lunedì 28 marzo 2011

E' ora che il Sole dell'Ecologismo splenda anche in Italia



ALLEANZA ECOLOGICA ASSEMBLEA NAZIONALE Roma – 9 aprile 2011 – ore 10

“Ambientalisti del Buongoverno”

Un caldo invito a partecipare a tutti i simpatizzanti di Torino Viva per portare le nostre ragioni del buon governo, dell'ecologismo nel fare politica. Non è più possibile che l'Ecologismo governi e si affermi in paesi occidentali Europei e da noi sia poco più di un 0 virgola. Dobbiamo battere la supponenza e l'arroganza di chi crede sia praticato da gruppi di estremisti, snob, fricchettoni e alternativi.

Parteciperà all’Assemblea il Presidente di Alleanza per l’Italia, Sen. Francesco Rutelli

Hotel Massimo D’Azeglio
Salone Risorgimento
Via Cavour, 18
00184 – Roma
Per ogni informazione rivolgersi a:
Marella Narmucci
Cell. 338 4220168
Sede Nazionale di Alleanza per l’Italia 06 91712000
Siete pregati di confermare la vostra presenza rispondendo alla seguente mail:
info@alleanzaecologica.com

domenica 27 marzo 2011

Meltdown elettorale per Merkel, Verdi volano Fonte Ansa.it


BERLINO - La Cdu della cancelliera tedesca Angela Merkel ha perso uno dei suoi Land più importanti, il Baden-Wuerttemberg (Sud), dove governava da circa 60 anni, e la sua alleata nella coalizione federale - la Fdp - è uscita dal Parlamento della Renania-Palatinato (sudovest): spinti dalla protesta contro l'energia nucleare, i Verdi si sono aggiudicati le elezioni odierne in entrambe le regioni - dove formeranno alleanze con la Spd - e per la leader conservatrice il futuro diventa molto più incerto e difficile. La Merkel, secondo alcuni osservatori, non può che prendersela con sé stessa per questa debacle, in gran parte legata alla sua controversa politica sul nucleare, ma anche alle recenti decisioni sulla Libia. Da una parte, c'é l'astensione della coalizione al voto del Consiglio di sicurezza Onu sull'intervento militare contro il dittatore Muammar Gheddafi; dall'altra, c'é la clamorosa rapida marcia indietro sull'energia atomica. Entrambe le decisioni, secondo l'opposizione, sono state prese per moti di "convenienza elettorale". E' stata proprio la protesta contro il nucleare a contribuire di più al successo dei Verdi, oltre ogni aspettativa.
Il partito guidato da Claudia Roth e Cem Oezdemir è volato al volato al 25% nel Baden-Wuerttemberg, più del doppio rispetto all'11,7% del 2006, ed è passato dal 4,6% al 15,4% nella Renania-Palatinato (secondo i primi exit poll). Risultato: nel Baden- Wuerttemberg, uno dei due Land tedeschi che conta sei voti nella Camera alta dei rappresenti regnali (il Bundesrat), i conservatori della Merkel escono dal governo dopo 59 anni: per la Cdu, che dal 2006 è potere con la Fdp, si tratta di una sconfitta storica. Insieme alla Fdp, ha ottenuto solo il 44,1% contro il 54,9% del 2006. Allo stesso tempo, i Verdi possono formare una nuova coalizione con la Spd (che è scesa lievemente dal 25,2% del 2006 al 23,5%), avendo ottenuto insieme una maggioranza del 48,5%. In particolare, questo Land potrebbe vedere l'ascesa alla poltrona di governatore del primo esponente Verde regionale del paese, Winfried Kretschmann. Per molti esperti, le elezioni di oggi - soprattutto quella nel Baden- Wuerttemberg - sono state un referendum sulla leadership della Merkel. Non a caso, i risultati di questi voti regionali peseranno non poco sul futuro della coalizione a Berlino. A cominciare dalla posizione del leader della Fdp, il ministro degli Esteri e vice cancelliere Guido Westerwelle, che potrebbe essere spinto alle dimissioni. Un'eventualità, questa, che costringerebbe la Merkel a un umiliante rimpasto di governo dopo l'uscita forzata dell'ex ministro della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg per lo scandalo della tesi di dottorato copiata. Oggi Westerwelle non si è pronunciato sul suo futuro politico, limitandosi a dare tutta la colpa al nucleare.
"E' stato un voto sul futuro del nucleare - ha commentato a caldo -. Abbiamo capito". E poi: "Per noi Liberali questa è una serata difficile. Abbiamo perso queste elezioni". Anche secondo il leader della Spd, Sigmar Gabriel, "oggi, è stata presa la decisione definitiva sulla fine dell'energia nucleare in Germania". Una conclusione, questa, che forse la Merkel ha tratto troppo tardi. Dopo mille incertezze ed esitazioni di fronte al disastro di Fukushima, infatti, la cancelliera ha auspicato solo questa settimana un'uscita dal nucleare il prima possibile. Ma la marcia indietro non è servita a salvare la Cdu dal baratro nel Baden-Wuerttemberg. Anzi, molti commentatori sono convinti che ha solo aumentato la crisi di credibilità della leader. Tanto che anche ieri centinaia di migliaia di tedeschi sono scesi in piazza per chiedere l'abbandono immediato di questa forma di energia.

sabato 26 marzo 2011

TUTTI I GIOVEDI E SABATO ALLE 22.30 su 4Rete TV (Ch. DgT 11) : ANTROPOS
















La trasmissione a cura della Redazione di EcoGraffi (www.ecograffi.it) che parla di Ambiente, Salute e Società

In streaming su www.quartarete.tv

VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!


SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia. Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua.Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all'utilizzo delle fonti rinnovabili.Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.Una manifestazione aperta, allegra e plurale.
Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.
E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.
Perché solo la partecipazione è libertà.

mercoledì 23 marzo 2011

Greenpeace Dal nostro team a Fukushima: “Evacuare subito la popolazione” 28 marzo, 2011


La nostra squadra di radioprotezione è arrivata nella zona di Fukushima. Ieri nel villaggio di Iitate, a 40 km a Nord-Ovest della centrale - e a 20 km oltre la zona ufficiale di evacuazione - abbiamo trovato livelli di contaminazione tali che la popolazione, soprattutto donne incinte e bambini, deve essere evacuata subito.
A Iitate i nostri esperti hanno rilevato tra 7 e 10 micro Sievert per ora (µS/h). Questi valori si riferiscono alla sola radioattività esterna e non considerano il rischio aggiuntivo causato da inalazione e/o ingestione di particelle radioattive. Vivendo in quest’area, in soli cinque giorni viene superato il limite per la dose annua che è di 1000 µS/h.
Stare a Iitate non è sicuro. Le autorità giapponesi lo sanno ma non fanno niente per proteggere gli abitanti né per informarli dei rischi che corrono. Devono definire immediatamente zone di evacuazione intorno alla centrale di Fukushima in base ai valori di radioattività effettivamente presenti nell'area. Ancora duemila persone, inoltre, starebbero ancora nell'area di massima esclusione.
Gli effetti che la ricaduta radioattiva avrà sulla popolazione locale sono preoccupanti. Un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania al Dr. Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l'incidente alla centrale giapponese di Fukushima ha già rilasciato abbastanza radioattività da essere classificato di livello 7, secondo l’nternational Nuclear Event Scale (INES). 7 è il livello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo a Cernobyl.Stando alle ultime notizie, il Primo Ministro giapponese sapeva del rischio di fusione del nocciolo dal primo giorno dell'incidente, ma ha autorizzato lo scarico di vapore dal reattore solo due giorni dopo, aumentando probabilmente i danni al combustibile nucleare e al sistema di raffreddamento.
Oltre a fare chiarezza sui reali rischi di questa crisi nucleare, la migliore mossa per il Giappone e per tutti i governi è smantellare subito le centrali nucleari e investire in efficienza e rinnovabili.
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martedì 22 marzo 2011

TRASFORMISMO POLITICO E COERENZA

Il Deputato Marco CALGARO, l’Assessore Marco BORGIONE e il Capogruppo al Comune di Torino Gavino OLMEO aderiscono all’UDC.
www.marcoaddonisio.it

In vista delle immninenti elezioni comunali, confermano il loro totale impegno per il progetto del NUOVO POLO PER L’ITALIA e il sostegno a favore del candidato sindaco di Torino Alberto MUSY.I tre amministratori torinesi, considerata la loro storia e la caratterizzazione che stanno assumendo i gruppi fondatori del Nuovo Polo, ritengono che l’UDC di Pierferdinando Casini sia la loro naturale collocazione politica. Infatti, già alle elezioni regionali del 2010, sia Olmeo che Borgione sono stati candidati nelle liste dell’Unione di Centro.Naturalmente confermano, anche per questi ultimi mesi di mandato, il loro pieno sostegno al Sindaco Sergio Chiamparino della cui maggioranza fanno parte fin dal 2001.Insieme a Calgaro, Borgione e Olmeo, annunciano la loro adesione all’UDC i Consiglieri di Circoscrizione: Vittorio Appiano, Marino Campobenedetto, Gaetano De Dato, Giuseppe Laino, Antonino Loddo, Vito Lotito e Aldo Moioli.

sabato 19 marzo 2011

Sul nucleare il Governo come Macbeth: vuole ingannare il mondo di Alfiero Grandi


Il Governo ha finalmente capito che stava andando contro vento. Mentre il mondo intero si stava interrogando e preoccupando e modificando gli orientamenti precedenti sul nucleare, i Ministri italiani dichiaravano con ridicola arroganza che l’Italia avrebbe continuato nella realizzazione del programma previsto, come se il disastro in Giappone non ci fosse stato. Eppure la tragedia del Giappone ha dimostrato che il terremoto e il maremoto sono avvenimenti eccezionali ma a questi imponderabili eventi naturali si è aggiunto l’utilizzo improvvido di una tecnologia pericolosa in sé come quella nucleare, che non è possibile mantenere in sicurezza di fronte ad avvenimenti di questa portata.Dalla Cina agli Stati Uniti, all’Europa oggi tutti si interrogano di fronte al precipitare della situazione in Giappone e i pesanti interrogativi sul nucleare sono emersi anche in settori che pure in precedenza erano decisamente schierati per il nucleare.Qualche ora dopo i toni e le parole dei Ministri italiani sono cambiati. Qualcuno deve essersi accorto che l’opinione pubblica era di avviso ben diverso. Perfino la tanto vituperata Europa, che il Ministro Maroni ha attaccato un giorno si e l’altro pure sull’immigrazione, è diventata nelle parole dei Ministri un punto di riferimento per le decisioni da prendere in Italia in materia di nucleare.Questo conferma non solo la forzatura che è stata compiuta facendo approvare la legge 99/2009 con il voto di fiducia, ma anche il modo quanto meno approssimativo con cui il Governo si è mosso per reintrodurre in Italia il nucleare, malgrado i referendum del 1987 avessero espresso un parere contrario con maggioranze fino all’80 %. Voto di fiducia per fare approvare la legge, Regioni relegate ad esprimere un parere che il Governo potrebbe ignoarare, Comuni e cittadini praticamente senza diritto di parola, centralizzazione delle scelte di localizzazione, militarizzazione dei siti scelti per costruire le centrali: sono i passaggi principali dell’avventura nucleare voluta dal Governo italiano.Le dichiarazioni improvvide e presuntuose di Veronesi e Testa sul nucleare che - a loro dire - sarebbe sicuro sono rimaste sepolte dal disastro nucleare del Giappone e dalle limpide contestazioni del premio Nobel Carlo Rubbia.
Ora il lavoro per vincere il referendum abrogativo sul nucleare e sugli altri quesiti come l’acqua bene pubblico deve proseguire senza tentennamenti, per portare a votare la maggioranza delle elettrici e degli elettori e per fare abrogare questa legge che vorrebbe portare il nostro paese in un’avventura assurda. Solo così potremo stare tranquilli.Non bisogna dimenticare quanto Shakespeare fa dire a Macbeth: andiamo ad ingannare il mondo. Questo è il vero atteggiamento del Governo. Non può più negare l’evidenza, tuttavia cerca di correre ai ripari e di difendere l’avventura nucleare affermando 2 assurdità. La prima è che il nucleare sarebbe economicamente conveniente e non è vero. Il Ministro Romani faccia bene i conti. Sa che in Finlandia solo per stoccare le scorie radioattive in un sito lo Stato sta spendendo almeno 3 miliardi di euro ? Per di più l’interramento delle scorie è una scelta che Usa e Francia, paesi nucleari di vecchia data, per ora non azzardano completare, infatti preferiscono tenere le scorie radioattive protette in superficie e studiare ancora prima di interrarle per 100.000 anni come dicono i finlandesi. Del resto la storia umana conosciuta è 5/6.000 anni.
Il Ministro Romani sa che una centrale Epr, modello proposto in Italia, costa 8 miliardi di euro e con questi costi, aggiungendo le scorie e lo smantellamento, l’energia elettrica prodotta costerà molto di più delle altre fonti energetiche tradizionali, perfino dell’eolico ? Inoltre dove sarebbe la promessa autonomia energetica dell’Italia ? Dovremmo importare tutto, dalle tecnologie nucleari sofisticate all’uranio, peraltro disponibile solo per alcuni decenni.
Costi a parte (è dimostrabile che il nucleare è una scelta non conveniente come dimostra il fatto che i privati non investono senza aiuti pubblici) la questione principale è la sicurezza. Non basta il giochetto di chiamare una centrale di terza generazione o anche di quarta per renderla sicura. Il nucleare è intrinsecamente una tecnologia non sicura. Non solo quando ci sono incidenti terribili come quelli del Giappone. Anche incidenti meno gravi colpiscono la vita e la salute delle persone. Inoltre sono stati rilevati seri problemi anche durante il normale funzionamento delle centrali. Durante il normale funzionamento ci sono emissioni di radiazioni su cui c’è una sorta di congiura del silenzio. Queste radiazioni fanno male e in Germania uno studio su incarico dello Stato ha dimostrato che le leucemie nei bambini entro 5 chilometri dalle centrali aumentano di 2,2 volte. Più si è distanti meglio è. Non a caso è stata decisa un’area di evacuazione in Giappone. Perché le radiazioni colpiscono in rapporto al quadrato della distanza. Quando qualcuno afferma che tanto le centrali nucleari sono a 200 chilometri dal confine italiano dimentica di dire che questa è una maggiore sicurezza per il nostro paese, insieme alle Alpi che in certe circostanze proteggono l’Italia almeno in parte.
In realtà il Governo, da buon gattopardo, cerca di non cambiare nulla e si limita ad affermare che rifletterà meglio sulla sicurezza. L’unica centrale nucleare sicura è quella non costruita e quindi o il Governo abroga in parlamento la legge 99/2009, oppure si deve andare al referendum, senza pasticci. Del resto il referendum - per fortuna - è un meccanismo automatico e finchè questa legge è in vigore vive non può essere fermato.Questa è una garanzia per le elettrici e gli elettori contro il tentativo di togliere loro il diritto di esprimersi e di bloccare definitivamente il nucleare, come il Governo ha già tentato di fare rifiutando l’abbinamento dei referendum con le elezioni amministrative.Niente trucchi: il Governo deve ritirare la legge, altrimenti si va ai referendum e si vota.

Delusione del 26 Aprile in Torino di M.Panichi

Al Valentino il “Viale Medaglie d’oro” corre parallelo al Corso Massimo D’Azeglio partendo dal piazzale Duca d’Aosta in direzione Corso Vit...