sabato 24 luglio 2010

No al Nucleare da VAS


















Nucleare: gravissima la decretazione di urgenza dell’8 luglio per riconfermare quanto bocciato dalla Corte Costituzionale nel giugno scorso.
Dichiarazioni di

Guido Pollice, Presidente Nazionale VAS
Riccardo Consales, responsabile nazionale VAS per il Nucleare
Antonio D’Acunto, coordinamento campano per il No al Nucleare

L’8 Luglio scorso è stato emanato il decreto legge n.105 avente ad oggetto “misure urgenti in materia di energia”, quale risposta alla sentenza della Corte Costituzionale del 17 giugno scorso che accoglieva il ricorso delle regioni contro il Governo su fondamentali questioni della reintroduzione del nucleare in Italia.
Il decreto legge è di una gravità estrema sul piano politico-istituzionale perché continua la strategia della imposizione violenta ed autoritaria del nucleare come attestano tutti gli atti finora fatti dal Governo Berlusconi, prima con il suo Ministro Scajola, costretto poi a dimettersi per altre faccende e poi da egli stesso come facente funzioni. Una scelta pesantissima, che va contro la maggioranza di una volontà popolare superiore all’80%, la si impone con una successione di colpi di mano in caotiche, confusionarie leggi omnicomprensive in totale assenza di una discussione vera in Parlamento con un conseguente voto vero sulla specificità della questione e con accordi economici separati con Società e Governi, in disprezzo totale di quella che avrebbe potuta essere una posizione diversa dello stesso Parlamento.E’ in tal modo che si distrugge la Democrazia e la fiducia nelle Istituzioni.
Il Decreto ultimo approvato ha dell’incredibile; in sostanza esso ripropone, accentuandole ulteriormente, le stesse cose che erano state contestate dalle Regioni ed accolte dalla Corte Costituzionale relativamente alla mancata intesa tra Governo centrale e Regioni, nomina dei commissari straordinari che conteranno di più di milioni di cittadini perché sostituiranno la corretta procedura democratica di programmazione, e si introducono norme a dir poco eticamente incomprensibili come quella della art 3. “In sede di prima applicazione non operano, per il Presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, le incompatibilita' di cui all'articolo 29, comma 13, della legge 23 luglio 2009, n. 99, nonche' agli articoli 1 e 2 della legge 13 febbraio 1953, n. 60, e, per i componenti dell'Agenzia diversi dal Presidente, le incompatibilita' di cui al predetto articolo 29, comma 13”, dovendosi sistemare alcuni che chiaramente sarebbero stati ineleggibili.
La motivazione della decretazione di urgenza rispetto all’iter normale della legge, che avrebbe significato una discussione di merito nei due rami del Parlamento, sta nella premessa: “ Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare provvedimenti riguardanti interventi urgenti ed indifferibili, connessi alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione di energia, che rivestono carattere strategico nazionale, nonché riguardanti l'avvio dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e il completamento del riassetto delle partecipazioni societarie dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A.” La risposta è stata data in anticipo dalla Corte nel dispositivo di accoglimento del ricorso delle Regioni “In concreto, però, quando un simile spostamento di competenze è motivato con l’urgenza che si ritiene necessaria nell’esecuzione delle opere, esso deve essere confortato da valide e convincenti argomentazioni”: Dove sono queste argomentazioni? Esiste una relazione allegata al decreto legge? La si renda pubblica ed allora apparirà nettissima, in maniera inconfutabile l’assoluta inesistenza di ogni motivo di urgenza ed indifferibilità.
Naturalmente il decreto accentua il conflitto e la lotta per la difesa della democrazia e la necessità di far conoscere al Paese le ragioni, di sicurezza, ambientali, culturali, scientifiche, economiche produttive del no al nucleare e la via nuova verso l’energia solare e le fonti rinnovabili.
Per la loro stessa credibilità il Decreto richiama anche le forze della opposizione, PD e IdV, ad una chiara , netta condanna politica sia del merito che della procedura della decretazione; a noi tutti una sempre maggiore unitaria mobilitazione.
Vorremmo concludere con una domanda al Presidente della Repubblica, che è il Presidente di tutti i Cittadini Italiani, anche di quella larghissima maggioranza contraria al nucleare ( fino a prova contraria): in che maniera il Popolo Italiano può far valere in maniera democratica il suo No al nucleare sia come centrali che come produzione di combustibile nucleare necessario per le bombe atomiche?

www.vasonlus.it

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