Il vaccinarsi è l'unico modo, per ritornare ad una vita "quasi normale" aspettando il PNRR

65.122.371 Totale somministrazioni Totale persone vaccinate 29.972.109 55,49 % della popolazione over 12 (persone che hanno completato il ciclo vaccinale) Le mie proposte 1) Rilancio della Sanità pubblica,con ingenti investimenti per i Dipartimenti di Emergenza e di Prevenzione. Rivalutazione della figura del Medico di Famiglia, del Pediatra di libera scelta e dei Medici di continuità assistenziale. 2) Puntare sulla creazione delle Case della Salute e AFT dotate di strumentazione e personale per una prima e più completa valutazione dei pazienti. In esse deve essere presente la possibilità del Teleconsulto con le ASO o anche gli Ospedali di Livello Nazionale come il Parco della Salute, della Scienza e della Ricerca. Dare vita ad Ospedali di Comunità come punto di raccordo tra Medici della continuità assistenziale e ASO. 3) Cancellare la «Maglia Nera per l’Ambiente» di Torino e lavorare per ridurre l’impatto economico e sulla Salute degli Inquinanti diffusi. L’Epigenetica e Perdita di Salute. 4) Ripristinare la figura del Medico Scolastico, inserendo nei programmi della scuola dell’obbligo il tema della Prevenzione Primaria grazie ai corretti stili di vita (alimentazione-attività fisica regolare) 5) Avviare un piano di recupero e modifica delle RSA affinchè siano ammodernate e potenziate nelle figure professionali sanitarie al loro interno, divenendo luoghi di vita e non di fine vita. 6) Tra i nuovi temi, che superata la fase pandemica vorremmo affrontare, vi è anche quello di una "Green Medicine" e della Ricerca Sostenibile applicata al campo Sanitario 7) Investimenti in strumentazioni, personale, formazione ed aggiornamento 😎 Una rete Sanitaria «Metropolitana» considerando anche le comunità montane e le zone di particolare disagio per l’accesso ai servizi

Per una Torino Viva occorre una Torino in Salute

Il concetto di Salute è molto ampio come la scienza ci ha insegnato. Implica importanti investimenti da parte dello Stato, delle Regioni e dei Comuni nel campo della ricerca scientifica, dell'ecosostenibilità del mondo industriale e delle imprese, richiede impegni straordinari in un cambiamento radicale dell'agricoltura e degli allevamenti.Non solo questo ci vuole una modifica sostanziale nei programmi didattici nella Scuola dove i nostri figli imparino l'importanza di rispettare oltre che gli altri anche il Mondo in cui vivono e che noi, meno attenti gli abbiamo lasciato carico di veleni.Senza una partecipazione dei cittadini le grandi Riforme Sanitarie ed Ambientali non si riescono a fare perchè sono costose, lunghe e faticose. Il risultato di una seria politica di "cambiamento ecosanitario" ha delle ricadute a 20 e più anni"

#LaSalute, cosa aspettarsi dal Covid?

Cosa dobbiamo attenderci dal Covid-19? Questo il tema dell’ultima puntata de #LaSalute, andata in onda venerdì 25 giugno. A concludere il ciclo di appuntamenti l’ospite Giovanni Di Perri, ordinario di malattie infettive presso l’Università di Torino. Ad un anno e mezzo di distanza dall’inizio della pandemia, gran parte della popolazione risulta vaccinata. Secondo i dati, sono circa 47 milioni gli Italiani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino e 16 milioni e mezzo coloro che hanno completato l’intero ciclo. Numeri cui va ad aggiungersi quella parte di popolazione che ha contratto il virus e risulta adesso immunizzata. Come sottolinea il professor Di Perri, questo costituisce certamente un ostacolo alla diffusione del virus originario, che nel suo mutare ha però sviluppato delle varianti capaci di attaccarsi anche a coloro che sono vaccinati. E’ questo il caso della variante indiana – anche conosciuta come delta – che risulta ad ora essere la più contagiosa. Occorre però accelerare con le vaccinazioni. “La capacità del virus di generare varianti è minore tanto più bassa è la quantità di virus circolante” – sostiene Di Perri, e anche lì dove l’infezione viene contratta tra prima e seconda dose, i rischi per la salute risultano minori. Per quanto riguarda i dati sulla vaccinazione eterologa, calcolati su poco più di 600 pazienti, non sembra esserci differenza di rendimento tra la prima dose effettuata con Astrazeneca e la seconda con i vaccini Pfizer o Moderna. I casi di trombosi atipiche fino ad ora verificatisi hanno riguardato per lo più donne sotto i 40 anni, fascia che sembra essere il bersaglio preferito di questo effetto collaterale. Ad ogni modo, i dati vanno calcolati su milioni di soggetti vaccinati e bisogna sempre tener presente il rapporto tra rischi, costi e benefici. Novità sono invece in arrivo sulla possibilità di un richiamo nel prossimo autunno e sulle nuove terapie, che ora si avvalgono degli anticorpi monoclonati entro i primi 5 giorni dal contrarre dell’infezione. In Piemonte, questi sono stati somministrati a ben 349 pazienti. L’augurio – conclude Di Perri – è che vengano sviluppati anche dei farmaci antivirali, utili per ridurre la quota di soggetti che necessitano di recarsi in ospedale. Per chi si fosse perso la puntata, ecco il link. Nel frattempo, vi aspettiamo domenica alle ore 12.15 per la replica, sempre su Rete7.

Ultima puntata de #LaSalute, venerdì alle 20.15

Ultima puntata de #LaSalute quella che andrà in onda venerdì 25 giugno. A concludere questo ciclo di appuntamenti l’ospite Giovanni Di Perri, ordinario di malattie infettive presso l’Università di Torino, che ci ha già accompagnato nelle prime puntate di marzo. Tanti, e soprattutto attuali, i temi che verranno portati sul “tavolo” di discussione. Se precedentemente abbiamo parlato della variante inglese, questa volta a preoccupare sono altre due tipologie di Covid-19: la variante indiana – anche nota come delta – e quella lambda, originaria del Perù, l’ultima ad essere stata dichiarata “di interesse” dall’Oms. Riscontrate in gran parte dei paesi del mondo, potrebbero presto interessare anche l’Italia. E’ perciò necessario comprendere come procede il tracciamento della loro diffusione e, più in generale, dei casi attualmente positivi, così da poter avanzare previsioni sul futuro della pandemia. Di grande interesse è anche il tema dei viaggi. Valido dal 1 luglio in tutta l’Unione Europea, il Green Pass – o EU Digital Covid Certificate – permetterà di viaggiare da e per tutti i paesi europei senza l’obbligo di sottoporsi ad ulteriori restrizioni, tranne in casi eccezionali. Per approfondire questo e tanto altro vi aspettiamo venerdì alle ore 20.15 su Rete7, con replica domenica 27 giugno alle ore 12.15.

Giovedì 24 Giugno alle 21.30 Riparte il DoctorJazz dai Tre Bicchieri

Redazione Dopo lo storico locale Capolinea dell’8 in via delle Maddalene che sabato 19 ha ospitato il trio di Max Gallo con tanti solisti ospiti del suo cd “Jazz not Stop”, riapre al Jazz anche il Circolo Tre Bicchieri di via Ignazio Giulio 29. Di scena il quartetto di Giorgio Diaferia “Doctor Jazz” che porta avanti la campagna “Fermiamo il Covid, non fermiamo il Jazz”, Si inizia alle 20 con la cena dei partecipanti e poi dalle 21.30 1 ora di jazz con qualche sorpresa molto gradita……. Il quartetto Doctor Jazz si esibirà poi il 31 Luglio ad Acqui in Jazz ed il 12 di Settembre al Monferrato Jazz Festival. In attesa di conferme da Teatro Merula ed Avigliana Jazz Festival.

Mangiasano, per un futuro più sostenibile

In occasione dell’Anno Internazionale della frutta e della verdura, il 19 giugno si è tenuta a Cuneo la XVI edizione di Mangiasano, la campagna di informazione e comunicazione sulla sicurezza alimentare e sull’agricoltura ecologica. L’evento ha visto la partecipazione di esperti ed esponenti dell’imprenditoria agricola come Luca Crosetto e Domenico Massimino, presidente territoriale e di Confartigianato Imprese Cuneo e vicepresidente nazionale, Claudio Piazza e Renato Rolla, presidente e vicepresidente di ANCoS, il dottor Giorgio Diaferia e la dottoressa Maria Caramelli. Tanti i temi di discussione portati “sul tavolo” dell’incontro, a partire dalla sempre più preoccupante scomparsa di specie ortofrutticole come risultato delle nostre scelte alimentari. Come ha affermato il dottor Giorgio Diaferia: «E’ importante stimolare un collegamento tra il mondo delle produzioni ortofrutticole e degli allevamenti e il mondo della scienza e della ricerca al fine di trovare un comune denominatore che vada a promuovere corretti stili di vita e una buona alimentazione». Le produzioni ortofrutticole svolgono infatti una funzione fondamentale non solo per la produzione di cibo ma anche per l’ambiente, il paesaggio, il territorio e soprattutto la biodiversità. Secondo i relatori, ciò che serve oggi è un nuovo modo di fare ambientalismo attraverso produzioni sostenibili, tracciabili e innovative sotto il profilo green. “Una economia verde” che non guardi solo al profitto ma anche, e soprattutto, all’impatto ambientale che deriva dalla produzione di un dato prodotto. L’intero ciclo di trasformazione delle materie prime a partire dalla loro estrazione produce infatti danni non indifferenti, senza parlare dell’inquinamento causato dal trasporto e dal processo di smaltimento. Altro tema di discussione è stato quello della sicurezza alimentare compromessa da tutte le sostanze tossiche (pesticidi e metalli) contenute nella maggior parte dei cibi che consumiamo. Fragole, spinaci e pomodori sono solo alcuni dei vegetali che più contengono residui di pesticida, senza dimenticare tutti quegli alimenti che vengono prodotti all’estero e che non sono perciò sottoposti ad adeguati controlli di sicurezza. «Grazie al Covid abbiamo raggiunto una maggiore attenzione all’igiene» sostiene Maria Caramelli, responsabile S.C. neuroscienze dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. L’avviso è quello di mantenere quest’attenzione anche e soprattutto nel campo della sicurezza alimentare. Se è vero che per frenare meccanismi ormai quasi inarrestabili servono concrete azioni politiche, ogni singolo ha un enorme potenziale sulla salvaguardia dell’ambiente. Ridurre la produzione di gas inquinanti, scegliere produzioni diversificate, ricorrere a selvicoltura e agricoltura sono tutte scelte che ci permettono non solo di tutelare la nostra salute, ma anche quella dell’ambiente nella sua complessità.