martedì 30 agosto 2011

L’alienazione mentale derivante dall’abuso di sostanze psicotrope e dall’assunzione di alcolici di Ezio Borghesio v.comm. di polizia di Torino p.2


Questo genere di “tossicodipendenti” non ha bisogno di pusher e le forze dell’ordine non possono intervenire. “Esistono pochi studi e statistiche al riguardo” osserva Michele Gagliardo, responsabile del Piano Giovani del Gruppo Abele. “È un fenomeno sommerso che esiste, in quanto viene testimoniato dalle esperienze dei ragazzi che incontriamo, ma non è semplice darne una lettura. Inalare uno spray sembra appartenere alla dimensione dello sballo puro, alla ricerca della fuga dalla realtà”. Essendo droghe particolari, non rispondono quindi al desiderio di entrare a far parte di un gruppo che ne fa uso, ma è una fruizione apparentemente solitaria, ancora più alienante.I consumatori di queste sostanze non si considerano drogati e, per i servizi sociali, è difficilissimo “raggiungerli” - spiega Danilo Mantellina, terapeuta del Recreational drug, il programma di prevenzione dalle Nuove Droghe promosso dal Dipartimento di Patologia delle dipendenze dell' ASL 2 di Torino – che riferisce che, per il momento fanno, soprattutto incontri ed opera di prevenzione nelle scuole ed hanno anche un servizio di ascolto contattabile attraverso l’e-mail recreationaldrug@asl102.to.it.
Proprio come quei ragazzini che mi capita, su delega del pubblico ministero, di interrogare alla Procura per i minorenni di Torino, dove lavoro dal 21 febbraio 2002, accusati - ad esempio - di aver sottratto con violenza e/o minaccia qualche bene (telefonino, denaro, I-phone, sigarette, eccetera) a qualche loro coetaneo: non vogliono essere chiamati rapinatori, i ragazzi che abusano di sostanze psicotrope molto spesso non vogliono essere chiamati “drogati”. I primi fuggono dicendo che loro “mica sono entrati incappucciati ed armati in banca per avere dei soldi”, quindi non sono dei rapinatori e su questa linea di fuga dalle responsabilità li aiuta anche il nostro modo d’interpretare la società moderna: si parla di “bullismo”, ma è un termine che si svuota di senso, se viene usato per giustificare atti criminosi come fossero “banali ragazzate”. Una rapina è una rapina, cosiccome anticipare la morte del nostro cervello, fulminandoci i neuroni con intossicazioni acute, sia da alcol, che da altro intruglio chimico, equivale ad una volontaria, autonoma distruzione di se stessi. I ragazzi che assumono sostanze ai fini di cercare lo sballo fuggono dall’essere chiamato tossico, ma lo sono, eccome!
Ma quanto premesso, può essere considerato un succinto riassunto di tutto quello che ci deve preoccupare circa il variegato “mondo della fuga dal mondo”?
Direi di proprio di no.
Ad esempio, l'allarme lanciato dal Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio relativo alla droga 2C-B-FLY crea spunti di riflessione sulle “nuove droghe” e sui nuovi mercati di spaccio.
La 2C-B-FLY è un potente allucinogeno, forte quasi come il LSD, che restituisce effetti di lunga durata. Acquistabile da chiunque via internet, ha causato già 2 decessi e un ricovero per intossicazione in Danimarca, Spagna e Stati Uniti.
In passato, altri decessi e intossicazioni erano stati segnalati in Svezia, Inghilterra e Norvegia.
Ancora: il Bromo-Dragonfly, ad esempio, sostanza molto simile, risulta oggetto di discussione tra consumatori di sostanze e non, presso vari forum su Internet, in cui vengono scambiate informazioni circa la godibilità della sostanza, le modalità di assunzione, la posologia e gli effetti provati. Da segnalare che proprio in questi giorni, presso alcuni forum, alcuni utenti hanno pubblicato dei messaggi di allerta mettendo in guardia gli altri utenti sul consumo di Bromo-Dragonfly.
L'acquisto di sostanze tossiche via Internet interessa anche l'Italia e l'acquisto di tali sostanze sembra essere agevole e molto rapido, come segnalato sul sito www.criminologia.it.
In contrapposizione a questo fenomeno, l'Associazione Narconon Astore Onlus continua la sua campagna anti-droga con i suoi servizi di prevenzione e riabilitazione dalla tossicodipendenza.
Ad esempio: dal 1994 centinaia di persone di tutte le età hanno potuto disintossicarsi e risolvere i motivi che li portavano ad usare droghe, tornando alle loro famiglie come persone libere e responsabili, grazie al centro Narconon Astore di Pesaro, Strada della Necropoli 22, Novilara (PU) – Tel. 0721 286996.
Per quanto riguarda la prevenzione, le conferenze di Narconon hanno raggiunto migliaia di giovani nelle scuole del centro Italia, negli oratori e nei luoghi di aggregazione, raccontando la verità sulle droghe e sui meccanismi della dipendenza.
L'Associazione Narconon Astore è anche impegnata in una vasta campagna di informazione via Internet, grazie a 10 siti Internet specifici sulle varie droghe e sul metodo di riabilitazione Narconon.
Segnalo in particolare il sito www.narcononastore.it, che ha una sezione specifica di aiuto ai familiari del tossicodipendente (sezione S.O.S. Familiari), con consigli pratici ed efficaci per portare il proprio caro a prendere la decisione di riabilitarsi e tornare a vivere.
Ritengo che il modo migliore per evitare ulteriori decessi a causa di sostanze stupefacenti sia informare correttamente i giovani in via preventiva e dare un supporto immediato alle famiglie coinvolte nel dramma della droga, che spesso riteniamo, come altri fattori di rischio nelle società moderne, possa riguardare solo altri, solo terze persone.
Ancora: un’altra nuova droga si chiama Spice e, dopo Austria e Germania, ora è in arrivo anche in Italia e nelle nostre città, prima fra tutte Verona. Facile da reperire, senza entrare in contatto con gli spacciatori e la malavita organizzata, è già stata ribattezzata la “marijuana legale”. E in internet impazzano i siti che spiegano come ricavare lo sballo da quelle erbe essiccate, vendute come profumatori.
In realtà, si tratta di un mix di droghe che contiene anche thc sintetico, ovvero il principio attivo della cannabis, ma quattro volte più potente, spiegano gli esperti. Spice è, infatti, una sostanza inserita nella categoria delle Smart Drugs, le cosiddette “droghe furbe”, che possono essere vendute liberamente, dato che non rientrano nella tabella delle sostanze proibite del Decreto del Presidente della Repubblica 309/90 e successive modificazioni.
continua..........................

lunedì 29 agosto 2011

L’alienazione mentale derivante dall’abuso di sostanze psicotrope e dall’assunzione di alcolici di Ezio Borghesio v.comm. di polizia locale di Torino


Anche io sono stato un “tossicodipendente”, quello che viene pomposamente chiamato “tabagista”, fino a quando ho smesso di fumare. Nel gennaio 1989 ero arrivato a comperare anche il terzo “pacchetto da venti sigarette” al giorno. Ne sono uscito grazie all’agopuntura ed alla mia determinazione. Di contro, non sono mai stato dipendente dall’alcol, pur non essendo astemio e gradendo assaporare un buon distillato; non mi sono mai ubriacato, perché mi ha sempre fatto paura, anzi orrore, l’idea di non essere completamente lucido, di non poter vivere con tutta la consapevolezza quello che mi può capitare: da un bacio dato ad una ragazza ad una gita in un bel paesaggio, eccetera.
Detto da chi indossa una divisa da oltre ventisette anni può sembrare scontato, ma tutti sappiamo come alcune – anche se episodiche - malsane abitudini, possano riguardare chiunque, a prescindere dal fatto che rivesta una carica istituzionale o meno.
Per redigere questa mia “tesina” a conclusione dell’interessantissimo corso di “Scienze psico-criminologiche, investigazione e security”, coordinato dal Professore MONGARDINI - che già con queste prime righe desidero sinceramente ringraziare insieme a tutti gli intervenuti ed ai Colleghi della Polizia di Stato e del Sindacato che lo hanno organizzato - ho scelto l’argomento “L’alienazione mentale derivante dall’abuso di sostanze psicotrope e dall’assunzione di alcolici”, perché ritengo che, come si è visto con il recentissimo caso della ragazza di Torino morta dopo aver inalato lo spray per pulire la tastiera del suo pc, ancora una volta si sia alzato il velo su persone, tossicodipendenti o meno, che usano sostanze devastanti solo per un momento di evasione dal quotidiano, per una fuga. E non sto scrivendo di un ragazzino di qualche favela di Rio de Janeiro, cresciuto per strada, sopravvissuto a brutture inimmaginabili. NO!
Sto ricordando la recentissima storia di una ragazza di Torino, che viveva in una casa, che aveva una famiglia, una scuola; una ragazza che aveva una vita con delle prospettive.
Una ragazza di sedici anni che muore a Torino dopo aver inalato dello spray per pulire la tastiera del suo computer, in un tragico tentativo di sballo. È la triste cronaca di questo ultimo scorcio di 2009, che fa emergere una realtà tanto più subdola, quanto sommersa e difficile da catalogare. Oltre ai tossicodipendenti che fanno uso di “droghe tradizionali”, esiste una percentuale non ben definita di soggetti più o meno giovani, che utilizza sostanze alternative, normalmente non classificate come psicotrope, che provocano euforia, tramite una diminuzione dell’apporto di ossigeno al cervello. Sono le cosiddette droghe da inalazione, reperibili in un qualsiasi colorificio o supermercato, ma dagli effetti devastanti.
Sono sostanze in grado di essere acquistate da tutti, minorenni compresi, del tutto liberamente e fuori da qualsiasi ipotesi di controllo.
L’elenco è lungo: spray, colle, smalti per unghie, benzina, bombolette di butano da campeggio, trielina, acqua ragia e solventi in genere, persino i gas contenuti nelle bombolette di panna montata o nei palloncini colorati.
continua.........................

giovedì 25 agosto 2011

Vernetti e Susta in pista, sulla scia di Luca di Montezemolo da www.lospiffero.it


Anche in Piemonte si affollano gli aspiranti futuristi, pronti a seguire il progetto politico di Montezemolo. In molti però non dimenticano ruzzoloni e débâcle. Nel centrodestra sensibile alle seduzioni di Libera & Bella l’assessora regionale Porchietto
FUTURO nelle mani di Montezemolo?

In un clima politico di conclamata incertezza, in cui molti strisciano rasente i muri per timore di inciampare, anche in Piemonte c'è chi dirozza la strada verso il nuovo faro degli italici approdi: Luca Cordero di Montezemolo. La coda di aspiranti seguaci di Libera & Bella si infittisce e ItaliaFutura, l’associazione che promuove e diffonde verbo e iniziative del presidente della Ferrari, presto potrebbe diventare anche sotto la Mole una forza politica, probabilmente in tandem con Verso Nord, la creatura ispirata dall'ex sindaco ma ancor filosofo Massimo Cacciari.
E’ lunga la lista dei personaggi politici più o meno noti che vedono in Montezemolo la risposta ai mali d’Italia. Anche in terra sabauda, dove il suo nome rimbalzò prima sui giornali di gossip per la liaison con l’attrice Edwige Fenech che in quelli dell’alta finanza. Neanche l’ex ad della Fiat Cesare Romiti lo ebbe mai nelle sue grazie, tanto che poco meno di un anno fa a “La storia siamo noi” quando Giovanni Minoli gli chiese se voterebbe l’ex enfant prodige della casa torinese rispose: “Certamente no”. Fu proprio Romiti, a smascherare Montezemolo, colpevole di vendersi addirittura gli appuntamenti con Gianni Agnelli: «Abbiamo pescato un paio di persone che prendevano denaro per presentare qualcuno all’Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l’altro alla Cinzano». Ma in riva al Po nessuno dimentica la non proprio lusinghiera esperienza al vertice del comitato organizzatore di Italia 90: “un immondezzaio di sprechi e inefficienza”, secondo alcuni.
Eppure, dopo l’endorsement dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, non mancano i seguaci in un mondo politico quanto mai disorientato e a caccia di nuovi leader cui baciare la pantofola. A sposare il progetto ci sarà sicuramente l’europarlamentare, ex margheritino confluito nei democratici, Gianluca Susta e l’ex vice segretario e consigliere regionale del Pd Mariano Rabino. La pattuglia rutelliana dovrebbe arricchirsi grazie all’ingresso di Gianni Vernetti, luogotenente piemontese dell'ex sindaco di Roma, che da tempo mantiene un filo diretto con lo stretto entourage di Montezemolo, in particolare con Andrea Romano. Pronti a sposare la causa del presidente della Ferrari anche l’ex assessore provinciale Dorino Piras e l’ex direttore regionale Marco Cavaletto. Ma è nel centrodestra che gli aficionados di Luchino sperano di cogliere messi abbondanti. In palati già affinati dal liderismo populista berlusconiano dovrebbe essere più agevole far breccia, se non altro per la zazzera decisamente più folta e l'ineffabile charme (come si chiama una delle sue aziende). E se Claudia Porchietto, attuale assessora al Lavoro della giunta di Roberto Cota, ebbe in passato - alla vigilia della candidatura alla presidenza della Provincia di Torino - abboccamenti e pourparler, l'ideal tipo del montezemoliano è Mike we can, al secolo Michele Coppola, il titolare della Cultura così trendy e frou-frou da essere pronto a scendere in... pista. Nella scuderia giusta.

mercoledì 24 agosto 2011

INQUINAMENTO ACUSTICO DA ANTIFURTI di Giorgio Diaferia


Articolo 48 Regolamento di Polizia Municipale Città di Torino
- Dispositivi acustici antifurto

1. Fermo restando quanto in proposito prescritto dal Codice della Strada, i proprietari di veicoli sui quali sia stato installato un dispositivo acustico antifurto devono tarare il medesimo affinche' il segnale acustico non superi i limiti fissati dalle disposizioni vigenti. Il segnale non deve, comunque, superare la durata complessiva di tre minuti primi, ancorche' sia intermittente.

2. La disposizione del comma 1 vale anche per i dispositivi acustici antifurto installati in abitazioni, uffici, negozi, stabilimenti, salvo che per la durata del segnale che non puo', in alcun caso, superare i quindici minuti primi.??????

Che senso ha che un antifurto emetta una sirena, un suono udibile per 15 minuti dal vicinato? Il dispositivo dovrebbe attivare una richiesta di intervento, entro certe regole, ad una stazione di polizia pubblica e/o privata senza arrecare disturbo alla quiete pubblica. In ogni caso 15 minuti mi paiono una esagerazione. TOW ne chiederà una modifica

lunedì 22 agosto 2011

Napolitano,servono risposte da www.tiscali.it


Napolitano al Meeting di Cl a Rimini: "Basta debolezze nella lotta all'evasione fiscale"
Napolitano: "Viviamo un angoscioso presente, serve un'autentica svolta per rilanciare il Paese"
Superare le divisioni, i calcoli e gli scontri tra un polo e un altro, perché sono "insostenibili". Riscoprire quel "grande sforzo collettivo" che nel dopoguerra ha consentito la ricostruzione dell'Italia. Abbattere l'"impermeabilità della politica" e promuovere "il dialogo e il disgelo" per risvegliare il "desiderio" negli italiani che insieme possono collaborare per fare crescere ancora il Paese.
Quello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affidato al popolo di Comunione e liberazione - e a tutti gli italiani - al Meeting che ha preso il via oggi a Rimini, è un messaggio di rimprovero alla classe politica, di destra e di sinistra, ma anche di incoraggiamento e di orgoglio. E così è stato accolto dalle migliaia di persone che lo hanno applaudito a più riprese, anche per suggellare il momento "storico", dovuto alla presenza di un capo dello stato alla kermesse di fine estate. Questi i punti salienti del suo intervento.
Servono decisioni immediate - "A simili condizionamenti, e al dovere di decisioni immediate - puntualizza Napolitano - non si può naturalmente sfuggire. Ma non troveremo vie d'uscita soddisfacenti e durevoli senza rivolgere la mente al passato e lo sguardo al futuro", ammonisce. "Le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto".
Parliamo il linguaggio della verità: no a illusioni - "Dinanzi a fatti così inquietanti, davanti a crisi gravi, bisogna parlare il linguaggio della verità rilevando che il linguaggio della verità "non induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza. E qui, una domanda: abbiamo noi, in Italia, parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Lo abbiamo fatto abbastanza tutti noi che abbiamo responsabilità nelle istituzioni, nella società, nelle famiglie, nei rapporti con le giovani generazioni? Siamo attenti: dare fiducia non significa alimentare illusioni. Non si dà fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie minimizzando o sdrammatizzando i nodi critici della realtà, ma guardandovi in faccia con intelligenza e con coraggio".
Serve coraggio - Per Napolitano, serve "il coraggio della speranza, della volontà e dell'impegno. Dell'impegno operoso e sapiente, fatto di spirito di sacrificio e di massimo slancio creativo e innovativo. Un impegno - ha proseguito - che non può venire o essere promosso solo dallo Stato, ma che sia espresso dalle persone, dalle comunità locali, dai corpi intermedi, secondo quella concezione e logica di sussidiarietà che ha fatto di una straordinaria diffusione di attività imprenditoriali e sociali e di risposte ai bisogni comuni costruite dal basso un motore decisivo per la ricostruzione e il cambiamento del Paese".
Occorrono scelte di lungo respiro - "Occorre più oggettività nelle analisi, misura nei giudizi, più apertura e meno insofferenza verso le voci critiche", occorrono "scelte non di breve termine ma di lungo e medio respiro. Si impone un'autentica svolta per rilanciare una crescita di tutto il Paese, Nord e Sud insieme. Una crescita meno diseguale".
Debito pubblico una piaga da sconfiggere - "Lasciare quell'enorme fardello (del debito pubblico) sulle spalle delle generazioni future significherebbe macchiarsi di una colpa storica e morale. Faccia ora il Parlamento le scelte migliori attraverso un confronto aperto e serio e con la massima equità come condizione di accettabilità".
Basta approcci strumentali alla politica - "Nel momento in cui ci apprestiamo a discutera in parlamento nuove misure di urgenza, bisogna liberarsi da approcci angusti e strumentali". "Possibile - chiede Napolitano - che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e al gravità effettiva e le questioni perché le forze di maggioranza e di governo sono stato dominate dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazione propagandiste e comparazioni consolatorie su scala europea?".
L'opposizione non critichi solo il governo - "Possibile che da parte delle forze di opposizione ogni criticità della condizione attuale del Paese sia stata ricondotta ad omissione e colpe del governo, della sua guida e della colazione su cui si regge? lungo questa strada non si poteva andare e non si è andati molto lontano". "Occorre - puntualizza Napolitano - più oggettiva nelle analisi, più misure nei giudizi, più apertura e meno insofferenze verso le voci critiche e le opinioni altrui".
L'Italia conti di più in Europa - "E' importante che l'Italia riesca ad avere più voce in termini propositivi e assertivi in un concerto europeo che appare da un lato troppo condizionato da iniziative unilaterali di singoli governi fuori dalle sedi collegiali e dal metodo comunitario, dall'altro troppo esitante sulla via di un'integrazione responsabile e solidale lungo la quale concorrere anche alla ridefinizione di una governance globale le cui regole valgano a stemperare le reazioni dei mercati finanziari".
Colpire gli evasori con tutti i mezzi - "Guardando alla riforma fiscale che si annuncia, occorre un impegno categorico: basta con assuefazioni e debolezze a quell'evasione di cui l'Italia ha ancora il triste primato nonostante apprezzabili ma troppo graduali e parziali risultati". Per Napolitano, l'evasione "é una stortura, dal punto di vista economico, legale e morale, divenuta intollerabile, da colpire senza esitare a ricorrere ad alcuno dei mezzi di accertamento e di intervento possibili"

venerdì 19 agosto 2011

Lo scudo fiscale non copre l’Iva evasa, quindi si può recuperare.di Alfiero Grandi


La manovra di agosto approvata dal Governo dimentica le misure per lo sviluppo e per l’equità. Ora inizia il cammino parlamentare ed è sperabile che siano apportate modifiche sostanziali. Per ora sono tanti i discorsi che si ascoltano su possibili cambiamenti, anche dentro la maggioranza. L’impressione è che a Berlusconi non dispiaccia che la manovra targata Tremonti sia sotto tiro. In questo modo potrà tentare il colpaccio del “miglioramento” della manovra a spese dell’immagine del Ministro. Resta da vedere quali “miglioramenti” e a favore di chi. Per ora pare di capire che molti di quanti si sbracciano a chiedere modifiche propongono rimedi peggiori del male che vorrebbero curare, come alzare ulteriormente e più in fretta l’età pensionabile, privatizzare subito aziende pubbliche a partire dalla Rai, alzare l’Iva su beni di largo consumo. L’innalzamento dell’Iva è una tipica iniziativa della destra, che anziché puntare sulla tassazione dei redditi più alti, che per di più non ha effetti inflazionistici, preferisce far pagare in modo indiscrimanto tutti i consumatori, compreso chi ha redditi modesti. Per di più l’aumento dell’Iva ha effetti inflazionistici. Se questi sono i miglioramenti vien quasi da dire da dire: teniamoci Tremonti.
In realtà i miglioramenti sono possibili. Di più: questa manovra potrebbe essere radicalmente diversa, purtroppo questo è il Governo che abbiamo e quindi le speranze di cambiamenti profondi sono pochine.
Anzitutto vanno cancellate le misure Sacconi sul lavoro. Qui non c’è nulla da mediare, vanno cancellate e basta. L’estremismo di Sacconi a favore di Marchionne dovrebbe essere imbarazzante anche per Confindustria, dopo il recente accordo sulla rappresentanza che ha firmato con grande enfasi con tutte le Confederazioni.
Vanno introdotte misure per lo sviluppo fondate sull’occupazione a partire dal Sud, aumentando il più possibile il numero di quanti possono contare su un posto di lavoro e una retribuzione, in particolare tra i giovani.
Vanno riviste almeno le misure socialmente più inique, non solo del decreto di agosto, e qui l’elenco non è certo breve.
Come si fa ? L’opposizione ha giustamente indicato altre modalità di finanziamento di una manovra profondamente iniqua. In particolare ha acceso i riflettori sullo scudo fiscale che ha consentito di ripulire i capitali italiani esportati illegalmente all’estero.
Lo scudo fiscale è un’autentica porcheria, per di più unica nel suo genere perché in Europa nessun paese ha mai fatto uno sconto così forte sul rientro di capitali esportati, in Italia al massimo chi ha ripulito i soldi illegali ha pagato il 5 %.
Dopo l’approvazione dello scudo fiscale l’Unione europea, come fa sempre, ha esaminato la legge e ha scoperto che aveva lo stesso problema del condono fiscale del 2002 e cioè che ricomprendeva anche l’Iva. L’Unione ha scritto una lettera chiedendo chiarimenti sull’Iva al Governo e ricordando che non può essere oggetto di condono essendo imposta comunitaria. La risposta del Governo era condizione per chiudere l’istruttoria dell’UE. Il Governo ha fatto rispondere al Direttore del Dipartimento Finanze del Ministero che con lettera del 13/7/2010 ha risposto l’unica cosa che poteva e cioè che in caso di accertamento di evasione Iva avrebbe proceduto al recupero dell’evasasione collegata all’esportazione dei capitali all’estero.
La lettera di risposta del Direttore delle Finanze era però anche un monumento di ambiguità perché parlava di accertamenti ma non ne prevedeva l’effettuazione, lasciando capire che eventuali importi di Iva dovuti all’Unione Europea sarebbero comunque stati versati. Da chi ? Naturalmenete dallo Stato italiano. In pratica addossando alla collettività non solo l’ignominia dello scudo fiscale per l’esportazione di capitali, ma anche l’eventuale importo accertato di Iva evasa di spettanza Ue. Una beffa. Per questo atteggiamento Tremonti dovrebbe andarsene. In ogni caso ora l’opposizione deve pretendere che si dia attuazione a quanto richiesto dall’Unione Europea sull’Iva. Cosa possibile sia per il valore costituzionale delle normative Ue, sia perché ci sono fior di sentenze della Cassazione che prevedono che l’Iva evasa va richiesta tutta, non solo quella di spettanza Ue. La circolare con cui le Entrate affrontano l’argomento va riscritta e soprattutto Agenzia delle Entrate Guardia di Finanza debbono predisporre un piano di accertamenti e il Governo dovrebbe pretenderlo come è suo dovere. Qual è l’impatto possibile degli accertamenti ? Notevole: per esportare illegalmente risorse all’estero nella maggior parte dei casi si ricorre o al falso in bilancio o all’evasione dell’Iva, perché quelle somme non debbono figurare. Se prudenzialmente l’evasione Iva riguardasse solo il 50 % dei 105 miliardi scudati avremmo entrate per lo stato e la Ue per 10 miliardi di euro.
Con il contributo dei sostituti di imposta che hanno organizzato il rientro dei capitali e con i dati già in possesso dell’Agenzia delle Entrate finalmente lo scudo fiscale potrebbe essere un pco meno iniquo e per di più in una fase in cui il paese ha disperato bisogno di risorse per rilanciare sviluppo e occupazione.
La discussione in parlamento è un’occasione da non lasciarsi scappare.
Pubblicato su Paneacqua e Altro quotidiano

Crisi: si risparmierà anche sul cibo da l'Espresso

Crisi: si risparmierà anche sul cibo

Dalle bollette all'istruzione dei figli, dalla spesa al supermarket ai trasporti pubblici. Ecco in che modo la 'stretta' della crisi modificherà il nostro stile di vita

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