giovedì 29 luglio 2010

6 AGOSTO 2010 TUTTI AL CONCERTO DI BONO PER DIRE SI AL SOLARE




























http://eco-piemonte.blogspot.com/
Il Sole , una fonte inesauribile di energia è alla nostra portata. utilizziamolo. E' sicuro, pulito ed i costi degli impianti sono infinitamente più contenuti di quelli delle centrali Nucleari di 3 o 4 generazione. Venite allo Stadio delle Alpi per l Festa in Giallo del Sole

sabato 24 luglio 2010

No al Nucleare da VAS


















Nucleare: gravissima la decretazione di urgenza dell’8 luglio per riconfermare quanto bocciato dalla Corte Costituzionale nel giugno scorso.
Dichiarazioni di

Guido Pollice, Presidente Nazionale VAS
Riccardo Consales, responsabile nazionale VAS per il Nucleare
Antonio D’Acunto, coordinamento campano per il No al Nucleare

L’8 Luglio scorso è stato emanato il decreto legge n.105 avente ad oggetto “misure urgenti in materia di energia”, quale risposta alla sentenza della Corte Costituzionale del 17 giugno scorso che accoglieva il ricorso delle regioni contro il Governo su fondamentali questioni della reintroduzione del nucleare in Italia.
Il decreto legge è di una gravità estrema sul piano politico-istituzionale perché continua la strategia della imposizione violenta ed autoritaria del nucleare come attestano tutti gli atti finora fatti dal Governo Berlusconi, prima con il suo Ministro Scajola, costretto poi a dimettersi per altre faccende e poi da egli stesso come facente funzioni. Una scelta pesantissima, che va contro la maggioranza di una volontà popolare superiore all’80%, la si impone con una successione di colpi di mano in caotiche, confusionarie leggi omnicomprensive in totale assenza di una discussione vera in Parlamento con un conseguente voto vero sulla specificità della questione e con accordi economici separati con Società e Governi, in disprezzo totale di quella che avrebbe potuta essere una posizione diversa dello stesso Parlamento.E’ in tal modo che si distrugge la Democrazia e la fiducia nelle Istituzioni.
Il Decreto ultimo approvato ha dell’incredibile; in sostanza esso ripropone, accentuandole ulteriormente, le stesse cose che erano state contestate dalle Regioni ed accolte dalla Corte Costituzionale relativamente alla mancata intesa tra Governo centrale e Regioni, nomina dei commissari straordinari che conteranno di più di milioni di cittadini perché sostituiranno la corretta procedura democratica di programmazione, e si introducono norme a dir poco eticamente incomprensibili come quella della art 3. “In sede di prima applicazione non operano, per il Presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, le incompatibilita' di cui all'articolo 29, comma 13, della legge 23 luglio 2009, n. 99, nonche' agli articoli 1 e 2 della legge 13 febbraio 1953, n. 60, e, per i componenti dell'Agenzia diversi dal Presidente, le incompatibilita' di cui al predetto articolo 29, comma 13”, dovendosi sistemare alcuni che chiaramente sarebbero stati ineleggibili.
La motivazione della decretazione di urgenza rispetto all’iter normale della legge, che avrebbe significato una discussione di merito nei due rami del Parlamento, sta nella premessa: “ Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare provvedimenti riguardanti interventi urgenti ed indifferibili, connessi alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione di energia, che rivestono carattere strategico nazionale, nonché riguardanti l'avvio dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e il completamento del riassetto delle partecipazioni societarie dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A.” La risposta è stata data in anticipo dalla Corte nel dispositivo di accoglimento del ricorso delle Regioni “In concreto, però, quando un simile spostamento di competenze è motivato con l’urgenza che si ritiene necessaria nell’esecuzione delle opere, esso deve essere confortato da valide e convincenti argomentazioni”: Dove sono queste argomentazioni? Esiste una relazione allegata al decreto legge? La si renda pubblica ed allora apparirà nettissima, in maniera inconfutabile l’assoluta inesistenza di ogni motivo di urgenza ed indifferibilità.
Naturalmente il decreto accentua il conflitto e la lotta per la difesa della democrazia e la necessità di far conoscere al Paese le ragioni, di sicurezza, ambientali, culturali, scientifiche, economiche produttive del no al nucleare e la via nuova verso l’energia solare e le fonti rinnovabili.
Per la loro stessa credibilità il Decreto richiama anche le forze della opposizione, PD e IdV, ad una chiara , netta condanna politica sia del merito che della procedura della decretazione; a noi tutti una sempre maggiore unitaria mobilitazione.
Vorremmo concludere con una domanda al Presidente della Repubblica, che è il Presidente di tutti i Cittadini Italiani, anche di quella larghissima maggioranza contraria al nucleare ( fino a prova contraria): in che maniera il Popolo Italiano può far valere in maniera democratica il suo No al nucleare sia come centrali che come produzione di combustibile nucleare necessario per le bombe atomiche?

www.vasonlus.it

No Nuke Yes SUN aspettando Bono 6 Agosto 2010 Stadio Olimpico di Torino









Gli Ecologisti del Piemonte
rivolgono un accorato appello al leader degli U2 David Bono perchè aiuti i cittadini del Piemonte a dire NO al Nucleare presente qui, più che in ogni altra regione Italiana con centrali dismesse e depositi di scorie radioattive

e intanto anche i Nobel aiutano..............
Rubbia: Il nucleare in Italia? Non risolverebbe il problema dei costi energetici
Scritto in Fisica, Futuribile, Tecnologia


A chi propone la tecnologia delle centrali nucleari come unica risposta al problema di approvvigionamento energetico per l’Italia, Rubbia ha risposto con queste parole.

Carlo Rubbia«Dobbiamo tener conto che il nucleare è un’attività che si può fare soltanto in termini di tempo molto lunghi. Noi sappiamo che per costruire una centrale nucleare sono necessari da cinque o sei anni, in Italia anche dieci. Il banchiere che mette 4 – 5 miliardi di Euro per crearla riesce, se tutto va bene, a ripagare il proprio investimento in circa 40 – 50 anni.

«C’è un secondo problema: un errore che spesso la gente compie. Si pensa che il nucleare possa ridurre il costo dell’energia. Questo non è vero: un recente studio ha dimostrato, per esempio, che i costi per il nucleare in Svizzera continueranno ad aumentare.
I costi per il nucleare variano notevolmente da paese a paese: in Germania ha un prezzo di circa due volte e mezzo in più rispetto a quello francese. Ciò è dovuto al fatto che il nucleare in Francia è stato finanziato per anni dallo Stato, quindi dai cittadini. Ancora oggi, le 30.000 persone che lavorano per il nucleare francese sono pagate grazie agli investimenti massivi dello Stato. L’aumento del numero di centrali atomiche nel mondo in questi ultimi anni ha causato, inoltre, un considerevole aumento del costo dell’Uranio, che difficilmente tornerà a scendere. Il nucleare è dunque molto costoso, anche nel lungo periodo.

Centrale nucleare«Io penso che se davvero noi volessimo adottare il nucleare in Italia lo potremmo fare, ma dovremmo organizzare procedure di contorno per supportare questa iniziativa. La quantità di energia richiesta dall’Italia è paragonabile a quella francese. Se dunque volessimo produrre il 30% dell’energia elettrica con il nucleare, come succede anche in Spagna, Germania e Inghilterra, ci servirebbero 15 – 20 centrali nucleari. In pratica una per regione.
Ciascuna di queste centrali produrrà una certa quantità di scorie, un problema estremamente serio. In America la questione è di stretta attualità. Sia Obama che Clinton hanno affermato chiaramente che Yukka Mountain – il più grande deposito di scorie in USA – andrebbe eliminato per trovare un sito più adatto per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. La soluzione di isolarli e sotterrarli non è infatti efficace come si vorrebbe.

«Mi chiedo dunque: se non si riesce a risolvere il problema della costruzione di un inceneritore per riuscire a bruciare l’immondizia, come riusciremo a sistemare queste grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire?
In realtà, la risposta tecnicamente c’era per recuperare le scorie e renderle innocue. Io avevo un bellissimo programma per implementare questa tecnologia, per bruciare le scorie con gli acceleratori di materia. Il programma è stata bocciato e non finanziato dall’Italia, tanto da spingermi ad emigrare in Spagna».

La fuga dei cervelli e dei Nobel…

venerdì 23 luglio 2010

Il bambino inquinato: metropoli e malattie respiratorie in età pediatrica Luisella Zanino-Giorgio Diaferia


Una recente indagine epidemiologica condotta su tutto il territorio nazionale su una numero elevato di soggetti ha dimostrato che il 6% dei bambini in età prescolare può essere definito bambino con IRR (infezioni respiratorie ricorrenti), vale a dire che presenta più di 6 infezioni respiratorie/anno o più di 1 infezione/mese nel periodo di massima esposizione che va da ottobre a febbraio e che il numero di bambini affetti da asma bronchiale negli ultimi decenni è globalmente in aumento ( in Italia si calcola che la percentuale è destinata a sorpassare la soglia del 10%: un bambino su dieci). Ricerche epidemiologiche dimostrano inoltre che l’esposizione alle particelle inquinanti modifica la suscettibilità dei bambini agli allergeni, contribuendo all’insorgere di rinite allergica e asma. L’asma, costringendo a modificare stile di vita e seguire terapie complesse e costose per lunghi periodi di tempo, influenza pesantemente la vita del bambino e della sua famiglia. Si parla di una vera e propria malattia sociale. Dato ancor più preoccupante ci viene da un’indagine OMS, su dati relativi agli ultimi anni novanta, che valuta in circa 700 all’anno i decessi di bambini di età compresa fra 0 e 4 anni, dovuti a infezioni respiratorie acute attribuibili all’esposizione a PM10. A Torino, come in tutte le grandi città europee dove si effettua il monitoraggio del PM10, il 90% delle persone, bambini compresi, sono esposte a livelli maggiori da quelli indicati dall’OMS (20 μg/m3) e addirittura il 13% vive in luoghi dove viene superato il valore massimo dei 40 μg/m3. L’albero respiratorio del bambino è più fragile e suscettibile agli agenti inquinanti sia per ragioni di immaturità immunitaria che per ragioni di immaturità funzionale e fisiologica. Immaturità ed inesperienza immunologica sono legate alla fisiologica soppressione dei meccanismi immunitari che il bambino conserva fino ai due anni di vita, ricordo sia del trattato di non aggressione immunologica stretto con la madre durante la gravidanza sia della necessità di sviluppare tolleranza verso il self, l’ambiente che lo circonda. Il dato trova conferma anche nei soggetti adulti là dove, come dimostra una recente ricerca condotta dalla società Nomisma, che riporta i dati sui valori medi di concentrazione di polveri sottili nel triennio 2006-2008 delle prime 15 città italiane per popolazione da cui si desume che, oltre a Roma (40,4), le performance peggiori sono concentrate nelle città del Nord. Questa situazione, determina gravi patologie sanitarie che, nelle 15 città italiane più popolate fa stimare all'istituto bolognese di ricerca '5.876 decessi all'anno" prodotti da elevate concentrazioni di PM10. Di questi decessi, "534 sono riferibili ai tumori maligni della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni", mentre "se si considerano gli effetti acuti relativi a malattie del sistema circolatorio e respiratorio" il numero sale a 953. Un ulteriore dato parziale riferito alle città di Milano, Roma e Bologna dimostra che sommando i costi per ricoveri ospedalieri con gli extra costi delle terapie, perdita ore di lavoro e calo della produttività si raggiungono in totale 6,4 milioni di euro solo per queste tre città. Nei bambini le patologie respiratorie risultano pertanto CAUSATE dall’inquinamento atmosferico e non solo rese più acute dai fumi cittadini. Questo è anche quanto stabilito dall’ENHIS (European Environment and Healt Information System), nel documento dal titolo “Exposure of children to air pollution in outdoor air”, pubblicato il 20 ottobre 2008. Non solo: il dato più inquietante è che anche i feti sono sensibili all’inquinamento atmosferico. L’evidence attuale dimostra che i decessi per disturbi respiratori nel periodo neonatale possono avere una relazione causale con l’inquinamento dovuto alle polveri sottili, capaci di effetti negativi sullo sviluppo funzionale del polmone durante la vita fetale. I dati riferiti agli anni 1998-2002 e pubblicati nel 2008 (Registri Tumori (AIRTUM): I tumori infantili Rapporto 2008http://www.registri-tumori.it/PDF/AIRTUM2008Infantili/E&P2S_024_art1.pdf) evidenziano come i tassi di incidenza per tutti i tumori infantili nel loro complesso sono mediamente aumentati nel nostro paese del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, per ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più rispetto alla media europea. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare nei primi 12 mesi di vita l’incremento è addirittura del 3.2% annuo. Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via. Un gran bel brutto primato a cui occorre porre da subito rimedio. Sono quindi necessari interventi sulla mobilità urbana ed extraurbana che riducano drasticamente la presenza del traffico veicolare nelle città, che favoriscano solo mezzi pubblici a bassissimo impatto (metropolitane) e controlli sulle emissioni dei camini e dell’industria, mentre occorre proseguire con le piste ciclabili, il bike sharing e le pedonalizzazioni non solo nei centri storici. Pedonalizzare ha da sempre favorito il commercio, migliorando nel contempo le possibilità dei rapporti interumani. Occorre aumentare e curare il verde cittadino anche ricorrendo ai così detti “Tetti Verdi”, ma anche evitare che nuovi impianti di termocombustione possano scaricare in atmosfera urbana miliardi di nano particelle inquinanti. Per questa ragione , ed anche per seri motivi di microeconomia occorre puntare sempre più sulle 4 R nel settore rifiuti e sprecare e ridurre il consumo di energia, che va sempre più prodotta come il calore e il rinfrescamento da fonti rinnovabili a bassissimo impatto ambientale. Curiamo l’ambiente, tutelando nel contempo la nostra salute ed la qualità della vita. Questo un possibile slogan per le istituzioni che ci governano, da lanciare nelle nostre aree metropolitane e tra la classe medica in particolare.

Le future malattie transgeniche di FARMAGHEDDON da www.politicamente corretto.com


Si segnala il documento in WORD "Le future malattie transgeniche di
FARMAGHEDDON", tratto dal libro on-line "Mille Piante per guarire dal Cancro
senza Chemio", di
prossima uscita su INTERNET a DICEMBRE 2010

Tale documento in WORD, di poche pagine, è diffuso in via ECCEZIONALE,
fuori dal testo on-line del libro in INTERNET, a causa dell'estrema gravità
dei fatti di cui nel testo, e si prega pertanto di dare la massima
diffusione
a tale testo.

Questo documento, in WORD, è già uscito sui seguenti siti INTERNET

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=25901

http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php

http://salutenatura.org/e107_plugins/content/content.php?author.141

http://pdcimilena.wordpress.com/2010/07/19/farmagheddon/

http://www.altragricoltura.net/

http://mielomamultiploitalia.blogspot.com/

http://okitalia.net/friuli-venezia-giulia-06

Nota: sullo stesso argomento, vedi anche : "FARMAGHEDDON : La minaccia
delle piante OGM per produzione di farmaci" , del prof. PERRINO, documento
importantissimo, che è uscito su

nuovo sito che riporta il lavoro del prof. PERRINO

http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php

http://www.ecplanet.com/node/1591

RETE CIVICA di NAPOLI
http://it.groups.yahoo.com/group/noinc/message/13822

Sito INTERNET "Politicamente corretto" per gli ITALIANI alla'ESTERO
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=25569

sito INTERNET " LAVORO e SALUTE"
http://blog.libero.it/lavoroesalute/9050798.html

sito INTERNET: "Unità della SINISTRA"- Gruppo di Studio
http://it.groups.yahoo.com/group/unitadellasinistra/

sito INTERNET:
http://it.blogbabel.com/tag/mammiferi/

su un blog deditato al lavoro in ITALIA:
http://www.commercialpointjob.it/sicurezza/farmagheddon-la-minaccia-delle-
piante-ogm-per-produzione-di-bio-farmaci/

SU ALTRO SITO
http://www.freelists.org/post/inform_azione/PERICOLO-Piante-OGM-per-
produzione-
farmaci-colture-contaminanti

FORZA : diffondiamolo ancora di più........

mercoledì 21 luglio 2010

Fiorello Cortiana Ecologisti In morte della Natura. Salviamo i Parchi!

In questi giorni ognuno di noi sta pianificando, o già godendo, le vacanze estive. Certamente i parchi naturali sono parte degli itinerari di svago e di ricostituzione di una relazione consapevole con la natura e la storia, spesso sacrificate agli impegni e gli affanni della nostra quotidianità urbana. Sono oltre 300 i parchi regionali e nazionali che ci definiscono come “il Belpaese”, inclusi i parchi marini, le riserve, le oasi, i parchi botanici visitabili in Italia. Questi itinerari potrebbero rivelarsi lo scenario di una triste liturgia “in morte della Natura” perché i teatri naturali che li ospitano potrebbero non avere più custodi e cure. "Lo so che la manovra è stata licenziata dal Senato ed arriverà blindata alla Camera. Per questo il mio appello è per un nuovo provvedimento che possa reintegrare le risorse per i parchi". Così Ministro dell'Ambiente il Stefania Prestigiacomo al 'Corriere della sera' Se anche con un successivo provvedimento non verranno reintegrate le risorse " sarò costretta a chiuderne la metà". Cioè quelli che fanno riferimento al suo dicastero.I Parchi Nazionali sono costituiti da aree terrestri, marine, fluviali, o lacustri che contengano uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di interesse nazionale od internazionale per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi e ricreativi tali da giustificare l'intervento dello Stato per la loro conservazione.I Parchi Nazionali attualmente iscritti nell'Elenco Ufficiale delle Aree Protette (EUAP) sono 23 e coprono una superficie di circa 1 milione e quattrocentomila ettari (14.000 km²), circa il 5% del territorio nazionale.
Ai parchi storici come il Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise (1922), il Parco del Gran Paradiso (1922) il Parco del Circeo (1934), il Parco dello Stelvio (1935) il Parco della Calabria (1968) e dell'Aspromonte (1989) dagli anni '90 se ne sono aggiunti molti, tra cui il Parco delle Dolomiti Bellunesi, del Gran Sasso, del 4. Parco nazionale della Majella, del Gargano, della Val Grande, del Pollino, delle Foreste Casentinesi, dei Monti Sibillini , dell’Arcipelago di La Maddalena, del Vesuvio, dell’Arcipelago Toscano ,dell'Asinara ,delle Cinque Terre, del Golfo di Orosei e del Gennargentu, dell'Appennino Tosco-Emiliano, della Sila dell'Alta Murgia, della Val d'Agri e Lagonegrese. Un elenco che disegna una mappa dello stivale come patrimonio nazionale, un bene comune a noi e ai nostri figli.Cosa sta succedendo ai parchi italiani e perché adesso? E' di pochi giorni fa il documento definitivo contenente la strategia nazionale per la biodiversità, presentata a Roma il 22 maggio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica, in occasione Il contributo dell’Italia all'Anno internazionale della biodiversità, è contenuto in un documento che definisce la strategia nazionale per la biodiversità. Il documento è stato presentato un mese fa alla presenza del Presidente della Repubblica Nella parte dedicata alle aree protette, queste vengono definite “strumenti fondamentali ed irrinunciabili per le strategie di conservazione della biodiversità e del mantenimento dei processi ecologici del pianeta”. Un documento coerente con quanto affermato dall’Onu nella proclamazione del 2010 come Anno Internazionale della Biodiversità dove sottolinea che “la Conservazione deve costituire uno degli obiettivi primari da parte di tutti i responsabili”. In una modalità che non è altrimenti descrivibile come schizoide, mentre nella strategia nazionale per la biodiversità veniva previsto di supportare il sistema della aree protette con finanziamenti adeguati. In un accorato appello al Presidente Napolitano il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, insieme ai Presidenti dei maggiori parchi nazionali, ha richiamato l’importanza di questo patrimonio naturalistico come funzione attiva, perché le nostre aree naturali protette, tutelano i paesaggi, gli ambienti, gli ecosistemi, le specie di fauna e flora più preziosi del Paese, insieme a ricchissime testimonianze di storia e tradizione locale. Questi luoghi costituiscono memoria e retroterra della nostra identità comune. I ventitré Parchi nazionali hanno ricevuto fino ad ora, dallo Stato, circa 52 milioni di euro l'anno. Il costo di un caffè per ciascun cittadino. Una cifra che non ha consentito di dotare i Parchi Nazionali delle piante organiche previste e non ha permesso di garantire il funzionamento ottimale delle attività di conservazione, di vigilanza e di promozione. Il taglio di 25 milioni di Euro oltre che insensato si rivela non solo sproporzionato ma miope, perché non considera il peso turistico ed economico che essi generano. I Parchi Nazionali offrono oltre 9.000 strutture ricettive e oltre 353.000 posti letto pari rispettivamente al 7,8% e all'8,4% dell'offerta nazionale, ospitano 15.000 imprese turistiche (pari all’8% del totale Italia) e quasi 48.735 addetti , entrambi in crescita rispetto all’ultimo censimento ISTAT del 2001.
Il Centro Turistico Studentesco - CTS ha rilevato che il sistema parchi nel 2008 ha ospitato quasi 5 milioni di arrivi nelle strutture ufficiali e oltre http://www.facebook.com/l/f9e51xw2EgyA8y1eFUH9UHA4NgQ;23.000.000 presenze, con una crescita del 12% rispetto al 2003 Ancora poco, tuttavia, rispetto alle potenzialità: i turisti hanno infatti complessivamente occupato i posti disponibili nei parchi per sole 65 notti su 365. Inoltre l'elevato numero di case non abitate dai residenti mostra le maggiori potenzialità per una futura organizzazione del turismo basata sul concetto di ospitalità diffusa. Insomma i Parchi hanno un rapporto costo/beneficio altamente conveniente per la salute, lo spirito comune e l’economia, quanto basta a ripensare l’utilità di tagli sconsiderati. Per scongiurare questa compromissione del patrimonio nazionale, per evitare che queste preziose aree naturali possano tornare ad essere oggetto di speculazione e sfruttamento indiscriminato e per rispondere coerentemente alle indicazioni sulle politiche ambientali richieste dall'Unione Europea il popolo dei parchi è invitato il 23 luglio ad un sit in sotto il Ministero dell’Ambiente. Lo chiamano a raccolta l’UNIONE per i parchi e la natura d'Italia, l’Associazione nazionale personale aree protette, l’AIDAP Associazione italiana direttori e funzionari aree protette, l’AIGAE Associazione italiana guide ambientali, l’AIGAP associazione italiana guardie dei parchi e delle aree protette, l’ISTITUTO PANGEA , il WWF, MOUNTAIN WILDERNESS, PRO NATURA e ITALIA NOSTRA. E’ di buon senso aggiungersi.

domenica 18 luglio 2010

Ecologisti del piemonte: secondo incontro venerdì 23 luglio ore 17,30-23



Sede: Viale Seneca 58 Torino- sulla collina torinese
( Ponte UmbertoI°-Corso Fiume-Piazza Crimea -V.Sett.Severo -Villa Gualino-Ostello Gioventù -Viale Seneca.. casa Zanino con giardino al fresco..)
Malgrado l'estate incombente il lavoro prosegue
Dopo il positivo risultato del 1° incontro del 9 luglio e varie comunicazioni di interesse, sostegno,disponibilità ricevute da più parti ci sarà ancora un incontro pre-ferie ( venerdì 23, ultimo venerdì utile) sempre dalle 17,30 alle 23.


In "orizzontale", cioè tutti insieme, si affronteranno sei temi:
1) avvio stesura di manifesto-programma-appello su cui avviare in autunno l'adesione agli ecologisti del piemonte
2) promozione di varie azioni urgenti su base regionale contro la scelta nucleare
3) aggiornamento sul "federalismo fiscale" e sugli effetti che può avere su varie parti di "beni comuni" del territorio piemontese
4) organizzazione di un evento-festa di carattere regionale ( su un tema..?)
5 ) prime idee di contenuto e funzioni per un Portale degli Ecologisti del Piemonte (cosa deve fare?)
6) modi e forme nuove per aprire una o più sedi multifunzionali degli ecologisti (ecoHub) nella regione


Ognuno dei temi indicati avrà probabilmente un tempo medio di discussione non superiore a 45-50 minuti

Sarà utile continuare a raccogliere adesioni individuali, già aumentate, alla lettera da usare momentaneamente come "aggregatore d'intenti"

giovedì 15 luglio 2010

Regionali in Piemonte, il Tar ha deciso: le schede vanno ricontate




Ricorsi elettorali parzialmente accolti dal Tar Piemonte. Ammessi quelli presentati da Udc contro la lista "Al Centro con Scanderebech" e quello contro i Consumatori, liste di sostegno a Roberto Cota alle scorse regionali. Respinto il ricorso presentato dalla Federazione dei verdi contro i Verdi Verdi per Cota. Per entrambi i ricorsi ammessi, comunque, sarà necessario il riconteggio delle schede: in totale sono 15mila i voti di Scanderebech e consumatori. Lo scarto tra Bresso e Cota alle scorse regionali è di novemila voti.
Il problemi del riconteggio - Il nodo della questione è analizzare il voto degli elettori esaminando quanti hanno votato solo la lista, dichiarata nulla, e quanti invece hanno fatto il voto disgiunto, ovvero messo una seconda croce sul nome di Cota. Gli uffici elettorali hanno trenta giorni di tempo per farlo a partire dalla notificazione della sentenza. Per quanto riguarda il secondo ricorso, su presunte irregolarita' della lista "Pensionati per Cota", lista per cui è stato eletto il consigliere Michele Giovine, indagato per falso, il Tar ha dato ai ricorrenti 60 giorni di tempo per presentare la querela per falso, atto necessario per permettere al giudice di proseguire l'esame di merito. Per entrambi i ricorsi respinte tutte le eccezioni preliminari.
Cota: "Presenterò ricorso al Consiglio di Stato" - "Il risultato è chiaro: io ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al presidente. Comunque faremo ricorso al Consiglio di Stato": così il governatore del Piemonte, Roberto Cota. "Premesso che per la sentenza c'é il ricorso al Consiglio di Stato, che faremo, e premesso che devo ancora leggere tutto con attenzione - afferma Cota - io ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al presidente, che si attribuiscono in diversi modi, con voto congiunto e con voto disgiunto, in base a quanto prevede la legge. Proprio seguendo la legge - ribadisce - il risultato è chiaro".
Bresso: "Una decisione equilibrata" - "Dal dispositivo si riconosce la solidità degli impianti dei ricorsi" è il commento a caldo della ex presidente Mercedes Bresso. "Andare al riconteggio - ha detto - mi pare una decisione equilibrata, i cui effetti li vedremo nei termini stabiliti dai giudici". Per l'avvocato Luca Procacci, che assiste Cota, occorrerà "aspettare le motivazioni". "C'è comunque un aspetto positivo - ha detto - che è stato portato al centro dell'attenzione il tema dei voti assegnati al presidente. Dalle nostre verifiche abbiamo già visto che Cota non ha vinto grazie ai voti di lista, ma ha vinto per i voti dati direttamente a lui. Per questo confidiamo che il riconteggio confermerà la nostra tesi".
A ottobre la nuova udienza del Tar - La prossima udienza del Tar è stata fissata per il 7 ottobre, per quanto riguarda il ricorso su Scanderebech e i consumatori. Per quello sul caso Giovine si dovrà aspettare novembre. Le sentenze sui ricorsi sono arrivate dopo oltre quattro ore di udienza, dalle 15 di ieri alle 19 inoltrate, e sei di camera di consiglio. Il presidente Franco Bianchi ha letto il dispositivo all'una di notte. Estenuante e nervosa l'attesa nell'atrio di palazzo Stabri per i legali di Bresso, coordinati dall'avvocato Enrico Piovano, e di quelli di Roberto Cota, rappresentato da Luca Procacci. Pochi i politici presenti, che però sono andati aumentando col passare delle ore. C'erano anche i ricorrenti Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi e Luigina Staunovo, coordinatore nazionale dei Pensionati e invalidi per Bresso. Cota ha atteso a casa sua a Novara e Bresso a Barcellona, dove si trovava per una riunione del Comitato delle Regioni d'Europa.
Fonte www.tiscali.it

e noi a Torino?..........................................

Fiorello Cortiana July 15, 2010
Oggetto: i milanesi e le comunali 2011

Il sondaggio sugli Orientamenti dei cittadini milanesi in vista delle elezioni comunali del 2011, proposto dalla Rete Civica di Milano e realizzato da SWG, apre il confronto sulle Comunali 2001 sulla piattaforma sociale http://www.facebook.com/l/d9bd1xr5sfAtF2RtjES2Z2LMZqA;partecipaMi.it Non poteva essere scelto un momento più opportuno visto il positivo e dispiegato risveglio di tanti milanesi orfani di una politica. Sia il Manifesto per Milano, con gli incontri che ha generato, sia l'intervento di Giuseppe Guzzetti alla presentazione del rapporto annuale dell'Abrosianeum, sia la candidatura di Giuliano Pisapia proposta con un confronto pubblico, hanno messo in luce un'ansia di partecipazione e una potenziale riserva di dignità civica ambrosiana che fanno ben sperare affinché il confronto sul governo dell'amministrazione comunale metta al centro l'interesse generale della città e dei suoi cittadini e non simulazioni e simbolicità retoriche a copertura di interessi particolari ancorché consociativi. Il sondaggio di http://www.facebook.com/l/d9bd1xr5sfAtF2RtjES2Z2LMZqA;partecipaMi.it conferma questi segnali e ha il merito di definire alcune questioni che i milanesi ritengono cruciali e sulle quali si aspettano un confronto serio. In modo molto chiaro sgomberano il campo dalle preoccupazioni di presentare un candidato che sia diverso perché proveniente da un mondo ritenuto estraneo alla politica: pragmaticamente non ne fanno una questione di genere, di generazione o di fede religiosa, i milanesi vogliono competenza, onestà e capacità di ascolto e coinvolgimento dei cittadini, un candidato che conosca e viva Milano. E' la città come comunità ad essere al centro delle esigenze dei cittadini, infatti tra le competenze che richiedono ad un sindaco ci sono nell'ordine il sociale, il manageriale pubblico, l'ambiente e la cultura; quelle imprenditoriali, tecnico/scientifiche e manageriali private seguono a molta distanza. Così l'attenzione all'efficenza della amministrazione, il controllo della spesa pubblica ed i servizi sociali sono i sercvizi cui il sindaco dovrebbe prestare maggior attenzione. Università e ricerca, sostegno a persone e famiglie in difficoltà, sicurezza, politiche per gli anziani e innovazione sono le politiche economico-sociali che i milanesi vogliono vedere. Per le politiche ambientali, si aspettano interventi sull'inquinamento dell'aria, sulle aree dismesse e degradate, sui rifiuti e sul traffico. Queste sono questioni che rigurdano il terrotorio, le sue funzioni e la sua qualità, ma la maggioranza dei milanesi non sa nulla del PGT, il Piano di Governo del Territorio che tanto ha impegnato le diverse anime della maggioranza e l'opposizione. La città non è stata coinvolta ed informata. Poco più della maggioranza degli intervistati, il 54%, ritiene che il candidato sindaco andrebbe scelto attraverso le primarie. Dalle risposte degli intervistati apparre molto chiara la domanda di una città capace, come nelle proprie tradizioni, di offrire a tutti una possibilità di futuro e con chiarezza e senso dei tempi i milanesi chiedono una città capace di produrre valore, impresa e lavoro a partire dall'Università e dalla Ricerca, cioè dall'economia della conoscenza retroterra della Milano della moda, del design, delle fiere e della comunicazione. Ad un tempo, in modo molto determinato, chiedono alla politica di accompagnare la città e le sue generazioni a cogliere le sfide dell'innovazione come un'opportunità per tutti. I milanesi non vogliono essere residenti, spettatori di un teatro nel quale finanza, impresa, politici e mafie si contendono il futuro della città. Gli orientamenti esprimono cittadini che vogliono abitare la propria città in condizioni di qualità sociale ed ambientale, che vogliono farlo assieme come comunità e chiedono al sindaco, alla politica, di essere coinvolti ed ascoltati cioè forme di partecipazione informata. Per questo si aspettano un'amministrazione comunale organizzata al fine di rispondere insieme a queste esigenze. Gli orientamenti espressi rivelano una riserva di intelligenza e di disponibilità dei milanesi ad essere di nuovo un'opinione pubblica avvertita e partecipe che non può essere ridotta ad un ruolo di spettatori che, attraverso stampa e televisione, vedono affacciarsi i diversi candidati. Non dimentichiamoci che nelle ultime tornate elettorali, provinciali e regionali, pur a fronte di candidati che competevano con grandi investimenti in comunicazione e presenza mediatica, i milanesi hanno dato vita ad una nuova "maggioranza silenziosa": quella degli astensionisti. Nella città capitale dell'associazionismo e del volontariato, quindi di un investimento di tempo e di energie gratuito da parte di moltissimi, questo astensionismo non rivela ancora, fortunatamente, un disimpegno dall'interesse alla cosa pubblica e ad un urbanesimo di qualità. Solo un anno fa, il Prefetto aveva minimizzato la questione del crimine organizzato e il consiglio comunale non aveva costituito una commissione apposita in vista dell'EXPO, mentre oggi i milanesi assistono sgomenti ad una presenza organizzata ed ad una relazione con i politici e a un controllo sociale del territorio metropolitano che pensavano ci fossero solo nella Locride. Bene, la disponibilità a reagire rivelata dagli orientamenti espressi chiede alle persone di buona volontà di costruire processi partecipati di confronto sulle questioni concrete che riguardano Milano e il suo futuro. Io credo che le piattaforme sociali digitali possano essere uno strumento coerente e funzionale a questo processo e costituiscano una dimensione propedeutica ed intrecciata con le oocasioni di incontro e di confronto. Questa città si salverà dal baratro del malaffare solo se parteciperà tutta, non se farà da spettatrice anche al confronto più avvincente. In questo senso i 5 referendum per Milano (traffico, verde, Navigli, Expo senza speculazioni immobiliari, sviluppo delle energie rinnovabili) e le osservazioni al PGT costituiscono dei momenti di confronto e di partecipazione dei milanesi alla cosa pubblica. Momenti trasversali e aperti che, in sintonia con gli orientamenti espressi dai milanesi, richiedono una via ambrosiana alle comunali 2001 al di là degli schieramenti asfittici che hanno generato tante astensioni.