Torino e la sua Area Metropolitana.Una città Europea, in salute, sicura, facile da vivere, che sappia offrire opportunità di lavoro a tutt@Una città della cultura, ecologica, pensata anche per i tempi degli anziani e delle persone in difficoltà.Città della ricerca, dello sport,con trasporti pubblici finalmente efficienti, servizi sanitari efficaci.Che valorizzi le periferie,laboratorio dell'innovazione green, capitale del cibo di qualità e sicuro e delle energie rinnovabili.
martedì 13 settembre 2022
“Chi vuole il nucleare danneggia gli italiani ” – intervista a Ermete Realacci Elena Comelli | Corriere della Sera Buone Notizie
"Chi vuole il nucleare danneggia gli italiani " - intervista a Ermete Realacci di Elena Comelli | Corriere della Sera Buone Notizie
L’allarme di Ermete Realacci (Fondazione Symbola) sui limiti della campagna elettore in tema di crisi energetica «Fonti rinnovabili unica salvezza per ambiente ed economia, ma la politica italiana sta andando indietro» La sfida resta quella del Manifesto di Assisi: «E continuare a parlare di centrali atomiche è un errore madornale»
di ELENA COMELLI
La crisi del gas rischia di trasformarsi in crisi economica, in un Paese che dipende dal metano non solo per scaldarsi, ma anche per accendere la luce e mandare avanti le industrie. Si aggiungano poi i danni dell`emergenza climatica, con il Po in secca e gli incendi a catena, la pandemia, i conflitti e le disuguaglianze: il futuro non sembra luminoso. La soluzione, però, esiste: ogni impresa e ogni cittadino sono chiamati a mettere in campo e in comune i propri talenti, puntando sulla sostenibilità, l`efficienza e le fonti rinnovabili. Chi lo ha già fatto, oggi non teme la crisi del gas. Chi non l`ha fatto dovrebbe farlo quanto prima. «Da questo dipende la competitività dell`Italia in Europa e nel mondo», commenta Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola. Si fa presto a dire «competitività», ma passare ai fatti è molto più difficile… «Bisogna invece passare dalle parole ai fatti, prendendo esempio da chi è già più avanti. La sostenibilità non è una predica da anime belle, ma è composta di azioni concrete molto potenti, che ognuno di noi può e deve fare. Molte aziende e molti cittadini lo stanno già facendo, ma la politica è terribilmente in ritardo. La politica italiana su questo fronte è ferma e dalla campagna elettorale sembra addirittura che si stia andando indietro». Che cosa c`è che non va nella campagna elettorale? «Se noi continuiamo a non vedere il pe- so della crisi climatica, che in questi mesi ha colpito l`Italia e l`Europa con una serie di disastri sempre più gravi anche dal punto di vista economico (come dimostrano i danni all`agricoltura provocati dalla siccità e dalle alluvioni), se continuiamo a ignorare le misure urgenti che andrebbero prese per far fronte sul lungo termine alla crisi energetica, come il ricorso massiccio alle fonti rinnovabili, l`Italia resterà sempre più vulnerabile degli altri Paesi». Ma ormai tutti sono d`accordo sui temi della sostenibilità, di qualsiasi schieramento politico siano… «È un accordo solo teorico, che alla prova dei fatti non viene tradotto in pratica, anzi, si fa di tutto per bloccare i progressi in questo senso. Bisogna rendersi conto che invece è molto urgente assumersi questa sfida nel concreto. Come dice l`apertura del nostro Manifesto di Assisi – che abbiamo lanciato all`inizio del zozo insieme con il Sacro Convento, Coldiretti, Confindustria, Anci, e al quale hanno aderito tantissimi soggetti diversi – affrontare con coraggio la crisi climatica è necessario, ma è anche un`occasione per rendere la nostra economia più capace di competere. Solo a partire dall`assunzione di questa sfida si costruisce una nuova economia, che è più conveniente. Per dirla brutalmente, essere buoni non è solo eticamente valido, ma conviene». Nella pratica, che cosa bisogna cambiare? «Prima di tutto è inutile parlare di diversivi. Che si parli di nucleare nelle condizioni in cui siamo è un errore madornale: la potenza nucleare nel mondo cala, mentre le rinnovabili corrono sempre di più, l`anno scorso sono cresciute di quasi 200 gigawatt globalmente. E questo non per motivi ideologici, ma perché installare impianti solari o eolici costa meno e rende di più del nucleare. Non c`è gara, fine della fiera. Il ricorso alle fonti rinnovabili è la via principe, più rapida e più conveniente, per abbassare le bollette e rendere il Paese indipendente dal punto di vista energetico. Chi parla d`altro fa un danno all`economia italiana». Possiamo fare qualche esempio virtuoso in questo senso? «L`esempio principe di una transizione energetica riuscita e molto remunerativa è quello di Enel, che si è trasformata sotto la guida di Francesco Starace nel più grande operatore privato delle rinnovabili al mondo, con oltre 53 gigawatt di capacità nel 2021, proveniente da impianti eolici, solari, geotermici e idroelettrici localizzati in Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania, davanti ad altri leader del settore come EdF (44 gw), Iberdrola (38 gw) e Engie (34 gw). Nel frattempo, Enel è diventata anche la prima azienda italiana per capitalizzazione, superando Eni e Fiat (ora Stellantis). È la migliore dimostrazione che essere buoni conviene».
domenica 11 settembre 2022
Pnrr, da case di comunità a ospedali a che punto sono i progetti della missione 6 Salute
Importanti scadenze si approssimano per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in sanità. La prima è a giorni, entro il 14 settembre devono essere presentati 1189 progetti per case di comunità, ospedali di comunità, centrali ospedalieri, territori... (Fonte Sanità 33)
Importanti scadenze si approssimano per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in sanità. La prima è a giorni, entro il 14 settembre devono essere presentati 1189 progetti per case di comunità, ospedali di comunità, centrali ospedaliero-territoriali e, sul fronte ospedali, strutture sicure dal punto di vista antisismico. La gara indetta da Invitalia a luglio è finanziata con 3,2 miliardi di euro complessivi. Le procedure sono state suddivise in lotti geografici e ogni lotto in sub-lotti relativi alle singole tipologie di prestazioni necessarie per realizzare le opere previste, ovvero servizi tecnici e di verifica della progettazione, lavori, lavori in appalto integrato e servizi di collaudo. La scadenza è un’occasione per fare il punto sulla realizzazione dei progetti previsti nella missione 6 Salute nel PNRR, a sua volta divisa in due componenti: la “territoriale” C1- Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l'assistenza territoriale, finanziata per 7 miliardi complessivi, e la più “ospedaliera”, la C2- Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale, finanziata con 8,6 miliardi. Per quanto attiene alla prima componente, a giugno è stato varato il decreto del ministero della salute numero 77 che detta le specifiche delle case di comunità, degli ospedali di comunità e delle centrali ospedaliero-territoriali da costituire. Lo stesso decreto ha gettato le basi per la nuova assistenza domiciliare che dovrà prendere in carico 800 mila nuovi ultrasessantacinquenni con problemi cognitivi o di deambulazione entro metà 2026. Il 24 maggio un decreto ulteriore aveva dettato le specifiche per far entrare la telemedicina nell’assistenza di prossimità.Per gli ospedali, si attende la revisione del decreto ministeriale 70 del 2015, una volta completato il giro dei pareri delle società scientifiche.
Metà dei circa 17,5 miliardi complessivi previsti per realizzare le missioni del PNRR è già stata erogata all’Italia. Nell’ottica del PNRR, e dell’Unione Europea, ognuno dei capitoli delle componenti territoriale ed ospedaliera in cui è suddivisa la missione 6 è finanziato con somme da impiegare in contemporanea. Vanno cioè realizzati tendenzialmente insieme sia le Case di comunità finanziate per complessivi 4 miliardi (ma il DM 77 si è soffermato sulle principali, le “hub”, due a distretto Asl), sia l’assistenza domiciliare che pesa per 2 miliardi includendo ormai la voce “telemedicina” che attinge ad un miliardo, sia le cure intermedie e gli Ospedali di comunità finanziati per 1 miliardo, sia le centrali ospedaliero territoriali che pesano per 280 milioni. E in ospedale, vanno finanziati insieme il rinnovo del parco macchine, l’antisismica, i fondi per implementare il Fascicolo Sanitario Elettronico e per la formazione degli operatori sanitari, inclusi i temi di telemedicina (che per inciso è voce della componente territoriale).
Tra i target raggiunti, il riparto: lo Stato ha suddiviso i fondi per il PNRR alle Regioni, al Sud nella componente territoriale è andato il 40% dell’ammontare globale. Resta un importante capitolo da scrivere: il rinnovo a livello nazionale delle convenzioni dei medici del di famiglia-continuità assistenziale, pediatri, specialisti, che darà il via agli accordi regionali incaricati di far entrare le aggregazioni di medici di famiglia, gli infermieri di comunità ed il resto del personale nelle “case” secondo gli indici dettati dal decreto ministeriale 77. Va inoltre espunto dal DM 77 il dettaglio organizzativo della futura assistenza domiciliare, che andrà messo a fuoco dalle singole regioni: ogni regione deve presentare un progetto di ADI in cui siano contemplate anche visite e prestazioni da remoto, da attuarsi realizzando progetti di telemedicina. Alcune regioni hanno gettato le basi (la Lombardia ha revisionato il suo modello organizzativo di sanità già a fine 2021 con un intervento legislativo), altre sono attese, si va come sempre in ordine sparso.
giovedì 8 settembre 2022
Oggi si celebra in tutto il mondo la 16° edizione della Giornata Mondiale della fisioterapia.
L'edizione di quest'anno è stata dedicata all'osteoartrite, che nel mondo colpisce circa 520mila persone - raggiungendo l'11° posto della classifica delle malattie più invalidanti per la popolazione.
Il fisioterapista diventa, per i pazienti che soffrono di questa e altre patologie che intaccano i movimenti, un sostegno fondamentale per l'individuazione della terapia adatta e per imparare a convivere quotidianamente con la malattia.
In occasione della giornata, il Ministro Speranza ha firmato il decreto che istituisce la Federazione Nazionale degli Ordini per la disciplina del fisioterapista.
Fisioterapisti: istituito Ordine professionale.
La firma del Ministero al decreto oggi, 8 Settembre.
"E' un riconoscimento del ruolo importante di questa professione sanitaria" afferma il Ministro Speranza.
domenica 4 settembre 2022
Elezioni, da autonomia differenziata a sanità di prossimità. Ecco i programmi dei partiti in sanità da Sanità 33
A meno di un mese dalle elezioni politiche del 25 settembre, i partiti affilano le armi. Dopo la tempesta Covid, la sanità è capitolo che rischia di essere trascurato in Parlamento, come teme il presidente degli ospedalieri Cimo Fesmed
A meno di un mese dalle elezioni politiche del 25 settembre, i partiti affilano le armi. Dopo la tempesta Covid, la sanità è capitolo che rischia di essere trascurato in Parlamento, come teme il presidente degli ospedalieri Cimo Fesmed Guido Quici. Infatti, il numero dei deputati si ridurrà da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200, e proprio in Senato è destinata a sparire la 12ma commissione igiene e sanità per confluire in una commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale che si occupa di tante materie e dove convergono interessi di vario genere, avverte Quici. Intanto si presentano i programmi del Centro Destra che include Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati (sigle che però hanno anche progetti propri); del Movimento 5 Stelle, di Azione-Italia Viva e del blocco di Centro Sinistra, dove svettano le linee programmatiche Pd ma convergono gli alleati di Sinistra Italiana ed Europa Verde. Questi ultimi a loro volta nel loro programma “a parte” prevedono l’estromissione della Sanità dalla eventuale attuazione dell’autonomia differenziata in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Un tema divisivo, l’autonomia differenziata: e se il Centro Destra appare favorevole, il M5S è critico e vorrebbe riportare la salute alla gestione diretta dello Stato. Ma anche i “centristi” di Azione chiedono di rivedere la Costituzione riconoscendo allo Stato funzioni di analisi dei bisogni, valutazione delle tecnologie, indirizzo e coordinamento delle Regioni.
Due i temi più battuti: riforma dei distretti in linea con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e revisione al rialzo dei livelli essenziali di assistenza, cioè delle prestazioni offerte dal Servizio sanitario agli italiani. Il Centro Sinistra punta sulle Case di Comunità per avvicinare i servizi sanitari pubblici ai cittadini e chiede più medici di famiglia e infermieri di comunità, un rapido rinnovo dei contratti di lavoro ed un piano per la Salute Mentale con centri integrati nelle comunità. Anche il Centro Destra punta sullo sviluppo della sanità di prossimità. Ma la vera emergenza appare il recupero dei pazienti cronici i cui accertamenti sono stati messi in attesa dalla pandemia. Azione-Italia Viva propone un piano straordinario per recuperare prestazioni programmate. Sia Azione sia il Centro Sinistra vogliono dimezzare le attese puntando anche sui servizi delle farmacie e sugli psicologi di Base; il Centro Sinistra mira ad Incentivi per i pronti soccorsi. Il Centro Destra, analogamente, punta al ripristino delle prestazioni ordinarie e degli screening, e pianifica un incremento dell’esenzione dal ticket. Pensa inoltre ad una revisione del piano oncologico nazionale.
Il Centro Sinistra (ma questo è anche il pensiero della Lega nel Centro-Destra) intende metter mano ad una riforma della non autosufficienza istituendo fondi per tutelare i caregiver dei pazienti disabili ed offrire loro servizi; e prevede una valorizzazione della telemedicina oltre che un investimento sulle centrali ospedaliero-territoriali dei distretti Asl. Azione-Italia Viva pensa ad Investimenti in edilizia abitativa per anziani che integrino assistenza sociale e sanitaria. Resta però necessario un sistema integrato pubblico/privato che garantisca a tutti la stessa qualità di cura. M5S chiede un incremento delle pensioni di invalidità per i disabili accertati.
Il programma M5S allarga l’accesso alle terapie innovative e avanzate. Azione chiede un Fondo strutturale per Screening Neonatale Esteso sul modello di quello per la fibrosi cistica. Il Centro Destra nell’ambito del contrasto al Covid-19 punta ad un potenziamento dei trasporti che non comprima le libertà individuali.
Verdi – Sinistra italiana pensano ad una rete di medici Sentinella per l’ambiente, incaricata di individuare eventuali patologie emergenti. Azione evoca una Protezione Civile sanitaria contro le pandemie e pensa ad un’Agenzia nazionale per prevenzione e preparedness che collabori con i centri di ricerca africani. E lancia un Fondo vincolato all’acquisto di terapie avanzate da parte dei centri accreditati. Alla ricerca andrebbe destinato non meno del 3% del Fondo Sanitario Nazionale.
Il Centro Destra, infine, punta a far crescere gli organici di medici e operatori sanitari, il Centro Sinistra punta a superare definitivamente i tetti di spesa in vigore e a ridurre precariato ed esternalizzazioni. Verdi e sinistra italiana chiedono l’assunzione di 40 mila operatori in tre anni. M5S punta ad un aumento delle retribuzioni, Azione ad aumenti insieme a procedure più semplici per il riconoscimento dei titoli ottenuti all’estero. Il Centro Destra ed Azione chiedono un Riordino delle scuole di specializzazione dell'area medica.
venerdì 2 settembre 2022
“Cosa farete per sostenere le imprese nella transizione ecologica?”. La domanda della Fondazione Symbola ai partiti La Repubblica
I fatti di questi mesi confermano che affrontare con coraggio la crisi climatica è necessario. Rappresenta però anche una grande occasione per rendere la nostra economia più a misura d’uomo e per questo più competitiva. È la scelta fatta dall’Europa che alla transizione verde destina la parte maggiore delle risorse del Next Generation EU. L’Italia grazie alle scelte di larga parte delle nostre imprese più che della politica è avanti in molti settori. È italiana (Enel) il maggior produttore mondiale di fonti rinnovabili ed è anche l’azienda italiana più quotata nelle borse mondiali. È italiana (Arvedi) la prima grande acciaieria al mondo che ha neutralizzato le emissioni di CO2. Siamo leader in Europa nell’economia circolare e la sostenibilità da forza al Made in Italy: dal legno-arredo all’agricoltura, dalla meccatronica alle ceramiche abbiamo prestazioni ambientali migliori delle altre economie. Secondo il rapporto annuale della Fondazione Symbola e di Unioncamere sono già 3.100.000 gli occupati con forti competenze orientate al Green e tali sono il 60% dei nuovi assunti.
giovedì 1 settembre 2022
Cani che mordono di Marzio Panichi
Ancora una volta assistiamo a fatti di cronaca che riguardano le morsicature di cane. Di cani di famiglia non di randagi od altro. Fatti assai spiacevoli che nel tempo ed in luoghi diversi accadono e sono accaduti coinvolgendo persone di ogni età, dai bambini, agli adulti, ai vecchietti. Gli aggrediti hanno riportato per lo più danni fisici e morali di diversa entità, curabili, guaribili, con conseguenze estetiche o funzionali; qualcuno però ci ha rimesso la vita e questo è un fatto gravissimo che non ci sono parole per commentarlo. Parlo da Medico veterinario per piccoli animali (cani e gatti), già Clinico medico e Comportamentalista oltre che fautore del primo Master di 1° livello in “Clinica delle malattie comportamentali del cane e del gatto” organizzato dall’allora Facoltà di Medicina veterinaria di Grugliasco (proprio là dove è avvenuto quest’ultima aggressione canina) dell’Università di Torino e che licenziò una quarantina di Veterinari specialisti nel comportamento degli animali (soprattutto quelli familiari) e che bonariamente e scherzosamente io li chiamai i “primi strizzacervelli” per cani e gatti. Molte delle tesi di specializzazione degli allievi vertevano proprio sull’aggressività canina e su tutte le problematiche connesse o derivate. Ricordo casi che riguardavano bambini poco più che neonati sbranati da una piccola banda di bassotti sul divano di casa, cosi come una vecchietta quasi novantenne uccisa da un alano nel cortile della loro villetta e cosi via. Se andassimo a guardare le cronache dei giornali ne troveremmo di tutti i colori ma a ben leggere la maggior parte delle lesioni gravi o morti sono da attribuire a cani di grossa mole, ovviamente. Per quanto è da dire che anche le razze di taglia più ridotta come i bassotti o gli Scottish terrier hanno dentature formidabili ed apertura di mandibola decisamente molto ampia. Non dobbiamo dunque avere paura e rispetto solo dei molossoidi (Mastini napoletani ecc) o dei Pitt bull o dei Dobermann (i cani delle SS), anche le razze più piccole come gli Schnauzer medi o piccoli possono mordere a sangue e letteralmente spezzare il braccio di un uomo. Io stesso nella mia lunga carriera di Medico Veterinario mi sono trovato un Boxer appeso ad un braccio ma la morsicatura più dolorosa ed invalidante fu quella di un gatto di 23 anni che mi costrinse a 15 giorni di invalidità con la mano destra appesa al collo ed una lunga terapia antibiotica. Ma torniamo brevemente all’aggressione del bimbo in oggetto: il cane morsicatore è od era un Akita Inu di razza giapponese, di grande mole e dal carattere spesse volte difficile da gestire. Ho adoprato il presente o l’imperfetto perché ora la decisione di un’eventuale eutanasia è nelle competenze dei Veterinari Asl i quali dovranno decidere del suo destino: la soppressione o l’isolamento in canile per il resto della sua vita, forse con il tentativo di recupero da parte di un’equipe di Veterinari comportamentalisti ed addestratori, se l’Asl vorrà deciderlo. Non voglio esprimere il mio parere sul destino del cane però pare che già nel suo storico ci fosse almeno un’altra aggressione. Che dire ai cinofili desiderosi di avere un cane? Attenzione alla scelta della razza da acquistare o da adottare da un canile. Sarebbe sempre meglio far cadere la scelta su un cagnetto di piccola taglia e/o nel caso frequentare qualche corso preventivo di istruzione o formazione sulla caratterialità dei nostri amici a quattro zampe. Esistono poi come dicevo degli esperti Veterinari che hanno competenze sulle prerogative o difetti delle diverse razze canine in grado di poter consigliare la scelta di questo o quel tipo di cane a seconda delle diverse situazioni familiari ed ambientali. Una morsicatura subita da bambino condizionerà per sempre quella persona verso la specie canina segnandola profondamente verso la paura e forse l’odio. Concluderò citando un fatto della mia vita professionale: una grande villa in collina abitata da personale di servizio, da un Akita Inu molto prestante ma ombroso al punto tale da aver morsicato quasi tutti i serventi finanche il suo proprietario, un industriale principe dell’economia che per un mese fu costretto a dirigere la propria azienda con il braccio al collo perché la sua mano intenzionata a porgere una carezza al proprio cane fu azzannata a sangue con infezione e fratture multiple delle dita. Non saprei dire al momento quanti cani morsicatori considerati addirittura pericolosi sono oggi reclusi in canili vari ed isolati come belve. Meglio morti od ergastolanizzati?
sabato 30 luglio 2022
Cosa succede quando piove di M.Panichi
Finalmente a Torino ieri è piovuto e dopo una lunga siccità e si è verificato puntualmente quel misfatto di ogni autunno quando la piovosità abbonda…i proprietari dei cani nell’ultima passeggiata al buio della notte camminano lungo i muri delle case con i loro cani, al riparo di tetti e balconi, con il risultato che le cacche vengono depositate sui marciapiedi vicino ai muri dei condomini o sulle soglie dei negozi. Naturalmente la notte è complice e le feci rimangono lì in bella mostra di sé per la mattina successiva quando portinai, condomini varcano la soglia del portone ed i negozianti tirano su le saracinesche. Così è capitato a me questa mattina: dopo una notte di pioggia, che per un verso è stata benvenuta per rinfrescarci dalla calura, all’apertura del portone mi sono trovato un bel “regalo” sulla soglia senza sapere chi ringraziare. Certo non ho maledetto il cane che non ha fatto altro che soddisfare i suoi bisogni cosi come gli ha suggerito lo sconsiderato ed ignoto proprietario… ma dopo averlo mandato a quel paese ho fatto nel contempo un’altra considerazione: anche le urinazioni di maschi e femmine quando piove avvengono lungo i muri delle case mentre invece con il bel tempo i maschi schizzano anche sulle auto parcheggiate e le femmine la fanno magari in strada! Alcuni condomini e qualche negozio cerca di preservare gli stipiti ed i propri muri dagli schizzi dei maschi accostandovi bottiglie di plastica piene di acqua, non so bene dire però con quale risultato …credo che siano dei dissuasori poco efficaci ma lanciano un messaggio esplicito ai proprietari…almeno quelli intelligenti… che comunque si giustificano affermando che non ci sono strutture previste dal Comune come “zone igieniche” per cani. Questo è vero, esistono “aree cani” in città ma sono fondamentalmente nate per lo sgambamento dei cani e già il Comune fa fatica a fare la normale manutenzione di sfalcio dell’erba ed altro sul quale ora non voglio soffermarmi. Le “zone igieniche” per cani si potrebbero approntare sul modello di altre città straniere ma anche nazionali come in alcuni centri balneari delle nostre riviere, ma mancano le risorse – temo - per cui ci dobbiamo rassegnare alla fecalizzazione dei marciapiedi, degli arenili dei giardini, dei prati del Valentino e di altri parchi pubblici dove ben spesso vediamo gente stesa sull’erba a prendere il sole! La logica del mio pensiero parte dalla fecalizzazione ed urinizzazione canina della città senza dimenticare però la popolazione felina costituita in “colonie”, talune censite dal Comune e gestite da associazioni animaliste che si preoccupano fondamentalmente di dar loro cibo, acqua e di procedere con le sterilizzazioni. Se poi le “gattare” si occupano anche delle lettiere igieniche e delle profilassi delle malattie allora vuol dire che la colonia è ben gestita. Ma la domanda è quante sono le colonie feline gestite bene in città? Quanti sono i gatti che una volta venivano chiamati “randagi” e che ora invece si definiscono “in libertà”? Quanti sono i gatti di proprietà che conducono una vita semi randagia e che esplorano il territorio di giorno per tornare a casa a sera per la cena e la notte? Voci di corridoio mi riferiscono che molti proprietari di villette non gradiscono la presenza dei gatti dei vicini nei loro giardini e li scoraggiano dal liberarsi di urina e feci con getti d’acqua a pressione od addirittura con la fionda. Mi è capitato anche di vedere dei proiettili di flobert rinvenuti occasionalmente nelle radiografie eseguite per altre ragioni. Ma torniamo al filo conduttore delle deiezioni lasciate sul territorio non solo da cani e gatti ma anche dai volatili: piccioni, storni, gabbiani, corvidi, ed altri selvatici che si sono urbanizzati (gli scoiattoli per esempio) e non dimentichiamo che la città si estende anche alle nostre magnifiche colline con tutte le specie selvatiche che vi trovano rifugio …compresi i cinghiali. Poi pare che sia cospicua la presenza di topi e ratti che di notte scorrazzano anche in Crocetta e sotto i portici a Porta Nuova. Se nessuno di voi ne ha mai visti, io si. A Torino ci sono circa 80 mila cani censiti più i clandestini la domanda è quante tonnellate di deiezioni solide vengono prodotte in un anno e quante non vengono raccolte dai proprietari? Lo stesso dicasi per i gatti e per tutti gli altri animali di cui ho fatto cenno ma io non sono in grado e non ho qualifiche istituzionali per poter rispondere con cognizione di causa. Sono solo un Medico veterinario che non vuole calpestare inavvertitamente le cacche lasciate sui marciapiedi e la mia cultura professionale mi costringe a richiamare l’attenzione sul fatto che attraverso le deiezioni solide e liquide dei carnivori ed il guano prodotto dai volatili può essere fonte di malattie anche per l’uomo. Senza voler creare allarmismo voglio però richiamare l’attenzione sull’importanza dell’igiene urbana e mi astengo volutamente dall’elencare tutte quelle patologie che si possono trasmettere all’uomo, alcune delle quali sono definibili Zoonosi, estremamente pericolose per la sanità pubblica. Generalmente faccio molta attenzione a dove metto i piedi ma confesso che qualche volta mi sono distratto ed ho smoccolato con grande disappunto. Portinaie, negozianti e tutti i cittadini che sono attenti al problema hanno tutta la mia solidarietà. Che fare? Educare e sensibilizzare di più i proprietari di cani ed invitare le istituzioni comunali e sanitarie a prestare maggiore attenzione nel governo delle popolazioni animali sinantrope in caso di esuberi. Alcuni commerciati torinesi pensano che un incremento educativo alla raccolta delle feci canine potrebbe passare anche attraverso la dispensazione gratuita degli attuali sacchettini di plastica sponsorizzati e con la pubblicità di qualche ditta produttrice di alimenti preconfezionati per cani.
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