Considerazioni personali sul “gay pride” di Marzio Panichi

In un momento così tragico come quello che stiamo vivendo pare che 150 mila persone (cosi dicono i giornali) a Torino abbiano voluto esibire nel centro della città il loro “orgoglio di essere gay”…meno male che ero fuori sede così mi sono risparmiato un’amarezza! Abbiamo la guerra in Europa da mesi, stiamo forse uscendo a fatica da una pandemia devastante, la crisi energetica incombe con aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità, la siccità inaridisce i campi, il più grande fiume italiano è in secca, i Laghi pure, la povertà delle famiglie dilaga, il numero dei morti sul lavoro aumenta in modo preoccupante, nuovi virus minacciano la nostra salute, l’industria automobilistica è in calo, il lavoro scarseggia, l’economia è stagnante, i medici scarseggiano, i cervelli fuggono all’estero, il governo annaspa (meno male che c’è Draghi), le nascite sono in forte calo la droga ci appesta… e chi più ne ha più ne metta! In una situazione come questa assisto ad un assembramento variopinto con grande sconforto senza voler discriminare le tendenze omosessuali di chi le ha. Nessuno vuole negare libertà di pensiero, di manifestare pubblicamente i propri diritti civili od altro, nemmeno il sottoscritto lo vuole ma non mi sembra questo il momento giusto per gioire vistosamente e con poco buon gusto delle proprie diversità mentre la gente dietro l’angolo muore bombardata o di fame o di malattie. Non solo la minoranza gay ha diritto di manifestare ma lo avrebbero anche i disabili, i poveri, od altri emarginati come i neri, i Rom, le minoranze linguistiche e così via. Ritengo i gay e tutti gli altri compresi nella strana sigla LGBTecc una minoranza rispetto agli eterosessuali e come tale la voglio rispettare ma vorrei che fosse posto un limite legale che non crei figli di due papa’ o di due mamme. Sono un semplice uomo di strada, libero pensatore ma non esperto di sottigliezze sessuali o legali che pensa però che ognuno nel proprio privato sia libero di amoreggiare con chi vuole, ma certi comportamenti dovrebbero essere evitati per buona educazione in pubblico. Voglio essere molto esplicito e dire pane al pane e vino al vino: a me personalmente non piace vedere due persone dello stesso sesso che si baciano in bocca con la lingua in luoghi pubblici come le panchine ai parchi o sui mezzi di trasporto. Lo facciano pure in privato od in quelle sale di ritrovo dove notoriamente l’accesso è libero ma la frequentazione maggiore è degli omosessuali. Pensate che a me personalmente danno fastidio anche le effusioni profonde delle persone eterosessuali perche’ ritengo che sia una sciocca esibizione di natura ormonale che sfugge al “bon ton” ed al rispetto di chi sta intorno i quali sono costretti a vedere anche ciò che non condividono. Una volta le coppiette ed i fidanzatini si baciavano e si palpeggiavano nel buio delle sale cinematografiche o nei boschetti o in macchina o comunque lontano da occhi indiscreti ,...ora i comportamenti si sono rilassati al punto tale che basta andare in una discoteca per constatare quanto i costumi siano degenerati sotto tutti gli aspetti abbigliamento, atteggiamenti, fumo di erba, pastiglie ,polverine e sesso nei bagni, Questo è ciò che mi dicono i miei giovani amici del sabato sera. Ma per tornare alla sfilata gay ho letto le cronache di alcuni quotidiani e visionato alcuni video riportanti immagini e dichiarazioni che hanno trovato solo in parte la mia approvazione. La mia delusione è stata la presenza in prima fila del Sig. Sindaco Lo Russo “Ci sono sempre stato, da cittadino, e per la prima volta da sindaco. Torino è e resterà la capitale dei diritti…” insieme a lui altri personaggi politici della città e della Regione. Non mi resta che constatare che fra tutte le minoranze da difendere la caccia dei politici ai voti passa anche attraverso l’omosessualità et al! Il Comune vorrebbe proporre Torino come sede per il prossimo Europride, la Regione, essendo schierata a destra, nicchia e prende tempo, non avendo concesso il patrocinio alla sfilata torinese. Sicuramente sarà una strenua lotta politica. Cosa ne pensa la maggioranza dei miei concittadini non lo so, ma so come la penso io da privato e libero pensatore. Ritengo che i problemi della città sono molteplici: il degrado delle periferie, la chiusura delle piccole aziende e dei negozi, la microcriminalità , l’insufficienza dei trasporti urbani, l’inquinamento atmosferico, lo smog cittadino, le polveri sottili , la manutenzione delle aree verdi, delle strade e dei marciapiedi, le barriere architettoniche dei disabili, i problemi di viabilità, i disagi delle movide e l’alcolismo, l’insufficienza dei servizi sociali, la burocrazia degli uffici comunali, la deterrenza dello spaccio e via di seguito siano problematiche almeno altrettanto da considerare come il diritto alla non discriminazione degli omosessuali ai quali va il mio rispetto a patto che loro lo abbiano per me. Non mi sento omofobo ma penso anche ai diritti dei disabili di fronte a tutte le barriere architettoniche che devono fronteggiare ogni giorno e che per loro è molto più difficile sostenere i loro diritti sfilando per le città. Giusto per fare un esempio.

IMBRATTATORI DI MURI E SERRANDE

Se io fossi un Writer (imbrattaatore di muri) sarei felice come una pasqua, gongolerei soffregandomi le mani perché non ho mai avuto un’occasione cosi ghiotta rappresentata dal rifacimento delle facciate dei palazzi torinesi che con le agevolazioni fiscali emanate dal governo hanno dato il via ad una corsa veramente tale a riverniciare i muri esterni delle case facendole ringiovanire e brillare al colpo d’occhio. E’ come se a quelle bande notturne di sconsiderati che impiegano pennelli, spray, e vernici di tutti i colori per scrivere sui muri appena puliti fosse stata offerta l’occasione della vita per dare sfogo ai loro istinti di scrivani. Scrivono le fregnacce più strampalate come “chieti e ti sarà tato” oppure “trullallero… trullalla’” e via di seguito: questo con il nostro alfabeto. Altre scritte non sono leggibili per i comuni mortali perché impresse con strani geroglifici assolutamente senza significato comprensibile; su questi ultimi mi sono anche chiesto se fossero scritte in lingua araba, aramaica od altro. Altrettanto mi sono chiesto se contenessero messaggi cifrati fra bande in sinergia o rivali fra di loro. E’un mondo che non conosco e mi sono anche chiesto se non nascondessero inneggiamento od incoraggiamento a rivolte sociali od addirittura al terrorismo. Certo che trovarsi grandi superfici murali pulite oggi e da imbrattare stanotte è un’occasione molto golosa …e già si sono viste scritte su facciate appena ripulite. Chissà con quale soddisfazione dei condomini! La facciata di casa mia è vecchia e non si è deciso di ripulirla, almeno per il momento, ma se lo avessimo fatto e se l’indomani ci avessi trovato “W la juve” mi sarei adombrato non poco. E’ da dire anche che gli argomenti di questi beceri imbianchini del nottetempo sono molto disparati: dalle dichiarazioni d’amore a nomi femminili ad inneggiamenti politici o sportivi. Qualche “writer” ha sposato per esempio il problema dei “riders” o quello di certi detenuti che per un motivo o per l’altro sono finiti in galera…”liberate Claudio” oppure “liberi tutti”. Non oso pensare quanti siano coloro che stanno preparando geroglifici o scritte per questa prossima notte, so però che l’imbrattamento dei muri è un reato punibile penalmente ma prima bisogna beccarli e come? Con le telecamere? questi spregevoli soggetti si incappucciano ed indossano mascherine anti covid e molto rapidamente spariscono in bicicletta come quelli che si infilano nottetempo in quei contenitori dove la gente civile deposita indumenti dismessi ma lavati ed ancora fruibili. Ma non sono solo i muri a fare le spese degli imbrattamenti perpetrati da ignobili e sfuggenti figuri nottambuli ci sono anche le saracinesche di molti negozi, principalmente quelle costruite con doghe orizzontali sovrapposte, dove per lo più si sfogano con strani geroglifici senza senso, nessun messaggio comprensibile solo vandalismo! Sempre a proposito di saracinesche di negozi c’è un altro aspetto da considerare, non proprio simile ma comunque da ritenere una sorta di imbrattamento anche questo. Mi riferisco a tutti quegli adesivi di esperti in riparazione di serrande che si propongono con i loro servizi e con i loro cellulari anche di pronto intervento. Guai se su una vostra serranda ne compare un primo…subito dopo inizia la concorrenza di tutti gli altri che in breve tappezzeranno in modo multicolore parte della superficie a macchia di leopardo. Se invece la serranda è fatta con la parte superiore a vista allora la parte inferiore diventa l’unico spazio, ovviamente molto più ridotto, per concentrarvi i messaggi pubblicitari; si badi bene non anonimi ma con nome cognome e telefono! E non provate a staccarli, operazione molto difficile perché la colla aderisce fortemente al metallo al punto tale che se riuscite ad asportare l’etichetta facilmente verrà via anche parte della vernice. Non ho mai visto nessuno di giorno applicare tali adesivi ma li ho solo sempre visti al mattino del giorno dopo comparire improvvisamente belli freschi e nuovi! Evidentemente nella notte alcuni delegati di tali artigiani appiccicano i loro adesivi là dove trovano spazi o dove già altri l’hanno fatto. Io ho provato a telefonare a qualche numero per avanzare le mie rimostranze ma non ho avuto spiegazioni chiare sulla legittimità dell’operazione: o mi hanno attaccato il telefono subito dopo il quesito od hanno farfugliato strane cose sul buon diritto alla pubblicità della propria attività od addirittura mi hanno mandato a quel paese. Mi piacerebbe sapere se gli imbrattamenti murali sono tenuti d’occhio dalle autorità preposte e se la pubblicità selvaggia dei “serrandisti” è lecita. Ben diverso è il discorso dei “murales” o quello della “street art” perché hanno un contenuto artistico ed una autorizzazione o condominiale o comunale e ben spesso sono veramente delle opere d’arte con dei contenuti encomiabili. Un’ultima considerazione meritano quei questuanti che occupano una parte di pavimento pubblico per disegnare con gessi colorati immagini religiose od altro, tutto di buona fattura e sicuramente espressione di doti pittoriche innate o coltivate con poca fortuna .. In questi casi se di imbrattamento di suolo pubblico si può parlare si deve anche dire che sono immagini labili e facilmente cancellabili sicchè nesssun danno conseguente. Il decoro di una città passa anche attraverso la deterrenza degli imbrattamenti. M.P.

Domenica 12 Giugno si vota per il Referendum sulla Giustizia ed in molti Comuni Italiani

Sostengo convintamente le ragioni di votare SI a tutte e 5 i quesiti referendari sulla giustizia a cominciare da quell'orrore della legge Severino che ha distrutto la vita sia politica che sociale di molte brave persone ingiustamente accusate e poi riconosciute innocenti ma con l'obbligo di doversi dimettere dal loro ruolo istituzionale. La preoccupazione è che vi sono dei politici che parlano di disaffezione e disinteresse dei cittadini per il voto, sia Referendario che Amministrativo. Ma costoro si rendono conto che tutto ciò dipende dalla pochezza politica, salvo qualche rara eccezione di chi rappresenta la politica Italiana? Mancano idee, voglia di lavorare seriamente, mancano competenze vere tanto che il Presidente Draghi appare come un UFO calato da chissà dove per tentare di fare un pò di ordine in questo Paese. Un sano ricambio non solo generazionale dei politici e tanto coraggio ed onestà in più eliminando le confraternite di mutuo aiuto e sostegno, per cui tutto deve cambiare affinchè nulla cambi

Un vecchio veterinario, pedone a Torino di Marzio Panichi

Alcune osservazioni sulle strade di Torino le ho già fatte da automobilista ora voglio muovermi da pedone anziano e riferire alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati dall’amministrazione comunale attraverso le sue competenze ed organi di lavoro. Suoni pure come una critica ma costruttiva osservata da un comune cittadino che si muove a piedi per le commissioni di tutti i giorni. Diciamo che faccio riferimento di più alla zona semicentrale della citta in particolare la Crocetta ma non quella ricca bensi quella più borghese ma popolosa, parlo di via Gioberti via San Secondo via Sacchi ecc. In Alcuni isolati i marciapiedi sono stati a suo tempo ristrutturati con gli scivoli per i disabili e messi in piano a livella. Altri invece sono rimasti alla vecchia maniera con lastroni di pietra ormai sconnessi e decisamente pendenti verso la strada. In alcuni casi il Comune si è premurato di avvertire con un triangolo giallo di pericolo che il “marciapiede” è “sconnesso” a mò di avvertimento e scarico di responsabilità verso l’utente. Gli utenti dei marciapiedi non sono tutti giovani, agili e con i riflessi pronti… ci sono gli anziani con le mani dietro la schiena, a lenta camminata con passi corti e talvolta strascicati...io ci ho fatto caso ma fatelo anche voi. Poi ci sono tutti quelli che ancora riescono a camminare in autonomia ma con un bastone o le stampelle, poi ancora ci sono quelli che hanno un carrellino di appoggio con le ruote per poter deambulare da soli. Ma non è finito perché ci sono i disabili totali nella camminata e che siedono in carrozzina sospinta da qualche volontario oppure quelli - forse più abbienti - che fruiscono di carrozzine elettriche, in più ci dobbiamo aggiungere anche tutti i traumatizzati od operati agli arti (protesi d’anca, di ginocchio ecc.) stampellati da una sola parte od addirittura due. Mi fermo nell’elenco anche se forse ho scordato qualche altro esempio di utenti deboli dei nostri marciapiedi per passare a qualche altro aspetto che non riguarda solo la manutenzione strutturale del suolo pedonale e le persone che in un qualche modo non perfettamente abili nel cammino ma riguarda anche tutti i fruitori dei marciapiedi. Mi riferisco qui esplicitamente alle deiezioni solide e liquide dei cani di proprietà. E qui il discorso si fa articolato e ricco di sfaccettature. Bisogna premettere che già da anni esiste un ‘Ordinanza” sindacale, una volta definita “ordinanza della paletta”, per rimuovere le feci lasciate dai cani portati a spasso dai loro padroni per le passeggiate igieniche quotidiane. Per inciso se ne prescrivono almeno tre al giorno per i cani d’appartamento. Quel che possiamo notare oggi è che la maggior parte dei conduttori dei cani a spasso sono dotati di sacchettini verdi per la raccolta delle feci - quando sono sufficientemente solide - e molte persone in verità si chinano a farlo ma non sempre tutti a giudicare dai “ricordini fecali” più o meno grossi che rinveniamo sui nostri percorsi e dei quali dobbiamo far ben attenzione a non calpestarli, per ovvi motivi. Io non ce l’ho con i cani ovviamente ma con quelle persone che fanno gli “gnorri” soprattutto alla sera e quando piove perché al mattino dopo i “ricordini” si trovano tutti lungo i muri delle case! In questi casi credo che la rimozione del malfatto spetti al condominio od al negoziante prospiciente che saranno felicissimi di tutto ciò! Alcuni condomini o negozianti ricorrono all’applicazione di bottiglie di plastica riempite di acqua ma questi artifici servono tutt’al più per scoraggiare i quadrupedi maschi dal “lever la patte” sugli stipiti di negozi o portoni. E sempre a proposito di cani maschi ben spesso essi sollevano la zampa posteriore sulle ruote o le carrozzerie delle auto in parcheggio con grande soddisfazione – lo si può immaginare - dei legittimi proprietari! Certo che se noi passanti ci facessimo attenzione i muri delle case e di conseguenza i marciapiedi stessi portano i segni e gli odori dei vari innaffiamenti di cani maschi e femmine. Almeno queste ultime potrebbero essere indotte o condizionate a lasciare i loro laghetti fuori dal marciapiede, sulla strada, magari fra un’auto e l’altra. Le soluzioni a tutti questi problemi sono solo due: l’educazione alla rimozione costante delle feci da parte dei conduttori di cani ed il lavaggio delle urinazioni da parte degli addetti alle pulizie dei condomini o di quei pochissimi privati possessori di cani che si portano dietro degli spruzzatori di acqua od altro disinfettante. L’altra soluzione sarebbe rappresentata dalla deterrenza esercitata dai Vigili di quartiere che però ben spesso sono in altre faccende affaccendati! Che dire… l’unica cosa è sperare che qualche forza politica si faccia carico di questi aspetti del decoro cittadino. Quando anch’io sono stato proprietario di un cane mi ero preoccupato di reperire un controviale alberato il più vicino a casa o di un percorso tranviario abbandonato o poco transitato e di condurlo a passo svelto verso la destinazione. Sempre facendo attenzione a quel che succede per strada con i cani non è raro vederne alcuni sguinzagliati che ovviamente “segnano” Il territorio a loro piacimento. I cani in città hanno l’obbligo del guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo ma sono moltissimi invece quelli che sono legati con guinzagli srotolabili di alcuni metri: strumenti irregolari ed anche pericolosi non solo per le terze persone che possono essere aggredite od inciamparvi ma anche per gli stessi cani che improvvisamente possono avventarsi sulla strada per aver visto una preda (gatto) od un rivale dall’altra parte della via ed essere ivestiti. Qualcuno potrebbe pensare che i poveri cani non possono sgambare mai liberamente…non è vero perché il Comune ha approntato numerose “aree cani “recintate dove possono essere lasciati liberi di correre e divertirsi fra loro (salvo qualche rissa e la possibilità di raccattare pulci od altri parassiti). Per scongiurare ciò ben spesso i cani vengono lasciati liberi nei giardini o nei parchi pubblici dove giocano anche i bambini magari negli arenili a loro destinati e dove invece il cane trova lo spazio ideale per deporre le proprie deiezioni. Qualche volta ho visto i Vigili intervenire e multare giustamente. Ho cercato di mettere in luce alcuni aspetti di convivenza uomo/cane in città ben conscio del fatto che la maggior colpa di eventuali inconvenienti sono da attribuire all’uomo e conscio anche del fatto che i problemi delle periferie non sono solo questi ma altri ben più gravi e ben al di sopra delle mie capacità di analizzarli. Marzio Panichi

Vaiolo delle Scimmie news

"Le persone con vaiolo delle scimmie possibile, probabile o confermato evitino il contatto con altre persone fino a quando le lesioni non sono guarite e le croste non si sono asciugate. I casi dovrebbero anche astenersi dal sesso mentre sono sintomatici, compreso il periodo di insorgenza precoce dei sintomi, e mentre sono presenti lesioni. Anche se non ci siano, per ora, prove disponibili del virus nelle escrezioni genitali, per precauzione, si consiglia di utilizzare il preservativo per 8 settimane dopo l'infezione. In caso sia necessario spostarsi per cercare assistenza sanitaria, i contagiati dovrebbero assicurarsi che le lesioni siano coperte e indossare mascherine. I contatti di pazienti saranno invitati, se necessario, a isolarsi per 21 giorni e i contatti stretti dovrebbero essere valutati per la vaccinazione e, a questo, scopo l'Ukhsa ha acquistato oltre 20.000 dosi di vaccino antivaiolo. Per gli operatori sanitari sono indicate mascherine Ffp3, guanti, occhiali e camici se devono essere a contatto con casi accertati. Chiunque abbia eruzioni cutanee insolite su qualsiasi parte del corpo dovrebbe riferirlo al medico".

Conclusioni di un “vecchio automobilista”

Per brevità: tutto quanto fin qui osservato sull’indisciplina dei ciclisti vale per i monopattini con l’aggravante che ben spesso i ragazzi li vivono come un divertimento competitivo, chi va più forte è più bravo, e dunque acrobazie di ogni genere, “trucchi” ai motorini e “cavalcamenti” in due. Tutto ciò non solo nelle piste ciclabili ma anche nelle zone pedonali, sulle strade e …se piove anche sotto i portici! A me è capitato di vederne solo uno per terra con un capannello di gente intorno: sarà finito in ospedale? ... e così la sanità pubblica avrà un costo in più! Sui pedoni, anch’essi fruitori deboli delle pubbliche vie, vorrei dire una cosa sola: farebbe molto piacere ad un automobilista che rallenta od inchioda alle strisce ricevere un sorriso od un gesto di ringraziamento per l’osservanza del disposto del Codice stradale anziché assistere alla sfilata indifferente di pedoni al telefono o di ciclisti che irrompono improvvisamente sul tracciato bianco nero e se ricevono un colpo di clackson alzano il dito medio! Mi chiedo dov’è la vigilanza delle autorità e la deterrenza…eppure la città è cosparsa di telecamere e tecnologie varie che paiono però funzionare solo per i veicoli targati…tutti gli altri sono fantasmi che possono compiere infrazioni di tutti i generi impunemente. Sconforto e disappunto sono le conclusioni di un “vecchio” automobilista che paga tutti i balzelli imposti compreso l’aumento dei costi dei carburanti che lascia indifferenti tutti coloro che fruiscono delle pompe. Anche le associazioni dei consumatori non levano gli scudi cosi come i club degli automobilisti od i sindacati mentre si assiste al saliscendi del prezzo carburanti che un giorno diminuisce di qualche centesimo per riaumentare subito dopo raddoppiando la riduzione precedente. Per chi come me non comprende appieno i giochi sottili delle multinazionali e delle “sette sorelle” resta perplesso e sogna di poter uscire dalla morsa con un ‘auto ibrida o del tutto elettrica ma quando prende coscienza del prezzo di acquisto demorde e si rassegna, per quanto a malincuore, a fruire ancora e sempre del carburante tradizionale. I più giovani ripiegano sui bicicli, i più vecchi sui servizi pubblici che non sono proprio a buon mercato ed efficienti. Meno male che personalmente sono in pensione e l’auto non mi serve più per andare al lavoro per cui cerco di limitarne l’uso quotidiano all’indispensabile. Sarebbe un’idea balzana quella di far pagare la tassa di circolazione e l’assicurazione obbligatoria in base al numero di chilometri percorsi? Presumo che le moderne tecnologie potrebbero consentirlo ma se questo entra in rotta di collisione con i poteri forti resta una pia illusione. E io….pago ancora e sempre ! Non solo io ovviamente ma tutti voi anche. Marzio Panichi

E' mancato Vincenzo Reda un amico di Torino Viva

E' con dolore che ho appreso ieri mattina da Margherita, la moglie, che l'amico Vincenzo era deceduto per un arresto cardiaco all'Ospedale Maria Vittoria dopo una polmonite che lo aveva debilitato. Con 'Enzo ci siamo frequentati a lungo divenendo amici. Insieme a vedere le partite della nostra Juve, insieme al bar Elena a raccontarci di politica, entrambi di impronta socialista. Era un pittore, dipingeva con il vino ed era veramente apprezzato. Ma era un uomo colto, sapeva di storia ed aveva un occhio critico ed attento al mondo che lo circondava. Purtroppo gli ultimi anni della sua vita erano stati un vero calvario per via di una salute che si era fatta sempre più compromessa. Vecchie malattie e nuove , come il Covid avevano indebolito l'uomo che aveva però la capacità di riemergere dopo momenti molto bui in cui più di una volta sembrava non ce la potesse fare. Ciao amico mio, nonostante le nostre divergenze degli ultimi anni siamo rimasti amici. Ti ho voluto bene. Le mie più sentite condoglianze alla moglie Margherita ed alla figlia Geeta.