mercoledì 31 marzo 2010

Piemonte: come regalare una Regione in 3 mosse (sbagliate) di Massimo Marino

da www.eco-piemonte.blogspot.com
Vale la pena fare una analisi sui risultati elettorali in Piemonte che hanno molto da insegnare a chi volesse pensare ad una fuoriuscita dal nostro “medioevo “ italiano ed alla costruzione di una alternativa.In Piemonte si è dispiegata nella forma più larga possibile quella alleanza “postulivista”, autocentrata sul PD, che sta nei sogni di una parte del cosiddetto centro-sinistra italiano.
Dodici liste alleate a sostegno della Bresso, dall’ UDC fino a Verdi, Radicali e Rifondazione, compresa qualche lista inventata dell’ultim’ora per raccogliere ( o far perdere) fino all’ultimo voto. Un caso unico in tutta Italia.Erano 29 le liste totali (record italiano), grazie in particolare a quel singolare comma scandaloso del regolamento regionale (molto più grave dei casi Polverini-Formigoni) per il quale qualunque consigliere regionale ( capogruppo o responsabile della proprietà del simbolo) poteva far presentare una lista senza la necessità di raccogliere le 17-18mila firme richieste (infatti è presumibile che solo la Lista 5 Stelle le abbia regolarmente raccolte).Da 2 mesi praticamente tutti i sondaggi davano un testa a testa fra i due principali candidati, Cota e Bresso, con un lieve vantaggio della seconda (1% cioè meno di 20.000 voti), ignoravano la presenza del candidato 5 Stelle (Bono), ne tantomeno stimavano, come è abitudine dei nostri sondaggisti “embedded” la possibile dimensione e origine dell’astensione, delle bianche e nulle. Un singolare caso di giornalismo di regime bipolare che accomuna le due aree politiche che governano, come sezioni di partito, le principali redazioni dei giornali e TV, con una totale prevalenza PD nei tre principali strumenti informativi piemontesi, La Repubblica, La Stampa, RAI 3.Per capire la dimensione di questo vulnus di democrazia è sufficiente dire che, a risultati acquisiti, dei 3,64 milioni di elettori piemontesi 1,44 milioni (il 39% degli elettori) non hanno votato il candidato di nessuna delle 29 liste presenti (di questi ben 134 mila hanno annullato la scheda o votato bianca ). I due partiti “maggiori” (PDL e PD ) hanno preso insieme 913.494 voti ( il 25% degli elettori ). Se si aggiunge gli alleati principali (Lega Nord 317.065 voti ) Italia dei Valori ( 130.649 voti) UDC ( 130.649 voti) e si aggiunge la lista personale della candidata presidente del centro sinistra si può concludere che le 5 forze politiche attualmente presenti in Parlamento tutte insieme sono state votate da meno del 44% degli elettori piemontesi. Le altre 23 liste hanno raccolto il voto di circa il 17% degli elettori. Il 39% come detto, non ha votato nessuno.
Una conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che da tempo non esiste in Italia nessun bipolarismo, ne tantomeno una vocazione al bipartitismo ma che anzi è crescente il rifiuto radicale delle principali forze politiche in particolare le prime due, che circa 7 elettori su 10, almeno nelle elezioni “locali”, non votano.
Dati assolutamente analoghi avevamo segnalato riferendoci alle ultime elezioni regionali in Abruzzo ( caso Del Turco) e Sardegna (caso Soru ).Non ci sono molti dubbi che sono 4 i “ temi “ prevalenti su cui si manifesta la disaffezione a questa politica e che nulla hanno a che fare con il cosiddetto “qualunquismo”: 1) la Precarietà sociale e del lavoro 2) i grandi temi dell’Ecologismo 3) il rifiuto dello strapotere della Casta 4) la Corruzione (quest’ultimo un po’ meno sentito in Piemonte, probabilmente l’unico record positivo di cui ci si possa con prudenza vantare). La campagna elettorale, che di fatto i giornali hanno presentato come ed esclusivamente riguardante i 5 partiti suddetti, si è presentata oggettivamente inconsistente:
Sulla Precarità e la Corruzione il tema è limitatamente affrontabile dalle istituzioni regionali.
Sulle logiche della Casta, a parte qualche schermaglia inconsistente, era difficile identificare differenze: pessimo argomento comunque per il centro-sinistra locale, specie dopo la diffusione della notizia della doppia liquidazione ai consiglieri uscenti (ereditata dalla precedente coalizione di centro-destra e tranquillamente mantenuta, quasi tutti d’accordo, da quella di centro-sinistra ) e la diffusione ripetuta delle tabelle che indicavano i consiglieri piemontesi fra i più pagati, insieme a quelli della Calabria; (fino a 15 anni fa era esattamente l’opposto, tant’è che il Piemonte, all’epoca di Brizio, veniva definito, positivamente, come la regione “sabauda”). Da aggiungere una campagna elettorale spendacciona da entrambi i principali contendenti, assolutamente diversa dalle precedenti, con manifesti e faccioni (e slogan da barzelletta ), pagati salatamente, su tram ed autobus di tutta la regione, che hanno finalmente fatto conoscere le facce semisconosciute di un buon numero di consiglieri regionali uscenti già tre mesi prima del voto. Per non parlare del sontuoso enorme pulman bianco ( Avanti con Bresso) che ha girato mezzo Piemonte, osservato da molti con motivata perplessità.Di corruzione e mafia poco si è discusso, tranne qualche afflollatissima e preoccupata conferenza, con Libera e Caselli, del tutto a lato della bagarre elettorale.Impossibile una discussione, complessa, sul grande problema della Sanità, (78% del bilancio regionale) , in particolare nomine, costi unitari, efficienza e liste di attesa su cui mancano, come è noto a chi se ne occupa seriamente, dati e procedure affidabili e neutrali, non essendoci, non casualmente, un Ente terzo che faccia le verifiche; problema italiano fra i più gravi e incredibili, tema che andrebbe rapidamente messo all’ordine del giorno se esistesse nel paese una forza riformista. Il tema ha affascinato per un pò i giornalisti, in difficoltà di argomenti, poi si è spento da solo, in mezzo ad un mare di numeri contraddittori perfino all’interno della stessa coalizione.
Sui temi che noi chiamiamo in senso ampio compiutamente ecologisti si è centrato il nocciolo della campagna elettorale e sono quelli che ne hanno deciso le sorti; con un problema: che sui principali argomenti, la TAV (che ha assunto un significato più generale che andava ben al di là della Val di Susa) , gli Inceneritori (uno in avvio ed altri 2-3 in progetto), la Tangenziale Est di Torino, l’Inquinamento delle città (Torino ed il Piemonte vantano da tempo un assoluto record negativo) i due competitors principali avevano assolutamente le stesse identiche posizioni, in qualche caso nessuna posizione formalmente espressa.
Ad esempio il cosidetto “programma” della coalizione Bresso, un faldone illeggibile di circa 70 pagine, che quasi nessuno ha letto, non conteneva fino a 3 giorni dalla scadenza una sola parola sul problema inquinamento (mentre falliva la domenica ecologica Chiamparino-Moratti nell’ indifferenza di molti comuni, meno di loro preoccupati da un possibile avviso di garanzia; un succedaneo insignificante per rispondere ai dati diffusi ampiamente che dicevano che a metà febbraio le due metropoli avevano già raggiunto i 35 “sconfinamenti” permessi nell’arco di 12 mesi dell’anno).Sugli Inceneritori, a seguito di una timidissima richiesta dei Verdi di esprimersi contro, il Pd e la Bresso supplivano alla “dimenticanza” inserendo nella versione finale, nelle ultime ore, la conferma dell’Incenerimento come soluzione del problema. Questione poco nota e divertente, come poco noto ma meno divertente è se alla fine i Verdi hanno formalmente firmato il programma o se, chi lo ha fatto, lo ha fatto a nome della lista.Sulla vocazione del PD a cancellare gli “ecologisti “ dalla scena, preoccupati dall’imminente risultato francese, si potrebbe scrivere un libro; sono noti solo alcuni dei modi attraverso i quali questa vocazione antiecologista si è manifestata: alcune figure marginali collocate nella lista Bresso, il veto assoluto a parlare dei Verdi nell’informazione locale, una lista “autonomista” nata negli ultimi giorni con la scritta Europa Ecologia a lato, risultato circa 4000 voti, 0 ,2%, ma forse sufficiente a far saltare un eletto dei Verdi perso per un migliaio di voti; assoluto rifiuto ad accettare con i Verdi quell’accordo tecnico fatto con Rifondazione (nessun assessore, presenza nel listino in cambio della non adesione formale al programma ).
Ma il vero capolavoro del PD riguarda la TAV e i Verdi Verdi.Sulla TAV c’è poco da dire: mentre si susseguivano provocazioni, carotaggi inutili, botte e incendi di sconosciuti ai presidi, a cui il movimento dei NoTav rispondeva con ripetute manifestazioni , ( inclusa la presenza a quella torinese dell’ 8 marzo che confermava una attivissima presenza di donne nei No Tav ), fino alla più grande, per la quale si è parlato di 40.000 persone, gli esponenti del PD insistevano sull’ “isolamento “ dei No Tav. Fino ad inventare quell’incredibile autogol della manifestazione Si Tav ideata da Chiamparino al Lingotto: qualche centinaio di militanti e di sponsor confindustriali. Ma il vero capolavoro è stato raggiunto dai due soliti parlamentari PD che in più occasioni hanno giustificato la repressione ( per fortuna solo in minima parte esauditi) contro i facinorosi che allignerebbero fra i “quattro gatti” NoTav. Una singolare tenzone non solo svolta con comunicati stampa ma proseguita a tutte le ore del giorno su Faceebook, dove la possibilità dell’insulto reciproco è più facile, in un confronto diretto con i nemici; un vero capolavoro per il quale Cota dovrebbe almeno spendersi in un personale ringraziamento con i due suddetti.
E’ finita così che a 10 giorni dal voto, anche in seguito ad un appello di cui pochi parlano, firmato da molte decine di No Tav e dilagato su FBK, il fronte No Tav è uscito dall’ “ isolamento” schierandosi apertamente a favore dell’unica lista apertamente No Tav , quella dei 5 Stelle. Risultato: 90.000 voti e due eletti da Grillo nella regione ( 10 volte i 9.373 voti mancati dalla Bresso), 20-30% ottenuto dai grillini in numerosi comuni della valle azzerando verdi e rifondazione, il dilagare del voto disgiunto in tutta la regione, molte migliaia di voti, fino al punto che, incredibilmente, nell’area torinese, i partiti del centro-sinistra hanno preso più voti della loro candidata.Per ultimo i Verdi Verdi : dopo almeno una decine di incontri ( torinesi e romani) era pressocchè acquisito il possibile miracolo che con i Verdi, oltre alla Civica, oltre ad un gruppetto autonomista, ci fosse anche la lista di Lupi, consigliere uscente, da anni nel centro-destra con una superficiale connotazione ecologista, dopo una presenza nei Verdi fino ai primi anni ’90.Tutti apparentemente disponibili e interessati a partecipare al percorso avviato verso la Costituente ecologista.La possibile riaggregazione, data per acquisita perfino sui giornali, prevedeva come unica soluzione la presenza di un ecologista nel listino Bresso. Questione non di poco conto; non solo perché questa aggregazione avrebbe probabilmente dato ai Verdi due rappresentanti e magari una terza presenza in Giunta in caso di successo significativo; ma perché la nuova collocazione dei Verdi Verdi nel centro-sinistra, da anni accreditati all’1-1,5%, non era per nulla irrilevante in una competizione dove lo scarto fra i due contendenti era valutato in qualche decina di migliaia di voti. Questione ripetutamente segnalata e nota agli " addetti ai lavori".Il rifiuto arrogante del PD, nel quale era stato sanzionato dall’inizio ( sponsor Bersani ) l’obiettivo di impedire nel nuovo Consiglio la presenza di eletti in qualche modo anti Tav o davvero ecologisti, a parole motivato dall’intoccabilità del listino, ha riportato all’ultimo momento i Verdi-Verdi nell’alveo del centro-destra, con 33.411 voti ottenuti (1,76 %), il doppio di quanto ottenuto dai Verdi (0,76%), un quinto dei quali sarebbe stato sufficiente a invertire il risultato ed a riconfermare la Bresso.Questa telenovelas, tutta assolutamente vera e verificabile, insegna come un singolare cocktail di arroganza e incapacità politica può regalare in poche mosse sbagliate una Regione, che non si merita e poteva evitare cinque anni di Cota… Agli ecologisti indica come la strada di un nuovo movimento politico che li unisca attraverso una nuova larga aggregazione non è più questione dei prossimi mesi, richiede il coraggio di cambiare e non permette improvvisazioni.

lunedì 29 marzo 2010

Verdi-Civiche : un disastro annunciato Di Giorgio Diaferia


In tutti i modi la nostra associazione ha tentato di dare il suo contributo per l’accordo tra Verdi Verdi e Verdi –Civiche un accordo storico che avrebbe portato un rappresentante degli ecologisti in Regione come consigliere ed uno forse, in caso di vittoria del centro sinistra, come assessore. L’idea era anche quella di mantenere un buon rapporto di collaborazione con il consigliere comunale di Torino, il medico pediatra Carlo Zanolini che lasciati i Verdi per i Moderati aveva manifestato l’intenzione di ri-candidarsi con i Verdi tornando all’”ovile”. Tuttavia si è registrato il suo abbandono e l’approdo con il partito dei Pensionati ed invalidi con cui poteva giocarsi meglio le sue chance. I risultati dimostrano quanto noi andavamo dicendo cioè che la truppa andava tenuta unita e chi aveva voti personali avrebbe dovuto metterli a disposizione nel gruppo unico degli Ecologisti, per riuscire una volta tanto ad avere un risultato elettorale con percentuali degne di almeno un 2-3 %. E invece zero su tutta la linea con i Verdi Verdi rimasti nel centro destra ed attestati su un più che dignitoso 1.7% e Verdi e Pensionati su un triste ed inutile 0.7% ciascuno. Non siamo stati ascoltati , né a Roma da Bonelli e nemmeno a Torino dalla ex Presidente Bresso, perché il pensiero dominante è stato quello di ignorarci ed annullarci aprendo così un’autostrada ai Grillini dell’ottimo candidato Bono che ha ottenuto un più che incoraggiante e significativo 4%. TorinoViva aveva lanciato molti segnali di allarme, organizzando anche un incontro al Cinema Empire con gli amici delle 5 Terre. L’ecologismo non è sparito, bisogna dare però segnali forti di impegno in questa direzione, di eticità della politica e di ecologia della vita e della tutela della salute, dimostrando impegno per i problemi della gente comune, sempre, non solo a ridosso delle scadenze elettorali. Parole cadute nel nulla ed il partito dei non votanti è aumentato ancora. Ora la prossima prova sarà il Comune di Torino e qui occorre lavorare sin da ora perché gli Ecologisti ci siano per far si che la nostra bella città non sia un cantiere incontrollato di orrende case che rubano terreno al verde, alle pedonalizzazioni, ai trasporti sotterranei o di superficie pubblici a basso costo ed a lunga durata. A destra sappiamo che si presenta l’ex presidente Ghigo ed a sinistra chi raccoglierà la sfida? C'è ancora una sinistra un pò meno moderata e reattiva? Noi vogliamo esserci e sin da ora chiediamo di essere inseriti tra i nomi dei candidati alle primarie .

martedì 23 marzo 2010

Per farci riflettere un pò : Salve, sono un cittadino dell'Italianistan.


Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.Lavoro a Milano in un´azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente delConsiglio.Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall
agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI , i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!
PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno, per sbaglio, lo votasse di nuovo...E se proprio dovesse essere votato, che almeno ciò avvenga con piena coscienza della situazione in cui siamo

domenica 21 marzo 2010

Un articolo di Gianfranco Bologna

I media stanno fornendo ampio spazio ai continui attacchi all'Ipcc ed ignorano tutte le prese di posizione delle più autorevoli istituzioni di ricerca scientifica a favore dei risultati, del lavoro e dei metodi dell'Ipcc stesso. Il 23 febbraio scorso l'International council for science (Icsu) la più autorevole organizzazione scientifica mondiale che raccoglie tutte le organizzazioni scientifiche di settore (dall'Unione astronomica internazionale all'Unione internazionale di fisica pura ed applicata, dall'Unione internazionale di scienze geologiche all'Unione internazionale di matematica, ecc. vedasi il sito www.icsu.org ) ha reso pubblico uno statement che sottolinea come i rapporti dell'Ipcc costituiscano l'assessment scientifico internazionale più ampio e comprensivo mai condotto sino ad oggi, che seguono la più avanzata conoscenza scientifica e le procedure del metodo scientifico e che riflettono l'attuale conoscenza acquisita sul sistema climatico, la sua evoluzione e gli eventuali sviluppi futuri. In assessment come quelli dell'Ipcc che sono così complessi ed articolati, è normale che possa capitare qualche errore, ma queste carenze di accuratezza, in ogni caso, non inficiano minimamente le conclusioni cui giunge l'intero assessment. Piuttosto che compromettere l'integrità e la credibilità della scienza del cambiamento climatico, prosegue lo statement dell'Icsu, questi eventi in se stessi, dimostrano il vigore ed il rigore del processo scientifico cui è sottoposto l'intero meccanismo dell'elaborazione dei rapporti Ipcc.
In ogni area della scienza è importante che gli errori, se realmente compiuti, vengano apertamente ammessi e corretti.Questo approccio sì che costituisce una garanzia di scientificità dei processi e dei risultati, un'impostazione, invece, che manca completamente alle posizioni e alle pubblicazioni degli esponenti dell'industria professionale del negazionismo.
Sul sito www.openletterfromscientists.com http://www.openletterfromscientists.com/> appare inoltre una lettera aperta di moltissimi autorevoli scienziati statunitensi sugli errori reali o presunti contenuti nel rapporto IPCC ed anche in questa sede, gli studiosi sottolineano la seria procedura cui tutto il lavoro IPCC è sottoposto ed al quale hanno collaborato 2.500 scienziati con oltre 90.000 commenti destinati ai 44 capitoli dell'ultimo rapporto IPCC, pubblicato nel 2007.
Inoltre il continuo "rumore" attorno all'Ipcc ha condotto persino l'avvio, voluto dalle stesse Nazioni Unite, di un interessante revisione indipendente dei processi e delle procedure Ipcc che sarà realizzata dall'Inter academy of council, l'organizzazione "ombrello" che raccoglie le varie accademie scientifiche nazionali, dalla Cina al Giappone, dagli USA al Regno Unito. Vi immaginate una cosa simile sulle continue affermazioni negazioniste di gruppi di interesse come, ad esempio, l'American enterprise institute ?
La venuta a Roma del grande climatologo James Hansen, professore alla Columbia University e direttore del prestigioso Goddard Institute for Spaces Studies (GISS) della NASA, per l'Aurelio Peccei Lecture 2010 tenutasi lunedì scorso, è stata un'ottima occasione per chiarire lo stato dell'arte delle ricerche sul sistema climatico, le conoscenze sin qui acquisite sul global warming e sulla ormai sempre più chiara responsabilità umana con chiari riferimenti all'industria professionale del negazionismo. Hansen ritiene il riscaldamento globale una vera e propria bomba ad orologeria e chiede, con forza, un impegno urgente della politica per voltare pagina ed affrontare seriamente il problema. In proposito ha scritto anche il suo primo libro, uscito alla fine del 2009, dal titolo "Storms of my grandchildren. The truth about the coming climate catastrophe and our last chance to save humanity" (il libro sarà tradotto in italiano da Edizioni Ambiente, vedasi
www.stormsofmygrandchildren.com ) . Jim Hansen è stato ampiamente censurato dall'amministrazione Bush per aver raccolto elementi e documentazioni sempre più consistenti e convincenti a dimostrazione del global warming e del ruolo centrale della responsabilità umana nell'averlo provocato. La brutta storia della sua censura da parte dell'amministrazione Bush, è stata illustrata in un noto libro di Mark Bowen, dal titolo "Censoring Science: inside the political attack on dr. James Hansen and the truth of global warming" edito da Dutton nel 2007. La censura cui Hansen è stato sottoposto è giunta di fatto ad evitargli le interviste con i media, al controllo dei comunicati stampa relativi alle sue ricerche, arrivando persino al punto, nel 2006, di far eliminare dal sito web della NASA il richiamo ad una parte della "mission" della prestigiosa agenzia spaziale statunitense, al quale Hansen si rifaceva continuamente e cioè "to understand and protect our home planet".
Come ho avuto più volte modo di ricordare nelle pagine di questa rubrica il mondo di coloro che si dedicano all'industria professionale del negazionismo è un mondo composito, basato su impostazioni ideologiche estreme (iper-liberisti, cattolici fondamentalisti, paladini della crescita economica a tutti i costi ecc.) che, paradossalmente, attaccano la scienza ambientale come ideologica e fondamentalista, quando sono loro i massimi rappresentanti di questi approcci.
Purtroppo queste persone non hanno neanche lontanamente idea (e forse non gli interessa averla) della straordinaria massa di conoscenze scientifiche sin qui acquisite da tutti i più grandi programmi di ricerca internazionali sui cambiamenti globali indotti dall'intervento umano sul pianeta e sperano che, facendo un po' di chiasso mediatico attraverso articoli sui giornali o presenze radio-televisive con impostazioni assiomatiche ed assertive, si possa seminare il "germe" della confusione nell'opinione pubblica e degli ambienti politico-economici, inducendo tutti a procedere come se nulla fosse (il ben collaudato meccanismo del business as usual).Questa confusione è andata avanti anche con gli attacchi all'Ipcc, dal cosidetto "climategate" alla questione delle previsioni sulla fusione dei ghiacciai himaliani. Questioni assolutamente inconsistenti rispetto agli argomenti e ai dati scientifici reali. Le famose ricerche di Phil Jones e Michael Mann (oggetto del cosidetto "climategate" sulle e-mail personali scambiate da questi scienziati ed altri, che nulla hanno a che vedere con la validità degli articoli scientifici pubblicati, in ogni caso, sulle riviste scientifiche sottoposte a referaggio) sulla ricostruzione delle temperature degli ultimi 1.000 - 2.000 anni, sono state tutte confermate dalle ricerche successive mentre sui ghiacciai himaliani vi è stato solo un errore di data della previsione della fusione ma non certo del drammatico trend esistente e scientificamente documentato che li condurrà, in ogni caso, alla fusione. E Hansen, nella sua Lecture a Roma, è stato molto chiaro nel fare il punto su questi argomenti.Come ha scritto George Monbiot nel suo bel libro "Calore!" (edito in italiano da Longanesi): "Gli impatti dei negatori dei cambiamenti climatici, sponsorizzati da Exxon e Philip Morris, pur essendo stati particolarmente efficaci negli Stati Uniti, sono stati avvertiti in ogni parte del mondo: mi è capitato di vedere le loro argomentazioni ripetute senza fine in Australia, Canada, India, Russia e nel Regno Unito. Dominando il dibattito mediatico sui cambiamenti climatici nel corso di sette o otto anni in cui sarebbero state necessarie urgenti conferenze internazionali, diffondendo costantemente il dubbio sui dati scientifici proprio quando avrebbero dovuto essere più convincenti, hanno giustificato ampiamente il denaro che i loro sponsor hanno investito su di loro. Credo che si possa dire in tutta onestà che l'industria professionale della negazione abbia ritardato di diversi anni un'efficace azione globale sui cambiamenti globali. "
E purtroppo per tutti noi, lo sta facendo ancora.

Francia, Cala astensione ma non aiuta Sarkozy, sinistra al 54%

Parigi, 21 mar. (Apcom) - L'astensionismo è calato ma non in modo sufficiente da permettere all'Ump di recuperare almeno in parte lo svantaggio nei confronti della sinistra: gli exit poll del ballottaggio delle regionali francesi danno il partito Socialista, i Verdi e la sinistra radicale assieme al 54,3%, contro il 36,1% del centrodestra, uno scarto di quasi 18 punti percentuali contro i 21 del primo turno.
Dal dato record del 53% del primo turno l'astensione si sarebbe assestata poco sopra il 50%, ma l'ulteriore mobilitazione appare essere stata equamente divisa e di fatto l'Ump ha riscosso solo parte dei voti del Front National, passato dall'11% all'8,7%: il risultato è che al momento il centrodestra riesce a conservare una sola regione nel territorio metropolitano, il tradizionale feudo dell'Alsazia, cedendo la Corsica alla sinistra che ne vince così 23 su 24.
Si conferma in questo modo un "voto punitivo" nei confronti del governo che non è certo una novità - quattro anni fa la sinistra aveva conquistato 22 regioni su 24, pur uscendo duramente sconfitta dalle presidenziali - ma che va forse al di là delle previsioni di Sarkozy, che paga lo scotto della crisi economica, di un riformismo a tutti i costi percepito a volte come esagerato e di un'eccessiva presenza sulle pagine dei tabloid.

sabato 20 marzo 2010

Il monitoraggio “a raggio aperto” Un sistema, fisso o portatile, capace di analizzare per intero l'area interessata dall'inquinamento, e non un solo p

ETG ha installato un nuovo sistema Open Path UV finalizzato al
monitoraggio degli inquinanti atmosferici e dei composti tossici
nella Valle dei Templi (Agrigento)per prevenire il degrado dei resti
archeologici causati dall’inquinamento atmosferico.
A differenza delle classiche cabine per il monitoraggio puntuale degli
inquinanti il sistema Doas è del tipo cosiddetto “a raggio aperto” in
grado, quindi, di monitorare non soltanto un punto significativo
dell’area interessata ma la sua totalità.
Il vantaggio di questo sistema è che può essere utilizzato sia in installazioni
fisse sia portatili, per eseguire in tempo reale il monitoraggio
atmosferico di composti non misurabili correntemente con
gli strumenti tradizionali e le relative concentrazioni presenti
nell’ambiente.
L'Environmental Protection Agency,l'Unione Europea ed altre agenzie internazionali di regolamentazione hanno accettato non solo la validità del controllo della
qualità dell'aria misurata “a raggio aperto“ per il monitoraggio ambientale
ma lo indicano come utile strumento di analisi integrativo per
una ricerca di possibili sorgenti inquinanti.ETG ha utilizzato questi sistemi in
varie applicazioni. Una di queste è l’individuazione di possibili sorgenti
inquinanti quando la comunità lamenta disturbi riconducibili
all’inquinamento dell’aria, non conoscendone però la causa ed il
possibile composto colpevole del disturbo.Ad esempio, il Comune di Gorizia
ha commissionato ad ETG il noleggio di uno strumento simile per
identificare una possibile sorgente inquinante proveniente dal confine
con la Slovenia. Si tratta dell’ETG UV Doas Sentinel, che dispone di
una libreria di circa trecento composti che possono essere quindi
monitorati, facendo così di questo strumento un potente mezzo di ricerca
grazie alla sua rapidità e portabilità nell’installazione.Ad esempio, uno dei composti monitorabili è il benzene (C6H6), ossia il composto aromatico più semplice
e con un tempo di permanenza in atmosfera dell’ordine di un giorno.
Più precisamente, è un componente dei prodotti derivati dal carbone
e dal petrolio e si trova anche nella benzina e negli altri carburanti.
A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore
che evapora all’aria molto velocemente.E’ caratterizzato da un odore
pungente e dolciastro e la maggior parte delle persone può percepirlo
in concentrazione molto basse.Il benzene, inoltre, è una sostanza
altamente infiammabile, ma la sua pericolosità è dovuta principalmente
al fatto che è un carcinogeno riconosciuto per l’uomo.
Pur essendo dimostrata la sua pericolosità,per il suo ampio utilizzo
il benzene è praticamente insostituibile;molte industrie lo impiegano
per produrre altri composti chimici e alcuni tipi di gomme, lubrificanti,
coloranti, inchiostri, collanti,detergenti, solventi e pesticidi.
Questo inquinante primario proviene per circa il 90% dagli autoveicoli,
emesso per la maggior parte dai gas di scarico e, in misura inferiore, dall’evaporazione del combustibile. Sono particolarmente ricche di benzene alcune benzine “verdi” in cui esso è utilizzato come antidetonante in sostituzione
del piombo. La parte restante proviene dalla distribuzione e immagazzinamento
del combustibile e dalla combustione del legno e di altri composti organici, quali la
nafta.Anche il fumo di sigaretta contiene elevate concentrazioni di tale sostanza
e rappresenta una notevole fonte di esposizione per i fumatori attivi e passivi.
Recentemente ETG ha partecipato ad un giornata di studio inerente una simulazione di incendio prescritto organizzato dalla Regione Piemonte, Università di Torino,
volontari AIB, Arpa per analizzare i microinquinanti causati da un incendio
boschivo. Si è installato un ETG UV Doas Sentinel in monitoraggio continuo sia nella fase precedente che successiva dell’incendio.In quell’occasione lo strumento ha rilevato un lieve incremento della formaldeide, che si forma naturalmente
nell'ambiente durante il processo di ossidazione degli idrocarburi.Fonti di formaldeide dovute ad attività umane sono i processi di combustione, tra cui assumono rilievo le emissioni degli autoveicoli privi di marmitta catalitica.
Le fonti principali di formaldeide interessano comunque gli ambienti
confinati, in quanto vi è una molteplicità di prodotti che la contengono,
come legno agglomerato o compensato con cui si realizzano mobili e materiali da costruzione,tessuti, ma anche prodotti per la pulizia, vernici, inchiostri, disinfettanti,materie plastiche, colle,lacche, schiume isolanti, resine,
carta, ecc. Altre sorgenti importanti di emissione di formaldeide negli
ambienti confinati sono il fumo di sigaretta, la cottura di cibi e l'uso
di camini o bracieri.
ETG RISORSE E TECNOLOGIA
Il monitoraggio“a raggio aperto”Un sistema, fisso o portatile, capace di analizzare
per intero l'area interessata dall'inquinamento, e non un solo punto, così da individuare le fonti di emissione Hi-Tech Ambiente - Numero 2 - Marzo 2010
44 MACCHINE & STRUMENTAZIONE Cabina per il monitoraggio degli inquinanti
L'analizzatore ETG UV Doas Sentinel Il sistema ETG Open Path UV
nella Valle dei Templi (AG)

ITALIA NOSTRA PER LE ELEZIONI REGIONALI

Le raccomandazioni di Italia Nostra ai candidati alle elezioni regionali 2010

Questo il nostro decalogo:

1. dire basta al consumo del territorio, "no all'Italia mangiata": NO a previsioni di piano invasive, alle grandi opere devastanti il paesaggio, a centrali energetiche insostenibili a livello ambientale, al proliferare di piattaforme logistiche, a cave e disalvei; SÌ alla tutela dei lungolaghi, delle montagne, dei territori agricoli;
2. investire nella sicurezza e manutenzione del territorio, dando priorità alla sistemazione idrogeologica con tecniche di ingegneria naturalistica, con attenzione alla fragilità dei territori a rischio sismico, con mirati interventi di gestione delle zone boscate;
3. investire nella riqualificazione dell’edificato esistente con incentivi, con attenzione ai valori originali della città storica e del paesaggio urbano, indirizzando ad hoc i fondi comunitari dei DOCUP (che ora hanno disseminato capannoni!), indirizzando ad una cultura della città equa e sostenibile;
4. investire risorse nella conservazione e tutela del patrimonio culturale (monumenti, centri storici), nel sostegno a musei, biblioteche, archivi e nelle relative risorse umane, rafforzandone le competenze professionali;
5. investire nella salvaguardia dei “paesaggi sensibili”, partendo finalmente da un adeguato “piano paesaggistico regionale” ed esercitando ruolo istituzionale presente alle istanze di tutela; investire nella salvaguardia del patrimonio naturale, favorendo l’istituzione di nuovi parchi e aree protette; garantire alla fauna i corridoi ecologici, limitando la caccia agli abbattimenti selettivi su calendario limitato; scongiurare interventi di edificazione e infrastrutturazione in zone SIC e ZPS;
6. garantire la salubrità di aria, acqua e suolo con scelte coerenti anche negli investimenti infrastrutturali e sottraendo il bene pubblico - in primis l’acqua - da interessi privatistici, attivando interventi mirati alla raccolta differenziata e senza messa in campo di inceneritori o termovalorizzatori, promuovendo un modello sostenibile di mobilità che privilegi il trasporto collettivo, incentivando l’agricoltura biologica e la filiera corta dei prodotti, con esclusione degli OGM;
7. legiferare in maniera coerente all’art. 9 della Costituzione, alle direttive comunitarie (es. VAS), e attivare strumenti di pianificazione cogenti che diano certezza di diritto nell’esercizio della sussidiarietà;
8. investire nel risparmio energetico e nelle “energie rinnovabili”, ben valutando preventivamente l’impatto sul paesaggio delle centrali energetiche (anche quelle solari, eoliche, a biomasse), preservando all’uso agricolo i terreni ad alta fertilità e dicendo no al nucleare con le sue scorie radioattive, pesante retaggio per tutte le generazioni a venire;
9. investire nell'educazione al patrimonio culturale e naturale della Nazione e formare ad un turismo attento e sensibile alle bellezze artistiche e naturali, che non consumi ma promuova il territorio;
10. garantire la partecipazione dei cittadini, supportandone le istanze volte ad interessi collettivi.

Ai candidati al governo della Regione Piemonte chiediamo di convenire su tali priorità, qui esplicitate in modo estremamente schematico; da queste discendono la sicurezza, la salute, il benessere dei cittadini, partendo dal considerare bene comune il territorio e le sue risorse. Ci diciamo come sempre disponibili al confronto e ad un apporto.

Torino, lì 4 marzo 2010
Italia Nostra
Consiglio Interregionale Piemonte-Valle d’Aosta
Il presidente Giovanni Reina
Il referente sulla Pianificazione Territoriale Maria Teresa Roli

lunedì 15 marzo 2010

Regionali francesi, affluenza a picco L'Ump sconfitto, avanzano i socialisti

Il Partito socialista prima forza di Francia con il 29,1%, il partito di Sarkozy al 27,3%, Verdi 13%, Le Pen 11%
Il primo dato sicuro è che hanno vinto gli astensionisti. Alle 20, dopo la chiusura dei seggi per le regionali in Francia (su Le Monde, i risultati regione per regione), risulta che più di un elettore su due si è astenuto dalle urne: tra il 52 e il 55 per cento degli aventi diritto non è infatti andato a votare. L'astensione più alta mai registrata in Francia. Tra chi ha votato, secondo le prime proiezioni, il Partito socialista ha superato con il 29,1% la destra di governo dell'Ump (27,3%) diventando la prima forza politica francese in proporzione, anche se bisogna considerare che in Francia si vota con il maggioritario a doppio turno (come in Italia per le comunali e le provinciali).
Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto Regionali, Francia al voto
La sconfitta del partito del presidente Nicolas Sarkozy appare netta dalle prime proiezioni. L'Ump arretra in quasi tutte le regioni e nonostante negli ultimi giorni Sarkozy abbia smorzato i toni del valore «nazionale» del voto, lo scarto con i socialisti di Martine Aubry - che raddoppiano rispetto al 16% delle europee dell'anno scorso - è tale da costituire una vittoria per la gauche dopo anni di sconfitte brucianti. Il secondo turno, domenica prossima, dovrà decidere quali coalizioni guideranno le 26 regioni di Francia (comprese quelle d'oltremare), 24 delle quali già appartenevano alla sinistra. La destra governa infatti solo in Alsazia e in Corsica.
PROIEZIONI - Le prime proiezioni danno il Ps in testa con il 29,1%, mentre l'Ump è fermo al 27,3%. Terzi i verdi con il 13,1%. Ottimo risultato per l'estrema destra del Front National di Le Pen accredita dell'11,2%. I i centristi di MoDem di François Bayrou escono fortemente ridimensionati totalizzando meno del 5%.
RIFLESSI E COMMENTI - Sarkozy ha subito riunito a Parigi i principali rappresentanti della maggioranza. I primi a raggiungere l'Eliseo sono stati il premier, François Fillon, il segretario generale dell'Eliseo, Claude Gueant, e il ministro dell'Interno, Brice Hortefeux. Successivamente si sono uniti altri ministri, fra i quali Michele Alliot-Marie (Giustizia) e Luc Chatel (Istruzione). «Il voto di oggi rappresenta l'adesione a un progetto, che è quello di proteggere i francesi e preparare il loro futuro», ha commentato il segretario socialista, Maritine Aubry. «È un incoraggiamento per noi, e la dimostrazione che quando il Partito socialista è unito e rivolto ai francesi, ritrova la loro fiducia». Parlando in tv al primo canale nazionale Tf1 poco dopo la diffusione dei primi risultati, Le Pen ha mostrato in diretta un cartello con la scritta «No all'islamismo». Il leader verde di Europe Ecologie, Daniel Cohn-Bendit, ha dichiarato che «la sinistra può vincere in tutte le regioni. I verdi sono la terza forza politica del Paese», pur se hanno preso tre punti i meno rispetto alle europee dell'anno scorso, ma alcuni sondaggi davano Europe Ecologie in calo maggiore. «È un risultato che ci soddisfa, ma in un contesto di astensionismo eccezionalmente elevato», ha detto l'ex segretario socialista François Hollande. Minimizza invece il premier Fillon dopo il vertice con Sarkozy all'Eliseo: «Nulla è deciso per il secondo turno. Lancio un appello alla mobilitazione degli elettori della maggioranza presidenziale». François Bayrou, leader di MoDem: «È una brutta giornata». Il partito alle europea era già precipitato all'8,4% dopo l'exploit delle presidenziali del 2007 dove ottenne il 18,57%.

martedì 9 marzo 2010

BONELLI-NOEMI-COVATTA RAP TRIO

http://www.youtube.com/watch?v=mre82VtXfFs&feature=player_embedded



http://tv.repubblica.it/copertina/bonelli-covatta-e-la-sosia-di-noemi-il-rap-per-i-verdi/43664?video

lunedì 8 marzo 2010

APPELLO DI COHN BENDIT AI VERDI ITALIANI


www.youtube.com/watch?v=WAmQzNUrnyA&feature=player_embedded

venerdì 5 marzo 2010

VERDI PER LA SALUTE IN REGIONE


FERNANDO GIARRUSSO - apertura campagna elettorale

Torino, sabato 6 marzo ore 10,30
Cinema Empire piazza Vittorio 5


Intervengono a sostegno del candidato :
Associazione Ecologista per la Sostenibilità: Vincenzo ENRICHENS
Associazione Torino Viva: Emanuela RAMPI
Verdi Ambiente Società: Guido POLLICE
Medici per L’Ambiente: Giorgio DIAFERIA




presiede: Orazio DI MAURO ex Consigliere Provinciale VERDI

Sede comitato elettorale:
Torino: Via Principe Tommaso 18 bis - Pinerolo: Via Trento 33