venerdì 28 settembre 2012

Partono in tutta Italia i Comitati per Bruno Tabacci

Carissime, Carissimi, ci apprestiamo a scrivere un capitolo tutto nuovo dell’esperienza politica ed umana condivisa in questi anni. La candidatura di Bruno Tabacci nell’ambito delle Primarie del centro-sinistra è una sfida complessa ed importante, che ci ha toccati e che ci coinvolge tutti. Lo attestano lo slancio e l’entusiasmo con cui l’avete accolta e fatta vostra. Assumendo questo impegno accettiamo di metterci in gioco con rinnovata disponibilità, e ben consapevoli che a fare la differenza saranno le qualità migliori che sapremo esprimere: dalla capacità di essere includenti, a quella di dialogare e confrontarci senza riserve e pregiudizi. La crisi che soffoca famiglie ed imprese e la progressiva perdita di autorevolezza della politica, che tanto comprensibile risentimento suscita oggi nei cittadini, ci ammoniscono a non perdere di vista l’obiettivo primario: favorire il cambiamento, imprimere una svolta al cammino del Paese, contribuire a costruire un’Italia nuova. Il sostegno a Bruno Tabacci è un passo in questa direzione: è personalità stimabile ed esprime qualità, come l’onestà intellettuale, il rigore e la competenza, che ne fanno testimone autorevole del nostro modo di concepire l’impegno nella cosa pubblica. Abbiamo preso da subito ad organizzare il Comitato Nazionale che avrà il compito di promuovere le attività a supporto dell’impegno di Bruno Tabacci, dal lancio della candidatura alla campagna elettorale. Si tratta di un organismo aperto ed inclusivo, che coinvolge in questa sfida elettorale realtà diverse, e mira essenzialmente ad ordinare il lavoro dei Comitati Territoriali, indirizzandolo in modo utile ed efficace. La concretezza richiamata dallo slogan di Bruno Tabacci deve iniziare da noi, non essere un semplice enunciato ma una testimonianza fattiva. In allegato rimettiamo il primo di una serie di bollettini informativi, che illustra le modalità di costituzione e le funzioni dei comitati ai vari livelli, e la modulistica per l’avvio di questa fase fondamentale. Come sapete, non è ancora stata fissata la data delle elezioni Primarie, ma verosimilmente l’appuntamento sarà per fine novembre. In attesa che venga predisposto il regolamento che le disciplinerà, iniziamo ad attivarci senza indugi. Il tempo è poco e le nostre risorse contenute ma abbiamo già dimostrato di essere capaci di superare ostacoli e difficoltà, nello sforzo del radicamento sul territorio come nella competizione elettorale. Questa nuova prova, tanto complessa quanto stimolante, sarà opportunità di condivisione e di crescita che non potrà che rendere più maturo e attento l’impegno di tutti e di ciascuno affinché sia assicurata al Paese una stagione politica di cambiamenti concreti. Nel ricordarvi che il Comitato Nazionale di Bruno Tabacci é a vostra disposizione per ogni necessità, Vi saluto cordialmente. Donato Mosella Coordinatore del Comitato Nazionale per Tabacci Roma, 25 settembre 2012

giovedì 27 settembre 2012

The Human Body Exhibition Palaolimpico Torino

Un viaggio emozionante ed istruttivo attraverso le bellezze del corpo umano Di fronte ad una nutrita platea di giornalisti della carta stampata e radio-tv, è stata presentata oggi la mostra scientifica che rimarrà a Torino, unica tappa italiana per 4 mesi, anche in riconoscimento dei suoi illustri rappresentanti del mondo della ricerca (Luria-Dulbecco-Rita Levi Montalcini. Erano presenti in rappresentanza delle istituzioni che hanno concesso convintamente il loro patrocinio: l'assessore alla Cultura della Regione Michele Coppola, quello all'istruzione della provincia D'Ottavio e quello allo sport e tempo libero del Comune Gallo. Inoltre in rappresentanza di Turismo Torino Manuela Gaspardone, la Presidente del Parcolimpico Elsa Tessore, la portavoce del Prof. Umberto Veronesi in rappresentanza della Fondazione stessa e Alessandro Cecchi Paone nel ruolo di moderatore e divulgatore scientifico. Il 13 e 14 ottobre si parlerà per ben 2 ore della mostra stessa in televisione nel corso della trasmissione condotta dallo stesso Cecchi Paone La macchina del tempo su Tgcom24.. Non sono mancate domande polemiche sulla provenienza dei cadaveri (cadaveri non richiesti da nessuno e utilizzabile dalla ricerca e dall'arte, non morti ammazzati o condannati a morte) e sul valore scientifico della mostra stessa, tenendo anche conto del parere contrario di alcuni docenti delle facoltà universitarie di Torino. E' stato illustrato il metodo della plastinazione dei cadaveri dallo stesso ideatore della mostra .Oltre 20 milioni i visitatori sino ad oggi nel Mondo, Torino conta di superare le 200.000 visite.

martedì 25 settembre 2012

MARTEDI 25 e MERCOLEDI 26 SETTEMBRE RICOMINCIA ANTROPOS

L'approfondimento su tematiche ambientali,culturali,sociali e di scienza.Tutti i MARTEDI e MERCOLEDI alle 20.00 Su 4Rete Tv del Piemonte: www.quartarete.tv Conduce Antonella Frontani,Focus con Giorgio Diaferia-.Questa sera Turismo a Torino con Manuela Gaspardone Direttrice Marketing e Comunicazione di TT Seguici anche su www.youtube.com/ambientiamoci Segue la Rubrica Naturalis a cura di Francesca Diaferia,riprese Valentina Maffucci. Ci vediamo!

domenica 23 settembre 2012

MUSY, TORINO IN PIAZZA PER AVERE VERITÀ E GIUSTIZIA di Massimiliano Quirico

Attorno al gazebo del Consiglio Comunale,istituzioni, associazioni e cittadini testimoniano il loro impegno. Distribuiti migliaia di volantini Tantissime persone si sono ritrovate questo pomeriggio in piazza Castello, rispondendo all’appello lanciato dal Consiglio comunale di Torino per chiedere verità e giustizia per il consigliere del Comune di Torino, avv. Alberto Musy, ferito da diversi colpi di arma da fuoco il 21 marzo 2012 da un assalitore la cui identità è ancora oggi sconosciuta. Sono scesi in piazza i rappresentanti di Comune di Torino (il sindaco Piero Fassino, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maria Ferraris, i vicepresidenti Silvio Magliano e Marta Levi, i capigruppo e numerosi consiglieri che hanno distribuito i volantini dell’iniziativa), Provincia di Torino (c’era il presidente Antonio Saitta), Regione Piemonte (a rappresentare l’ente è intervenuto l’assessore alla Cultura Michele Coppola) e di tanti partiti, gruppi, movimenti, università, associazioni e realtà professionali e imprenditoriali. Per l’UDC, partito tra le cui fila è stato eletto Alberto Musy, era presente anche il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Ha aperto la manifestazione il presidente Ferraris, che ha espresso la vicinanza di tutta la città alla famiglia di Alberto Musy (in piazza sono giunte la moglie Angelica e la sorella Antonella): “Ci stringiamo con affetto e amicizia alla famiglia, ricordando che è importante non solo per la famiglia, ma per l’intera cittadinanza che questo delitto non rimanga impunito e che la giustizia diventi una certezza. Come Consiglio comunale continueremo a chiedere a tutti i torinesi di farsi avanti: se qualcuno sa qualcosa non esiti e parli. Dobbiamo arrivare alla verità e alla giustizia, per continuare a godere della libertà che il nostro Paese ha saputo conquistare con fatica e sacrifici”. Ferraris ha quindi letto il messaggio inviato dal presidente della Camera dei Deputati on. Gianfranco Fini: “Desidero esprimere al consigliere comunale Alberto Musy, alla sua famiglia e al Consiglio comunale di Torino i sentimenti della mia più sincera vicinanza e solidarietà. Alberto Musy, come avvocato, professore universitario ed esponente politico, gode di larga stima e considerazione, e costituisce un esempio di cittadino probo e integerrimo, al servizio della comunità. Formulando i più fervidi auguri per la sua salute, auspico insieme a voi che chi ha posto in essere questo efferato crimine sia al più presto individuato e assicurato alla giustizia”.

venerdì 21 settembre 2012

Manager italiani sempre più ricchi, lavoratori sempre più poveri di Alfiero Grandi

Sono stati pubblicati i compensi ufficiali dei manager italiani nel 2011. Il dato è impressionante. L’indice della borsa italiana è sceso del 25 % ma i manager delle stesse aziende hanno aumentato le loro retribuzioni. In particolare i 100 più pagati hanno incassato nel 2011 ben 352 milioni di euro complessivi. Con un aumento di 50 milioni sull’anno precedente, pari al 16,5 % di aumento su base annua. Una voracità non comune. A fronte di questi compensi ci sono le retribuzioni dei lavoratori dipendenti che non recuperano neppure l’inflazione. Secondo l’Istat le retribuzioni contrattuali sono aumentate dell’1,8 % contro un’inflazione del 3,3 % e il salario lordo medio annuo nel 2011 è circa 23.000 euro. Quindi il rapporto tra la retribuzione del più pagato (Tronchetti Provera) pari a 23 milioni lordi e la retribuzione media lorda dei lavoratori è circa 1.000 volte. Qualche tempo si stimava il rapporto 1: 400, ormai questo rapporto è stato superato di slancio. Questo segnala una volta di più che mentre ai lavoratori vengono chiesti sacrifici, salari legati alla produttività, i capi delle aziende aumentano le loro retribuzioni in modo più che proporzionale, annullando gli aumenti della tassazione e dei prezzi. Anzi aumentando il loro margine di guadagno netto. Sarebbero questi gli esmpi da proporre al paese ? Per di più si aumentano i compensi mentre le loro aziende si svalutano in borsa e sono in difficoltà. Si potrebbe dire che più difficoltà hanno le aziende più aumentano i loro compensi. I lavoratori invece stringono la cinghia. Diminuiscono gli occupati. Poiché complessivamente il monte salari si riduce la domanda interna e quindi la recessione diventa più grave. E’ chiaro chi porta il peso e chi si fa portare. Sarà anche un termine desueto, ma questa si chiama lotta di classe e per di più la stanno vincendo le classi dominanti che aumentano la quota di Pil che si autoattribuiscono, mentre i lavoratori diminuiscono pesantemente la loro quota. Così si ottengono 2 effetti, entarnbi negativi. Il primo è che le distanze sociali aumentano per effetto dell’egoismo delle classi dominanti. L’Italia è oggi un paese fortemente ineguale e con mobilità sociale pari a zero. Il secondo è che la ripresa economica si allontana perché senza una ripresa della domanda interna - che solo l’aumento dei salari, degli stipendi e delle pensioni può garantire - e della fiducia nel futuro, l’economia italiana è destinata al ristagno. Per di più non è nemmeno vero che essendo i percettori di alti redditi pochi, solo “tosando” la grande massa dei contribuenti si possono trovare le risorse necessarie per aiutare la ripresa. In realtà oggi le risorse crescenti che le classi dominanti si attribuiscono, in totale controtendenza all’andamento dell’economia e delle aziende, è talmente ingente che solo introducendo una tassazione adeguata di queste ricchezze si possono ottenere le risorse per rilanciare l’economia. L’alternativa è un abbassamento ancora più drastico del livello retributivo e di vita dei lavoratori, perché solo così si può creare il margine necessario a loro spese. Per questo è perlomeno strana l’affermazione del Presidente Monti che si augura che le richiesta salariali per i rinnovi contrattuali siano moderate. Per rimettere in moto la domanda servono anche aumenti salariali. La questione è seria e andrebbe affrontata con chiarezza, altrimenti non usciremo dalla recessione. Premesso che il 2012, come alcuni hanno detto da tempo, si chiuderà con una diminuzione del Pil del 3 %, malgrado tutti i tentativi di addomesticare i conti. Ora il Governo è costretto a rivedere le previsioni, ma insiste a dare numeri troppo ottimistici. Anche per il 2013, anno in cui - senza interventi adeguati - non vi sarà ripresa economica in Italia e quindi la disoccupazione continuerà a crescere. L’Italia avrebbe bisogno di una politica economica espansiva mirata a sostenere i redditi da lavoro e le pensioni e gli investimenti in innovazione, prendendo le risorse da chi palesemente le ha, con tutti i mezzi legali disponibili. Mezzi di cui si discute da tempo: patrimoniale, tassare le rendite finanziarie come gli altri redditi, abolire i privilegi fiscali, accordo con la Svizzera per tassare almeno un poco i capitali con targa italiana, ecc. Un esempio ulteriore: perché non introdurre anche in Italia la normativa a cui sta pensando Hollande, con un prelievo sui redditi alti portato al 75 % ? Chi guadagna 23 milioni all’anno ha ancora margine, o no ? La produttività è un problema del sistema paese, tanto più in presenza di una classe dominante che nella sua maggioranza ha perlomeno un atteggiamento di tutela esclusiva dei suoi interessi, in barba ad ogni interesse collettivo. Infatti i lavoratori si impegnano duro mentre i manager traggono sempre maggiori introiti da aziende in difficoltà. Per i manager evidentemente il problema del risultato del loro lavoro non esiste. Questa è la classe economica dominante che vorrebbe condizionare anche il futuro politico del nostro paese, perfino in barba ad ogni risultato elettorale. Anche il piano del Governo per la ripresa economica è quanto mai evanescente. Se ne sa poco e quel poco è deludente. Per immettere energie nell’economia occorrono risorse. Più volte sono state fatte proposte ma il Governo le ignora e pensa solo ai conti pubblici. Conti che sono destinati ad essere sempre in difficoltà senza ripresa economica. Il cane si morde la coda e prima o poi rischiamo di dovere chiedere l’aiuto europeo che verrebbe dato a condizioni che porterebbe a ulteriori sacrifici e a una perdita secca di autonomia nelle scelte. E’ curioso che tocchi a Strauss Kahn, purtroppo travolto da vicende non commendevoli, avanzare proposte sulle questioni della finanza pubblica che meriterebbero attenzione. Propone infatti DSK di utilizzare almeno una parte dei margini sul debito pubblico che lucrano i paesi forti dell’Europa a vantaggio dei paesi più deboli e indebitati. Ha ragione. L’attuale meccanismo salva stati è tutto caricato sulle spalle dei paesi che hanno bisogno di aiuto, che in pratica debbono pagarsi da soli il riequilibrio, mentre altri guadagnano molto dalle loro difficoltà. Purtroppo la Bce ha scelto questultima via e il Fmi ha cambiato direttore. Peccato che DSK abbia creato da solo le condizioni per non essere ascoltato, la proposta che ha avanzato nella lontana Ucraina è tuttaltro che poca cosa.

sabato 15 settembre 2012

A sei mesi dall'attentato, manifestazione per Alberto Musy

Comunicato Stampa inviato da Ufficio Stampa Comune di Torino 14/09/2012 Il 21 marzo 2012 il consigliere comunale, avv. Alberto Musy, veniva gravemente ferito da diversi colpi di arma da fuoco esplosi da una persona ancora oggi sconosciuta. Oggi, a sei mesi dall’attentato, il Consiglio comunale di Torino, attraverso la Conferenza dei Capigruppo, lancia un appello pubblico a tutti i torinesi a scendere in piazza perché emerga la verità sulla vicenda e sia fatta giustizia. L’appuntamento è fissato per le ore 15.00 di domenica 23 settembre, in piazza Castello a Torino. Verrà allestito un presidio, dove verranno distribuiti volantini per sensibilizzare la cittadinanza, invitando chiunque abbia qualche informazione sull’attentato a mettersi in contatto con le Forze dell’Ordine. Per informazioni e adesioni alla manifestazione: Ufficio Manifestazioni del Consiglio comunale e-mail: iniziative.istituzionali@comune.torino.it telefono: 011/442.33.84 - 011/442.25.47 fax: 011/442.32.77.

venerdì 14 settembre 2012

INCONTRO-DIBATTITO con Nilo Durbiano Sindaco di Venaus (Torino)

Martedì 25 settembre alle ore 18.30 Circolo De Amicis c.so Casale 134 Verso la Costituente Ecologista Nazionale L'idea che raccoglie il lavoro di 2 anni di TorinoViva, dei Sindaci del Buon Governo, di ex amiche ed amici socialisti, ecologisti,verdi è quella di dar vita ad una Agorà tematica cittadina sul tema del Lavoro e della Tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori L'invito è a partecipare ed intervenire Seguirà per chi vorrà una cena con Durbiano è stato invitato anche l'0n. Nerio Nesi

Passo in avanti nella difesa dell'Euro di Alfiero Grandi

Finalmente la Corte Costituzionale ha deciso che l’Esm, meccanismo che dovrebbe proteggere i titoli emessi dagli Stati dagli eccessi della speculazione, non è contrario alla Costituzione tedesca. Il meccanismo individuato può partire. L’Europa politica ha finalmente messo in piedi qualcosa di concreto, completando così il quadro delle iniziative già decise dalla Bce a difesa dell’Euro. Ora si tratta di capire cosa sia esattamente questo meccanismo di salvaguardia e quali conseguenze possa avere. Monti era tornato dal vertice europeo del 28/29 giugno dipingendo questo meccanismo come una vittoria. In realtà nelle settimane successive è apparso sempre più chiaro che il meccanismo dell’intervento contro la speculazione finanziaria, con l’obiettivo di tenere bassi i tassi di interesse che gli Stati pagano sul debito pubblico, non ha nulla di automatico, ma deve essere richiesto esplicitamente dallo Stato che ritiene che la sua situazione sia diventata ormai insostenibile. Per questo Monti ha corretto il tiro dicendo che il meccanismo è necessario ma il Governo italiano è orientato a non chiederne l’intervento. Del resto sarebbe una stranezza chiedere, ottenere e dichiarare di non volere usare quanto ottenuto, se non fosse ormai chiaro cosa vuol dire chiedere l’intervento di questo meccanismo. Perfino la differenza individuata tra la troika che sta intervendendo pesantemente in Grecia e il memorandum previsto dal nuovo meccanismo Esm ha perso molta della sua sostanza. Chi chiede l’intervento deve poi accettare le condizioni indicate in un memorandum, da firmare e da rispettare da parte del richiedente. Memorandum che secondo il commissario europeo Rehn dovrebbe prevedere scadenze tassative, natura dei provvedimenti da adottare, tappe ineludibili per la loro attuazione, impegni politici tali da superare i risultati elettorali, perfino nuove condizioni aggiuntive. In sostanza il commissariamento dello Stato in difficoltà. Per questo Monti deve essersi reso conto che chiedere l’intevento dell’Esm dopo le misure già adottate dal suo Governo che, per sua ammissione, hanno aggravato la recessione sarebbe un grosso problema sia per il nostro paese che per il suo Governo. Di qui l’allontanemanto dell’amaro calice, prima dipinto come un grande risultato della pressione italiana. La speranza evidente è che l’Esm abbia effetti senza entrare in funzione spingendo comunque gli spread verso il basso per effetto della sua sola esistenza. In un veccho film c’era un cavaliere, Mariano da Trani, la cui fortuna stava nella sua fama, appena pronunciava il suo nome tutti si dileguavano, poi un giorno un avversario non fuggì e la leggenda del cavaliere finì. Speriamo che la speculazione non abbia visto il film. La Bce ha chiarito che interverrà solo dopo la richiesta formale dello Stato bisognoso di aiuto e la firma del memorandum di impegni. La Bce ha chiarito che opererà in tandem con il fondo salva stati. Di nuovo si torna al memorandum e agli impegni conseguenti. Il Governo ha detto che per ora l’Italia non chiede l’intervento. Per ora. Tuttavia Monti sta dicendo che occorre adottare altri provvedimenti prima che qualcun altro ce li chieda. Forse è la preparazione del clima necessario nel paese per chiedere l’intervento ? Per comodità tralasciamo (cosa in realtà non possibile) le condizoni (ulteriori tagli e aumento delle imposte) che potrebbero costituire la sostanza del memorandum. La questione ancora più seria è che questo fondo rischia di essere uno strumento con effetti molto diversi da quelli descritti. La Corte tedesca ha affermato che il Governo deve prendere impegni entro i limiti decisi dal parlamento tedesco, 190 miliardi di euro per il fondo Esm. Giusto. Come poteva decidere diversamente ? Se il Governo tedesco vuole aumentare l’impegno dovrà tornare in parlamento. Solo in Italia nessuno chiede alla Corte, sia costituzionale che dei conti, di giudicare se l’impegno italiano nell’Esm, che sarà di 120 miliardi di euro, pari al 17 %, è compatibile con la situazione finanziaria ed economica dell’Italia ed è coerente con le decisioni del parlamento? In Germania la verifica è stata fatta prima dell’approvazione del trattato, l’Italia prima ha firmato. La conseguenza economico finanziaria è che se l’Italia dovesse chiedere l’aiuto non solo dovrebbe sottostare alle ulteriori condizioni, ma dovrebbe anche spendere per ogni euro tedesco di intervento 62 centesimi per contenere la speculazione sul suo spread. Un autentico dissanguamento per l’Italia, come per gli altri Stati che sono in difficoltà. In altre parole un potenziale aumento del debito pubblico italiano che è già stratosferico. Il vero problema del fondo salva stati e degli interventi della Bce è che la solidarietà dei più ricchi e di quelli che lucrano su tassi bassissimi viene data solo a condizione che ci sia l’impegno anche degli interessati. Altro discorso se a livello europeo si fosse deciso un livello massimo dei tassi di interesse sui debiti sovrani, un intervento automatico della Bce e del fondo per mantenere quel livello e quindi la possibilità di garantire una politica monetaria europea, come ha ricordato il Governatore Visco. Naturalmente questo diverso meccanismo avrebbe dovuto essere finanziato dai paesi che beneficiano della crisi degli spread, che per alcuni stati sono una iattura ma per altri un vero bengodi. Speriamo di non dovere mai chiedere questo aiuto, che infatti non a caso viene invocato, spingendo addirittura il Governo a chiederlo anche se non ce ne fosse bisogno, al solo scopo di condizionare il futuro esito elettorale e il comportamento di qualunque Governo possa uscire dalle prossime elezioni. Il ruolo che può svolgere il memorandum infatti riguarda sia la cessione di sovranità dell’Italia a livello europeo, senza parallelismi con altri che non siano i paesi in crisi finanziaria, sia l’ingessatura della dialettica politica e sociale all’interno, predeterminando le scelte del post elezioni. Le classi dominanti ringraziano. Infine una curiosità. Possibile che sfugga che mentre si discute molto di Europa federale, di cessione di sovranità degli stati, la Germania ha nella sua Corte Costituzionale un centro di valutazione che influenzerà l’intera costruzione europea ? Meglio sarebbe affidare alla Corte tedesca un ruolo per tutti i paesi dell’Europa, almeno sarebbe tutto più chiaro.

martedì 11 settembre 2012

IL RAPPORTO ANNUALE ISTAT

Il Rapporto annuale ISTAT 2012 di recente pubblicazione analizza spesa, dotazione e qualità dei servizi sanitari. Il portale della FNOMCeO ha pubblicato la notizia di cui segnaliamo il link: http://portale.fnomceo.it/PortaleFnomceo/showItem.2puntOT?id=91388 Nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 111.168 milioni di euro, pari a 1.833 euro pro capite. A livello regionale, si osserva uno scarto di circa 500 euro pro capite tra la provincia autonoma di Bolzano, che spende mediamente 2.191 euro per ogni residente, e la Sicilia, che ne spende 1.690. Il “Patto della salute 2010-2012”aveva stabilito, come parametri di riferimento, una quota pari al 5%delle risorse complessive da destinare all’assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro (incluse le attività e le prestazioni finalizzate alla promozione della salute della popolazione. In particolare vi sono comprese le attività di prevenzione rivolte alla persona, quali vaccinazioni e screening, la tutela della collettività e dei singoli dai rischi sanitari negli ambienti di vita e dai rischi infortunistici e sanitari connessi con gli ambienti di lavoro, la sanità pubblica veterinaria e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti), una pari al 51% all’assistenza distrettuale (ricomprende l’assistenza specialistica ambulatoriale, l’assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale, e altre tipologie di assistenza territoriale quali l’assistenza riabilitativa, i centri dialisi, gli stabilimenti idrotermali, i centri di salute mentale, i consultori materno-infantili e i centri distrettuali) e il restante 44% per l’assistenza ospedaliera. I principali squilibri tra regioni si osservano, in particolare, per i servizi preposti alla presa in carico di pazienti cronici e alla gestione della post acuzie, in larga misura rivolti agli anziani ed ai disabili. Un punto importante riguarda l’assistenza domiciliare integrata (Adi), che assicura la presa in carico di pazienti (principalmente anziani) al domicilio per prestazioni di medicina generale, di medicina specialistica, per prestazioni infermieristiche e riabilitative, ma anche per prestazioni di assistenza sociale (aiuto domestico da parte dei familiari o del competente servizio delle aziende). Il numero di anziani trattati per 100 residenti di 65 anni e oltre è andato fortemente aumentando nel tempo, passando da 2,0 nel 2001 a 4,1 nel2010. In generale per tutti gli aspetti analizzati nel Rapporto ISTAT, di cui indichiamo il link http://www.istat.it/it/archivio/61203, si rileva una spiccata variabilità regionale: in tutte le regioni del Nord (con l’eccezione della Liguria) la soddisfazione è più elevata della media, al Centro solo l’Umbria presenta valori di soddisfazione più elevati della media per tutti e tre gli aspetti, mentre al Sud l’insoddisfazione per i servizi ospedalieri è molto diffusa e in alcune regioni riguarda l’80-90% delle persone che hanno subito un ricovero.

venerdì 7 settembre 2012

Che cos'è Tv popolare

Siamo un gruppo di cittadini, persone comuni che, stanche del passivo lamentare fine a se stesso e rintanato in gabbie spesso rassicuranti e convenienti, hanno deciso di unire le proprie forze a difesa della libera informazione, con la volontà di dare opportunità e voce alle nuove idee, attraverso la creazione di un nuovo modello di televisione partecipata. Vorremmo risvegliare consapevolezza e un senso di appartenenza spesso dormiente o perso nel disincanto degli ultimi decenni. Noi crediamo possibile questo cambiamento. E tu? Collaborando assieme potremo concretamente ridurre la distanza fra l'informazione così com'è oggi e quella che invece vorremmo. L'Associazione TV POPOLARE e' nata a Milano nel 2010, fortemente voluta da un gruppo di cittadini e associazioni con l'idea di formare un nuovo modello di televisione partecipata. L'obiettivo e' formare un intero canale televisivo multipiattaforma (digitale terrestre, satellite e web) governato e democraticamente deciso dai cittadini. Partendo dalla suggestione dei "gruppi d'acquisto" solidali e sul crowdfoun-ding (finanziamento dal basso) attraverso una sottoscrizione annua i liberi cittadini diventeranno editori di una nuova tv (popolare appunto) i cui contenuti e format saranno votati grazie a referendum dei soci e sponsorizzati da associazioni no profit e imprese etiche. E' un sogno? No, e' futuro prossimo.... Visita il nostro sito per saperne di più :

Decreto sanità, la protesta delle Regioni

Via libera dal Consiglio dei ministri, ma i presidenti di Regione e sindacati si dicono dubbiosi in particolare sull'applicazione della norma che prevede l'assistenza dei medici di famiglia 24 ore su 24. L'attuazione della riforma spetta alle Regioni che però lamentano la mancanza di fondi. Il decreto prevede l'istituzione di ambulatori di quartiere dove, 24 ore al giorno sette su giorni su sette, si potrà trovare il medico di famiglia, ma anche specialisti come il pediatra, il cardiologo, il chirurgo, il ginecologo. Gli ambulatori dovrebbero essere dotati di strumentazioni come elettrocardiogramma, la dotazione per esami di laboratorio ed ecografo. In Toscana esistono già strutture di questo tipo e sono il punto di riferimento per la riforma. A seconda del luogo e della densità abitativa ci potranno essere dai dieci ai trenta tra medici, infermieri e tecnici. S'ipotizza in media un bacino di utenza trai i 10 e i 20mila pazienti per centro. «I poliambulatori e altre strutture richiederanno una spesa, ma non ci saranno nuove risorse da assumere - spiega Giacomo Milillo, segretario generale FIMMG - Il governo ha detto alle regioni di ridurre i posti letto e la quota risparmiata verrà usata con questa funzione. Quindi non ci sarà un aumento della spesa sanitaria. Adesso spetta alle regioni fare la loro parte: possono boicottare tutto, ma si devono assumere la responsabilità» Personalmente penso si siano fatti dei conti sbagliati. Esiste un problema di riorganizzazione del lavoro territoriale. Bene l'appropriatezza prescrittiva, le linee guida, ma tutti gli strumenti di lavoro devono essere forniti dalla ASL. Per cui studi i medici di MG nelle ASL con personale delle ASL a lavorare(assunto) come segretarie, infermieri.............Ne vedremo delle belle .Ne parleremo in una delle prossime riunioni

lunedì 3 settembre 2012

Tabacci alla Festa Democratica di Torino di Edgardo Canuto

Care amiche, Cari amici, trasmetto in allegato una bella immagine dell'on. Bruno Tabacci scattata durante il dibattito tenutosi ieri sera a Torino dal titolo "La spending review tra emergenza e sviluppo" nell 'ambito della Festa Democratica. La presenza e i vari interventi di Bruno sono stati molto apprezzati dalla folta platea. Molti sono stati gli spunti interessanti sui quali, sono certo, sará possibile lavorare in futuro anche nella elaborazione di proposte programmatiche da sottoporre, in prima istanza, agli elettorii delle primarie e poi in senso piú ampio , agli italiani tutti.