sabato 23 luglio 2011

TERZO POLO: BERLUSCONI VIA SUBITO E AVANTI CON TERZA REPUBBLICA da IMG press

Società(22/07/2011) - Via Silvio Berlusconi e 'governo del presidente' ora, con l'occhio puntato al prossimo obiettivo, la Terza Repubblica. E' questo il ruolino di marcia cui lavora il Terzo polo, presentato oggi nella sua evidenza in occasione della prima Convention dello schieramento, intitolata 'Io cambio l'Italia', presenti Fini, Casini, Rutelli, Lombardo. Un'agenda stretta dalle urgenze politiche ed economiche, di rilancio entrambe, di cui il Paese ha disperato bisogno. Ecco dunque la richiesta esplicita, anzi, l''appello' di Fini a Berlusconi: 'Si faccia da parte' ('Lasci il campo come solo un vero grand'uomo e' capace di fare', suggerisce Casini) e permetta alla maggioranza di indicare lei un nuovo premier, con un'agenda di governo 'scarna' con la quale rivolgersi all'opposizione. 'E' quello il momento in cui noi non ci tireremo indietro, ci caricheremo di responsabilità' assicura il leader del Fli. Serve una 'vasta maggioranza di riconciliazione nazionale' guidata da 'un'alta personalità' suggerisce il numero uno dell'Api, Rutelli. Un governo di 'unita' nazionale che riporti l'Italia ad essere nel 2020 uno dei grandi Paesi europei' aggiunge Casini. L'appello è lanciato, ma con esso anche il monito: se venisse lasciato cadere nel nulla, a fine legislatura l'Italia giungerebbe 'oltre il baratro'.
Il Terzo polo dunque si mette in marcia e ad ogni buon conto e' pronto ad affrontare anche il voto, spiega Rutelli, 'perchè noi siamo un'alternativa credibile'. I motivi vengono chiariti e ribaditi. Basta con questo 'bipolarismo primitivo e muscolare' come stigmatizza Fini, il che non significa 'affossare la democrazia dell'alternanza'. E' tempo invece di rispolverare la 'politica del 'noi'', come ammonisce Casini, della 'rivoluzione copernicana ' del Terzo polo, che a pieno diritto aspira a 'diventare il primo polo', facendosi interprete di quell'Italia sottaciuta, umiliata dalle facili politiche di rigore, stufa dei personalismi che 'guardano solo ai propri interessi, financo legittimi' (Fini) e mai a quelli dei lavoratori, dei pensionati, delle donne, dei deboli, dei bisognosi... E' tempo di guardare a quell'Italia sotterranea ma viva, come spiega Fini, che ha tanta voglia di 'verità, serietà, sobrietà, bene comune, valori, interesse nazionale',' come ricorda dal palco il leader dell'Udc, Casini. E sono proprio queste le nuove 'parole d'ordine' del Terzo polo e della Terza Repubblica. La Seconda e' oramai morta, o certamente moribonda, ammonisce Fini, 'perche' la politica non puo' essere propaganda su promesse mai mantenute'. E' ancora lui che scandisce: 'La nuova stagione nasce all'insegna di una forte, forte, forte volonta' di cambiamento'. E allora 'sveglia ragazzi' sollecita Casini. 'Se non ora quando?' gli fa eco il presidente della Camera. Cosa serve d'altro, dopo quel formidabile si' alla durissima manovra finanziaria raggiunto in tre giorni, 'a provocare uno scatto d'orgoglio nella classe dirigente del Paese?' si chiede Casini.
E' ancora Fini che non teme di appellarsi 'ai tanti amici del Pdl' che 'in privato' gli confessano i propri disagi e le critiche al governo, ma che poi restano al loro posto: 'Basta con l'ignavia, gli italiani non perdoneranno chi per prudenza o per ignavia appunto ha preferito sempre rimandare a domani'. E poi altri moniti,giungono da questa convention. Ai colleghi del Pd, che, riconosce Casini, 'e' indispensabile per formare un'alternativa' ma che non deve pensare di poter insistere in 'vecchie coalizioni bipolari': gli Ulivi, 'vecchi o nuovi non producono riforme ma paralisi'. E chi pensa che facendosi interlocutore via via dell'uno o dell'altro possa portare a casa preziosi alleati o dividere il Terzo polo, se ne faccia una ragione: 'Noi siamo uniti e lo saremo sempre di piu'', sentenzia Casini. Una riprova giunge dalle parole dei leader che si susseguono sul palco. Cosi' Fini rammenta a Rutelli: 'Chi l'avrebbe mai detto, Francesco, quando nel '93 ci fronteggiavamo per la guida di Roma che saremmo arrivati qui insieme, ognuno con la propria storia ma forti di un progetto comune?'. E poi un riconoscimento a Casini: 'Dobbiamo dar atto a Casini di averlo capito qualche tempo prima: dar vita ad allenze coatte rischiava di imprigionare le energie piu' sane della societa' e cancellare una vera democrazia dell'alternanza di cui il Paese ha bisogno'. Noi, conclude il leader del Fli 'siamo liberi e forti perche' abbiamo dimostrato di non essere in vendita'.

mercoledì 20 luglio 2011

1-4 Settembre Festa Nazionale API a Labro

Il Programma
http://www.alleanzaperlitalia.it/attachments/836_Programma%20Festa%20Labro.pdf

FERMATO L'ECOMOSTRO SOTTO LA MOLE di Giorgio Diaferia




Dietrofont della Sopraintendenza ai beni culturali che ha bocciato il progetto per la costruzione del palazzo di 7 piani in via Riberi,precedentemente approvato. La giustificazione sta nella "Non compatibilità con la tutela dell'isolato".Ira del Comune che minaccia di rivolgersi al TAR.Il progetto dovrà subire delle varianti. L'area era stata acquistata dal Comune per 2 milioni e mezzo di euro e doveva servire per dare vita ad un palazzo di 7 piani con vista sulla mole, palazzo il cui progetto venne modificato nel 2009 che fece saltare la mosca al naso a parecchi residenti della zona, costuitisi nel Comitato : "Salviamo La Mole".L'assessore Curti presa visione delle motivazioni si riserva, sentito il parere del Sindaco, di fare ricorso al TAR, contro il provvedimento.A far festa oltre i promotori del Comitato anche la consigliera di Alleanza Civica per Torino,Emanuela Rampi, della Circoscrizione 1 che aveva presentato e fatto votare una interrogazione pochi giorni fa per "chiarimenti ulteriori" al Comune.Torino Viva segue con interesse l'iniziativa

domenica 10 luglio 2011

Continua lo stupro delle piazze storiche a Torino di Vincenzo Reda






































Ecco cosa rimane della pavimentazione, i soldi al Comune e le riparazioni alla Circoscrizione, che non ha soldi !


Mi è sempre più incomprensibile il motivo per cui si imbrattano le stupende piazze storiche di Torino – quelle che ispirarono le visioni metafisiche di Giorgio De Chirico – con strutture volgari, degradanti, che distolgono gli sguardi e li diseducano e spaventano i turisti. Mettete i vostri palchi, le vostre fiere, le vostre bancarelle, le vostre mostre e i vostri hot dog nelle piazze desolate e bisognose delle periferie che attendono di essere riqualificate, popolate, controllate…Le stupende piazze storiche, per favore, lasciatele sgombre con le loro bellezze, le austere linee barocche piemontesi dedicate al passeggio, all’ammirazione pulita e stupefatta dei sempre più numerosi turisti, stranieri soprattutto! Per questo, anche se si vanno a toccare fortini di privilegio economico, mi sento di impegnarmi in una battaglia, ovviamente etica e culturale, che sia rivolta a tutti coloro che della “bellezza” intesa come pulizia, buon senso, rispetto della tradizione, educazione, hanno necessità esistenziale, quotidiana.

Io ci sono.
Oggi la consigliera alla prima Circoscrizione Emanuela Rampi ha presentato un'ordine del giorno al Presidente Maurizio Guerini

sabato 9 luglio 2011

l'Ecologismo in tv è anche ANTROPOS www.quartarete.tv











Un lavoro a volte misconosciuto, qualche volta apprezzato, ma il nostro impegno per tenere un filo logico tra problematiche di salute e quelle di tutela ambientale continua. E'una tematica complessa, con grandi risvolti sociali,di grande e costante attualità, ma la politica non se ne occupa e l'ecologismo si riduce ad uno strumento per fare impresa mentre potrebbe essere un sistema paese che traina settori come quello della ricerca e dell'occupazione.Tutti i giovedì e sabato alle 22.30

Da Musy a Rutelli aspettando Roma: in viaggio verso il Nuovo Polo di Giorgio Diaferia



Sono state due giornate interessanti ed utili per capire che lo spazio politico al Centro dei 2 Poli resta ampio e manovrabile e con prospettive ancora più ampie fra alcuni mesi in cui il disfacimento del Berlusconismo e della sua coalizione potrebbe accellerare.Di fatto occorre guardare al nostro interno e non alle disgrazie altrui. L'API tra i 3 partiti del così detto TerzoPolo-Nuovo Polo(NP), è certamente la formazione politica che, riprendendo molti dei temi della Margherita, è in grado di scompaginare l'assetto politico attuale. Non v'è dubbio che le API pungono se disturbate nel loro lavoro e come tale bisogna lasciarle lavorare in pace poichè i risultati non potranno mancare. Il 22 Luglio a Roma, dovrebbe, ed è meglio usare il condizionale, esserci una riunione nazionale dei 3 leader del NP che dovrebbe dare il via alla costruzione del soggetto politico unico e con un simbolo unico.Molti sono stati i problemi alle recenti elezioni amministrative dove un FLI non troppo organizzato, anche perchè di molto recente costruzione,ha fatto la sua parte a fianco di API, ma spesso invece l'UDC è stata ondivaga affiancando in alcuni luoghi il candidato di centro destra(si pensi al caso provincia di Vercelli)ed in altri il candidato di centro sinistra.A Torino poi si è ufficialmente costituita l'associazione Alleanza civica per Torino che esprime molte dellle candidate e dei candidati nella omonima lista delle comunali e l'ex candidato Musy ha fatto gruppo autonomo rispetto alla collega Scanderenbech dell'UDC.Il referente dell'associazione è appunto il dinamico e brillante avvocato che, come auspicabile, tiene aperto il dialogo con API, con FLI e con l'UDC, ma anche con i Moderati che rappresentano in Piemonte una importante forza politica ( 9.8% alle ultime comunali),occupando in parte, il posto politico lasciato,dalla Margherita che a Torino viaggiava su cifre del 19%. Dunque API può e deve crescere e una prima tappa dopo Roma sarà la Festa Nazionale a Labro (RI) dal 1° al 4 Settembre in una splendida cornice medioevale e con molti dibattiti(Alfano-Bersani-Casini....) ed approfondimenti che daranno molto spazio ed attenzione ai giovani.In Piemonte poi si preannuncia una iniziativa di grande interesse per Venerdì 30 Settembre sulla "Green Economy" con un pre convegno molto scoppiettante e con Francesco Rutelli protagonista.Nel mentre deve crescere la partecipazione e l'organizzazione delle varie realtà moderate, non dimenticando l'Ecologia, e di questo Torino Viva ne è da sempre ispiratrice. Nel campo dell'ecologismo esiste uno spazio politico enorme, che dovrà essere portato avanti da un partito che sappia avanzare delle proposte serie, etiche ed operative, seppur con moderazione. Cosa c'è di più ecologico delle API?

lunedì 4 luglio 2011

LE MANOVRE DI TREMONTI di Alfiero Grandi


Le notizie fatte circolare ad arte sulla manovra economica che il Governo ha varato basterebbero a costruire 10 manovre finanziarie. Notizie date e poi ritirate con rapidità fulminea, come del resto la richiesta di un contributo dell’opposizione che in meno di 24 ore è stata sostituita dalla notizia, data da Berlusconi in persona, che verrà chiesto un ennesimo voto di fiducia. Ciò che resta nel provvedimento è molto meno delle chiacchiere fatte. Ad esempio, sui costi della politica tutto si riduce per ora ad una commissione di studio, così la tassazione degli odiati Suv, sbandierata da Tremonti per coprire la sostanza della manovra, sono pressochè salvi.
La sapiente manovra di disinformazione è iniziata dalla Grecia, paese oggi in grande difficoltà per responsabilità della destra che quando era al Governo ha truccato i conti pubblici, lasciando al successivo Governo socialista la drammatica alternativa tra uscire dall’euro o accettare le condizioni draconiane imposte dall’Europa e dal Fmi, con le conseguenze sociali che vediamo.
Volete finire come la Grecia, è stato detto ? Il baratro è vicino. Il ricatto è evidente.
Il Governo,Tremonti per primo, ha sorvolato sul fatto che ha dichiarato fino a poco prima (delle elezioni) che di una manovra di aggiustamento dei conti pubblici non ci sarebbe stato bisogno e lo spettro della Grecia viene usato in modo spregiudicato per convincere il paese ad accettare i sacrifici previsti dalla manovra.
Per prudenza il Governo ha pensato bene di spostare la sostanza della manovra finanziaria (entrate e tagli) a dopo le prosssime elezioni nel 2013/2014, chi vincerà le elezioni vedrà cosa fare. Tremonti non ha trascurato di lanciare segnali di fumo sul fisco presentando una proposta di legge che chissà quando verrà approvata e in ogni caso prevede 3 anni di tempo per gli interventi. Anche sul fisco si va a dopo le elezioni politiche, naturalmente anche la tassazione delle rendite finanziarie, di cui si parla ma che per ora non si farà. L’immaginifico Ministro dell’Economia fa capire che potrebbe aumentare l’Iva, ma non lo dice esplicitamente, per diminuire - con una partita di giro - le imposte sul reddito, con le ormai fin troppo note 3 aliquote di cui Tremonti parla da più di quindici anni.
Eppure Tremonti in questo periodo è stato Ministro per molto tempo e qualcosa avrebbe già potuto fare. L’allarme di chi, ultima la Confcommercio, denuncia il serissimo pericolo che l’aumento dell’Iva spinga l’inflazione, con l’erosione conseguente dei redditi fissi da lavoro e pensione, è fondatissimo. Per di più arrivare a 3 aliquote ridurrebbe certamente il prelievo fiscale sui redditi più alti che passerebbero ad una riduzione dal 43 al 40 % di aliquota, il resto non si sa.
Il trasferimento del prelievo dalle persone alle cose, come viene definito, è una storica misura della destra che nasconde in questo modo il prelievo reale e favorisce i redditi più alti ed è particolarmente grave in una fase che già sconta una ripresa dell’inflazione senza neppure avere ripresa economica.
Del resto l’ultimo favore ai redditi più alti è recente, visto che dall’imposta sui redditi è stato sottratto tutto il reddito da affitti, che ora verrà tassato solo con una cedolare secca del 20 %.
Ormai l’unico reddito soggetto a tassazione è quello da lavoro e da pensione, il cui drenaggio fiscale da 4 anni è stato preso in ostaggio dal Governo per fare tornare i conti pubblici.
Naturalmente la furbizia della destra copre questi corposi regali con qualche promessa di intervento sui redditi più bassi. Per ora di certo c’è che tornerà ilticcket sulla specialistica, che ce ne sarà un altro sul pronto soccorso, che Regioni ed Enti locali subiranno un’ulteriore riduzione delle risorse con consegueze sulle loro prestazioni sociali. Il Governo aveva detto che non avrebbe fatto macelleria sociale, come vuole definire questi nuovi interventi, un subappalto ?
La verità è che il Governo è disperatamente alla ricerca di risorse per fare tornare i conti e mette le mani nelle tasche degli italiani, meglio nel serbatoio della benzina. Ha lasciato purtroppo lievitare il debito pubblico che è ormai prossimo al 120 %, sia a causa delle generose regalie già fatte ai redditi più alti (riduzione ICI per i redditi alti, Cedolare secca sugli affitti, ecc.) sia per la stagnazione economica che impedisce di mitigare i problemi del debito con i proventi della crescita.
A proposito non risulta che Tremonti stia organizzando la risposta delle Entrate e della Guardia di Finanza alla richiesta europea di colpire quanti avessero evaso l’Iva (imposta europea non condonabile) approfittando dello scudo fiscale che ha consentito il rientro dei capitali illegalmente esportati all’estero, a prezzi da saldo. Eppure potrebbero derivarne entrate significative perché buona parte dei capitali esportati illegalmente sono originati da evasione dell’Iva.
Anche il ritorno del “fissato bollato” sulle transazioni finanziarie non avrà grande futuro, del resto Tremonti si è sempre detto contrario ed aveva dedicato 10 pagine della sua relazione ad una legge finanziaria contro questa proposta, contrapponendole la de tax. Oggi questa proposta viene riesumata a fini di propaganda, senza riguardo per la coerenza. L’Italia non è la Grecia ma la destra è molto simile ovunque.
Le misure adottate dal Governo fanno chiarezza sul federalismo che ha in testa, Lega compresa. Con la scusa del superamento della spesa storica degli Enti locali e delle sue distorsioni viene decisa una drastica riduzione della spesa sanitaria. Così il passaggio alle Regioni sarà equivalente a meno assistenza sanitaria, un ben strano federalismo.
Perché Tremonti lascia andare lievitare l’inflazione ? E’ una classica manovra della destra per risanare i conti erodendo i redditi (vedi erosione sulle pensioni, ecc.) in modo da ridurre la spesa pubblica, trascurando però che l’aumento dell’inflazione provoca anche un aumento dei tassi sul debito e prima o poi diventerà un cappio. La verità è che il conto cinico fatto riguarda il differente peso delle pensioni e delle altre voci di spesa perchè il servizio del debito nei conti pubblici vale 1/3 delle pensioni, la metà della sanità.
Non ci sono misure per sostenere la ripresa economica e l’occupazione, quindi il risanamento sarà tutto sul versante dei tagli alla spesa o di maggiori entrate.
Particolarmente gravi sono le misure sulla scuola. I precari sono fuori e soprattutto la riduzione della spesa e degli insegnanti proseguirà in modo forsennato e se è vero che la formazione è un pilastro del futuro, l’Italia ne avrà almeno uno sempre più traballante. Mandiamoli a casa prima che sia troppo tardi.

domenica 3 luglio 2011

Sentenza Giovine ed adesso ? di Giorgio Diaferia

Il tribunale ha dunque dichiarato nulle le schede elettorali con cui si è presentata la lista Giovine alle ultime elezioni regionali. Oltre 24.000 voti che hanno fatto la differenza numerica tra la coalizione di centro sinistra della ex governatrice Mercedes Bresso e quella di centro destra dell'attuale governatore Cota. Dunque stando ai numeri avrebbe vinto la Bresso, ma i cittadini che hanno votato per i "Pensionati" di Giovine non sapevano che era una lista presentata con firme non valide.I numeri dicono che occorrerebbe una "riassegnazione" dei voti con inevitabile vittoria dopo 1 anno e più della coalizione di centro sinistra, ma i cittadini che hanno votato per Cota vengono così privati del loro voto di preferenza. I Radicali chiedono a gran voce che si ritorni a votare, nonostante i costi che una nuova tornata elettorale comporterebbe per la Regione.E voi cosa pensate che sia meglio fare?
Dite la vostra scrivendo a contatti Torinoviva : il Presidente

www.torinoviva.it

TAGLI ALLA SANITA' CGIL contro

http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=16783

sabato 2 luglio 2011

Firme false, condannato Giovine Due anni e otto mesi, interdizione dai pubblici uffici per due anni, da Lo Spiffero

http://www.lospiffero.com/article.php?id_sezione=2&id=1745#

TAV, per quelli che fanno finta di non sapere o non sanno giovedì 30 giugno 2011 | Fulvia Bandoli


guarda il video-intervista a Luca Mercalli :
http://www.esseoesse.net/supermerkatoglobale/cosa-centra-il-magna-magna-con-la-tav/
Il progetto TAV ( alta velocità ferroviaria) comincia ad essere pensato e progettato dentro ff.ss. oltre venti anni fa e su quell’ipotesi si apre subito un dibattito serio e ampio in Italia. Lo animarono soprattutto alcuni trasportisti famosi ( Zambrini in primis ma non solo lui..), urbanisti celebri, alcuni economisti, le associazioni ambientaliste tutte, gli ambientalisti Pci poi Ds che io dirigevo, i Verdi, Rifondazione quando nacque, e i sindacati.
Due erano le proposte che in quegli anni oramai lontani si confrontavano: da una parte il progetto TAV che prevedeva una direttrice verticale Napoli Milano e una orizzontale venezia torino fino a Lione. Treni super veloci, su binari diversi da quelli normali, con pendenze diverse, molte gallerie e dunque tanti scavi, costi alti e tempi molto lunghi di realizzazione. A sostegno di questo progetto non solo le ff.ss. ma i governi dell’epoca, i poteri forti, l’impregilo e la Fiat in primis ma anche alcune cooperative, diverse banche, e anche i sindacati che pensavano ne potesse venire lavoro e occupazione.
Dall’altra parte invece mettemmo a punto un progetto alternativo e diverso che prevedeva detto in breve il raddoppio di tutta la rete esistente, l’utilizzo della vecchia rete per le merci in modo da arrivare anche noi a standard europei nel trasporto di merci su ferro, e l’utilizzo della nuova rete che doveva viaggiare in parallelo un po più veloce per le persone, ma per tutti, pendolari in primis e cittadini tutti. Questo progetto sarebbe stato fattibile in 6/8 anni e avrebbe comportato costi che erano la metà e forse anche meno di quelli che si sono spesi per la Tav.
La prima proposta mettevaal centro la velocità, la competitività con l’aereo, e per questo veniva spacciata come la più moderna, noi mettevamo al centro lo spostamento delle merci dalla gomma al ferro ( come la Germania stava già facendo da un decennio e non solo lei..) e l’esigenza di dare a tutti i cittadini un servizio efficiente, anche più rapido ma non super veloce. E io penso ancora oggi che il più moderno fosse il secondo progetto, che avrebbe diminuito sostanzialmente le emissioni in atmosfera perchè avrebbe diminuito di circa il 30/40 per cento i mezzi pesanti, che sarebbe stato alla portata di tutti, sarebbe costato meno e sarebbe stato fatto in tempi più brevi e con impatti ambientali minimi.
Queste due ipotesi diverse si confrontarono per alcuni anni e alla fine ebbe la meglio il progetto TAV che era sostenuto non solo dai sindacati ma anche da tutti i partiti più grandi compresi i Ds. Nei Ds solo gli ambientalisti si schierarono a favore del secondo progetto. E il parlamento adottò quel progetto. E con la lentezza e l’approssimazione che sappiamo quel progetto partì e ci mise oltre dieci anni per realizzare le prme tratte con costi enormi.
Persa quella battaglia gli ambientalisti tutti (ma anche molti sindaci,amministratori, cittadini e associazioni) si dedicarono a migliorare l’impatto ambientale dell’opera oramai decisa, proponendo correzioni, pendenze diverse, meno gallerie e tutto perchè l’assetto idrogeologico del nostro paese secondo noi non avrebbe ben sopportato un opera di tal genere. Se qualcuno avesse la pazienza di andare a vedere come erano i primi progetti di tav tra Firenze e Bologna e tra Roma e Napoli vedrebbe bene come sono cambiati, pur restando dentro una logica che non abbiamo mai condiviso. Cercammo sostanzialmente di minimizzare i danni.
Nel frattempoi costi della tav lievitavano di giorno in giorno e i tempi diventavano biblici, le merci continuavano a girare in gran parte su gomma, come avviene tuttora, e cresceva il disagio dei viaggiatori normali, di quelli che non hanno 100 euro per fare roma bologna andata e ritorno, e dei pendolari che usano il treno per andare al lavoro. Furono chiuse diverse linee piccole e diverse stazioni diventarono spettrali e abbandonate. Ci aspettavamo, noi che avevamo proposto un altra strada, che partisse una riflessione seria sui limiti di quel progetto ma nulla accadde, siccome il progetto aveva preso il via bisognava portarlo a termine. Naturalmente ogni tratta aveva i suoi problemi e quella della Valle Susa ne proponeva di enormi, per la fragilità del territorio, per l’attraversamento della valle che già veniva fatto da una grande arteria che faceva passare migliaia di mezzi pesanti su gomma ogni giorno, per l’opposizione di quasi tutti i sindaci e le comunità locali, i cittadini intendo.
Anche su quella tratta si sono apportati cambiamenti per attutire l’impatto ma resta un’opera ambientalmente molto impattante e di dubbia utilità per diminuire il traffico pesante da quella valle. Questa è la storia per sommi capi e resta scritta nelle scelte trasportistiche di questo nostro paese. Gli anni ci diranno chi aveva ragione ma io penso e temo che alla fine, come per il nucleare, la ragione stia dalla nostra parte.
Ecco perchè continuare a porre dubbi su quella scelta è legittimo, non è eversivo di nulla e soprattutto non è una scelta irresponsabile, come qualcuno dice. Anche sul nucleare eravamo degli irresponsabili noi che non lo volevamo dall’inizio, e invece adesso tutti hanno capito che una tecnologia che non sa chiudere il suo ciclo è essa si irresponsabile e pericolosa. E diversi paesi che vi erano entrati ne stanno uscendo pur se gradualmente.
Quante discussioni ho fatto con Bersani quando eravamo ancora nello stesso partito sia sulla tav sia sul nucleare. Sul nucleare ho avuto ragione io non lui che era favorevole, sulla tav lo diranno gli anni. Ma anche sul Ponte sullo stretto abbiamo avuto ragione noi ambientalisti e anche su quell’opera il pci prima e anche i ds poi erano in gran parte favorevoli. Mentre pare che ora il Pd abbia cambiato idea. E anche sull’acqua bene comune e dunque pubblico vedo con piacere che la posizione del Pd e di Bersani è cambiata. Discutere dunque serve. E serve la partecipazione dei cittadini. E noi non abbiamo mai discusso solo per dire dei No. Abbiamo sempre controproposto altre strade perchè il nostro ambientalismo è serio e propositivo. Quanto al fatto che in ogni lotta alcuni gruppi e centri sociali s’infilino dentro è fenomeno normale, che può non piacere ma che accade da sempre. Non è però una buona ragione per scatenare la repressione più dura.
Da ultimo il direttore di Europa oggi scrive che non saremmo noi di Sel alleati affidabili e che non abbiamo una cultura di governo perchè abbiamo sollevato dubbi sulla tav…trasecolo…proprio perchè abbiamo una cultura di governo li abbiamo sollevati. Noi vogliamo ferrovie efficienti, popolari e dunque accessibili ai più, vogliamo treni umani e non carri bestiame per i pendolari, e lavoriamo perchè il sistema trasportistico italiano diventi europeo e dunque porti una buona metà delle sue merci su ferro. E questi obiettivi la tav non li ha garntiti finora dove è stata fatta e non li garantirà neppure in futuro. Ci vuole coraggio nelle scelte, anche quello di cambiare strada se quella intrapresa non risponde alle esigenze di un paese e dei suoi cittadini. Convinceteci del contrario, noi siamo disponibili ad ascoltare. Ma randellare non è discutere.