mercoledì 14 settembre 2022

Affari Animali di Marzio Panichi

Nel Parco del delta del Po la situazione è questa: eccessivo numero di daini che creano innumerevoli problemi ambientali. La soluzione verosimilmente sarà quella di pianificare abbattimenti e quindi sparare. Catturare e trasferire pare essere una soluzione non percorribile sia per l’alto numero sia per i costi non sostenibili. Abbattimenti massicci anziche “selettivi” sembrano purtroppo essere le uniche vie di uscita dalle situazioni di sovranumero che si sono via via create non solo nei Parchi ma anche nei territori liberi per varie specie di ungulati. Anche cervi, caprioli e stambecchi in vari distretti del territorio nazionale sono presenti in eccesso con tutte le conseguenze del caso come lo scortecciamento degli alberi, il consumo alimentare dei giovani piantini, la diffusione di infezioni ed infestioni, ecc. Per fare qualche esempio nel Parco nazionale del Gran Paradiso fu necessario applicare gli abbattimenti selettivi a causa di un’epidemia di Cheratocongiuntivite che accecava gli stambecchi i quali spesso precipitavano dai dirupi. Nel Parco della Mandria nel torinese i cervi in sovranumero portarono anche in questo caso ad abbattimenti “selettivi” non solo in tempi remoti ma anche di recente. La promulgazione di un bando (Giugno 2020) di reclutamento per “Operatori occasionali esterni” – in pratica cacciatori esperti e formati ad hoc – consentiva di poter sparare ai soggetti indicati da un Guardiaparco pagando la somma di 1000,00 euro a capo acquisendo il diritto del trofeo.Nello stesso tempo l’operatore occasionale, sempre sotto la sorveglianza dell’Ente Parco e secondo le indicazioni vincolanti del guardiaparco, aveva inoltre facoltà di abbattere, nelle stesse giornate, esemplari di specie cinghiale (Sus scrofa L.) al costo ulteriore di euro 150,00/capo, a titolo di corrispettivo forfettario, carcassa compresa. Anche il Parco delle Vallere fra i Comuni di Torino e Moncalieri ha problemi di sovranumero di cervidi e di cinghiali tanto è vero che nel 2020 il Report di attuazione del piano contenimento per il cinghiale riassume che : catturati 5 esemplari, avvistati 278 esemplari, feriti 1, abbattuti 149 dei quali 88 femmine e 62 maschi. Coinvolti 18 Operatori selezionati e 8 Guardiaparco. L’esemplificazione potrebbe divenire prolissa e noiosa perché la soluzione è sempre la stessa: il fucile dei cacciatori. Io non ce l’ho con i cacciatori ma sono una persona ed un Veterinario che sta dalla parte degli animali finche può. Non condivido l’animalismo spinto oltre il limite delle regole igieniche e sanitarie per cui stigmatizzo i collezionisti seriali di cani e gatti in appartamento e chi se li porta a letto o lascia leccare viso e mani dei propri bambini dal cane di casa. Al pari non stimo coloro che sfoggiano cani di razza o di alta genealogia che sono costati cifre esorbitanti per essere additati come vip o che esibiscono le cure veterinarie più evolute e costose come le protesi d’anca o di ginocchio, le cataratte, i carrellini per paraplegici senza con questo voler svilire il progresso bio medico in veterinaria. Ognuno è libero di spendere i propri soldi come vuole ma mi suona insulto alle miserie umane destinare somme di denaro esorbitanti alle cure soprattutto dei Pet (cani e gatti) che sono spesso patologicamente amati a dismisura e trattati come bambini viziati dal lusso e dalla moda. Ci sono razze di cani che sono assunte negli anni a status simbol sociale ; cosi è stato nel tempo per i cani nordici (Siberian Husky) o giapponesi (Akita inu) o cinesi (Shar Pei) che hanno cavalcato la cresta dell’onda del mondo bene anche se le singole razze avrebbero richiesto condizioni di vita diverse dai salotti alla moda. I cani di Terranova, i Pastori dei Pirenei, i San Bernardo non stanno di sicuro bene in appartamenti né nell’italia meridionale o insulare. Peraltro apprezzo le misure straordinarie adottate in Piemonte per contenere il numero dei cinghiali per i danni alle colture, l’ essere causa di incidenti stradali e vettori della Peste suina. Considero i Piani di contenimento mediante abbattimenti di massa un male necessario ed i muri anticinghiale una soluzione percorribile anche se costosa ed auspicabili sono forse le sterilizzazioni chimiche attraverso bocconi medicati. Tutto ciò fa parte dei miei personali convincimenti auspicando che i colpi di fucile siano però mirati e micidiali. Il lupo e l’orso invece mi trovano alleato nel sostenere la loro incolumità su tutto il territorio nazionale perché i danni legati alla loro presenza sono compensabili con risarcimenti agli allevatori di bestiame. Pare che il lupo costringa non solo i pastori di montagna ma anche allevatori in pianura a doversi difendere in qualche modo: cani anti lupo, recinti elettrificati, impianti di allarme luminosi o sonori per scongiurare aggressioni al loro patrimonio zootecnico; danni compensabili economicamente nel caso con rimborsi solleciti e congrui, senza tante strettoie burocratiche che finora hanno deluso i danneggiati che si lamentano anche su “Specchio dei tempi” ( vedi La Stampa 10/9/22).

Delusione del 26 Aprile in Torino di M.Panichi

Al Valentino il “Viale Medaglie d’oro” corre parallelo al Corso Massimo D’Azeglio partendo dal piazzale Duca d’Aosta in direzione Corso Vit...