Torino e la sua Area Metropolitana.Una città Europea, in salute, sicura, facile da vivere, che sappia offrire opportunità di lavoro a tutt@Una città della cultura, ecologica, pensata anche per i tempi degli anziani e delle persone in difficoltà.Città della ricerca, dello sport,con trasporti pubblici finalmente efficienti, servizi sanitari efficaci.Che valorizzi le periferie,laboratorio dell'innovazione green, capitale del cibo di qualità e sicuro e delle energie rinnovabili.
giovedì 19 gennaio 2023
La Medicina Generale dimenticata
Smi punta il dito contro la politica e i governi che si sono succeduti in questi ultimi anni. In uno dei passaggi dell'ultimo Consiglio Nazionale ha tenuto a sottolineare. "La Medicina Generale, la prima linea di cura per i cittadini, soffre di una grave carenza di medici che in alcune aree del Paese sono pochissimi. se oggi siamo dinnanzi ad una situazione che appare critica cosa accadrà nei prossimi anni quando non si riuscirà a rimpiazzare i tanti medici che andranno in pensione? Nessun governo negli ultimi 10 anni ha risposto a questa domanda".
Il Consiglio Nazionale del Sindacato Medici Italiani (Smi), si è riunito di recente per discutere delle iniziative sindacali per il 2023 a partire dal rinnovo dell’accordo collettivo nazionale per la Medicina Generale, dal pieno sostegno al contratto della dirigenza sanitaria agli start di partenza, per la tutela del lavoro in sanità e per la sicurezza per gli operatori sanitari " così una nota stampa dall’assise del Smi. Smi ritiene che si registri una continuità del Governo Meloni, con i Governi Conte/Draghi, in tema di sanità pubblica con la riduzione della spesa sanitaria, con un andamento, in questo senso, identico. Il disegno di legge sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e sul bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025, infatti, non prevede, come evidenziato anche dall’Ufficio parlamentare di Bilancio, alcun potenziamento del servizio sanitario".
"Si assiste da tempo a fughe di medici verso la sanità privata e verso gli altri paesi - sottolinea la nota sindacale - in particolare dai settori più usuranti (e che si prestano in misura minore ad attività libero professionale), quali terapie intensive e il pronto soccorso. Le ragioni sono molteplici: l’assoluta cecità dei governi degli ultimi decenni nel programmare la formazione dei professionisti; la ridotta progressione di carriera; l’età media avanzata; i livelli stipendiali fra i più bassi d’Europa per i medici. Va aggiunto, inoltre, che persiste l’assenza di qualsiasi ipotesi di una ridefinizione della formazione dei medici di medicina generale e del loro rapporto con il Ssn con l’istituzione di una scuola di specializzazione universitaria finalizzata a un loro adeguato inserimento, anche in termini convenzionali, nei Distretti e nelle case di Comunità e nell’ assistenza primaria. Per i Pronto Soccorso siamo dinnanzi al paradosso: a fronte della situazione di collasso il Governo prevede un provvedimento urgente, che consiste in un incremento attivato solo nel 2024 della indennità di pronto soccorso".
"Il Consiglio Nazionale Smi - continua la nota - esprime una forte preoccupazione sull' autonomia regionale differenziata che potrebbe sancire una volta per tutte la fine del SSN già in grave sofferenza. Una maggiore autonomia legislativa, amministrativa ed organizzativa in materia di istituzione e gestione di fondi sanitari integrativi darebbe l’avvio a una equivalenza sleale fra pubblico e privato. La contrattazione integrativa regionale, inoltre, per i dipendenti del Ssn e l' autonomia in materia di gestione del personale e di regolamentazione dell’attività libero professionale metterebbe in atto una concorrenza sleale fra Regioni con la fine della contrattazione collettiva. Questo scenario rappresenta le difficoltà in cui versa la sanità pubblica in Italia a cui si somma la crisi innescata dal Covid 19 che ha lasciato strascichi pesanti sul sistema sanitario. Ma c’è di più. Ad invecchiare non sono solo i cittadini ma anche soprattutto i medici: secondo dati recenti, l’età media dei medici della sanità pubblica è di 51,3 anni ma quella dei medici di famiglia è intorno a 60 anni".
"La Medicina Generale che dovrebbe essere rappresentare la prima linea di cura per i cittadini soffre di una grave carenza di medici che in alcune aree del paese sono pochissimi; se oggi siamo dinnanzi ad una situazione che appare critica cosa accadrà nei prossimi anni quando non si riuscirà a rimpiazzare i tanti medici che andranno in pensione? Nessuno governo negli ultimi 10 anni ha risposto a questa domanda".
Smi chiede tutele adeguate per tutto il personale del settore e, con esse, attenzione, rispetto e cura, a partire dal riconoscimento da parte dell’INAIL dell’infortunio sul lavoro per i Mmg e misure contro le aggressioni ai medici. Reclamiamo personale che rimpiazzi quello dimissionario o che si è pensionato negli anni, non appalti dei servizi all’esterno. Intendiamo contrastare la rottamazione del Servizio Sanitario Nazionale e la fuga dei cittadini verso il privato quale metodo individuato ma poco condivisibile per il contenimento delle liste d’attesa.
"Occorrerebbe pensare - precisa - ad un modello nazionale del sistema dell’emergenza che dovrebbe essere un sistema unico, coordinato ed integrato dal punto di vista gestionale, con un’unica figura di medico dipendente in modo da uniformare trattamento economico e tutele. Solo questo riordino potrebbe limitare la fuga di questi specialisti che oggi non è più attratto a lavorare in un sistema che presenta delle incolmabili carenze organizzative e di personale che espongono gli operatori ad enormi rischi clinici, a turni massacranti con esubero orario, mancanza di riposi e fruizione di ferie, alle aggressioni da parte di cittadini non soddisfatti nelle loro aspettative. Chiediamo una defiscalizzazione del salario accessorio per la dirigenza medica. Riteniamo, infine, che si debbano sostenere scelte che rafforzino la prevenzione sanitaria nel nostro Paese a partire dal ripristino della medicina scolastica nelle scuole con la tutela della salute della popolazione scolastica; così come non è più rinviabile un rafforzamento delle misure per salute mentale, destinando il 5% del fondo sanitario per la salute mentale così come i 91 Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale del nostro paese chiedono a tutte le istituzioni italiane. Siamo impegnati, infine, nella costruzione di un’unità sindacale della categoria medica con tutte le forze disponibili per mettere insieme le necessità della medicina generale, della dirigenza medica e del 118, per difendere la sanità pubblica e il lavoro di tutti i medici
lunedì 9 gennaio 2023
"I Posteggiati"
Ci avete mai fatto caso? Ci sono persone, di entrambi i sessi,prevalentemente di mezza età, che soggiornano ore all'interno delle loro autovetture.La automobili possono essere di varia ciindrata e normalmente sono ben tenute, segno che non rappresentano una specie di casa alternativa, ma uno strumento di locomozione.Ma che fanno? E' forse ancora una conseguenza della Pandemia da Covid, dove isolarsi era spesso l'unica soluzione al possibile contagio, che ancora oggi non si è risolto.Non leggono il giornale, non ascoltano la radio. A volte fissano l'orizzonte o semplicemente aspettano il passare del tempo. Qualcuno certamente attende un amico o un parente altri sapendo la difficoltà di trovare un posteggio non a pagamento si fermano in auto per evitare la multa del controllore dei pedaggi.Di fatto la popolazione dei "parcheggiati" è aumentata come lo è quella delle persone rimaste sole .Fateci caso
venerdì 6 gennaio 2023
Riorganizzare l’assistenza territoriale Giorgio Diaferia Medico e Giornalista
La Riforma dell’assistenza territoriale definisce un nuovo modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale che mira a una sanità più vicina alle persone e al superamento delle disuguaglianze. Il nuovo assetto istituzionale e organizzativo dell’assistenza sanitaria primaria consentirà al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati, in linea con le migliori prassi europee. (Fonte Ministero della Salute) I punti chiave della Riforma prevedono:
• Definire un nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza primaria in grado di individuare standard strutturali, tecnologici e organizzativi uniformi su tutto il territorio nazionale, per garantire a cittadini e operatori del Servizio Sanitario Nazionale il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA.
• Facilitare l’individuazione delle priorità di intervento in un’ottica di prossimità e di integrazione tra le reti assistenziali territoriali, ospedaliere e specialistiche.
• Favorire la continuità delle cure per coloro che vivono in condizioni di cronicità, fragilità o disabilità, che comportano il rischio di non autosufficienza anche attraverso l’integrazione tra il servizio sociale e quello sanitario.
• Disegnare un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario ambientale e climatico.
• Allinearsi agli standard qualitativi di cura dei migliori Paesi europei.
I punti chiave della Riforma del Ministro Speranza sono
La Riforma dell’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale è regolata dal decreto interministeriale di natura regolamentare del 23 maggio 2022, pubblicato nella GURI Serie Generale n. 144 del 22 giugno 2022, che ridisegna funzioni e standard del Distretto. Ecco principali contenuti e standard:
• Casa della Comunità - Aperte fino a 24h su 24 e 7 giorni su 7, oltre 1.350 Case della Comunità finanziate con le risorse del PNRR, diffuse in tutto il territorio nazionale, sono il luogo fisico e di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Rappresentano il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità per la popolazione
• Centrale operativa 116117 - La Centrale operativa 116117 (Numero Europeo Armonizzato – NEA per le cure mediche non urgenti) è il servizio telefonico gratuito a disposizione di tutta la popolazione, 24 ore al giorno tutti i giorni, da contattare per ogni esigenza sanitaria e sociosanitaria a bassa intensità assistenziale
• Centrale Operativa Territoriale- COT - Svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e dialoga con la rete dell’emergenza-urgenza
• Infermiere di Famiglia e Comunità - È la figura professionale di riferimento che assicura l’assistenza infermieristica, ai diversi livelli di complessità, in collaborazione con tutti i professionisti presenti nella comunità in cui opera. Non solo si occupa delle cure assistenziali verso i pazienti, ma interagisce con tutti gli attori e le risorse presenti nella comunità per rispondere a nuovi bisogni attuali o potenziali
• Unità di continuità assistenziale - È un’équipe mobile distrettuale per la gestione e il supporto della presa in carico di individui, o di comunità, che versano in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità e che comportano una comprovata difficoltà operativa
• Assistenza domiciliare - La casa come primo luogo di cura. Le Cure domiciliari sono un servizio del Distretto per l’erogazione al domicilio di interventi caratterizzati da un livello di intensità e complessità assistenziale variabile nell’ambito di specifici percorsi di cura e di un piano personalizzato di assistenza. Trattamenti medici, infermieristici, riabilitativi, diagnostici, ecc. Sono prestati da personale sanitario e sociosanitario qualificato per la cura e l’assistenza alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita quotidiana
• Ospedale di comunità - È una struttura sanitaria di ricovero dell’Assistenza Territoriale con 20 posti letto che svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, per evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell’autonomia e più prossimi al domicilio
• Rete delle cure Palliative - È costituita da servizi e strutture in grado di garantire la presa in carico globale dell’assistito e del suo nucleo familiare, in ambito ospedaliero, con l’attività di consulenza nelle U.O., ambulatoriale, domiciliare e in hospice. Le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale
• Servizi per la salute dei minori, delle donne, delle coppie e delle famiglie - Il Consultorio Familiare e l’attività rivolta ai minori, alle coppie e alle famiglie garantiscono prestazioni, anche di tipo domiciliare, mediche specialistiche, diagnostiche, terapeutiche, ostetriche, psicologiche, psicoterapeutiche, infermieristiche, riabilitative e preventive, nell’ambito dell’assistenza territoriale, alle donne, ai minori, alle coppie e alle famiglie. L’attività consultoriale può svolgersi all’interno delle Case della Comunità, privilegiando soluzioni che ne tutelino la riservatezza
• Telemedicina - Viene utilizzata dal professionista sanitario per fornire prestazioni sanitarie agli assistiti o servizi di consulenza e supporto ad altri professionisti sanitari. Inclusa in una rete di cure coordinate, la Telemedicina consente l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet, software e delle reti di telecomunicazione.
I fondi a disposizione provenienti dal PNRR sono 7 Miliardi da utilizzarsi per la creazione di ambulatori territoriali con medici di famiglia, specialisti ed infermieri e per dar vita ad Ospedali di Comunità con 20 posti letto da impiegarsi per quei pazienti che non necessitano più di un’assistenza sanitaria plurispecialistica ma che nel contempo non sono in condizioni sanitarie ed ambientali di fare immediato ritorno a casa. Dunque una riforma per la creazione di strutture sanitarie che rischiano però in molti casi di rimanere deserte per assenza del personale sanitario che le dovrebbe utilizzare. Come fare quindi ad assumere medici, infermieri, ad acquistare apparecchiature mediche, a fare corsi di formazione, ad incrementare il numero della borse di studio per laureare ed abilitare più medici? I 37 Miliardi provenienti dal Mes potrebbero, se il nostro Paese li richiedesse, essere utilizzati per questo.
Dunque il punto centrale della Riforma è la figura del medico di famiglia che dovrebbe svolgere un lavoro in equipe con altri colleghi “associati” negli stessi locali , affiancato da infermieri , segretaria per la parte amministrativa e con il supporto anche di materiale diagnostico di base quale ad esempio un punto prelievi di sangue, ecografo, elettrocardiografo ( una volta fatti corsi abilitanti all’uso). Poi un punto vaccinale, si spera attrezzato con materiale sterile e carrello di primo soccorso in caso di reazioni indesiderate e via così. La disorganizzazione vista in periodo di Covid prima e senda ondata è stata drammatica , assenza di mascherine, di guanti, di farmaci per l’urgenza, di disinfettanti, cotone ( tutto ovviamente presente ma a spese del medico di base) .Il rapporto ottimale medico/pazienti dovrebbe essere di 1 medico ogni 1.000 assistiti mentre noi oggi osserviamo un innalzamento del tetto massimo dei pazienti sino a 1.800 con possibilità di arrivare anche a 2.000. E’ chiaro che l’attuale contratto per la medicina generale non può più essere accettato con carichi di lavoro simili, che se rispettati vanno ben al di là di 1 ora di ambulatorio al giorno ogni 500 assistiti, 2 ore sino a 1.000 e 3 ore al giorno arrivati a 1.500. Gioverà ricordare che il Medico di Famiglia è un Libero Professionista, non dipendente dal SSN ma pagato dallo stato a fronte di un compenso medio di 3,44 euro al mese per assistito, a cui si aggiunge un po’ di attività libero professionale come i certificati di attività sportiva non agonistica, per la patente e quelli di invalidità civile. Inoltre vi è un compenso per le riunioni di equipe medica territoriale, che si deve svolgere mensilmente.
Primo punto dolente mancano medici di famiglia e mancano infermieri. Attualmente i medici a disposizione in Italia sul territorio sono circa 80.000 di cui 42.000 medici di base, 20.000 specialisti ambulatoriali, 7.400 pediatri di libera scelta e 10.000 medici dell’ex guardia medica oggi “della continuità assistenziale” che tra l’altro da pochi giorni devono coprire la reperibilità anche del sabato mattina.
Si è molto parlato in queste settimane del sovraffollamento dei Pronto Soccorso a causa dell’esplosione dell’Influenza stagionale e la ripresa dei contagi da Covid, L’idea che queste strutture “intermedie” possano fare un migliore filtro è corretta , ma gli Ospedali devono anche tornare ad assumere medici ed infermieri e personale sanitario in genere ( tecnici radiologi, fisioterapisti..) al posto dei tanti professionisti che se ne sono andati o verso strutture private, che pagano meglio o verso il pensionamento. Nei Pronto congestionati si rischiano errori diagnostici o condizioni di accoglienza inumane ed è chiaro che i Dipartimenti di emergenza devono essere ampliati sia come strutture che come personale. Oggi sono e saranno il punto critico della Sanità. Se dunque la Sanità pubblica dovrebbe urgentemente ripensarsi e potenziarsi per garantire un’efficienza della Sanità Pubblica che spesso ci è stata invidiata ma che oggi rischia di andare in crisi nonostante l’alto livello di professionalità del personale sanitario.
Il privato accreditato e convenzionato si inserisce in questo tema offrendo interventi e diagnostica anche complessa in alternativa al pubblico. E’ questa una strada da seguire con attenzione studiando modi efficienti di collaborazione ed integrazione che possano coinvolgere i privati a garanzia di un servizio che abbatta le inaccettabili liste di attesa per accertamenti ed interventi.
lunedì 26 dicembre 2022
Claudio Donat Cattin morto a Roma
Dopo un malore che lo aveva costretto ad un ricovero all'Ospedale Gemelli di Roma, nella notte del 24 Dicembre è deceduto Claudio Donat Cattin primogenito dell'ex Ministro Carlo Donat Cattin.Giornalista professionista, era nato a Murazzano, in provincia di Cuneo. Ha lavorato per la «Gazzetta del Popolo» ed è stato autore, insieme al collega Vito Napoli, di un'inchiesta, nel 1969, sullo scandalo delle cliniche nella sanità torinese. Una serie di articoli che fecero luce sulle attività private di nomi noti di medici, esercitate nelle strutture universitarie, utilizzando risorse pubbliche. Per quell'inchiesta Claudio Donat-Cattin vinse nel 1971il premio Saint Vincent per la cronaca. È stato vice direttore della «Gazzetta del Popolo», vice direttore de «Il Giorno» e vice direttore di Raiuno. Autore di programmi Rai, ha lavorato a fianco di Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta.Anche per me Claudio era un amico ed era stato per anni un mio assistito quando svolgevo il lavoro di medico di famiglia.Lo ricordo nelle nostre vacanze in Sardegna nelle nostre improbabili partite a volley ed a minigolf. Ciao Claudio R.I.P.
Un abbraccio affettuoso a Roberta, Barbara e Natalie.
domenica 18 dicembre 2022
Il Computer migliora la vita di Giovanna Giordano
Il computer migliora la vita” è il titolo del nuovo libro di Giovanna Giordano, uscito a dicembre 2022. Si tratta di un vero e proprio manuale di educazione digitale per tutti, frutto di una lunga esperienza nell’insegnamento dell’uso del computer a persone di ogni età ed ogni livello di partenza.
A chi è dedicato?
Questo manuale è dedicato a tutte le persone che vogliono o devono usare il computer. Pertanto, è essenziale per i principianti di tutte le età, visto che descrive le basi e le manovre fondamentali per usare il computer e lo smartphone nella vita di ogni giorno.
Il libro è molto utile anche a chi già usa il computer per imparare qualcosa in più e per vivere nel mondo digitale con maggior sicurezza e consapevolezza.
Gli argomenti de: “Il computer migliora la vita”
Ecco gli argomenti trattati in questo manuale di educazione digitale:
Concetti fondamentali sui computer, Internet e il web: le basi dell’informatica, quali tipi di computer, che cos’è Internet, come sono fatti i siti web, la nuvola informatica e che cosa c’è dietro Internet;
Il Personal Computer: hardware e software, il sistema operativo Windows, uso base del computer, videoscrittura, taglia-copia-incolla, documenti e cartelle, chiavette USB, come tenere ordine nel computer;
Smartphone e tablet: caratteristiche e sistemi operativi, collegamento a Internet, telefono e messaggi, tutto quello che si può fare con WhatsApp, installare nuove App, codice QR e Google Lens;
Cercare informazioni sul web: navigare e cercare con Google, che cosa sono i cookie, navigazione sicura, Wikipedia, guardare video su YouTube, consultare Google Maps per trovare luoghi, attività e itinerari;
Comunicare attraverso il web: uso della posta elettronica, spam, phishing, netiquette, videoconferenze con Zoom e Meet, account per identificarsi in rete, come si sceglie e si conserva la password, account principali, SPID;
App utili nella vita di tutti i giorni: Contatti, Calendario, fotografie su PC, smartphone e cloud, album fotografici con Google Foto, App per appunti e note come Google Keep e OneNote, uso dell’assistente virtuale, App per tradurre, ascolto di musica e podcast, Google Arts and Culture;
Sicurezza informatica: uso sicuro del PC e dello smartphone, blocco schermo, navigare sicuri sul web, tutte le cautele con la posta elettronica e i social media.
E, infine, di che cosa non parla questo libro?
Ci sono alcuni argomenti di cui non si parla in questo libro, a parte i temi strettamente tecnici che non si addicono ad un testo divulgativo:
Non ci sono istruzioni sul pacchetto Office, ossia dei programmi Word, Excel e PowerPoint per i quali esistono sul mercato ottimi e completi manuali;
Non vengono trattate le funzioni legate alle banche online e ai pagamenti in quanto sono molto personalizzate sul servizio commerciale;
Infine, si descrivono i social media nella parte generale, ma non vengono fornite istruzioni d’uso perché ognuno di essi meriterebbe un testo a sé
mercoledì 7 dicembre 2022
Ma quanto ci costa la mobilità a Torino ! Marzio Panichi
I ciclisti e gli utenti delle due ruote pagano un prezzo troppo alto per muoversi. Leggiamo purtroppo con grande dolore di “omicidi stradali” sempre più frequenti.
La Stampa del 2/12/22
Anche io sono perplesso!
Sia pur con la mia incompetenza, non credo che sia sufficiente ridurre la velocità delle auto per abbassare il numero eccessivo e preoccupante di incidenti e ricoveri in ospedale di ciclisti o di coloro che cavalcano monopattini. Abbiamo letto che la città di Torino è al top come percentuale annua di incidenti alle due ruote e qualcuno vorrebbe attribuire la maggiore responsabilità agli automobilisti inosservanti delle regole della circolazione in città. Sicuramente ci sono svariati esempi di indisciplina automobilistica ma sono innumerevoli e documentabili le infrazioni al Codice della strada da parte delle due ruote. Inutile qui riportarne l’semplificazione perché è sotto gli occhi di tutti i frequentatori delle strade cittadine, di giorno e di notte. Senza voler difendere in maniera corporativa gli automobilisti di cui faccio parte personalmente voglio fare qualche riflessione con chi mi legge e dire che i fruitori delle due ruote ci salgono sopra senza aver frequentato nessun corso istruttivo sulle regole della circolazione urbana. Basta aver imparato ad andare in bicicletta o ancor di più a maneggiare un velocipede elettrico con due piccole ruote, che può raggiungere però velocità superiori ai 50 Km/ora. Non ci sono obblighi di dover conseguire una sorta di patentino, né di assicurazione RC, né di Dispositivi di protezione come il casco od un giubbotto fosforescente di notte, non sono previsti specchietti retrovisori, segnalatori di direzione od acustici… e così via. In buona sostanza le due ruote non hanno limiti di età e non brillano nell’essere ligi al codice stradale. In più non hanno targhe che possano identificare l’infrazione compiuta con le telecamere come accade invece per auto e moto.
Parcheggi selvaggi non solo di auto!
Troviamo sulle strade e sui marciapiedi velocipedi oggi di tutti i tipi: quelli tradizionali di una volta magari anche arrugginiti e senza valore, ma anche bici da corsa in carbonio, mountain bike costosissime, city bike di ogni foggia. Biciclette elettriche, con pedalata assistita, con ruote da fuoristrada e via di seguito. Insomma si vedono un sacco di bicicli condotti ben spesso in modo imprudente ed irresponsabile mentre i pericoli delle vie sono molteplici: buche nell’asfalto, sconnessioni, rotaie tramviarie ecc.
Un esempio deplorevole di scarso decoro cittadino
Molti automobilisti hanno i loro torti ma anche i ciclisti ed i “monopattinisti” dovrebbero rendersi più responsabili ed affinare il loro senso civico non solo nel cavalcare disciplinatamente il loro mezzo ma anche nel lasciarlo a fine uso. E’ auspicabile una maggiore prevenzione ed educazione stradale da parte dell’Istituzione comunale ma anche la deterrenza.
Conclusivamente mi chiedo quanto ci costa l’imprudenza stradale, non solo in termini di morti, ma anche economicamente per i soccorsi, i ricoveri e le cure ospedaliere e da ultimo mi pongo una domanda: dove sono le “pattuglie” dei Vigili Urbani per fare prevenzione ed applicare le sanzioni? Le auto e gli automobilisti possono essere multati i velocipedi no.
sabato 3 dicembre 2022
Iscriviti a:
Post (Atom)
Delusione del 26 Aprile in Torino di M.Panichi
Al Valentino il “Viale Medaglie d’oro” corre parallelo al Corso Massimo D’Azeglio partendo dal piazzale Duca d’Aosta in direzione Corso Vit...
-
Avrei voluto a tutti voi fare solo i più sinceri e cari auguri di Buon Anno 2015 ma appena rientrato da una breve vacanza sono rimasto im...
-
Al Valentino il “Viale Medaglie d’oro” corre parallelo al Corso Massimo D’Azeglio partendo dal piazzale Duca d’Aosta in direzione Corso Vit...
-
Medico Veterinario,77 anni,già docente Universitario, è stato nella prima Giunta Castellani consulente del Sindaco per il benessere anima...







