venerdì 30 dicembre 2011

RIFORME SI,FORSE,NO di Giorgio Diaferia

Questa potrebbe essere la volta buona che le tanto auspicate riforme strutturali in Italia vengano attuate. Quelle riforme contrastate dalle varie lobby o caste, che non vanno a genio nè alla destra, nè alla sinistra e che scontentano anche i grandi gruppi industriali e bancari vicini al centro.
Ma il Governo del prof.Monti deve rispondere solo al Paese e ad una maggiornaza Parlamentare che potrebbe blindarsi dietro le "sue" decisioni non condivise ma in qualche modo imposte e quindi da votarsi seppure con qualche mal di pancia. Oppure, come qualche osservatore dice, l'attuale Governo non promulgherà le riforme perchè al di fuori dei compiti dell'emergenza economica che ne hanno giustificato la nascita. Dalle liberalizzazioni, all'abolizione o riforma degli Ordini professionali, dai tagli alla Politica al calmiere sulle pensioni d'oro e sugli stipendi milionari dei manager. Lo stop ai vitalizi, ai doppi-tripli incarichi, alle pensioni baby anche per permettere a chi svolge un lavoro "usurante" di poter andare prima in pensione e con pieno diritto. L'Italia si deve dare una regolata, dobbiamo tutti capire che le regole ci sono e vanno rispettate, da tutti, anche dai ricchi e dai potenti amici dei politici. Occorre però dare l'esempio perchè se le rinunce toccheranno solo ai soliti noti, ovvero al ceto medio, non ci sarà credibilità. E poi via alla legge sul conflitto d'interessi, sulla banda larga e la diffusione libera del wi-fi; via alla riforma elettorale che permetta di votare chi vogliamo noi e non chi vorrebbero i partiti con regole certe e maggioranze dichiarate, facendo attenzione ad impedire il voto di scambio.In tanti sono a dire che l'Italia ce la può fare, ma dobbiamo finalmente maturare una coscienza civica ed Europea, senza dimenticare quella ambientale che sta divenendo anche una importante forza di traino economica per le tante opportunità di ricerca applicata e di lavoro "verde" che sa garantire.

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