domenica 5 dicembre 2010

LE NOSTRE CIRCOSCRIZIONI TORINESI La Circoscrizione 5



Presidente Paola Bragantini

BRAGANTINI Paola - Tel. 011/443.55.09
paola.bragantini@comune.torino.it

Paola Bragantini, nata a Lucento il 25 giugno 1974, laureata in Scienze Politiche, bibliotecaria.
Il Presidente del Consiglio di Circoscrizione è eletto a scrutinio palese nella prima adunanza successiva alla elezione del Consiglio. Il Presidente (e la Giunta) restano in carica fino all'insediamento dei successori.
Il Presidente rappresenta la Circoscrizione e compie tutti gli atti che non siano riservati dalla legge e dallo Statuto al Consiglio Circoscrizionale.
In particolare:

* convoca e presiede il Consiglio Circoscrizionale e la Giunta;
* convoca e presiede la Conferenza dei Capigruppo;
* convoca e presiede le Assemblee;
* può convocare e presiedere le Commissioni di Lavoro;
* è membro del Comitato dicoordinamento del Decentramento;
* partecipa alle sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari nei casi previsti dallo Statuto e dal Regolamento del Consiglio Comunale;
* esercita le funzioni delegate dal Sindaco, sia quale Capo dell'Amministrazione sia quale Ufficiale di Governo, a norma di legge;
* celebra matrimoni in conformità alle norme dello stato civile;
* sovraintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti;
* rilascia, sentita la Giunta Circoscrizionale, patrocinii gratuiti;
* sentita la Giunta, salvo in caso di estrema urgenza, esercita un'autonomia decisionale sulla scelta delle priorità manutentive;
* rilascia gli atti che non rientrano nella competenza dei dirigenti in relazione a quanto stabilito in materia dall'Amministrazione;
* Il Presidente collabora con il Sindaco della Città nell'attuazione degli indirizzi generali che riguardano il territorio di competenza ed esercita le funzioni previste dalle leggi statali e regionali in vigore.
Giunta

Il Presidente ed i sei Consiglieri eletti dal Consiglio di Circoscrizione al ruolo di Coordinatori delle singole Commissioni di lavoro costituiscono la Giunta di Circoscrizione.
Le Commissioni di lavoro, presiedute dal Coordinatore, svolgono l'attività di preparazione e/o hanno funzione consultiva per i provvedimenti di competenza del Consiglio Circoscrizionale. Ai lavori della Commissione partecipano il Coordinatore che la presiede, i Consiglieri iscritti e tutti i cittadini che abbiano presentato richiesta di partecipazione. La Commissione è convocata dal Coordinatore d'intesa con il Presidente del Consiglio Circoscrizionale.
CONSIGLIERE

COMMISSIONE
Florio Rocco
e-mail: rocco.florio@comune.torino.it

I COMMISSIONE
Carbotta Domenico
e-mail: informa5@comune.torino.it

II COMMISSIONE
Valente Pasquale (Vicepresidente)
e-mail: pasquale.valente@comune.torino.it

III COMMISSIONE
Buda Vincenzo
e-mail: vincenzo.buda@comune.torino.it

IV COMMISSIONE
Ciavarra Antonio
e-mail: antonio.ciavarra@comune.torino.it

V COMMISSIONE
Berzano Paola
e-mail: paola.berzano@fastwebnet.it

VI COMMISSIONE
Consiglio

Il Consiglio di Circoscrizione è composto da venticinque membri eletti con suffragio diretto.
Il Consiglio di Circoscrizione rimane in carica per il periodo corrispondente alla durata del Consiglio Comunale, e può essere sciolto prima del termine con Deliberazione del Consiglio Comunale per i motivi indicati all'art. 53 dello Statuto del Comune di Torino.
Il Consiglio di Circoscrizione ha funzioni deliberative nell'ambito di argomenti definiti dal Consiglio Comunale, e funzioni consultive che si esplicano mediante l'espressione di pareri, obbligatori o facoltativi, ma in nessun caso vincolanti.
Il Consiglio è convocato dal Presidente del Consiglio Circoscrizionale, anche su istanza di un quinto dei consiglieri circoscrizionali assegnati. Le sue sedute sono pubbliche e le votazioni avvengono a scrutinio palese, salvo i casi previsti dalla Legge e dal "Regolamento sull'organizzazione e sul funzionamento del Consiglio Comunale". Il Consiglio della Circoscrizione 5 si riunisce presso il Centro Civico di Via Stradella, 192.
Disponibile in formato pdf il Regolamento per le adunanze del Consiglio Circoscrizionale approvato con deliberazione del Consiglio Circoscrizionale in data 5 marzo 2001, esecutiva dal 27 marzo 2001.
Cognome e Nome

Gruppo
ALU' ORAZIO
Partito Democratico
BALENA Davide
P.D.L. (Capogruppo)
BATTAGLIA Giuseppe
P.D.L.
BATTISTA Claudio
Lega Nord (Capogruppo)
BERTIN Simone
Partito Democratico
BERZANO Paola
Partito Democratico
BRAGANTINI Paola
Partito Democratico
BUDA Vincenzo
Comunisti Italiani (Capogruppo)
CARBOTTA Domenico
Partito Democratico
CIAVARRA Antonio
Gruppo Misto di Maggioranza (Vicecapogruppo)
FLORIO Rocco
Partito Democratico
GARZELLI Giacomo
Di Pietro-Italia Valori (Vicecapogruppo)
GIGLIOTTI Francesco
Liste Lupi (Capogruppo)
GIUVA Barbara
P.D.L. (Vicecapogruppo)
IPPOLITO Antonino
Partito Democratico (Vicecapogruppo)
LAMARCA Andrea
Gruppo Misto di Maggioranza (Capogruppo)
LIARDO Enzo
P.D.L.
MAZA Pierpaolo
Partito Democratico (Capogruppo)
MONTICONE Armando
Rif. Comunista (Capogruppo)
PANNUNZI Domenico
Partito Democratico
PASQUARELLA Antonio
P.D.L.
ROBELLA Massimo
M.S.F.T (Capogruppo)
SPINA Robeto
Di Pietro-Italia Valori (Capogruppo)
TERLIZZI Marta
P.D.L.
VALENTE Pasquale
Partito Democratico

sabato 4 dicembre 2010

COSTITUENTE ECOLOGISTA NEWS


Care/i,
E’ in rete la nuova versione del sito della Costituente Ecologista www.costituentecologista.it. Con l’appuntamento del 18 novembre a Roma “The Green Way”, la Costituente Ecologista entra in una nuova fase. L’entusiasmo e il successo dell’iniziativa è andato ben oltre le aspettative.Alla scarsa risonanza sui media, dove ormai i contenuti ecologisti vengono oscurati da una cortina mediatica della politica vissuta come gossip, si contrappone un riscontro più che mai positivo del web, ossia della rete, dei social network e dei rapporti diretti.
La risposta all'appello è trasversale ed entusiasta!!!Vogliamo ringraziare di cuore tutti voi per aver creduto in questo progetto.Stiamo lavorando per unire le varie anime della società civile italiana (pace, solidarietà, ecologia e legalità) e i vari Appelli in un percorso unitario.Come partecipare a costruire insieme una NuovaItalia?Innanzitutto vi chiediamo quindi un piccolo ma prezioso impegno concreto: raccoglierel'adesione di almeno 10 nuovi amici.
Stiamo costruendo una rete fondata sulle relazioni umane, sulla fiducia, e
su un grande programma condiviso!!!
E per questa ragione è nostra opinione che le istanze politiche della Costituente Ecologista debbano provenire dal basso, dai territori e dalle aggregazioni di cittadini, anche informali, per poter essere declinate a livello nazionale con delle campagne che siano vicine alla gente, alla vita quotidiana e ai problemi reali.
La Costituente Ecologista avrà successo se saprà essere da tramite tra la politica nazionale e le realtà locali utilizzando l’ecologia come denominatore comune per risolvere i problemi e contaminando la politica, cambiandone radicalmente le dinamiche. Questo è il senso dell’appello «Io cambio» con il quale abbiamo lanciato il processo della Costituente Ecologista.Un ulteriore sforzo: essere parte attiva in questo processo che deve essere fatto delle idee, proposte, buone pratiche, buone politiche ed esperienze di cui il nostro Paese è pieno e di cui nessuno parla.Abbiamo bisogno di voi tutti, per poter declinare a livello nazionale questo ricco patrimonio ecologico al fine di “caratterizzare” al meglio la Costituente Ecologista e per questo motivo vi chiediamo di scriverci, segnalarci e immaginare i contenuti e le iniziative tematiche e territoriali della Costituente Ecologista.

La Costituente Ecologista sarà fatta da tutti coloro che vorranno esserci.

Per costruire un futuro migliore, per noi e i nostri figli.

Saluti Costituenti.

giovedì 2 dicembre 2010

Carovana verso Cancun Prima tappa Città del Messcco - Puebla Di Simone Bauducco



Alle sette di mattina il traffico di Città del Messico è già bloccato. Non a caso la capitale messicana è soprannominata il Monstro. Davanti al teatro Hidalgo, una decina di pullman occupano la carreggiata e i campesinos da tutto il mondo stazionano sui marciapiedi.
Dopo la marcia di ieri per le vie dello Zocalo, le carovane per la giustizia climatica ripartono verso Cancun. Sui sedili dei “camiones” si riposano i vecchi contadini dello stato di Jalisco che hanno subito l'inquinamento della grande cascata di El Salto a causa dell'arrivo delle grandi multinazionali. Ed è proprio il tema dell'acqua uno dei nodi cruciali che uniscono le battaglie dei tanti movimenti presenti sulla carovana. Non a caso la prima tappa del viaggio fa è fissata a Puebla, città industriale a sud della capitale. La grande quantità di acqua presente nella zona ha attirato negli anni la grande industria e la città si è trasformata in un grande polo industriale. La Volswagen ha scelto proprio Puebla per il suo stabilimento che produce 8 milioni auto all'anno. Se si calcola che per ogni auto prodotta vengono impiegati circa 400 litri di acqua, il calcolo dell'acqua utilizzata diventa enorme. Ma non è solo la grande industria ad aver impoverito un'area ricca di risorse e di biodiversità. Negli allevamenti su scala industriale della “Smyhth and Field” ci sono circa 6 milioni di suini destinati all'esportazione che rappresentano una grave minaccia per l'ambiente.
Ma non è solo l'industria ad essere inquinata a Puebla, anche la politica presenta numerose ombre a partire dal governatore dello stato accusato di traffico di donne e prostituzione e protagonista di numerosi atti di repressioni contro i movimenti sociali che lottano per difendere la propria terra.
Nell'aula dell'università di Puebla, gli attivisti del “Fronte de Puebla en defensa de la tierra, agua y aria” spiegano la difficoltà dell'agire politico in questo stato.
Il passaggio della carovana rappresenta una grande occasione di scambio per loro. Lo sottolinea il rettore dell'università che saluta i carovanieri e spiega l'importanza delle soluzioni al cambiamento climatico che arrivano dal basso. Nel pomeriggio si riparte verso Coatzacolos, sede di uno dei poli petrolchimici più grandi dello stato di Veracruz.

Il popolo dell'acqua torna in piazza CANCUN - TORINO : 4 DICEMBRE 2010


Per la giustizia sociale e ambientale, per l'acqua e i beni comuni
Dal 26 novembre al 10 dicembre ha luogo a Cancun (Messico) la 16-ma Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. In queste due settimane si manifesta in tutto il mondo per la giustizia climatica. L'Acqua è il primo elemento attraverso il quale il cambiamento climatico influenza l'ecosistema terrestre.
In Italia i movimenti per l'acqua pubblica tornano in piazza in tutte le regioni dando vita a nodi pulsanti di una rete che, da nord a sud, intende preservare un bene primario come l'acqua e difenderlo dalla privatizzazione.Il Comitato Referendario Cuneo e Provincia partecipa alla manifestazione regionale del 4 dicembre a TORINO con Programma
ore 14 ritrovo alla Fontana Angelica in PIAZZA SOLFERINO dove confluirà il corteo degli Studenti partito da Piazza Arbarello
ore 15 corteo fino a PIAZZA CASTELLO e MANIFESTAZIONE con i Comitati Piemontesi per l'Acqua Pubblica, con artisti, scrittori e musicisti, con Beppe Grillo e con il prof. Ugo Mattei
La partenza da Cuneo è prevista con il treno delle ore 12.03 con raccolta degli aderenti a Centallo 12.15 ,Fossano 12.25 ,Savigliano 12.36 ,Cavallermaggiore 12.42 e Racconigi 12.50
Per informazioni

Cuneo Fossano: Oreste Delfino 3201425545 Alberto Collidà 3479802622

domenica 28 novembre 2010

Profumo abbandona il campo e prende a schiaffi la politica torinese Domenica 28 Novembre 2010 www.lospiffero.com


Il rettore si ritira dalla competizione per la successione a Chiamparino. Sono venute meno tre condizioni pregiudiziali: una candidatura svincolata dai partiti, un progetto civico, il superamento delle primarie. La lettera integrale che il professore ha indirizzato alla città:
Care Concittadine e cari Concittadini, mi rivolgo a voi per dire una parola definitiva sull’ipotesi di “Profumo Candidato Sindaco di Torino”, perché è direttamente a voi che credo sia giusto che io parli. Io sono molto onorato che una grande Città come Torino, nella quale non sono nato, ma dove ho studiato, vivo con la mia famiglia e lavoro con grande soddisfazione da molti anni, abbia pensato a me come futuro Sindaco della Città, attraverso l’espressione di persone della cultura, del terzo settore, delle parti sociali, delle realtà imprenditoriali, degli studenti, della società civile in generale e della politica. Non sono certo di meritarlo, ma sono piacevolmente stupito e colpito dal fatto che, in questi ultimi mesi, molte persone (uomini, donne, giovani e anziani) che non avevo mai conosciuto in precedenza, mi fermino per strada e mi chiedano che cosa io pensi della Torino del futuro e se mi candiderò per diventare il Sindaco della Città. Nessuno mi ha mai parlato di partiti, di primarie e di rapporti tra Torino e Roma.Una premessa è opportuna. Fin dall’inizio della querelle dissi che io ero al mio secondo mandato come Rettore del Politecnico, che avrei terminato nel 2013, che il processo di rinnovamento dell’Ateneo non era ancora concluso e che mi sentivo impegnato verso i miei colleghi e gli studenti a portare a termine il mio lavoro. Io non ho mai “tirato la corda dei tempi”, ritengo che la fretta sia una cattiva consigliera: in tutte le scelte importanti della vita, quando si è trattato di prendere una decisione e il tempo stringeva, mi sono detto: calma, rilassati, valuta attentamente. E’ la mia razionalità che me lo impone. Credo, ancora una volta, di aver avuto ragione, provate ad immaginare quale sarebbe stata la mia vita negli ultimi mesi, se avessi seguito i molti “consiglieri della fretta”.Prendo atto del fatto che la conflittualità della politica nazionale ha dei riflessi importanti anche sulla partita delle elezioni amministrative della prossima primavera e che tutto il processo ne è stato inevitabilmente accelerato. In questi mesi, a Torino, si è parlato troppo poco della Torino del futuro e molto delle lotte interne ai partiti, di primarie e dei rapporti tra Roma e Torino. I cittadini vogliono invece discutere, ascoltare, immaginare, avere indicazioni su quale ruolo potrà giocare il Comune di Torino sui grandi temi della città: Fiat e territorio, lavoro e giovani, socialità e classi più deboli, finanza delle casse comunali e investimenti sul territorio, integrazione e sicurezza, attrazione di investimenti e innovazione, formazione, ricerca e sviluppo e molto altro.I risultati del lavoro delle giunte Castellani e Chiamparino, che ci consegnano una bella città, - e credo di interpretare in modo corretto il vostro pensiero, di cui noi tutti siamo orgogliosi - diversa e migliore di quanto non fosse all’inizio degli anni ’90. Non è, credetemi, un compiacimento autoreferenziale, ma molte sono le attestazioni che ci provengono da ogni parte del mondo. Non ultimo l’invito rivolto da due delle più prestigiose istituzioni anglosassoni, la Brookings Institution e la London School of Economics al Sindaco, al Presidente dell’Unione Industriale e al Rettore del Politecnico il 7 e 8 dicembre 2010 a Chicago al Global Metro Summit, dove Torino, con altre tre città, Monaco, Barcellona e Seul, è stata scelta come esempio di rinascita virtuosa dalla crisi attraverso un piano strategico basato sulla riqualificazione urbana, sulla centralità della conoscenza, sulle nuove energie e lo sviluppo sostenibile. Questo è un grande riconoscimento per il lavoro fatto, ma è una responsabilità per l’Amministrazione che governerà la città nei prossimi anni. Ho avuto la certezza che la scelta su Torino sia stata determinata anche dal nuovo ruolo della nostra maggiore azienda automobilistica nazionale negli Stati Uniti: essere passati dal Fix it Again Tony al Fix the Industry of Automobile, Thanks! È un risultato di cui tutti dobbiamo compiacerci.Per il futuro di Torino c’è una grande scommessa della politica, nel senso più alto del termine: qualcuno ha detto “Novecento contro nuovo secolo”. Torino può diventare, come spesso le è successo nel passato, il laboratorio avanzato del nostro Paese e del nostro futuro, che ha necessità di ritrovare visione, idee, valori, energie e risorse per poter competere con gli altri grandi Paesi, in cuiterritori e globalizzazione dovranno trovare una sintesi di equilibrio, senza creare conflitti sociali che lacerano e che non creano nulla.La discussione di questi giorni è se a guidare questo processo debba essere la politica o la società civile. Io credo che il tema non sia posto nei termini corretti: il panorama è complesso e la politica da sola non può più farcela, perché la gestione del cambiamento sul medio termine (10-15 anni) richiede metodiche e strumenti sofisticati e visioni e tempi che non sono compatibili con una politica che non può avere tutte le competenze e troppo pressata dal quotidiano e dagli eventi a breve a termine. Nello stesso tempo la società civile che potrebbe avere la vision e gli strumenti per guidare il cambiamento, non sempre capisce le “logiche-non logiche” della politica (accelerazioni e decelerazioni, comunicazioni contraddittorie, dinamiche schizofreniche) e rischia di non saper gestire il quotidiano.La soluzione non è dietro l’angolo, ma forse sarebbe stato opportuno ascoltare di più le istanze dei cittadini e ricordare che dovremo scegliere chi amministrerà la nostra città nei prossimi cinque anni e non i nostri politici da inviare a Roma. Si sarebbe potuto partire da un Progetto Torino 2020, per creare successivamente una lista civica proprio con quel nome, con il supporto dei partiti. Quali? Quelli che si fossero riconosciuti nel programma.
Veniamo a me. In tempi non sospetti, all’inizio della querelle sulla mia disponibilità a candidarmi a Sindaco di Torino, indicai tre condizioni preliminari: non essere il candidato di un partito, ma l’espressione della società civile, creare un laboratorio Torino di larghe intese (stiamo parlando di amministrare una Città e non di politica nazionale) così come era stata Alleanza per Torino del 1993, superare lo scoglio delle primarie, non venendo meno alle regole dei partiti, con la creazione di una lista civica supportata dai partiti. Purtroppo, fino ad oggi, nonostante la buona volontà di molti, non si è verificata la convergenza sui tre punti da me indicati. Pertanto, confermo la mia disponibilità a lavorare per il Progetto Torino 2020, con energia ed entusiasmo, ma dalla mia posizione di Rettore del Politecnico di Torino. In chiusura di questa mia lettera, permettetemi infine due sinceri ringraziamenti. In primo luogo a tutti coloro che lavorano e studiano al Politecnico, studenti, personale tecnico amministrativo e docenti, che hanno continuato il loro straordinario lavoro per l’Istituzione, in un periodo, loro malgrado, molto difficile e incerto. A loro assicuro rinnovato impegno ed entusiasmo nel perseguire gli importantissimi obiettivi comuni che ci attendono. In secondo luogo, a tutti coloro che in questa fase così interessante della mia vita mi sono stati vicini, in primis mia moglie e i miei figli, permettendomi di fare una scelta responsabile e indipendente, che spero possa essere condivisa da molti di voi.


Con gratitudine


da www.lospiffero.com
Francesco Profumo

Cancun COP 16 arriveremo a qualche decisione importante per la salute del Pianeta?


In gergo si chiama COP16, e si tratta della sedicesima conferenza organizzata dalle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Quest’anno si terrà a Cancun, in Messico, a partire dal 29 novembre fino al 10 dicembre 2010. In breve si tratta del congresso in cui i capi di Stato e di Governo e gli addetti ai lavori di tutto il mondo dovranno decidere delle sorti climatiche del pianeta.In sostanza si tratta di una sorta di “secondo tempo” della famosa conferenza di Copenaghen dello scorso anno, molto attesa a livello mondiale ma in cui alla fine si concluse poco o niente. Il nome completo è Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) COP 16. Il tema principale sarà discutere del futuro del Protocollo di Kyoto, e sarà la sesta volta in cui la questione è al centro del dibattito.I sondaggi di opinione effettuati in numerosi Paesi riscontrano una diminuzione notevole nell’interesse sul cambiamento climatico tra le principali preoccupazioni della popolazione, più interessata alla crisi economica. Un recente articolo pubblicato sul Washington Post addebita questo calo di interesse al fiasco della Conferenza sul clima di Copenaghen poiché la maggior parte dei Paesi del mondo hanno rifiutato di seguire l’esempio dell’Europa con l’ETS (Emission Trading System), evitando di porre un limite alle emissioni. L’articolo ha dichiarato che, contrariamente alle affermazioni ufficiali, l’esperienza in Europa da questo punto di vista non è stata affatto un successo. Il sistema è molto costoso e soggetto a frodi continue.

La speculazione finanziaria di Alfiero Grandi


Dopo la Grecia la speculazione finanziaria attacca l’Irlanda e nessuno può affermare seriamente che sia finita qui, perché il vero obiettivo potrebbe essere l’euro. Del resto sia il Presidente europeo che la Cancelliera tedesca hanno parlato esplicitamente di pericolo per l’euro. Se dovessero entrare in sofferenza anche Portogallo e Spagna la situazione diventerebbe seria per l’area euro e per l’Europa.
Dopo la crisi finanziaria, iniziata nel 2008, era necessario introdurre nuove e ferme regole in grado di controllare e guidare i mercati finanziari. E’ mancata la determinazione per farlo e ora la speculazione si sente di nuovo forte e attacca le finanze pubbliche, che pure sono peggiorate proprio per salvare le banche e quindi i mercati finanziari. Sarebbe un errore sottovalutare il significato del salvataggio dell’Irlanda, anche se si tratta di un paese che non ha un grande peso in Europa.
Perché si è arrivati alla crisi finanziaria ? Perché la struttura dei mercati finanziari è fuori controllo, complice la possibilità di rapido spostamento dei capitali e il ricatto che questo rappresenta. Perché le banche lucrano (soprattutto) dalle attività finanziarie, di qualunque tipo, comprese quelle più azzardate.
Perché chi dovrebbe attestare la veridicità dei conti (agenzie di rating) non garantisce nulla, perché chi dovrebbe controllare non lo fa o non ha gli strumenti per farlo.Prestare denaro ad ogni costo e in quantità sempre maggiori fosse anche per tentare mirabolanti guadagni speculativi sono state le droghe dei mercati finanziari.Quando il gioco è finito le conseguenze non sono state solo finanziarie, ma è l’economia reale che ha subito un contraccolpo pesantissimo e la crisi si è propagata all’intero sistema economico. Per salvare le banche gli stati hanno dovuto trovare ingenti risorse. La crisi, secondo l’Amministratore delegato della Borsa di Londra, è costata all’Europa una cifra impressionante: almeno 3.900 miliardi di euro, buona parte dei quali usciti dalla casse pubbliche per sostenere in vario modo il sistema bancario e cercare così di evitare il blocco dell’intera economia.
L’aiuto al sistema bancario poteva essere diverso, purtroppo la via scelta è stata fare un grande regalo alle banche, che di fatto finanziano la speculazione con i soldi pubblici ricevuti.Le conseguenze sull’economia reale sono state: meno consumi, meno occupazione, meno attività economica, in una parola: recessione. Il tenore di vita di buona parte delle persone è regredito e oggi sta peggio di prima della crisi. Non prima del 2015 l’economia non tornerà alla situazione pre-crisi.
Le finanze pubbliche sono peggiorate rapidamente (ad esempio il debito pubblico italiano passerà dal 105 % del 2007 al 120 % del 2011) non solo per gli aiuti dati alle banche ma anche per effetto della recessione economica.
La Grecia è vittima dei conti falsi del Governo di destra ma anche della recessione e i tagli decisi per soddisfare le condizioni poste per l’aiuto dall’Europa porteranno conseguenze pesantissime sulle condizioni di vita, soprattutto della parte più debole.E’ incredibile che i prestiti fatti alla Grecia e ora all’Irlanda per alcuni Stati prestatori, vedi Germania, siano un guadagno visto che faranno pagare interessi doppi rispetto a quanto costa loro indebitarsi sul mercato.
Anche nel caso Irlanda le misure sono socialmente molto pesanti. In 3 anni il 10 % del PIL. Le risorse europee necessarie per salvare prima la Grecia e poi l’Irlanda sono rilevanti, se poi dovessero seguire Portogallo e Spagna la cifra complessiva diventerebbe veramente importante. Speriamo che l’Italia resti fuori dall’occhio del ciclone, ma ogni sicumera è fuori luogo perché la speculazione ha intrapreso in grande stile l’attacco ai deficit pubblici degli stati europei perché purtroppo non sono state tagliate le unghie alla speculazione. Il Governo italiano si è distinto per non avere tentato alcuna iniziativa. Di più, si è tenuto ben lontano da quelle tentate da altri.La crisi delle finanze pubbliche dei paesi più esposti dell’Europa porterà a tagli che renderanno questi paesi ancora più deboli, con un’economia più asfittica e ridotta, socialmente più ingiusta. A tagli seguiranno altri tagli. Nei paesi più esposti ci sono proteste sociali importanti che dovrebbero richiamare l’attenzione di tutta l’Europa ed è un grave errore di miopia pensare che tanto i problemi riguardano altri.Queste importanti risorse potevano essere impiegate diversamente ? Ci sono altre vie per affrontare la crisi ? Certamente. Un conto è tagliare su un’economia in crisi, altro è aiutare la ripresa economica e utilizzare una parte delle risorse così create per ridurre il debito pubblico.In Europa sono state avanzate proposte interessanti sia per sterilizzare la parte di debito pubblico in più creata dalla crisi (un fondo garantito dalla tassazione sulle transazioni finanziarie) sia per aiutare la ripresa e l’occupazione (un fondo europeo ad hoc). Purtroppo queste proposte non sono nemmeno state prese in considerazione. Neppure la sinistra europea riesce a sostenere una via alternativa, o almeno non con la forza necessaria.Questo lascia campo libero alla risposta liberista e di destra che oggi ha nella Germania il suo campione. La Germania sta meglio degli altri paesi europei. Non dovrebbe essere dimenticato che Tremonti è arrivato a dire che l’Italia stava creando meno debito pubblico della Germania.
La Germania ha deciso che vuole difendere anzitutto le sue esportazioni e che gli altri paesi dell’euro debbono pagare in proprio le loro difficoltà. Il risultato è che si spenderanno montagne di denaro per peggiorare le condizioni di vita. Di certo la Germania oggi non privilegia l’orizzonte europeo. E’ una linea miope ma purtroppo per ora è così. Di qui la pressione per cambiare i trattatti europei e le regole di finanza pubblica. In pratica è un allargamento delle regole tedesche, ma non dell’economia tedesca, che in buona parte scaricano la tenuta della Germania sul resto dell’Europa. L’Italia è prossima ad un debito del 120 % del PIL, dopo una recessione dell’8 % in 2 anni che ha ridotto le entrate pubbliche. Essere, per ora, fuori dall’occhio del ciclone non è una buona ragione per sottovalutare la situazione.Il Governo italiano è stato corrivo alla linea tedesca e ha raccontato agli italiani che le nuove regole sul debito pubblico, di stampo tedesco, sono gestibili dall’Italia. Balle. Se prevarrà questa linea monetarista e conservatrice l’Italia vedrà i sorci verdi, perché dovrà rientrare in velocità entro il 60 % del debito pubblico. Rispettare il 3 % di deficit non basterà più. Entro dicembre 2010 sapremo cosa il resto dell’Europa si aspetta dall’Italia. Si tratta, secondo alcune indiscrezioni, di 25 miliardi di tagli. Si può determinare una situazione sociale grave, anche senza arrivare al rischio default, come dimostra il Portogallo che sta cercando di farcela da solo al prezzo di drastici tagli. Il problema è che non emerge una linea alternativa in Europa.Il Ministro Tremonti sembra essere, in realtà, il più pessimista sul futuro dell’attuale Governo Berlusconi. Infatti ha predisposto la legge di stabilità (ex finanziaria) solo per metà dell’anno prossimo e ha sostanzialmente accettato i vincoli finanziari di stampo tedesco che graveranno sui futuri Governi italiani. Come a dire: tanto toccherà ad altri provvedere.
Il centro sinistra, uso questo vocabolo impreciso, deve prepararsi non solo alle primarie ma ad avere idee chiare su cosa fare e non sarà una passeggiata.
Alfiero Grandi
http://www.alfierograndi.it/blog/

Delusione del 26 Aprile in Torino di M.Panichi

Al Valentino il “Viale Medaglie d’oro” corre parallelo al Corso Massimo D’Azeglio partendo dal piazzale Duca d’Aosta in direzione Corso Vit...