domenica 21 marzo 2021

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FORESTE? DOVREMMO SMETTERLA DI DISTRUGGERLE!

La giornata internazionale delle foreste è stata istituita il 21 marzo 2012, Ogni anno, vari eventi celebrano e sensibilizzano sull'importanza delle foreste, a beneficio delle generazioni attuali e future. Guido Pollice, Presidente Onorario dell’Associazione Verdi Ambiente e Società, ha dichiarato: ”Le aree naturali protette e i boschi sono fondamentali per conservare la biodiversità. Nelle foreste, c’è la presenza esclusiva e caratteristica di determinate specie sia vegetali che faunistiche. Penso che le Riserve, le Oasi e i Parchi Nazionali siano ciambelle di salvataggio di un’umanità ormai suicida. Suicida perché sta distruggendo le stesse basi della sua civiltà, per questo è indispensabile preservare queste aree con tutti i mezzi e con tutte le forze che ci possono essere. Nel 1992 ero presente a Rio de Janeiro, quando furono varati tre grandi obiettivi tra cui la conservazione della diversità biologica. Era necessario salvaguardare questi brandelli di biodiversità ancora a disposizione dell’umanità, pensare alla vita che si conserva in questi meravigliosi luoghi. Oggi, per noi di Vas, preservare significa salvare i boschi e soprattutto gli alberi monumentali del nostro paese”. Stefano Zuppello, Presidente di VAS, ha dichiarato: ”Oggi, 21 marzo, con l’inizio della Primavera, è stata istituita la giornata internazionale delle foreste. Una giornata che dovrebbe farci riflettere sulla enorme importanza che gli alberi hanno per il nostro Pianeta. Biodiversità, clima, la vita stessa dipendono da questi polmoni verdi. Quindi la loro distruzione per motivi economici, come sta avvenendo in Amazzonia, o per gli incendi, spesso divampati per incuria o mancata prevenzione, come accaduto in Australia o negli Stati Uniti, è da considerarsi un vero delitto contro l’umanità. Le proteste che si levano soprattutto dai giovani contro queste distruzioni devono essere ascoltate. Per quanto riguarda l’Italia ci auguriamo che nella annunciata transizione ecologica trovi spazio la salvaguardia e la valorizzazione dello stupendo patrimonio arboreo che possiede il nostro Paese”. Roma, 21 marzo 2021

sabato 20 marzo 2021

#La Salute: le varianti del Covid

Continua su Rete7 ogni venerdì sera alle 20.30, con replica la domenica in orario di pranzo, la rubrica di approfondimento medico #LaSalute condotta dal dott. Diaferia, medico e giornalista. Ospite della seconda puntata il prof. Giovanni Di Perri, ordinario di malattie infettive all’università di Torino, già intervenuto nella puntata precedente dedicata all’ “Incubo covid”. L’argomento di cui si è parlato è quello delle “Varianti del covid” ad oggi note: brasiliana, sudafricana e soprattutto inglese. Dati statistici alla mano, pare essere proprio quest’ultima la più diffusa in Italia (così come nel resto d’Europa) perché ad altissimo tasso di contagiosità. In alcune regioni, tra le quali il “nostro” Piemonte, essa è particolarmente “concentrata” tanto da superare, in termini di casistiche individuate, il virus originale: secondo le ultime stime, ben tre casi su quattro sono infatti riconducibili alla variante inglese. Sembra insomma che l’invasione della pandemia, nonostante gli sforzi per contenerla, non dia tregua. Siamo nel pieno della terza ondata. Al nemico principale e (tristemente) più conosciuto covid-19 si aggiungono ora, come se non bastasse, le temute mutazioni, subdole e fortemente endemiche nonché, per alcuni aspetti, anche più aggressive. È possibile riconoscerle tempestivamente mediante la classificazione dei sintomi? Come distinguerle da una banale influenza di stagione o dalla “matrice” coronavirus stessa? Quale il loro decorso clinico tipico? Raccomandazioni particolari sulle precauzioni da adottare? Questi alcuni interrogativi cui si è cercato di dare una risposta nel corso dell’interessante incontro. Il focus si è poi inevitabilmente spostato sulla situazione vaccini, partendo da una panoramica generale per poi approdare ad una riflessione a livello locale. In vigenza dell’autonomia regionale sul piano delle vaccinazioni, come si sta organizzando il Piemonte? Dopo gli ultraottantenni, adesso la platea si allarga ai pazienti che per le patologie riscontrate, a giudizio del medico curante, necessitino di una chiamata prioritaria; con l’obiettivo di estendere il tutto, con rapidità, ad un sempre maggior numero di soggetti. Quanto alle strutture preposte allo scopo, attualmente le sedi vaccinali sono troppo poche per sostenere i ritmi prefissati (nonostante la zoppia delle forniture). Allo studio la fattibilità di vaccinare sui luoghi di lavoro (la cd vaccinazione in fabbrica) e l’ipotesi di coinvolgere maggiormente negli ospedali il personale sanitario; ma anche le cliniche private e soprattutto i medici di base (opportunamente “supportati”) sono risorse preziosissime da attivare nel più breve tempo possibile. L’imperativo è di fare fronte comune contro l’avanzata della pandemia, guardando al “modello” Israele: tutti e subito. L’appello è di vaccinarsi.

lunedì 15 marzo 2021

Non sprechiamo i Vaccini avanzati

Il Presidente Giorgio Diaferia, si rivolge all'Assessore Regionale alla Sanità Icardi, perchè provveda subito a pianificare come comportarsi, da parte dei centri vaccinali, in caso di dosi di vaccino non somministrate e quindi avanzate. Tramite algoritmo, per ordine alfabetico, per territorio in qualche modo non possiamo permetterci che le dosi di vaccino antiCovid vadano sprecate. Ma ancor di più dobbiamo subito togliere dal grave imbarazzo i medici di famiglia che si vedono da giorni assaliti dai loro pazienti che ancora non sono stati vaccinati pur rientrando nelle categorie previste al momento. E' necessario, puntualizza Diaferia, che aumentino i centri vaccinali e ci sia un regolamento chiaro sul come comportarci, dopo l'annuncio del generale Figliolo che i vaccini avanzati devono essere recuperati ed inoculati! Altro punto nodale è la piattaforma piemontevaccina.it, per la prenotazione a vaccinarsi per i cittadini di età compresa tra i 70 ed i 79 anni- Non tutti sono in grado di farlo e sarebbe opportuno provvedessero o i medici di famiglia come per gli over 80 o direttamente i centri vaccinali che dovrebbero essere distribuiti almeno 1 per ogni Circoscrizione di Torino.

domenica 14 marzo 2021

Torna #La Salute, la trasmissione televisiva di EcoGraffi

Venerdì 12 marzo è andata in onda la prima puntata di #La Salute, la trasmissione televisiva curata dalla redazione di EcoGraffi. Per l’occasione, il direttore Giorgio Diaferia ha ospitato in studio il professor Giovanni Di Perri, ordinario di malattie infettive all’Amedeo di Savoia di Torino. Incubo Covid: è questo il titolo della prima puntata, tutta incentrata sulla pandemia che fatichiamo a contenere. Si tratta, infatti, di un virus particolarmente contagioso, soprattutto se teniamo conto che il 50% dei contagi è asintomatico e dunque difficilmente rintracciabile. Ma se in Italia la situazione è in peggioramento, in altre parti del mondo la pandemia sembra essere sotto controllo. Al momento si cerca di capire se questa disparità sia dovuta ai comportamenti delle persone, alla posizione geografica di quella determinata area, alla densità di popolazione o all’inquinamento. Successivamente, l’ospite si è concentrato sul quadro terapeutico previsto per i malati Covid, sulla loro possibile sintomatologia e sull’importanza degli anticorpi. Secondo alcuni studi, infatti, l’immunità spontanea da infezione naturale risulterebbe, nei primi 6 mesi, più protettiva del vaccino stesso. #La Salute va in onda tutti i venerdì alle ore 20.15 su Rete7, canale 12 del digitale terrestre.

mercoledì 3 marzo 2021

Senza dimora ai tempi della pandemia

La pandemia ha senz'altro contribuito all'aumento delle persone senza fissa dimora, che a Torino sono circa 2.000. Per questo la redazione di EcoGraffi, diretta dal professor Giorgio Diaferia, ha realizzato un'inchiesta sulla criticità che ogni giorno queste persone sono costrette ad affrontare. Basti pensare alla difficoltà di accedere ai tamponi o alla vaccinazione, in quanto privi di un medico di base. O allo sgombero di inizio febbraio. O ancora, alla minore capienza dei dormitori pubblici, come stabilito dalle normative anti-Covid. A occuparsi di queste e altre criticità, un piccolo universo di associazioni che operano a livello cittadino e regionale: tra loro Avvocato di Strada e CAUS – Centro di Arti Umoristiche e Satiriche. Già a dicembre 2020 l’associazione Caus ha realizzato un reportage virtuale in collaborazione con il quotidiano La Stampa, puntando l’attenzione sugli oggetti cari ai clochard. Avvocato di Strada offre invece assistenza legale alle persone senza fissa dimora, sia presso i vari dormitori della città sia presso la sede dell’associazione Bartolomeo & C. Sullo sgombero si è espresso il direttore diocesano della Caritas di Torino Pierluigi Dovis, che ha sottolineato l’importanza di creare unità di strada e soluzioni permanenti per la loro collazione, così che non diventino motivo di scontro.

mercoledì 24 febbraio 2021

Parco della Salute, una grande occasione per il territorio piemontese

Ricerca, innovazione e imprenditorialità. Sono questi i poli attorno ai quali ruota il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione (PSRI) che sorgerà nell’area ex Avio-Oval della città metropolitana di Torino. Non solo un nuovo e grande parco della Salute, ma anche un’opportunità di rigenerazione urbana. La pandemia ha infatti imposto alle istituzioni di ripensare soluzioni strategiche con cui affrontare le nuove sfide del XXI secolo, in direzione di progetti integrati e multidisciplinari che sfruttino al meglio le diverse potenzialità del territorio: sanità, ricerca, turismo, innovazione tecnologica, impresa, didattica e informazione. E’ questo il tema del convegno tenutosi martedì 22 febbraio e organizzato dall’Associazione Osservatorio 21. L’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di arricchire e stimolare lo sviluppo progettuale del Parco accelerandone al contempo la realizzazione, coinvolgere la comunità scientifica, professionale e sociale ed informare i cittadini sullo stato di avanzamento del progetto. Moderato dalla senatrice Magda Zanoni e introdotto dal presidente dell’Osservatorio 21 Giuseppe Iorio, il convegno ha riunito attorno ad una tavola virtuale Giorgio Gatti, Ermanno Marocco e Giorgio Donna dell’Associazione, l’esperta di sanità Silviana Appiano, Ezio Ghigo, direttore del Dipartimento di Medicina Generale e Specialistica della Città della Salute di Torino, Tullia Todros, professoressa ordinaria di Ginecologia e Ostetricia, Carlo Alberto Barbieri, presidente dell’Istituto Nazionale Urbanistica Piemonte e Roberta Castellana del gruppo Focus sulle Infrastrutture OAT. A seguire, sono intervenuti il Rettore dell’Università degli Studi di Torino Stefano Geuna, il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, il presidente del Gruppo Giovani Unione Industriale Alberto Lazzaro e il presidente di Torino Viva Giorgio Diaferia. Nel documento redatto, emerge l’importanza di intendere il PSRI come il baricentro di un servizio sanitario capillare e diffuso, capace di coniugare la cura ospedaliera a quella territoriale e domiciliare per persone non autosufficienti. Perché ciò avvenga, è importante ripensare le logiche di funzionamento del settore, ad oggi indirizzate più alla conversazione delle vecchie strutture che all’innovazione. Per questo è fondamentale creare una vera e propria “alleanza di saperi”, come l’ha definita Silvana Appiano, funzionale a fermare l’immobilismo di Torino e tracciare una via per il rilancio della città, creando al contempo nuove opportunità per i giovani talenti.
Il progetto prevede la realizzazione, in un’area territoriale pari a 313.725 mq, di quattro poli funzionali: il Polo della sanità, il Polo della formazione clinica e della ricerca, il Polo della didattica e il Polo della residenzialità d’ambito, di cui una zona sarà dedicata agli ospiti in permanenza temporanea ed un’altra agli studenti del polo didattico e ad attività economiche e di servizio alle persone e alle imprese. Un’iniziativa di tale portata apre uno scenario interessante anche per il settore della mobilità, poiché offre la possibilità di ripensare completamente il sistema del trasporto pubblico, dei parcheggi di prossimità e della viabilità stradale. In questo modo, non solo si potrebbe riqualificare il quartiere periferico, ma anche rigenerare più in grande il tessuto urbano della città. Lo strumento che la Regione ha scelto per la realizzazione del Parco è quello di una cooperazione tra poteri pubblici e soggetti privati: Regione, Comune, Atenei e attori economici e sociali. Per garantire l’efficacia di questo partenariato è fondamentale il ruolo della comunicazione, che dovrà essere progettata a partire dalla realizzazione di un Dipartimento in grado di governare il flusso di dati, elaborarli e redigere atti informativi destinati alla cittadinanza nel suo complesso. Con queste premesse, i risultati attesi sono in primo luogo un rafforzamento della collaborazione fra le diverse componenti del settore sanitario piemontese e della prevenzione, la costituzione di una struttura adeguata alla sperimentazione e la creazione di posti di lavoro e nuove occasioni di sviluppo economico.

domenica 14 febbraio 2021

Fermiamo il Covid non la nostra vita di Giorgio Diaferia

E' 1 anno che in vari modi il Mondo combatte questa drammatica pandemia da Sarrs Covid19. I preallarmi venuti da Mers,Sars, Aviaria , la stessa Ebola non sono bastati con i loro morti a creare una cultura dell'emergenza legata a possibili pandemie. Uno scarso coinvolgimento del mondo veterinarrio nel riconoscere le zoonosi ed isolare gli animali portatori o le abitudini alimentari a rischio. Soprattutto poca voglia di ammettere la nostra disorganizzazione nei distretti di Igiene e Prevenzione, scarsi mezzi alla Protezione Civile, inadeguatezza dei posti letto di isolamento dotati di alcuni letti di rianimazione.Sedi inadeguate per i ricoveri e le vaccinazioni con il blocco quasi completo delle attività ordinarie. Una rete di medici di base sommersa di carte, note,codici ed ogni burocrazia incomprensibile senza la possibilità di poter parlare ed avere chiare ed a volte semplici informazioni da parte di operatori preparati . Assenza completa del teleconsulto tra base e ospedale, Tutto questo genera panico,disorganizzazione, sprechi di tempo e denaro e fa mancare quelle scelte fondamentali , come ad esempio un vasto approvvigionamento di DPI realmente utili , verificati e distribuiti in massa.La ricerca farmaceutica e generale deve essere aiutata per trovare nuove terapie (Anticorpi monoclonali, ad esempio) , a sintetizzare vaccini più efficaci ed in grado di bloccare tutte le varianti del virus che si presentino. Trovare anche sistemi di disinfezione e contenimento.Per fare questo ci vuole organizzazione, un serio metodo di lavoro e soldi.Nuovi e subdoli pericoli da virus, batteri multi resistenti e miceti sono in arrivo e di nuovo ci faremo trovare impreparati. Viaggiamo per colpa del Covid verso le 100.000 vittime un record drammatico che denuncia la nostra disorganizzazione!Se si è in guerra si impiega l'esrecito ovvero la sanità militare( se ancora esiste) in collaborazione con quella privata e civile.

Delusione del 26 Aprile in Torino di M.Panichi

Al Valentino il “Viale Medaglie d’oro” corre parallelo al Corso Massimo D’Azeglio partendo dal piazzale Duca d’Aosta in direzione Corso Vit...