domenica 21 novembre 2010

Fonte da nestic 5 per mille, nella finanziaria fondi dimezzati Previsto un taglio del 75% rispetto al 2010. Il presidente di Ciessevi Lacagnina:

Un'«offesa a tutto il mondo del volontariato» è il commento del Presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina, all'indomani dell'approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità che «opera un taglio del 75% rispetto al 2010 sulle risorse che provenivano da una libera scelta del contribuente». Nel provvedimento, di fatto il tetto massimo che per il 2010 era di 400 milioni si riduce a 100 milioni di euro.
«Di anno in anno – commenta Lacagnina – le risorse che il volontariato ha ricevuto dal 5 per mille si sono man mano erose. Se a questo aggiungiamo i ritardi nei pagamenti, i ricorsi per gli errori formali, le aggiunte di nuove categorie di beneficiari, la confusione ha raggiunto l'apice. Di controcanto in Parlamento giacciono alcuni progetti di legge volti a dare ordine a questo strumento di raccolta fondi, ma mai presi in esame seriamente. Tre legislature sono passate da quando è nato il beneficio del 5 per mille e ogni anno le associazioni ci chiamano per capire come devono comportarsi. E ogni anno dobbiamo impiegare tempo e risorse per aggiornarci sulle novità, per esserne al corrente e per fornire un servizio puntuale e preciso di informazione verso i nostri utenti, che sono poi le organizzazioni di volontariato».Una scelta, quella del Parlamento che va in controtendenza con le aspettative dei cittadini. Sono, infatti, milioni (14.652.659 solo nel 2008) i contribuenti che scelgono di sostenere economicamente le associazioni di volontariato apponendo nel modello di dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell'ente preferito.«Non è un segreto che Comuni, Provincia e Regione, blindate tra rispetto del Patto di stabilità e tagli dei fondi per le politiche sociali, hanno pochi soldi in cassaforte» chiosa il Presidente di Ciessevi. «E, di conseguenza, gli enti locali, rimborsano con il contagocce i costi delle attività e dei servizi resi dal volontariato. A questo ostacolo, oggi, se ne è aggiunto un altro che zavorra non solo l'azione ma anche lo sviluppo delle associazioni, il taglio ai fondi del 5 per mille».Appello: Ciessevi, insieme a CSVnet, Forum Terzo Settore, Consulta del Volontariato e ConVol, invita tutte le associazioni di volontariato ad inviare un appello alle Istituzioni, in cui si chiede di reintegrare le risorse per i servizi sociali e per il 5 per mille.
"Chiediamo al Governo e al Parlamento – come si legge nell'appello – di onorare gli impegni, di ascoltare il non-profit e di non colpire i servizi sociali, di non togliere quelle risorse che in applicazione del principio di sussidiarietà i cittadini danno al Volontariato e al Terzo Settore."
Il 5 per mille diviene così l'1,25 per mille, colpendo soprattutto le piccole realtà, così presenti nei territori, e così essenziali oggi nel pieno della crisi. "Chiediamo al Parlamento di compiere un atto di grande responsabilità, reintegrando il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali."
Invitiamo tutte le associazioni a diffondere l'appello in allegato, da inviare agli indirizzi di tutti i rappresentanti istituzionali del nostro Governo.

FACSIMILE APPELLO ALLE ISTITUZIONI DA COPIARE SU CARTA INTESTATA E INVIARE AGLI INDIRIZZI RIPORTATI DI SEGUITO AL TESTO DELLA LETTERA

Egr. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
Egr. On. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati
Egregi Capigruppo, Camera dei Deputati
Egr. On. Giuseppe Schifani, Presidente del Senato
Egregi Capigruppo del Senato
Egr. On. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Egr. On. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e Finanze
Egr. Sen. Maurizio Sacconi, Ministro Lavoro e Politiche Sociali
Egr. On. Gianni Letta, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri

Oggetto: Appello alle Istituzioni: non tagliate il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali
Abbiamo appreso che la Camera dei Deputati nelle votazioni del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 ha ridotto il 5 per mille limitandolo da 400 a 100 milioni di euro e ha ridotto il fondo per le politiche sociali e altri fondi inerenti le tematiche sociali.
Pur comprendendo le difficoltà economiche che il nostro paese sta vivendo, riteniamo profondamente errato ridurre in maniera così drastica le risorse per i servizi e lo strumento del 5 per mille, forma essenziale di sussidiarietà che sostiene il ruolo fondamentale del volontariato e del non-profit nella sua missione di risposta ai bisogni e di insostituibile promozione della coesione sociale.
Alla vigilia del 5 dicembre 2010, Giornata Internazionale del Volontariato e del 2011, Anno Europeo del Volontariato e della cittadinanza attiva, desideriamo ricordare con gratitudine le parole pronunciate quasi un anno fa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel salutare il mondo del volontariato al Quirinale: “Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. […] La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali […], sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l'effettività, non solo nell'immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d'impegno che ho molto apprezzato.”
E’ assurdo che il volontariato subisca questo taglio così drastico, pur in una manovra economica segnata duramente dalla crisi economica, ma di fronte ad un paese dove i bisogni sono sempre più significativi e dove l’impegno del non profit e del volontariato è sempre più essenziale per rispondere ai bisogni e per rinforzare la coesione sociale.
Chiediamo attraverso di Voi al Governo e al Parlamento di onorare gli impegni, di ascoltare il non-profit e di non colpire i servizi sociali, di non togliere quelle risorse che in applicazione del principio di sussidiarietà i cittadini danno al volontariato. Chiediamo di compiere un atto di corresponsabilità, reintegrando il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali.

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