domenica 30 maggio 2010

Riconteggi Regionali e Fantapolitica di giorgio diaferia


Allora il riconteggio ha dato ragione al ricorso presentato tra l'altro dai Verdi. Ha vinto la coalizione di centro sinistra ed ha perso quella dell'on Cota. Panico! la sig.ra Bresso ormai si è defilata dal ricorso e quindi occorre Ri-Votare con un nuovo leader per il Centro sinistra. Chi? Ci parrebbe Chiamparino il candidato più probabile ed anche più forte, ma dovrebbe dimettersi da Sindaco di Torino anzitempo. Beh poco male, si potrebbe andare al voto congiunto Regione-Città, anche per risparmiare un pò di soldi. Ed allora le forze politiche che intendono presentarsi alle prossime elezioni cittadine dovrebbero accellerare nelle coalizioni e nel mettersi d'accordo sul nome del nuovo Sindaco per la città: chi? Fassino-Gariglio-Ardito-Tricarico-tra i nomi papabili e già emersi. Ma cosa farà Grillo ed il suo movimento ? E gli Eco-Logisti ci saranno? Anche di questo parleremo Giovedì 10 giugno e per questo venite attrezzati così ne ragioneremo insieme. Non è poi così fantapolitica, credetemi

giovedì 27 maggio 2010

"Torino 2011 un cantiere aperto per un governo ecologista della città"

L’incontro proposto dall’associazione ToW, in collaborazione con il GCT, ha lo scopo di mettere a confronto più soggetti istituzionali e del mondo associativo sul futuro governo di Torino.Si intende partire dall’auspicio di un profondo rinnovamento del quadro politico cittadino, anche in proiezione nazionale. L’associazione TOW nata per proporre soluzioni politiche condivise ed eco-sostenibili, dopo aver ascoltato i cittadini ed individuati i problemi ed i bisogni della città, intende proporre, a partire dalle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia un progetto-laboratorio di città Eco-Sostenibile e Biocentrica. L’apparato politico, in genere, si ricorda dei problemi della gente solo nell’immediata vicinanza della scadenza elettorale, ricercando soluzioni di parte quasi che la ragione possa essere di destra o di sinistra. Perchè vi sia una qualità della vita occorre che vi sia un lavoro stabile, una società sicura, che offra garanzie e tutele a tutti ed in particolare alle persone in difficoltà o più deboli. Occorre che Torino prosegua nel suo impegno a favorire l’ospitalità di centri di ricerca, eccellenze sanitarie, culturali ed artistiche,con attenzione però anche alle nuove generazioni ed alle proposte meno consolidate e riconosciute. Tra le proposte in cantiere, ancora: i “Vigili di colore”, più vicini e sensibili alle esigenze quotidiane di una città sempre più multietnica, i “piccoli ospedali o astanterie di distretto”, da istituire per ricoveri brevi, emergenze, per stabilizzare i pazienti anziani, il Difensore Civico degli Animali, la trasformazione in Fondazioni per le ex municipalizzate, tutela e fruizione sicura degli spazi verdi pubblici anche intesi come un mezzo di educazione e formazione, potenziamento della rete di mezzi pubblici, in particolare della metro, meno impattanti e con un prolungamento della durata del ticket. E molto altro ancora, anche sotto il profilo delle informazioni utili per migliorare la qualità della vita grazie a politiche di prevenzione primaria da portarsi come materia di insegnamento nelle scuole unitamente allo studio della nostra Costituzione .

martedì 25 maggio 2010

Livorno, dalle ceneri dei Verdi nasce il movimento "Cittadini ecologisti"

da Greenreport
LIVORNO. Il gruppo storico dei Verdi di Livorno ha deciso di voltare pagina e aderire, in blocco, a "Cittadini ecologisti", movimento nato sull'orma dell'esperienza francese di Europa Ecologie, al quale la nuova forza ambientalista si ispira dichiaratamente. Insoddisfatti dalla politica nazionale del presidente Angelo Bonelli e di quella regionale del neo-eletto consigliere regionale Mauro Romanelli, i cittadini ecologisti livornesi, questa mattina, nel dare l'addio ufficiale alla lunga storia politica del "sole che ride", una storia nella quale non sono mancati, anche a livello locale, scontri e divergenze di vedute (anche a Livorno), hanno presentato il nuovo soggetto politico. Queste le convinzioni del nuovo soggetto: un sì deciso a eolico e fotovoltaico, no alle biomasse (non ritenute fonti rinnovabili), sì alla decrescita (anche se Latouche ci ha già ripensato), un'opposizione forte alla politica energetica di Regione e Provincia.«La nostra città è la seconda più inquinata di tutto il Paese», ha spiegato Stefano Romboli, uno degli aderenti al gruppo. «Per ripensare il modello energetico dobbiamo creare un nuovo modello di sviluppo fondato sulla riduzione dei consumi», ha precisato Romboli molto critico anche nei confronti della green economy, ritenuta «solo una particolare versione del capitalismo». Un'idea complessa e ricca di sfumature, come del resto è sempre stata la compagine degli ecologisti italiani. Ma questa volta, Andrea Morini, Gabriele Volpi (Nella foto), Lorena Luxardo, Lorena Marzini, Marcello Allegri, Silvana Coccorullo, Stefano Romboli, Stella Sorgente, vogliono evitare nuove spaccature e divisioni. Per questo hanno delineato alcuni punti fermi: allontanarsi dalla scelta del gruppo fiorentino di appoggiare Rossi e il centro sinistra («una proposta politica per noi inaccettabile e insostenibile»), continuare le «battaglie a fianco della società civile come presenza critica nelle istituzioni assembleari», essere coerenti con le idee storiche dei Verdi. In città, il nuovo gruppo continuerà a sostenere la lista civica Livorno libera (per Marco Cannito).«E' stato un esempio concreto e riuscito di progetto politico partito dalla condivisione di una critica all'esistente e al governo locale con proposte condivise», ha spiegato Gabriele Volpi. Ci sarà spazio per una nuova candidatura alle prossime elezioni? «Vedremo, per ora Cittadini ecologisti è un movimento che ha preso atto dei ritardi e delle contraddizioni che hanno caratterizzato il percorso nazionale».

sabato 22 maggio 2010

1° WORKSHOP NAZIONALE ISDE SULLE “POLITICHE PER L’AMBIENTE E LA SALUTE” Cosa fare per mettere ambiente e salute al centro dell’intervento dell’azione

7 Giugno 2010
Sala delle Colonne, Palazzo Marini (entrata Via Poli 19), Roma


Ore 09.30 Registrazioni

Ore 10.00 Priorità per il Paese e per i cittadini
Introduzione

Dott. Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia
Dott.ssa Maria Grazia Petronio, ASL 11 di Empoli, Vice Presidente ISDE Italia Centro


Ore 10.20 Le attuali criticità in materia di ambiente e salute

Dott. Ernesto Burgio, Coordinatore Comitato Scientifico ISDE Italia
Dott.ssa Antonella Litta, ASL di Viterbo, ISDE Viterbo

Ore 11.00 Ambiente e salute in tutte le politiche: i programmi e gli impegni dei Parlamentari , dei movimenti e dei partiti politici

Moderatori:

Prof. Gianni Tamino, Università di Padova, Comitato Scientifico ISDE Italia;
Dott. Ferdinando Laghi, Direttore U.O. Medicina Interna Ospedale di Castrovillari, Presidente ISDE Calabria

- Un nuovo paradigma: L’ecologia profonda - On. Dott. Domenico Scilipoti, VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici

- L’Istituto Ramazzini e il primato dell’indipendenza e della verità scientifica – Dott. Morando Soffritti, Direttore Scientifico Istituto Ramazzini, Comitato Scientifico ISDE Italia

- L'inquinamento micrombientale da polveri fini e ultrafini: i benefici della limitazione del traffico, la situazione nei metrò, il fumo in macchina - Dott. Giovanni Invernizzi, Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), ISDE Sondrio

- Normativa per il rilascio delle autorizzazioni nel settore Ambientale - Dott. Mauro Mocci, FIMMG Lazio, ISDE Civitavecchia

- La protezione della salute dei cittadini nelle città metropolitane - Dott. Antonio Faggioli, Università di Bologna, Giunta Esecutiva ISDE Italia

- Politiche per la mobilità e per la riduzione dello smog per la tutela della salute e dell'ambiente nelle aree metropolitane – Dott. Angelo Bonelli, Presidente dei Verdi

- Energia nucleare e fonti rinnovabili - Dott. Alfiero Grandi, Presidente del Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare

Discussione

Ore 13.00 Pausa

Ore 14.00 Il ruolo delle Organizzazioni Non Governative

Moderatore: Dott.ssa Patrizia Gentilini, Giunta Esecutiva ISDE Italia

- OGM: scienza, natura e diritto - Dott. Giuseppe Altieri, Agernova

- Una nuova politica sociale dell’ISDE - Dott.ssa Stefania Borgo, Università “La Sapienza” di Roma - Centro per la Ricerca in Psicoterapia, Segretario Generale ISDE Italia

- I rifiuti: problema o opportunità? - Dott. Stefano Lanzuolo, Facoltà di Economia dell’Università “La Sapienza” di Roma

- La cultura in prima linea in difesa dell’ambiente e della salute – Dott. Anna Fava, Istituto degli Studi Filosofici, Assise di Napoli

- La difesa del territorio – Dott. Alberto Asor Rosa, ReTe dei Comitati per la Difesa del Territorio

Discussione


Ore 15.30 Informazione e comunicazione indipendente

Moderatori:

Dott. Giorgio Diaferia, Centro di Medicina Preventiva SUISM dell’Università di Torino, ISDE Torino

Dott. Gaetano Rivezzi, Vice Presidente ISDE Italia Sud

- Autonomia della scienza e indipendenza dell’informazione: irrinunciabili presupposti per la difesa della salute - Dott.ssa Patrizia Gentilini, Giunta Esecutiva ISDE Italia

- Comunicare l’ambiente, salvare la salute - Dott.ssa Mary Attento, giornalista professionista ed editor, ISDE Italia; Dott. Ettore Mautone, Quotidiano Il Denaro; Luciano Carideo, giornalista pubblicista e studente in Medicina, ISDE Italia

- L'importanza di un giornalismo scientifico - Dott. Valerio Ceva Grimaldi, Vicedirettore del Quotidiano Ecologista Terra

- Oggi non si può fare comunicazione indipendente (o libera) senza condizionamenti - Dott. Gianni Cecchinato, Direttore di Tetto&Pareti

Discussione

Ore 17.00 Conclusioni

On. Dott. Domenico Scilipoti, VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici

Dott. Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia Segreteria On. Dr. Domenico Scilipoti

Via della Fioraia 17/19 – 52100 Arezzo Tel. 06-67608028; 06-67608346

Tel. 0575-22256; Fax 0575-28676 E-mail: scilipoti_d@camera.it

Web: www.isde.it; E-mail: isde@ats.it Web: www.domenicoscilipoti.it

martedì 18 maggio 2010

Il “new deal” dei Verdi in Trentino e in Alto Adige- di Marco Boato

A elezioni comunali concluse (anche se sono ancora aperti alcuni importanti ballottaggi per il secondo turno del 30 maggio) è possibile aprire una riflessione su uno degli aspetti più significativi emersi dai risultati di domenica 16 maggio. Mi riferisco al riemergere dei Verdi - in alcuni dei principali comuni delle due province autonome di Trento e Bolzano - come una forza politica di particolare rilevanza politica ed elettorale, dopo un periodo in cui sembrava messa in discussione la loro stessa esistenza.Sia pure con il conclamato dissenso dei Verdi trentini e sudtirolesi, negli ultimi anni a livello nazionale i Verdi si erano sempre più collocati in una sorta di “riserva indiana” dell’estrema sinistra comunista e post-comunista, vedendo progressivamente scomparire i propri caratteri originari di formazione politica trasversale e post-ideologica e rischiando la vera e propria estinzione. Basti ricordare la presentazione, per le elezioni politiche del 2008, nel cartello elettorale della “Sinistra Arcobaleno” egemonizzato da Bertinotti e – “errare humanum est, perseverare diabolicum” – l’ulteriore presentazione alle elezioni europee del 2009 nelle liste di “Sinistra e libertà”, col risultato di scomparire sia dal Parlamento italiano che da quello europeo (nel quale ultimo, invece, i Verdi sono addirittura la quarta forza politica con 57 euro-parlamentari).Sia in Trentino che in Alto Adige-Südtirol si sono fatte comunque risentire le ricadute negative di questo progressivo snaturamento del carattere originario dei Verdi, a causa delle scelte fallimentari fatte a livello nazionale. E’ questa la ragione per cui i Verdi trentini e sudtirolesi sono stati tra i principali promotori, l’anno scorso, di una battaglia congressuale per impedire la definitiva scomparsa del soggetto politico ecologista dentro a “Sinistra e libertà” e per rilanciare l’identità culturale, aperta e plurale, e l’autonomia politica dei Verdi nella prospettiva di una più vasta Costituente ecologista. Lo scontro congressuale – che si è tenuto nell’ottobre 2009 a Fiuggi – sembrava perso in partenza, e invece alla fine è prevalsa la mozione “Il coraggio di osare”, che ha portato alla elezione di Angelo Bonelli a nuovo presidente nazionale e alla fuoriuscita di coloro che preferivano appartenere ad una formazione comunista e post-comunista anziché ad un soggetto politico autenticamente ecologista.
Dal Congresso di Fiuggi in poi, la posizione dei Verdi trentini e sudtirolesi, da minoritaria che era, è diventata maggioritaria ed è iniziata quella che è stata definita una lunga “traversata del deserto”: riscoprire i caratteri originari del partito/movimento ecologista, la sua dimensione post-ideologica, la sua natura trasversale rispetto all’insieme della società, la sua capacità di rilanciare la priorità ecologista con una visione laica e riformatrice e con una autentica cultura di governo, in grado di intrecciare ecologia ed economia (la tanto conclamata green economy), temi ambientali e questioni eco-sociali, l’ecologia umana e culturale con l’ecologia della politica e delle istituzioni. Si tratta di un percorso lungo e impegnativo, che deve rapportarsi con la società civile facendosi largo nel frastuono mediatico e spesso nella disattenzione delle altre forze politiche tradizionali, e che deve anche sapersi conquistare un ascolto e una partecipazione da parte dei cittadini, oltre che un rinnovato e poi accresciuto consenso elettorale, se non si vuole rimanere marginali ed emarginati nelle e dalle istituzioni rappresentative e di governo (come purtroppo è già accaduto, con una scelta miope, nella formazione dell’ultima giunta Dellai in Trentino).
Questo è il significato del positivo risultato elettorale del 16 maggio sia in Trentino che in Alto Adige, che è stato appunto il prodotto di lunghi mesi di impegno e di lavoro, di relazioni umane, sociali e politiche, di elaborazioni programmatiche fortemente innovative, di capacità di partecipare a coalizioni vincenti dove se ne erano create le condizioni (basti pensare a Bolzano e a Riva del Garda), ma anche di presentarsi autonomamente quando vecchie logiche di potere e di spartizione rischiavano di compromettere o addirittura di annichilire la presenza ecologista. Basti pensare a questo riguardo a quanto accaduto a Rovereto e Mori, in Trentino, o a Merano in Alto Adige-Südtirol, dove per la prima volta nella storia ormai pluridecennale dei Verdi-Grüne-Verc questo forte rilancio ecologista ha portato la leader verde Cristina Kury a superare ampiamente (con il 16,6%) sia il Pdl che il Pd-Idv ( e molti altri) e ad andare al ballottaggio in alternativa al sindaco uscente della Svp, Günther Januth. Mentre gli altri risultati nei vari Comuni trentini e sudtirolesi indicano che i Verdi hanno iniziato a percorrere la strada giusta, ma in un cammino che è ancora giustamente lungo e impegnativo, la vicenda meranese non ha nulla da invidiare a quello che è successo con i Grünen tedeschi e austriaci o con “Europe ècologie” di Daniel Cohn-Bendit in Francia, tanto alle elezioni europee quanto alle regionali più recenti. E forse questo evento meriterebbe una maggiore attenzione da parte degli osservatori politici sia a livello locale che a livello nazionale, perché è il segnale di qualcosa di profondo che sta cambiando nella società e che ora comincia ad emergere anche nelle istituzioni. Il Trentino e l’Alto Adige-Südtirol all’inizio degli anni ’80 sono stati la culla dell’esperienza verde italiana, che dai Grünen tedeschi ed austriaci (nati allora da poco) prendeva ispirazione politica ed alimento culturale. Memorabile ancor oggi (a 15 anni dalla sua tragica morte) resta il ruolo svolto da Alexander Langer a questo proposito, nella storia dell’ecologismo politico italiano ed europeo. Senza alcuna enfasi eccessiva, e sempre con la consapevolezza dei gravi errori culturali e politici che sono stati commessi negli ultimi anni, si può forse dire che dal Trentino e dall’Alto Adige è iniziata una autentica inversione di tendenza, non a caso in una terra dove a volte il vento europeo spira più forte e si fa sentire, nonostante la barriera delle Alpi.

lunedì 10 maggio 2010

I Verdi vincono in Germania e "spuntano" anche nel parlamento britannico

Le elezioni nel Land tedesco del Nordreno-Westfalia non sono state solo un semplice test per Angela Merkel: è una vera e propria disfatta nel più popoloso e ricco land, con la perdita di oltre il 10% per la sua Cdu ed un crollo in un anno di due terzi dei voti del Partito liberale (la Fdp cala dal 15 al 6,7%), il suo scomodo alleato iper-liberista e filo-nuclearista. I voti scomparsi tornano a sinistra ai socialdemocratici della Spd e soprattutto ai Grünen, i verdi tedeschi, che salgono dal 6,2 al 12,1%. A certificare lo spostamento a sinistra e la bocciatura della coalizione di centro-destra da parte degli impietosi elettori tedeschi c'è l'ingresso nel Parlamento regionale della Nordreno-Westfalia della Linke, la sinistra radicale che ottiene un abbastanza clamoroso 5,6%, confermandosi ormai come forza uscita dal recinto dell'ex Germania orientale per diventare un partito diffuso su tutto il territorio nazionale e sempre più votato dai lavoratori.I Grünen definiscono il risultato storico e la presidente federale Claudia Roth e la capolista Sylvia Löhrmann hanno detto che da oggi avvieranno colloqui con la Spd e la Linke, senza pregiudiziali verso la Fdp. Il risultato rende possibile una improbabile Grossen Koalition Cdu-Spd, una coalizione Spd-Verdi-Linke ed una Spd-Verdi-Fpl, ma Cdu e Fdp hanno detto di non volersi alleare con i Verdi e i Verdi non vogliono la Cdu.«No posso dirvi quanto siamo soddisfatti del risultato - ha detto Claudia Roth commentando il voto - Soprattutto perché queste elezioni le abbiamo vinte con i contenuti. I Verdi sono stati premiati per questo, perchè abbiamo fatto campagna per un'istruzione più giusta, perchè il nucleare non sia venduto come una tecnologia di transizione e per una comunità forte e vivibile».
Per la Roth le elezioni nel Nord Reno-Westfalia sono state un referendum sul governo federale: «Oggi è l'inizio della fine del governo federale giallo-nero. La Merkel e Westerwelle hanno ricevuto la fattura per il loro lavoro. Gli elettori del Nord Reno-Westfalia hanno dimostrato inoltre che dicono di no. No al prolungamento di vita degli impianti nucleari. No al capitalismo anti-sociale e ad una sanità a due velocità. No a una politica folle di di sconti fiscali».Intanto il groviglio post-elettorale in Gran Bretagna, con la base liberaldemocratica in rivolta contro la probabile alleanza con i Conservatori, sta facendo passare in secondo piano una delle molte sorprese delle ultime elezioni che hanno contribuito a minare il sistema maggioritario puro. Nel parlamento ha fatto il suo ingresso per la prima volta un rappresentante del Green Party of England and Wales, ed anche qui si tratta di una donna: la leader del partito verde Caroline Lucas che ha conquistato il collegio di Brighton Pavilion.Per i Verdi britannici, che fino ad ora avevano marcato buoni risultati nelle elezioni europee dove c'è il sistema proporzionale e dove la partecipazione dell'elettorato britannico è ridottissima, si tratta di un evento storico: «Centinaia di migliaia di elettori verde di tutto il Paese hanno ora, per la prima volta, una voce in Parlamento, e ora dovranno essere ascoltate le opinioni autenticamente progressiste su temi come l'economia, la salute e l'ambiente».
La Lucas ha dichiarato ha ringraziato il grande sostegno ricevuto dagli elettori di Brighton Pavilion che dimostra che «Vogliono sostenere un partito i cui valori rappresentano l'equità, la giustizia sociale e benessere ambientale. Hanno dimostrato che sono disposti dare la loro fiducia ai Verdi, nonostante la schiacciante attenzione dei media nazionali sui tre maggiori partiti ed un sistema di voto che è fondamentalmente antidemocratico. Accetto umilmente la loro fiducia in me, e sono eccitata per questo voto di fiducia e non vedo l'ora di svolgere l'impegnativo compito di rappresentare pienamente gli elettori di Brighton. Questa vittoria non è casuale: è il risultato del duro lavoro e dell'impegno di migliaia di membri e sostenitori del Green Party, non solo a Brighton, ma di tutto il Paese, negli ultimi mesi e anni. E' il loro lavoro e sostegno che ha contribuito a realizzare questa vittoria, e la vittoria è tanto loro quanto mia. Grazie alla fiducia che gli elettori di Brighton Pavilion mi hanno dimostrato, i principi e le politiche verdi ora avranno una voce in Parlamento. Politiche su come rispondere ai cambiamenti climatici con un milione di nuovi posti di lavoro verdi in industrie a basse emissioni di carbonio, pensioni e assistenza per gli anziani eque e una maggiore regolamentazione delle banche saranno ascoltato nella Camera dei Comuni».

«Vorrei anche usare la mia influenza come parlamentare per premere per la realizzazione nelle città di Brighton e Hove di alloggi a prezzi accessibili, per una nuova scuola secondaria per la città, e per un maggiore appoggio alle industrie creative della città. Infine, come dimostrano queste elezioni, il sistema di voto "first-past-the post" utilizzato per le elezioni generali è del tutto screditata. Io sosterrò fortemente sostegno la richiesta di un referendum per sostituirlo con una forma di rappresentanza proporzionale che rifletta adeguatamente le esigenze e le opinioni degli elettori del XXI secolo. Se una forma di rappresentanza proporzionale fosse introdotta, il Green Party è fiducioso che il suo vero livello di sostegno a livello nazionale potrà essere rappresentato correttamente».Intanto i laburisti hanno respinto, perché tropo spostata a sinistra, la proposta dello Scottish National Party, i nazionalisti di sinistra scozzesi, che hanno proposto un governo tra Laburisti, Liberaldemocratici, partiti autonomisti di sinistra e Verdi. Ma i Verdi chiedono al leader liberaldemocratico Nick Clegg di rispettare il mandato datogli dagli elettori: «Con queste elezioni, il popolo britannico ha portato ad Camera dei Comuni in cui una maggioranza di deputati sono dei partiti che sostengono la riforma. La netta maggioranza dei cittadini del Regno Unito ha votato per la riforma del nostro sistema politico. "Di conseguenza, qualunque accordo tra i liberaldemocratici e i conservatori deve includere una riforma reale e completa del sistema politico. Una commissione, un sondaggio, o qualsiasi altra manovra dilatoria, non sono accettabili. Dovrebbe esserci un referendum prima della fine dell'anno, che includa le opzioni per un sistema realmente proporzionale, non il "self-serving system of AV", che è ancora meno proporzionale . Alla gente si dovrebbe chiedere quale sia il sistema di voto che preferisce. Questa è vera democrazia. Il sistema "first-past-the-post" ha creato una situazione in cui le persone non possono votare positivamente per il candidato o il partito con le cui politiche sono più d'accordo. Al contrario, sono costretti a votare per paura, usando il voto per battere il partito che è il più lontano da loro per politica e valori. Questo ci lascia un deficit democratico grottesco e una base povera su cui governare. I liberal-democratici non devono essere sedotti dalle trappole del potere. La gente ha votato per la riforma: Nick Clegg non la deve tradire».C'è da chiedersi, in tutto questo trambusto e riemergere nella politica europea di una sinistra battagliera, guidata spesso da donne, che punta sui temi ecologici e sulla difesa dei diritti e del lavoro, il perché della crisi infinita dei verdi e della sinistra italiana.
FONTE GREENREPORT (www.greenreport.it)

sabato 1 maggio 2010

E' ora di svegliarsi e di mettersi insieme di GIORGIO DIAFERIA


Care amiche ed amici siamo già praticamente in campagna elettorale per le elezioni del Sindaco di Torino. Ritengo sia necessario creare un'alternativa valida alla proposta di candidature che i "partiti" maggiori imporranno. Circolano da mesi voci su presunte scelte romanocentriche che vogliono l'ex segretario DS on.Piero Fassino, fra i papabili. Sul territorio Piemontese è prevedibile una candidatura tra gli ex Popolari/Margherita, che potrebbe puntare ad un'alleanza con l'API di Francesco Rutelli e/o con l' UDC dell'on. Michele Vietti. Ed ancora il Vendola pensiero comincerà ad essere rappresentato anche in altre parti d'Italia oltre che in Puglia ? E' possibile un'alleanza tra Vendoliani e la parte del PD che si riconosce nel prof. Ignazio Marino? Mah! Certo è che le ultime elezioni regionali hanno decretato che in questa Regione e nel nostro Paese non c'è più posto per il Sole che Ride, Liste Civiche, Pensionati, Verdi dell'Orsetto....., ma c'è invece posto per un raggruppamento tra tutti questi soggetti politici, che sappia mettere in campo tutte le forze più positive ed i candidati migliori per esprimere un "Programma Politico" che abbia nell'ECO-logia della vita, della politica, dello sviluppo, del lavoro, dell'ambiente , della salute, del mondo animale, della società, dei soggetti in difficoltà, dei giovani, della scienza .................i suoi punti fondanti. E' importante aprire un dialogo, sempre che loro lo vogliano, con i "Grillini", con il "popolo Viola".NON POSSIAMO PARLARE SOLO DI ECOLOGIA, dobbiamo intercettare quei pochi voti ancora "LIBERI" e ridare fiducia al popolo dei NON VOTANTI, parlando dei problemi della nostra società, del malcostume ed anche e tanto di Ecologia. Per questo TOW intende convocare un'assemblea generale costituente aperta a tutti, che si terrà a TORINO, entro il mese di Maggio con lo scopo di verificare se c'è una volontà di mettersi insieme e se esistono i presupposti per una convergenza politica, in grado di presentarsi credibile e capace di governare Torino. Forse una fabbrica o un progetto pilota o chiamatelo come vi pare, per un progetto politico di valenza nazionale. Scrivete un vostro commento e dateci la vostra disponbilità a partecipare.