari più grandi nel tessuto sociale del Paese. I fondi saranno rivolti a facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale. I fondi sono così distribuiti: 6,66 mld per le politiche per il lavoro 11,17 mld per le infrastrutture sociali, le famiglie e il terzo settore 1,98 mld per interventi speciali di coesione territoriale. Cosa prevede la Missione 6 La Missione 6 punta a potenziare le capacità di prevenzione e cura del Sistema sanitario nazionale per tutti i cittadini, con accesso equo e diffuso alle cure. Anche grazie a un vasto investimento nell’utilizzo di tecnologie innovative. I fondi investono: 24,77 mld in reti di prossimità, strutture e telemedicina per il territorio 0,63 mld per innovazione e digitalizzazione del Ssn. Al centro il potenziamento dell’assistenza domiciliare e dei presidi sul territorio. Con lo scopo di svuotare gli ospedali da pazienti che possono essere curati e gestiti meglio integrando i servizi socio-sanitari. Sociale e sanitario insieme: la via della salute In questo senso, la proposta di FNOPI arriva per assicurare che i due universi, rappresentati dalle due Missioni, si parlino non solo a investimenti realizzati, ma prima ancora di effettuarli. Senza rischiare che i progetti virino in direzioni diverse e connubi che potrebbero essere vantaggiosi, restino invece intentati. Non stupisce che l’idea venga da FNOPI: la professione infermieristica rappresenta in sé il connubio tra sociale e sanitario e, al suo interno, esprime il suo massimo potenziale. Mangiacavalli ha voluto ribadire che la visione olistica della salute del cittadino non può più attendere dietro differenziazioni di ministeri o appartenenze.

Medici in piazza contro la manovra economica da MD Digital

Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari e dirigenti sanitari (ANAAO ASSOMED – CIMO-FESMED (ANPO-ASCOTI – CIMO - CIMOP - FESMED) – AAROI-EMAC – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA – CISL MEDICI) esprimono preoccupazione per i contenuti della manovra economica presentata dal Governo. Motivo per cui, non solo hanno dichiarato lo stato di agitazione ma hanno proclamato una manifestazione a Roma per il 15 dicembre 2022 in piazza SS Apostoli dalle ore 14.00. "Con la manifestazione e con quelle che organizzeremo domani - precisano in una nota stampa - ci rivolgiamo ai cittadini affinchè siano consapevoli della deriva in cui sta precipitando la sanità pubblica: dopo averci consegnato medaglie di cartone, ora ci legano le mani e senza risorse potremo proteggere e assistere i nostri pazienti solo in parte e solo grazie a grandi sacrifici che pesano sulle nostre vite e su quelle delle nostre famiglie". "Alla sanità del 2023 vengono destinate certo più risorse, ma per bollette e vaccini e farmaci anti Covid, non per servizi e personale. Anche la promessa indennità di Pronto Soccorso viene rinviata al 2024. Niente per il Contratto di lavoro 2019-2021, che prevede incrementi pari a un terzo del tasso inflattivo attuale, e nessun finanziamento per quello 2022-2024. Le condizioni di lavoro dei dirigenti medici, veterinari e sanitari, divenute insopportabili, anche a causa di una pandemia non ancora superata, alimentano uno stato di crisi della sanità pubblica che ha ridotto il SSN a malato terminale. Le fughe di massa dei professionisti, insieme con l’insoddisfazione e lo scontento di chi non fugge, suonano un allarme che, però, non arriva alle orecchie del Ministro della Salute e del Governo che non vedono organici drammaticamente ridotti al lumicino al punto da mettere a rischio l’accesso dei cittadini alla prevenzione e alle cure, insieme con la loro qualità e sicurezza". "Servono investimenti per le retribuzioni e per le assunzioni, perchè la carenza di specialisti non può essere colmata dalle cooperative dei medici a gettone, pagati per lo stesso lavoro il triplo dei dipendenti e gratificati di una flat tax che porta a livelli intollerabili anche il differenziale contributivo. Una miscela che agisce da potente calamita". "Le premesse erano state migliori. Un Governo nuovo, politico in quanto nato dalla volontà elettorale, un medico ministro, un tecnico. Ma ad oggi di tecnico, e di nuovo, abbiamo visto ben poco. Abbiamo registrato solo una dichiarazione circa l'opportunità di aumentare la retribuzione, non ancora seguita da fatti concreti. Nemmeno una convocazione da parte del Ministro, o un accenno, benché richiesto più volte e in più tempi. Non una sola parola sul rinnovo di un contratto di lavoro che impolvera nelle stanze del MEF candidato ormai a gestire anche la salute. Se questa è la considerazione in cui vengono tenuti migliaia di professionisti che hanno evitato al Paese una caporetto sanitaria, essi reagiranno con un corale “basta”: ai turni eccessivi, al lavoro oltre l’orario dovuto, a fare in tre il lavoro di sei, a rubare tempo alla vita. Per godersi, finalmente, 5 milioni di giornate di ferie arretrate, recuperare 10 milioni di ore di straordinario, stare a casa a Natale e S. Stefano. Senza farsi mancare Capodanno e Befana". "l professionisti che tengono in vita la sanità pubblica - tiene a sottolineare l'intersindacale - devono essere ai primi posti dell’agenda di tutte le forze politiche e meritano rispetto, per il servizio che hanno reso negli anni alla comunità, con un lavoro duro, troppo spesso disagiato e mal retribuito, e per l’abnegazione al servizio sanitario assicurata durante la pandemia. Per garantire il diritto alla salute ad ogni cittadino, che deve essere tutelato e curato senza distinzioni di sesso, età, condizione sociale o geografica. Solo un Paese in salute può garantire sviluppo economico e sociale ai suoi cittadini. I 130.000 professionisti che rappresentiamo sono pronti a fare la loro parte facendo ricorso a tutti gli strumenti disponibili". LE RICHIESTE CHIEDIAMO CHE LA LEGGE DI BILANCIO 2023: • destini risorse reali alla salute dei cittadini; • aumenti le assunzioni di personale medico, veterinario e sanitario, per migliorare le condizioni di lavoro all’interno degli ospedali e dei presidi territoriali, superando i vincoli imposti dai tetti di spesa, per garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza in tempi accettabili; • incrementi le retribuzioni del personale, oggi al terz’ultimo posto in Europa, anche attraverso politiche di defiscalizzazione già concesse alle partite IVA, al settore privato e ad altre categorie del pubblico impiego; • renda accessibili a tutti i cittadini le prestazioni sanitarie appropriate contro l’allungamento delle liste d’attesa e i viaggi della speranza. MANIFESTIAMO CONTRO: • il definanziamento ulteriore della sanità pubblica previsto nei prossimi anni, che costringerà molti cittadini a doversi pagare le cure di tasca propria e ne spingerà tanti altri nel limbo già oggi molto affollato di coloro che non possono pagarsele; • le briciole concesse dalla legge di bilancio 2023 al personale della sanità pubblica; • il disinteresse della politica nei confronti degli “angeli” e degli “eroi” che hanno evitato al Paese una caporetto sanitaria ed economica; • l’assenza di un piano programmatico di riforma e di rilancio complessivo del SSN da parte delle forze politiche che superi la spinta alla privatizzazione; • la regionalizzazione delle cure e la creazione del nuovo mercato sanitario tra nord e sud; • il silenzio istituzionale di fronte alla richiesta di confronto con le rappresentanze sindacali dei professionisti su cui si regge il SSN. CHIEDIAMO INOLTRE AL GOVERNO E ALLE REGIONI: • l’immediata apertura del tavolo per il rinnovo di un CCNL sequestrato nelle stanze ministeriali; • l’allineamento della spesa sanitaria pubblica alla media dei paesi europei; • la depenalizzazione atto medico, riconsiderandolo autonomo scientifico e libero da ideologie;

Covid 19 e Vaccinazione

Mentre #covid19 rialza la testa, prosegue il calo nella somministrazione della quarta dose E risulta inspiegabile la scelta del Ministero della Salute di attendere 1°dicembre per avviare la campagna di comunicazione sui vaccini Report Fondazione GIMBE

Aumenti alle stelle di Emanuela Rampi

Buongiorno, scrivo con la speranza di sensibilizzare chi nelle Istituzioni potrebbe intervenire. Si parla di aiuti da parte del Governo sul caro bollette, sull'aumento eccessivo dei prodotti alimentari...ma nessuno parla di intervenire sull'aumento fortissimo degli affitti con l'applicazione da parte dei proprietari del 100/100 della variazione Istat. Data la forte inflazione, quest'anno a luglio è stata del 7,8 ed ora ad ottobre è già arrivata all'11,5. Ciò significa aumenti su affitti già congrui di 50 - 60 euro mensili. Cosa avverà il prossimo anno se l'inflazione continuerà a galoppare in questo modo???? Ci si troverà a pagare 100-150 euro in più al mese nell'arco di un anno??? I piccoli proprietari che normalmente fanno contratti con canoni convenzionati non la applicano al 100/100, ma le grandi proprietà, vedi S.p.A. Banche, Società di Assicurazioni si! Io personalmente lo trovo immorale! Con il Paese in grande difficoltà e le famiglie che non arrivano alla fine del mese, perchè non collaborare con il Governo e la società, magari applicando solo in minima parte l'aumento? Le pensioni che ora avranno un piccolo aumento non sono proporzionate x subire comunque aumenti così forti, poi da parte di chi è un colosso economico. Nel mio stabile, di proprietà di una grande Assicurazione, vivono molti pensionati e persone sole. Siamo tutti disperati ma nessuno ha il coraggio di lamentarsi per paura di avere poi problemi con la proprietà che ci vede come numeri, come cose, non come persone. Spero che qualcuno possa intervenire per calmierare la situazione. Ringrazio se vorrete pubblicare questa mia. Emanuela Rampi