giovedì 16 giugno 2011

Liste bloccate e premio di maggioranza: al via la campagna referendaria contro il "Porcellum" di Antonella Loi

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Prossima stazione "Porcellum". Non c'è dubbio che l'intento sia quello di sfruttare la scia positiva dei referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. "I cittadini ancora protagonisti" contro (o in aiuto) dei partiti che, giunti ad una situazione di stallo parlamentare e di governo, poche o nulle possibilità hanno di mettere mano alla contestata legge elettorale. Quella, per intenderci, tanto odiata e che lo stesso firmatario Roberto Calderoli definì "una porcata". Quattro punti nevralgici, liste bloccate, premio di maggioranza, deroghe alla soglia di sbarramento, obbligo di indicazione del candidato premier, e una serie di membri autorevoli (Sartori, Hack, Abbado, Ambrosoli, Accardo, solo per citarne alcuni) a fianco al Comitato per il Referendum sulla Legge elettorale che stamattina a Roma ha lanciato la campagna per la raccolta delle firme "Io firmo riprendiamoci il voto". Obiettivo 500mila sottoscrizioni entro settembre, "facilmente raggiungibile" è la convinzione. Insomma, ancora una volta dove non arriva la politica interviene il popolo? "Gli ultimi referendum hanno dimostrato che quando i questiti sono significativi la risposta c'è", spiega Stefano Passigli, docente di Scienza politica all'Università di Firenze e redattore dei quesiti sulla legge elettorale. Indubbio che il referendum sia uscito rafforzato "dopo molti anni di abuso", ma quello che serve per raggiungere il quorum, spiega ancora Passigli già appassionato referendario - sua l'idea di qualche anno fa del Comitato per l’astensione -, è che "i temi siano importanti e significativi".
E questo sembra proprio il caso della legge elettorale del 2005.
"Sicuramente. La legge elettorale in passato ha visto una serie di veti incrociati tra i partiti, più che legittimi, alla luce dei diversi interessi dei partiti. La nostra non è però una via antipolitica e anzi questa volta sembra che i partiti abbiano riscoperto il tema con la convinzione che il 'Porcellum' sia una pessima legge. Speriamo che ritrovino in Parlamento la via di un consenso ampio per poterla modificare. Ma se così non fosse comunque va modificata perché l'attuale legge-porcata di Calderoli non è assolutamente adatta e non raggiunge nessuno degli obiettivi che si propone, anzi è dannosa".
Il comitato chiede la modifica di quattro punti, tra cui il capitolo sulle liste bloccate che sta molto a cuore alla gente.
"Chiediamo che si torni alle preferenze. Ma molto importante è anche il punto sul premio di maggioranza che permette a forze che hanno non più del 35-40 per cento dei voti di ricevere il 55 per cento dei seggi e con questi numeri alla Camera si ha non solo il potere di eleggere il presidente della Repubblica, ma anche della Camera, del Senato e di tutte le autorità indipendenti. Cioè con il 35 per cento dei voti si arriva al controllo di una serie di istituzioni di garanzia che sono fondamentali. Non c'è quindi solo da ridare ai cittadini il loro diritto di scegliere chi vogliono eleggere ma anche mettere in sicurezza il nostro sistema istituzionale e le nostre istituzioni di garanzia rispetto ad una maggioranza che potrebbe diventare dispotica, una maggioranza parlamentare che non è maggioranza nel Paese".
Se il referendum dovesse passare, l'attuale legge verrebbe svuotata e quindi ci troveremmo davanti ad un sistema proporzionale puro. E' giusto?
"Sì, ma poi il Parlamento può intervenire e modificare il testo come vuole. Perché i sistemi proporzionale o maggioritario vanno visti nei dettagli perché un sistema può essere molto proporzionale o poco proporzionale. Il Parlamento può per esempio reintrodurre elementi di maggioritario perché nei collegi grandi sono rappresentate anche le forze piccole, nei collegi piccoli invece emergono solo i partiti maggiori, c'è cioè un effetto maggioritario che dipende dall'ampiezza dei collegi. E si arriva ad un sistema proporzionale, certo ma del resto lo è anche questo".
I tempi sono stretti, troverete l'appoggio dei partiti su questo referendum?
"Abbiamo già riscontrato molto interesse intorno a questa materia. Poi ogni partito cerca di avere una legge elettorale tagliata il più possibile sui propri interessi e questa è la ragione per cui non riescono a dialogare sulla legge elettorale. Questa volta però o trovano un punto di compromesso oppure si arriverà a una proposta referendaria che molti definiscono interessante. Ma noi cerchiamo i consensi nella popolazione e la reazione è già molto positiva".
Non vi aspettate l'appoggio dichiarato di qualche partito?
"No, piuttosto da parte di associazioni e movimenti, magari da pezzi di partito ma non ci sarà appoggio dichiarato. Se poi arrivano, tanto meglio ma nella base di molti partiti sappiamo che c'è forte appoggio".
16 giugno 2011

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