domenica 24 gennaio 2010

23 gennaio 2010 Un'altra Italia è possibile "aria nuova in città" passiamo dalle parole ai fatti


Parlare prima di tutti ai cittadini che vogliono stare bene, confrontarsi con l’obiettivo, se possibile, di ricreare un gruppo ecologista unito. Con questi intenti l’Associazione Torino Viva, in collaborazione con il Gruppo Cinque Terre, ha organizzato sabato 23 gennaio il convegno “Un’altra Italia è possibile” – Aria nuova in città.Tanti i relatori, in linea con la logica dialettica con cui il movimento culturale e politico fondato da Giorgio Diaferia ed Emanuela Rampi si è proposto fin dal 25 novembre scorso, quando si è presentato ufficialmente. Al cinema Empire in piazza Vittorio a Torino non sono però mancate anche persone desiderose di ascoltare proposte e soluzioni concrete, deluse da un apparato politico che pare basarsi su un sistema etico in cui spesso i problemi più gravi sono assenti.
«L’opinione pubblica – ha spiegato il presidente di Torino Viva Giorgio Diaferia in apertura – si basa su tg nazionali e quotidiani, che danno spazio alla pericolosità delle centrali nucleari, ad esempio, con un ragionamento che si sposa con il catastrofismo ambientale, ma non a una politica e uno stile di vita di prevenzione e conseguente benessere. Noi siamo qui per costruire, non per distruggere». L’incontro si è aperto non a caso con Lipdub, video-manifesto di Europe Ecologie, coordinamento politico creato in Francia nel 2008, che alle ultime elezioni europee ha raggiunto il 16,28 % di voti a livello nazionale, il più alto risultato mai realizzato.
Un successo possibile in Italia? Gli organizzatori e i partecipanti al convegno pensano che sia doveroso perlomeno provarci, proprio in un momento di crisi globale come questo, dove diventano sempre più urgenti interventi in difesa dell’ambiente, della salute e dei soggetti deboli.
L’incontro si è articolato in due parti. Alla prima, coordinata di Giorgio Diaferia, sono intervenuti Maurizio Di Gregorio dell’Associazione Fiorigialli Roma – GCT, Luisella Zanino di Torino Viva e il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.
Partendo dalla felice esperienza francese, ben esemplificata dall’energia che comunica il filmato di Europe Ecologie, Di Gregorio ha invitato a un cambiamento di prospettiva che ormai si rende necessario: «Abbiamo un patrimonio enorme di potenzialità, ma si dovrebbe essere disposti a mettersi in discussione e avere il coraggio di compiere gesti di rottura. Dobbiamo ricominciare il cammino verso un’organizzazione ecologista globale».
Luisella Zanino ha invece parlato della salute, aspetto legato alla sua formazione di pediatra e omeopata: «Ecologia della salute significa sganciarsi dal consumismo. Bisogna puntare sulla formazione dei medici, sulla pedagogia nei confronti delle persone, prestando maggiore attenzione alle cure solistiche e a ciò che mangiamo, e smantellare gli inganni internazionali, perché siamo prede delle lobbies, delle multinazionali dell’alimento e del farmaco, e il vaccino dell’influenza H1N1 ne è la prova».
Tutte questioni che dovrebbero riguardare da vicino i Verdi, e che Bonelli reputa importanti: «Vogliamo ricostruire una presenza in Italia, cercando una Costituente ecologista. Dobbiamo riportare il pragmatismo, avere la capacità di indicare soluzioni concrete. Il rapporto tra salute e ambiente è un elemento fondamentale, ma dobbiamo prima di tutto ricostruire la consapevolezza, superando il livello di frammentazione attuale, per arrivare a una realtà trasversale, basata su una federazione tra associazioni diverse». Parole a cui devono seguire i fatti, ma che possono essere la base per qualcosa di davvero nuovo.
Il secondo ciclo di dibattito, coordinato da Massimo Marino del Gruppo Cinque Terre, si è aperto con il filmato sul libro Blessed Unrest, in cui Paul Hawken offre una visione solistica e positiva dell’umanità, delineando un ampio panorama di organizzazioni e comunità che, indipendentemente da razza e cultura, operano nel pianeta per la difesa di diritti umani e civili e per la sostenibilità ambientale.
«L’aggregazione di tutti gli ecologisti – ha dichiarato Marino, esponente di un Gruppo formatosi nell’agosto 2009 allo scopo di riunire i vari movimenti, contribuire alla realizzazione di un nuovo programma e di nuovi strumenti di comunicazione dell’area ecologista – costruisce il centro delle questioni e non è più aggirabile. Chiediamo a ognuno di diventare protagonista».
Dopo di lui, sono saliti sul palco esponenti di diverse associazioni, e ognuno, concordando sulla necessità di creare un fronte comune e davvero unito, ha riportato un punto di vista legato alla propria esperienza. Laura Cima, ecofemminista GCT, ha ribadito l’importanza della trasparenza per la Costituente ecologista e del pensiero femminile. Andrea Zummo dell’Associazione Acmo, si è concentrato sul concetto di ecologia della politica, per cui chi commette reati non deve rappresentare i cittadini. Roberto Cavallo, presidente della cooperativa Erica – Ecodem, ha invitato a eliminare ogni tipo di giudizio, per lavorare invece sul codice della comunicazione e sulla relazione con il territorio. Per Giorgio Gardiol, ex senatore dei Verdi – Il Girasole, l’ecologia della politica deve avere al centro il problema della legalità e bisogna agire su istruzione e territorio, per favorire una maggiore partecipazione. Fernando Giarrusso, dell’Associazione Ecologista Sostenibilità, non ha dimenticato quello che già esiste, come i 312 comitati ecologisti in Piemonte, da cui bisogna ripartire, usando il linguaggio comune della gente e aprendo a tutti coloro che mettono al servizio il proprio impegno.
Prima dell’intervento degli animalisti Marinella Robba, della redazione Eco-animali del Gruppo Cinque Terre, e di Marco Francone, dei direttivo Lav, è stato proiettato un video sui Vegan, proprio perché nell’ecologia rientra anche l’animalismo, nato come critica ai metodi di allevamento.
Isabella Zanotti, responsabile di Per il bene comune in Piemonte, ritiene che la gente sia ormai pronta a un cambiamento e che la classe politica attuale dovrebbe fare un passo indietro. Per Renato Bauducco del Gruppo Cinque Terre di Nichelino, inoltre, l’attenzione all’ambiente è importante perché fornisce occasioni di lavoro, come avviene in altri Paesi europei. Gigi Stancati ha sottolineato che l’unità sia da conseguire a tutti i costi, e che i Verdi devono lavorare per far recepire i loro programmi.
Prima della conclusione sono intervenuti altri due esponenti di Torino Viva: Ennio Cadum, presidente ISDE Piemonte, e Bernardo Ruggeri, del Politecnico di Torino. Il primo ha parlato del problema dell’inquinamento atmosferico, particolarmente grave a Torino, e di una mancanza di strategie sensate e organizzate in merito, a favore di continui patteggiamenti. Il secondo ha tenuto a sottolineare come manchino, oggi, proposte politiche incidenti, che dovrebbero partire da esigenze e problematiche sul territorio: solo così si può davvero prefigurare la società futura.
Una mattinata ricca, densa di spunti e idee. La speranza è che sia il germoglio per portare avanti un discorso concreto, come si è augurato in chiusura Giorgio Diaferia: «Urge riformare l’intero gruppo, per poi presentare un programma politico convincente». Un augurio, una volontà, ma anche un critica che vuole essere costruttiva: «Siamo ancora abbastanza impreparati all’unità, non c’è ancora un confronto vero. Ora i Verdi sembrano mostrare un’apertura ai temi dell’ambiente e della salute, e questo è positivo. Ecco perché in questa fase la comunicazione è fondamentale: in questo, i mezzi di informazione non ci stanno dando una mano, ma andremo avanti con le nostre iniziative per cercare davvero il cambiamento, ispirato a ecologia della vita e della politica».
Il video del convegno, ripreso interamente dalla redazione di Ecograffi, verrà trasmesso sul sito www.ecograffi.it.
Ufficio Stampa TOW

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