
Torino e la sua Area Metropolitana.Una città Europea, in salute, sicura, facile da vivere, che sappia offrire opportunità di lavoro a tutt@Una città della cultura, ecologica, pensata anche per i tempi degli anziani e delle persone in difficoltà.Città della ricerca, dello sport,con trasporti pubblici finalmente efficienti, servizi sanitari efficaci.Che valorizzi le periferie,laboratorio dell'innovazione green, capitale del cibo di qualità e sicuro e delle energie rinnovabili.
venerdì 29 maggio 2015
mercoledì 27 maggio 2015
lunedì 25 maggio 2015
IL MAGGIO SPAGNOLO di Giorgio Diaferia
Da Indignados a Podemos, con qualche distinguo il movimento popolare dal Maggio 2011 ad oggi è diventato partito politico, che si dice disponibile, a differenza dei nostri 5 Stelle, a dialogare con altre forze politiche, seppur di sinistra. Il risultato elettorale della Spagna dimostra che il tempo del Bipartitismo, almeno in Spagna, è finito e che il populismo di sinistra in Spagna punta a governare il paese. Primo partito a Barcellona, secondo ad un soffio a Madrid, con una pesante penalizzazione del Partito Popolare del Primo ministro Rayoi. La gente non ne può più di caste, vitalizi, pensioni d'oro, dell'atteggiamento presuntuoso e spocchioso dei politici. La ridistribuzione della ricchezza grazie alla cancellazione delle gravi ingiustizie sociali, va messa al centro dei partiti politici. Esiste una giustizia ingiusta che insegue i deboli e mantiene privilegi per sè. Forse il nascituro in embrione movimento di Civati potrebbe raccogliere nuova linfa per prendere coraggio e iniziare la sua discesa in politica. Gente nuova non vuol dire giovani, vuol dire faccie nuove, vuol dire non confondere tra innocenti imputati e condannati in via definitiva, ha bisogno di persone competenti e desiderose di fare il bene della collettività non di sè stessi.Serve più lavoro per tutti e pensioni sociali degne di un paese civile.E poi finalmente dedicarsi alle politiche di prevenzione primaria e di tutela dell'ambiente, ma non come slogan, come modo di vita.
domenica 24 maggio 2015
Opinioni di un cittadino torinese automobilista da valutare e/o trasferire al candidato per il Consiglio Comunale del capoluogo Marzio Panichi
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E’ sorprendente constatare come i muri e le facciate della Città di Nizza non siano assolutamente imbrattate di scritte multicolori e multiformi mentre invece la nostra città porta segni molto vistosi di tale demenziale attività da parte di sconsiderati che talvolta vengono anche definiti “artisti del Murales”.Immagino che la municipalità francese abbia delle misure deterrenti più efficaci delle nostre oltre che un maggior senso civico.
Sempre da cittadino della strada ho raccolto i malumori di tanti condomini o di molti amministratori di edifici pubblici scolastici, religiosi, ospedalieri i quali, periodicamente, devono stanziare reiteratamente risorse economiche per ripulire le parti basse delle loro facciate.
Da automobilista, ma anche da pedone mi viene di osservare che anche i “ciclisti” torinesi non brillano per disciplina ed educazione stradale. Chiedo a chi guida per esempio, quante volte hanno rischiato di investire un ciclista di notte perché sprovvisto di luci anteriori o posteriori o di aver incrociato ciclisti contromano. Per non parlare di quelli che pedalano senza mani, telefonando, o sui marciapiedi o sotto i portici e via di seguito.. Altri esempi ne vediamo tutti i giorni! Che fare? Le contravvenzioni ad un velocipede senza targa non sono pensabili, l’unica chance è puntare sulla formazione dei ciclisti per tramite di corsi comunali obbligatori sulle norme del codice della strada.
Forse non è giuridicamente facile far approvare l’obbligatorietà della frequenza ai corsi però qualunque modo possa tornare utile per ottenere un maggior rispetto delle norme della circolazione potrà essere apprezzato dalla cittadinanza automobilistica e dai pedoni. Da ultimo considererei anche che il ciclista è un fruitore della strada con tanti rischi per la propria sicurezza ed è molto esposto ai cosiddetti “incidenti della strada”, lo dimostrano le statistiche ospedaliere, dunque perché non richiedere l’uso obbligatorio di un casco?
Consapevole di aver toccato temi di scarsa importanza politica sono però sicuro di interpretare il desiderio di molti concittadini che si accontentano di veder risolti almeno i problemi più semplici della vita cittadina quotidiana.

lunedì 18 maggio 2015
A cena con il senatore Stefano Esposito
domenica 17 maggio 2015
CANAPA E FRACASSO resoconto di una cittadina

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