venerdì 30 settembre 2011

Un ordine del giorno per l'Ecomostro di Emanuela Rampi Capo Gruppo Circoscrizione 1 di Alleanza per la Città.

Leggo in Cronaca, edizione odierna de LA STAMPA, della volontà dell'Amministrazione Comunale di ricorrere al TAR contro la sospensiva data dalla Soprintendenza alla costruzione del nuovo Palazzo in via Riberi a fianco la Mole. Come cittadina provo un forte senso di indignazione: quello che all'Amministrazione interessa è solo mantenere "la cassa" fatta e non approffittare della sospensiva per trovare delle soluzioni condivise con la cittadinanza ed accettabili sotto il profilo dell'arredo urbano. Come neo eletta alla Circoscrizione 1, la mia indignazione è ancora più grande nel leggere che la Direttrice della Divisione Urbanistica dice " ..Peccato che con questa decisione (il TAR) abbiano fatto fare una gran brutta figura al Comune....." la brutta figura la passata Amministrazione l'ha fatta con il vendere una "porzione" di città, in una zona del centro storico, vicino ad un Museo, senza preoccuparsi eccessivamente del "dopo" !! L'ha fatta nel non coinvolgere la popolazione in un Progetto di architettura ed urbanistica partecipata, che obbliga i soggetti, coinvolti in opere che vanno a modificare gli assetti delle zone di interesse storico della città, a confrontarsi con chi la vive. La dignità di cui parla nell'articolo la Direttrice non la si recupera con un ricorso al TAR ma cercando di rimediare agli errori fatti, cercando per il futuro di far sì che di urbanistica e di riqualificazione della città se ne occupino persone che abbiano oltre a competenza, senso estetico, cultura e sensibilità ambientale. Piazzale Valdo Fusi insegna!! Grazie a Specchio per aver accolto lo sfogo...................con cordialità,

sabato 24 settembre 2011

Scanderebech lascia (di nuovo) l’Udc Pubblicato Venerdì 23 Settembre 2011 da Lo Spiffero

Ennesimo cambio di casacca per il pirotecnico Deo. Dopo un contrasto con Vietti passa a Fli. Sarà il nuovo coordinatore piemontese delle esangui falangi di Fini. In Sala Rossa, anche la figlia seguirà le orme paterne Un’altra giravolta per Deodato Scanderebech. Il cursus honorum del principe dei voltagabbana, del più celebre tra i vanverologi della politica si arrichisce di una nuova casacca, quella di Futuro e Libertà. Dopo aver militato, nell’ordine, in Forza Italia, nell’Udc, nel Pdl, in ultimo, ancora nell’Udc, passa alla corte di Gianfranco Fini. Nell’esangue formazione del presidente della Camera rivestirà il ruolo di coordinatore piemontese, prendendo il posto fin qui ricoperto dal commissario Aldo Di Biagio. Anche la figlia Federica, consigliere comunale torinese, è in procinto di lasciare le schiere casiniane per seguire le orme paterne. A originare la clamorosa rottura, a quanto pare, sono state le recenti manovre di Michele Vietti e del suo fido scudiero(crociato) Alberto Goffi verso il Pdl e la maggioranza regionale, operazioni che l’avrebbero scientemente escluso. Il nuovo approdo del pirotecnico Deo gli assicurerà, alle prossime elezioni, il mantenimento del seggio parlamentare? Si vedrà. In attesa della sentenza del 4 Ottobre che dovrebbe, secondo coerenza istituzionale rimandare a casa gli attuali attori della Giunta Regionale e portare al legittimo cambio al vertice regionale. Diversamente un dissanguante ri-voto.

mercoledì 21 settembre 2011

Convegno Ambiente e Salute a Torino: Sabato 8 Ottobre all'ECOMUSEO Urbano di via Dego 6

Torna la nostra associazione con un dibattito organizzato in collaborazione con l'associazione Alleanza Ecologica per l'Italia. Il tema è di quelli a noi particolarmente cari: l'Ambiente e la Salute in città. La partecipazione è libera e ci auguriamo numerosa e ricca di spunti. -La Linea 4 tranviaria che proponiamo venga prolungata sino a Stupinigi per evitare un' affluenza automobilistica altamente impattante -L'utilizzo di luoghi e piazze delle nostre circoscrizioni periferiche per l'organizzazione di grandi manifestazioni-parate : i 150 anni dell'Unità d'Italia dovrebbero anche servire per riqualificare e valorizzare le nostre periferie, senza intasare il centro distruggendo la pavimentazione delle piazze auliche, creando disagi per i residenti. -la sostenibilità nell'edilizia e nei trasporti: dall'Ecomostro della Mole bloccato e la Skyline dei grattacieli di Torino -Le navette elettriche per il Centro città ed i parcheggi di interscambio senza nuovi parcheggi in centro Di questo e di molto altro parleremo

sabato 17 settembre 2011

Torino diventa laboratorio urbano per una “città verde” settembre 14, 2011 Comunicati Stampa

A Torino per due giorni, il 24 e 25 settembre 2011, l’area pedonale di Via Maddalene e Via San Benigno, nella zona di Regio Parco / Piazza Abba, si trasformerà in un laboratorio urbano interamente dedicato al verde. Tecnologie a basso impatto ambientale, risorse rinnovabili, riciclo e riuso, sviluppo sostenibile. La green economy è il futuro oppure è già il presente? Chi ha ragione? Difficile dirlo. Ma se di solito la verità sta nel mezzo, allora è probabile che si tratti di in una fase di transizione: da un’economia basata su un modello di sviluppo insostenibile per il pianeta a uno sostenibile, innanzitutto low carbon. La svolta “green” deve però riguardare anche i grandi centri. Abitare responsabile: verde urbano, giardini, aiuole, cortili, erbe spontanee… La città “tutta verde” è il tema della prima edizione di un festival – laboratorio ambientato nello spazio pubblico che lega tematiche ambientali e arte contemporanea. Laboratori concepiti e condotti da artisti coinvolgeranno, come primi destinatari, i bambini e loro famiglie, per stimolare un’attenzione ai temi dell’ambiente e dell’ecologia con pratiche giocose che li possano vedere coinvolti in prima persona. Ettore Favini realizzerà alcune sculture ispirate al noto Arcimboldo, con frutta e verdura di stagione; Cosimo Veneziano guiderà alla scoperta dei semi; il laboratorio Innestare (condotto da VitaminaMamma) “disseminerà” invece di piccole e inaspettate apparizioni colorate, ritagliate e incollate, gli spazi urbani spesso troppo grigi della capitale sabauda. Lo spazio espositivo WE (Via Maddalene 40/b) ospiterà il progetto speciale Artificial Dummies, installazione video-generativa di ToDo – Interaction & Media Design, in cui strane forme organiche prendono vita, si riuniscono e fluttuano, esplorando un nuovo territorio. Nel corso dell’evento alcuni negozi dell’area Regio Parco aderiranno al progetto patrocinato dal Comune di Torino “babyfriendly” esponendo l’adesivo che li qualifica come amici dei più piccoli e delle famiglie. Il progetto è di Associazione Culturale Ladiesbela, realizzato con il contributo della Regione Piemonte, la collaborazione della Circoscrizione VI, Centro Interculturale delle Donne Alma Mater, e in parternariato con Babyfriendly. Media partner dell’iniziativa à la rivista Giovani Genitori. Tutti i laboratori sono gratuiti, su prenotazione all’indirizzo e-mail lacittatuttaverde@gmail.com (tel. 347.1575205 / 339.3222298), fino al raggiungimento del limite massimo previsto dalle singole attività.

Pd, Idv e Fini, unanime la richiesta: serve un nuovo governo, Berlusconi vada al Quirinale e si dimetta Commenta da www.ansa.it

Il Pd torna a chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio, dopo la pubblicazione parziale delle trascrizioni delle intercettazioni dell'inchiesta della Procura di Bari sulle escort. "L`Italia, con i suoi gravi problemi, non si può permettere - dice in una nota Davide Zoggia, responsabile Enti locali della segreteria nazionale del Pd, alludendo a una battuta del premier citata nel fascicolo giudiziario - un esecutivo che governa a tempo perso". "Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioni", conclude Zoggia. L'Italia, con i suoi gravi problemi, non si può permettere un esecutivo che governa a tempo perso. Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioni". Lo afferma Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd, parlando a nome della segreteria del partito. L’Idv: soldi dei contribuenti per le escort? - "Berlusconi deve dire agli italiani se, per far viaggiare le escort, si è avvalso dei voli di Stato pagati con i soldi dei contribuenti". E' quanto afferma il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. "E' già abbastanza indegno - spiega - che in un momento così difficile a guidare il Paese ci sia un 'premier a tempo perso'. Sarebbe oltremisura esagerato se, a questo, si aggiungesse anche il fatto che per i suoi festini privati Berlusconi mettesse anche le mani nelle tasche dei tartassati cittadini italiani. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione urgente alla presidenza del Consiglio dei ministri ed esigiamo una risposta nel più breve tempo possibile". "Il Paese, data la difficile congiuntura economica, ha urgentemente bisogno di un premier a tempo pieno", conclude Orlando. Fini: serve un nuovo governo - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, auspica che "all'interno della maggioranza finiscano col prevalere il buon senso e la decisione di dare vita a un altro governo". E per il leader di Fli "un altro governo presuppone, almeno per me, un altro presidente del consiglio . "Credo che, al di là delle dichiarazioni di questo o di quello - ha spiegato a margine del suo intervento alla festa futurista di Novedrate - gli italiani abbiano capito che così non si può andare avanti, anche tanti italiani che hanno votato per il centrodestra". "Personalmente - ha proseguito - spero che anche nell'ambito della maggioranza finiscano col prevalere il buon senso e la decisione di dare vita a un altro governo che abbia maggiore credibilità internazionale, che si occupi dell'economia e faccia uscire il paese da questa crisi".Con un altro presidente del Consiglio? gli è stato chiesto. "Un altro governo presuppone, almeno per me, un altro presidente del consiglio", ha concluso Fini Immagine dell’Italia offuscata - "Io non giudico, io dico che purtroppo l'immagine dell'Italia a livello internazionale si aggrava giorno per giorno e nessuno capisce quello che sta accadendo nel nostro Paese". Lo ha detto Fini a chi gli chiedeva di commentare l'intercettazione telefonica nell'ambito dell'inchiesta della procura di Bari in cui il presidente del consiglio Silvio Berlusconi affermava di fare il premier a tempo perso. "Nessuno capisce per quale motivo il presidente del consiglio dedichi buona parte del suo tempo a questioni che non sono relative alla lotta crisi economica e al rilancio dell'economia". Vendola: si chiuda questa pagina schifosa - Spero che quanto prima si possa chiudere questa pagina schifosa, che si possa dare all'Italia una traccia di speranza, una qualche prospettiva di salvezza". Lo ha detto il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, rispondendo a chi gli chiedeva di commentare la frase riportata in alcune intercettazioni nelle quali il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe detto 'faccio il premier a tempo perso'. "Io - ha aggiunto Vendola - spero che il presidente del Consiglio sia consapevole di quanto profonda sia la critica, il disgusto e anche il rancore che cresce nel Paese nei suoi confronti". "C'é un sentimento diffuso - ha proseguito - generalizzato, di indignazione nei confronti del premier. E non é un sentimento che nasca da un inappropriato esercizio di moralismo". Per Vendola questo sentimento "nasce dalla constatazione della ipocrisia profonda di una classe dirigente che è intenta prevalentemente a occultare i propri reati, a depenalizzarli, a sabotare i processi nei quali questi reati rimbalzano". L'Udc: Berlusconi sia generoso e si dimetta - "Il presidente del Consiglio faccia subito un gesto di generosità nei confronti degli italiani e si dimetta dal suo incarico. Si difenda nel modo migliore ma spinga il suo partito a iniziare una nuova fase politica dando l'occasione di arrivare a un governo di responsabilità nazionale". Lo ha detto il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, a margine di un convegno agli altipiani di Arcinazzo, località turistica tra le province di Roma e Frosinone. "La situazione è diventata davvero insostenibile - ha aggiunto Cesa - ed è necessario pensare di più agli interessi del Paese. Le forze politiche devono unirsi per affrontare le tante emergenze di cui soffre l'Italia", ha concluso il segretario dell'Udc. Rincara la dose Casini: "Per fortuna che esiste il capo dello Stato il quale da un lato svolge un'azione terza, dall'altra si assume un'azione di supplenza perche il Paese non é governato. Chi deve governare ha altre preoccupazioni. C'é un presidente del consiglio che non ha più voglia di governare, è un motivo sufficiente - ha detto Casini - perché vada a casa, non può pensare di ingessare il Paese". Romano: killeraggio contro Berlusconi - Leggere sui giornali conversazioni private totalmente prive della benché minima sfumatura riconducibile a ipotesi di reato èun esercizio che intristisce e che dà la misura del livello di barbarie raggiunto nel nostro Paese e della necessità di normare l'uso e sanzionare gli abusi inerenti la divulgazione e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche". Lo afferma Saverio Romano del Pid. "Nonostante questa sistematica e forse scientifica opera di killeraggio politico attraverso i mezzi di comunicazione - rileva Romano - il governo Berlusconi ha tutte le carte in regole per arrivare a quel 2013 a cui tutte le forze di maggioranza devono lavorare per portare a termine quelle riforme di cui il Paese ha veramente bisogno"

martedì 13 settembre 2011

La favola delle centrali sicure, articolo di Alfiero Grandi pubblicato da radio Articolo 1, della cgil nazionale

Incidente nella centrale nucleare a Marcoule, in Francia. La centrale è a soli 257 chilometri da Torino, ci riguarda da vicino. Per ora viene escluso il rilascio di radiazioni nucleari, speriamo che sia proprio così. Naturalmente ognuno di noi si augura che non ci sia rilascio di sostanze radioattive. Purtroppo contrasta con l’ottimismo delle versione ufficiale di Areva, che gestisce la centrale che lavora anche il pericolosissimo plutonio, la prudenza della Prefettura e dei Vigili del Fuoco che precisano che fino ad ora non ci sono stati rilasci, ma evitano di dare rassicurazioni infondate. L’incidente in Francia riporta alla mente quanto ha dichiarato il Governo giapponese nei giorni scorsi e cioè che il cesio radioattivo 137 rilasciato dalla centrale di Fukushima dopo l’incidente è 168 volte quello rilasciato dalla bomba di Hiroshima. L’incidente in Francia ripropone anche per l’Italia il problema del nucleare. Certo il referendum sul nucleare del 12/13 giugno scorso ha deciso che non verranno costruite nuove centrali in Italia, ma in Europa restano molti problemi perché la centarli ci sono in molti paesi. E’ vero che la Germania ha deciso di uscire dal nucleare entro il 2022, ma il Presidente Sarkozy guida lo schieramento che in Francia non vuole sentire ragioni e vorrebbe confermare la tradizionale scelta nucleare. Per fortuna il Partito Socialista Francese ha inserito nel suo programma per le Presidenziali del 2012 il superamento del nucleare, sia pure con molta gradualità. Per la situazione politica francese è una svolta di non poco conto perché la prima volta che un grande partito si presenta con questa posizione. Il Governo italiano, che ha fatto di tutto per imbrogliare i cittadini sul nucleare, ha dovuto prendere atto del voto massiccio delle elettrici e degli elettori italiani nel referendum e quindi il nostro paese non tornerà alle centrali nucleari. Tuttavia ci sono Ministri che con le loro dichiarazioni contraddicono il risultato del referendum e quel che è peggio il Governo nel suo insieme non fa nulla per porre il superamento del nucleare a livello europeo. Dopo il referendum del giugno scorso si pongono almeno tre questioni. La prima è la gestione delle scorie radioattive (comprese le centrali dismesse) ereditate dalla precedente avventura nucleare e da quel tanto che producono tuttora la medicina e la ricerca. Il rpoblema è del tutto irrisolto. La seconda è l’esigenza di chiedere una decisione a livello europeo per escludere le centrali nucleari dal nostro continente e in questa direzione il Governo italiano dovrebbe farsi interprete della volontà dei cittadini del nostro paese espressa con il referendum. Mentre il Governo sembra essere in una totale confusione, come provano anche le dimissioni del prof. Veronesi dalla Presidenza dell’Agenzia per la sicurezza. Nell’immediato il Governo deve pretendere tutte le informazioni necessarie per fare conoscere la verità alla popolazione sull’incidente in Francia e sulle eventuali misure da adottare con tempestività. La terza è avanzare una proposta di politica energetica in Italia che, partendo dall’esclusione del nucleare, prepari un’alternativa sull’energia fondata su efficienza e risparmio e produzione da fonti rinnovabili. Con l’obiettivo di sostituire entro il 2050 l’80 % dell’energia prodotta da fonti fossili, come ha già deciso di fare la Germania. Tra qualche settimana il nostro paese dovrà decidere la conferma delle misure di risparmio energetico che consentono la detrazione fiscale al 55 % che scade a fine anno. Il Governo ha già tentato di ridurla, come ha tentato di ridurre ulteriormente gli incentivi al fotovoltaico ed è esattamente il contrario di quanto c’è bisogno. Le difficoltà finanziarie potrebbero essere l’alibi per cercare di affossare queste importanti misure.

FIRMARE PER ABROGARE IL PORCELLUM, IN ATTESA DI UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Pochissimi sanno che entro il 30 settembre si può andare in Comune o in circoscrizione per firmare a favore del referendum che abroga l'attuale legge elettorale, quella che consente ai capi di partito di scegliere chi mandare in Parlamento. Se vuoi essere tu a scegliere chi ti rappresenti vai a firmare! Servono almeno 500.000 firme. Pochi sanno che è in corso questa raccolta di firme, fai girare il messaggio

sabato 10 settembre 2011

Governo tecnico? meglio le elezioni di Alfiero Grandi

Il Governo ha varato la quarta versione della manovra, il risultato non è migliorato, anzi. Fino a poche settimane fa il Governo negava l’esistenza di difficoltà nel far quadrare i conti pubblici, anzi il leit motiv dei discorsi della maggioranza era che l’Italia stava meglio degli altri paesi europei e non correva alcun pericolo di tipo greco. Ora, dopo la terza e ancora più dura manovra finanziaria in pochi mesi, per 2/3 di nuove entrate fiscali, il Governo sembra soddisfatto del solo fatto che la differenza tra i titoli pubblici italiani e quelli tedeschi sia più o meno di 350 punti, livello che fino a poco tempo fa era considerato una soglia impensabile e che invece comporta un aumento degli interessi da pagare sul debito del nostro paese di svariati miliardi di euro. Il Governo ha cercato disperatamente di riservare l’aumento dell’Iva per operazioni sul fisco e poi ha dovuto cedere e l’ha inserita all’ultimo nel decreto perché i numeri della manovra finanziaria non tenevano agli occhi della Bce - quindi dei mercati - che ha apertamente minacciato di smettere di acquistare i titoli pubblici italiani. Le mani nelle tasche degli italiani il Governo le ha messe, eccome. Ha cercato di evitare di non fare pagare i redditi più alti fino all’ultimo, poi ha dovuto adottare la foglia di fico che è la blanda misura che prevede un modesto contributo del 3 % sopra i 300.000 euro di reddito e per di più nulla ai redditi da capitale. Ha accettato di ridurre il taglio dell’indennità ai parlamentari che hanno altri redditi, in particolare avvocati e professionisti, di cui la maggioranza è letteralmente sovrabbondante. Il Governo ha adottato misure pesanti che in modo diretto o indiretto (attraverso l’aumento delle tasse regionali e comunali) peseranno duramente sui bilanci delle famiglie e in particolare sui redditi più bassi. Secondo i conti della Provincia di Roma almeno 3600 euro a famiglia. Quindi la manovra finanziaria è pesante quanto iniqua socialmente. Il Governo ha voluto ad ogni costo mantenere l’articolo 8 del decreto legge che fa una pesantissima incursione nel campo dei diritti dei lavoratori, al punto che ora Bonanni - dopo lo sciopero generale della Cgil - propone un patto tra i sindacati per non toccare l’articolo 18. In realtà questa proposta di Bonanni non risolve il problema di fondo che è l’indisponibilità a rivedere nei contratti aziendali le norme di legge e quanto previsto dai contratti nazionali senza previsione di deroghe. Bonanni dovrebbe avere il coraggio di dire che ha sbagliato ad accettare le posizioni di Sacconi che in questo modo sta tentando lo scasso del sistema di relazioni sindacali, che così diverranno del tutto dipendenti dalle decisioni delle aziende e che punta ad affossare l’accordo interconfederale dello scorso giugno. La Cgil ha il merito con lo sciopero generale di avere tenuto aperta la questione dell’articolo 8, costringendo tutti a fare i conti con questa norma del decreto che si dovrebbe occupare di conti pubblici, non di relazioni sindacali e di azzeramento dei diritti dei lavoratori. Sacconi tenta di distruggere quanto ha fortemente voluto quel noto estremista socialista che era il Ministro Brodolini. Perché altri lo stiano aiutando o non contrastando in questo incredibile obiettivo è (forse) un autentico mistero. Anche l’opposizione forse poteva tentare di ottenere qualcosa di più. So che è materia delicata, tuttavia se si può comprendere l’appello del Presidente della Repubblica a fare presto e possibilmente bene per alzare una diga contro la speculazione, si comprende meno perché non sia stato detto chiaro al Governo che la condizione per consentire un’approvazione celere di una manovra, già sbagliata di suo, era appunto lo stralcio dell’articolo 8, che con la manovra finanziaria non c’entra nulla ed è stato inserito lì perché in realtà il retropensiero del Governo era dall’inizio utilizzare il voto di fiducia per l’approvazione del provvedimento. Perché la confusione di posizioni nella maggioranza è tale che questo è l’unico modo per imporre la volontà del capo. Fuori da questo contesto il contenuto dell’articolo 8 difficilmente sarebbe passato. Se l’opposizione non se l’è sentita di bloccare l’approvazione della manovra con i mezzi parlamentari che ha a disposizione, anche correndo qualche rischio, e spiegando bene la ragione anche al Presidente, ora deve comunque sapere che prima o poi verrà il momento di costruire il programma di un nuovo centro sinistra e se vuole ottenere il voto dovrà impegnarsi senza ambiguità a cancellare questa norma che ha un carattere dirimente ed emblematico come poche altre. Se la cancellerà prima la Corte Costituzionale meglio, ma se non dovesse farlo per qualsiasi ragione è una scelta politica che verrà richiesta all’opposizione, senza ambiguità. Il Governo poi non ha messo nella manovra nulla per la ripresa e l’occupazione (sui fondi Fas ha solo tagliato un poco meno) e questo dà ragione a chi teme che tra pochi mesi dovremo tornarci sopra, perché i tagli selvaggi chiamano altri tagli, in una spirale che può essere lunga e drammatica. Questo Governo si è macchiato di gravissime iniquità sociali ed è incapace di pensare al futuro del paese. Se dedicasse alla ripresa il tempo delle telefonate di Berlusconi a Lavitola sarebbe già un passo avanti. Per questo occorre liberare l’Italia dalla tassa non scritta della presenza di questo Governo e di questo Presidente del Consiglio. Già così i mercati potrebbero essere più clementi con l’Italia. Si parla molto della possibilità di arrivare ad un Governo tecnico, nominato dal Presidente per finire la legislatura. Sarà, ma chi convincerà Berlusconi a mollare la presa ? Quando ha appena imposto ad Alfano di chiarire che sarà lui il candidato anche nel 2013 ? Giusta o sbagliata che sia, quella del Governo tecnico è una proposta che non regge, quindi l’opposizione deve attrezzarsi per puntare alla caduta di questo Governo e alle elezioni anticipate prima possibile. Meglio a novembre, come in Spagna. Altrimenti il lento consumarsi del nostro paese continuerà, con il serio rischio che restino ben poche energie per riprendersi. La legge elettorale è certamente un problema, ma ci si può sempre impegnare ad adottare modalità di scelta dei candidati dell’opposizione tali da ridurre il danno. Basta che i segretari rinuncino a nominare e accettino le indicazioni degli elettori. Del resto la permanenza di questo Governo è molto peggio.

lunedì 5 settembre 2011

LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO E' INIQUA E COLPISCE I CETI PIU' DEBOLI. Dichiarazione di Rino Giuliani vicepresidente dell'Istituto Fernando Santi.

Manifestazione CgilDomani in tutto il paese, fatti salvi i servizi essenziali, vi sarà lo sciopero generale di 8 ore dei lavoratori di tutte le categorie. Lo ha promosso la CGIL contro la manovra finanziaria del governo che è iniqua perché colpisce e rende più poveri larga parte dei cittadini- impiegati, operai e pensionati- che da sempre pagano le tasse e lascia indenne una fascia sociale di ricchi la cui consolidata e praticata propensione alla evasione ed elusione tributaria in questi anni ha sempre ricevuto attestati di comprensione da parte delle forze politiche di governo. Nella manovra a tutto tondo si colloca in particolare la previsione della possibilità di licenziare attraverso modalità che sono, peraltro, anticostituzionali. La gravità della condizione del paese a fronte della inadeguatezza e della estemporaneità delle ricette che a rotazione sono state presentate e ritirate ci fa comprendere le ragioni alla base del ricorso ad un atto, quale è appunto uno sciopero generale che non si decide a cuor leggero. Lo sciopero generale di domani rappresenta uno spartiacque fra chi sostiene il diritto dei cittadini ad avere un paese che riprenda a crescere dando futuro alle nuove generazioni e dignità ai pensionati per il limitato tempo che resta loro da vivere, e quanti pensano di non mettere mano alle cause interne della crisi seguitando a ballare, come si usa dire, nel salone delle feste di prima classe di una Italia/Titanic più marcatamente caratterizzata dall'accentuazione di profonde diseguaglianze sociali esistenti, dalla libertà di licenziare, dalla contestazione dei principii della Costituzione. Il giudizio sulle soluzioni che nel merito il governo viene formulando e sulle risposte che il movimento sindacale dovrebbe dare alle stesse, collocano da qualche tempo le tre grandi confederazioni sindacali su diverse posizioni. I lavoratori italiani, tuttavia, hanno bisogno di un movimento sindacale che non divida i lavoratori nei posti di lavoro ma che faccia unità al suo interno. Il senso di responsabilità rispetto a questo obiettivo che è un valore in sé, deve prevalere rispetto al pur legittimo diritto di salvaguardia della propria storia e della propria specificità . Un paese come il nostro, a fronte della straordinarietà ed eccezionalità delle decisioni che il governo dovrà assumere, consapevole del condizionamento che le stesse determineranno, per molti anni, sulle trasformazioni economiche e sociali, non può subire una manovra che viene presa senza la consapevolezza delle lacerazioni sociali che potrebbe produrre. Le forze politiche dentro e fuori del parlamento si assumano la responsabilità delle loro scelte. Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori per il loro ruolo di rappresentanza di interessi generali e non solo di categorie hanno il dovere di svolgere, in modo autonomo, il loro ruolo scegliendo le forme più efficaci. E' mia opinione che gli italiani nel mondo che da altre collocazioni geoeconomiche, in altri paesi vivono e subiscono il fallimento di un modello di sviluppo esasperatamente liberista, devono sentirsi partecipi della volontà del più antico e del più grande sindacato italiano di voler garantire e salvaguardare nel paese un mondo del lavoro nel quale i diritti ed i doveri abbiano pari cittadinanza, il sistema produttivo non sia soltanto il mezzo per fare profitto ma anche il tramite per dare speranza ai giovani oggi privi di prospettive e di opportunità che non siano precarie e con tutele giuridiche insufficienti. Il risultato dello sciopero generale promosso dalla CGIL deve essere un segnale forte per un cambiamento delle decisioni del governo con soluzioni fondate sulla equità redistributiva dei sacrifici. Il suo buon esito deve essere un richiamo a ritrovare insieme nel movimento sindacale la voglia di discutere insieme nei posti di lavoro ricercando insieme la promozione delle ragioni della unità e non quelle della sterile e dannosa concorrenza.

domenica 4 settembre 2011

Merlo (Pd) chiede nomina direttore Centro Produzione Torino E' importante avvena al piu' presto

(ANSA) - TORINO, 4 SET - ''Serve con urgenza un nuovo direttore per il centro di Produzione Rai di Torino. Un direttore capace, che conosca il territorio e che non riduca il Centro ad una semplice appendice di Roma e Milano''.Lo afferma Giorgio Merlo, parlamentare Pd e vice presidente della Commissione Vigilanza Rai. ''Confido nella capacita' del Direttore generale Lorenza Lei nel nominare al piu' presto il nuovo Direttore del Centro di Produzione Rai di Torino - dice Merlo - il centro torinese e' troppo importante per continuare ad essere vacante''. (ANSA). Un auspicio che anche la nostra associazione si sente di sostenere, per le gravi penalizzazioni sin ora subite dal Centro di produzione RAI di Torino, a scapito di altri centri.Ricordiamoci che la RAI nacque a Torino. Molti poi i giornalisti RAI Torinesi che lavorano in altre città che potrebbero ricoprire tale incarico.

sabato 3 settembre 2011

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60. Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito. Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali. MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata. ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo. Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO. documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani http://www.perlapace

giovedì 1 settembre 2011

L’alienazione mentale derivante dall’abuso di sostanze psicotrope e dall’assunzione di alcolici di Ezio Borghesio v.comm. di polizia di Torino p.3

E’ stato proprio il veronese Giovanni Serpelloni a parlare delle nuove droghe, ma anche dei vecchi problemi sociali e fisici legati alla tossicodipendenza, nell'ambito del recente congresso della Società italiana di Tossicologia, tavola rotonda su “Sostanze d'abuso: impatto sanitario e sociale delle nuove tipologie di consumo e delle Smart Drugs”. “Siamo già in allerta. Questo nuovo principio attivo è tanto più pericoloso in quanto potrà essere venduto liberamente negli smart shop, che ci sono anche sul territorio, sotto forma di prodotto alimentare”, ha spiegato Serpelloni, capo del dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio. “La percezione che ne avranno i ragazzi sarà quindi di una sostanza innocua. Invece, purtroppo, gli effetti sono pesanti e in parte ancora sconosciuti”, ha proseguito Serpelloni, spiegando che per ora in Italia sono stati accertati solo alcuni casi sporadici di ritrovamenti di Spice. Illustrando la potenziale pericolosità della Spice, Serpelloni ha fatto riferimento ad alcuni smart shop, definendoli “negozi in cui vengono venduti dai semi della cannabis ai manuali per coltivarla, a molte altre sostanze ed a tutti gli accessori per fumare e consumare la droga”. Al fianco delle nuove droghe, anche quelle vecchie continuano a destare preoccupazione. Ad essere consumate in modo massiccio, soprattutto dai giovanissimi, sono cocaina e meta anfetamine. Sostanze pericolose che mischiate a grandi quantità di alcol diventano un cocktail letale. Tanto più considerando che l'età dei consumatori si è abbassata. Il primo approccio è stimato intorno ai 13 anni. Tra le oltre duemila persone in cura al Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 20 ci sono uomini e donne di tutte le età, dai 15 ai 65 anni. “Tuttavia la fascia d'età più rappresentata è dai 20 ai 28 anni. E se consideriamo che, mediamente, una persona arriva ai servizi a 6, 8 anni almeno dalle prime assunzioni, si ha l'idea di quanto bassa sia l'età in cui i giovani hanno le prime esperienze con droga e alcol”, spiega Serpelloni; “Verona è tradizionalmente crocevia di spaccio e di traffici provenienti dall'estero. E la dispersione sul territorio di parte di questo grosso flusso di transito è inevitabile. L'eroina è ancora presente in modo massiccio. E a questa, si sono aggiunte anche le nuove droghe”. Perciò, la tolleranza zero nei confronti degli spacciatori è fondamentale. Ma pure chi compra droga anche in piccoli quantitativi e con pochi euro, deve assumersi la responsabilità derivante dal sapere che, in questo modo, sta finanziando il macrosistema criminale mondiale. Internet, tra i tanti ed indiscutibili meriti che gli si possono e devono riconoscere, in questi ultimi tempi e' assurto a nuovo mercato per le sostanze psicoattive, fornendo ai venditori la possibilità di offrire ad un vasto pubblico sostanze alternative alle droghe controllate. Lo rileva il Rapporto dell'Osservatorio Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze, sottolineando che il controllo del mercato online rappresenta un elemento sempre più importante per individuare le nuove tendenze delle droghe. In particolare, e' necessario concentrarsi sui rischi associati alle sostanze messe in vendita. I nuovi prodotti messi in vendita nel 2009 comprendono una gamma di prodotti a base di erbe da fumare e le cosiddette ''party pills'' (droghe ricreative) contenenti nuove alternative legali alla benzilpiperazina (BZP ). Vi e' stato, inoltre, un interesse crescente per i prodotti da fiuto o per le polveri a base di erbe. E che dire poi della cosiddetta “droga dello stupro”? Una nuova moda che gira di soppiatto nelle discoteche. Nei bicchieri di alcuni giovani, sopratutto ragazze, viene messa una particolare sostanza, il Ghb, sostanza inodore, insapore ed incolore che fa perdere i freni inibitori e ogni resistenza fisica, oltre a non lasciare, spesso, nemmeno il ricordo di quanto accaduto. Non risulta neanche particolarmente difficile procurarsene buone dosi. Se si vuole, si può comprare in farmacia. Come? Nel più semplice dei modi: con una ricetta non ripetibile, perché è un farmaco: c'è chi ne ha bisogno per cura. Se ne possono trovare tutte le indicazioni necessarie, per farsene quanta si vuole, nei newsgroup di discussione sulle droghe; oppure si può acquistare via Internet, basta chiederla; qui prosperano le farmacie on line. Da molti il Ghb è chiamata la droga dello stupro. In pratica si può essere drogati contro la propria volontà e senza neanche ricordarsi di quanto realmente accaduto. Si sono già verificati più di un centinaio di casi in Italia nel 2007, per la maggior parte nelle discoteche e nei locali notturni. Recentemente alcuni casi si sono verificati a Milano e Roma. Non a caso, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, il Ghb è stata definita la "droga dello stupro” anche se originariamente è, infatti, nata come sostanza per combattere l'alcolismo. Quindi attenzione! L'allarme è stato lanciato, sopratutto nei confronti dei molti frequentatori di discoteche e degli amanti della notte. Il sesso è parte della vita, ma quando è cosciente e libera unione di due persone. Il dubbio che rimane è che questo tipo di droga, proprio per gli obiettivi che si prefigge di raggiungere, rischierà di avere una facile e buona diffusione in molti ambienti, sopratutto giovanili, ma non solo. La sua diffusione sarà anche favorita dal fatto che, togliendo spesso anche la memoria di quanto accaduto, rende in pratica percentualmente molto elevata la possibilità di farla franca agli eventuali somministratori. Ma per tornare alla contestualità dei dati, secondo il rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe, siamo un popolo di “aspirapolvere“, un Paese fatto a strisce, altrimenti detto di sniffatori, “pippatori”, consumatori di cocaina. L’Italia ormai è un popolo di “borghesi borgatari”, come ha raccontato Walter Siti nel suo ultimo romanzo, Il Contagio. Il consumo di cocaina è una specificità dei Paese occidentali, dove si concentra in massima parte. L’Italia, insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito, si conferma uno dei Paesi a più alta prevalenza, mentre declina l’uso di cannabis e hashish. Le cifre sono abbastanza eloquenti: almeno 13 milioni di europei adulti hanno provato cocaina nella loro vita. Di questi, la metà sono giovani dai 15 ai 34 anni. Il che vuol dire che avranno grandi probabilità di provarla ancora, come conferma la crescita del consumo in tutta Europa, soprattutto nella fascia giovanile. Sono tre milioni quelli che l’hanno fumata o inalata nell’ultimo anno. Il fenomeno è talmente significante che, seguendo le piste di “bamba” e “bianca”, prenda forma la nuova sociologia del Paese. continua......................................