Torino e la sua Area Metropolitana.Una città Europea, in salute, sicura, facile da vivere, che sappia offrire opportunità di lavoro a tutt@Una città della cultura, ecologica, pensata anche per i tempi degli anziani e delle persone in difficoltà.Città della ricerca, dello sport,con trasporti pubblici finalmente efficienti, servizi sanitari efficaci.Che valorizzi le periferie,laboratorio dell'innovazione green, capitale del cibo di qualità e sicuro e delle energie rinnovabili.
sabato 21 ottobre 2023
“Voglio una vita spericolata”...di Marzio Panichi
Aspiranti e cultori di “vite spericolate” sono tutti coloro che cavalcano le due ruote sulle nostre strade. Paiono cantare con Vasco. Rossi che l’adrenalina è un condimento essenziale della vita e si esaltano ad emulare le gesta di un altro V. Rossi, campione motociclista. Non bastavano le fragorose motociclette di grossa o piccola cilindrata, gli scooter a due, tre, quattro ruote, ci volevano anche le biciclette, elettriche o con la pedalata assistita e per il colmo della nostra sventura sono comparsi anche i monopattini ad infestare il traffico. Definire infestanti tutti i guidatori delle due ruote potrebbe sembrare penalizzante ma certo la maggior pare di loro ha dei comportamenti al limite delle regole del Codice della strada od addirittura inosservanti. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti e non solo degli automobilisti come me che inorridisco quando vedo tutto quel che accade nelle strade torinesi e quando leggo le statistiche degli incidenti stradali in cui sono coinvolti dei veicoli a due ruote. E’ vero che le auto incrementano l’inquinamento dell’aria ma è anche vero che i velocipedi incrementano i pronto soccorso degli ospedali. Criteri di ecosostenibilità del traffico urbano hanno dato il via ad un grosso “business” di industrie costruttrici, gestori di affitti, appalti di ciclovie ecc. con grande lucro sulla pelle degli utenti delle due ruote che hanno pagato un grosso numero di morti, feriti ed invalidi. Prima di dare il via a quell’affare miliardario si sarebbero dovuto stabilire delle regole come quelle che stanno per arrivare, purtroppo solo ora, con il “decreto Salvini” approvato dal governo ma che deve ancora seguire l’iter parlamentare. Le restrizioni programmate salveranno molte vite e preverranno molti incidenti stradali ma perché si è lasciato così tanto spazio alla speculazione economica tutt’ora imperante? Il buon senso avrebbe suggerito che prima di mettere in circolazione milioni di monopattini si sarebbe dovuto prevedere l’aggiornamento del Codice stradale con l’obbligo di targhe, assicurazione, casco ecc. Che dire! Una buona parte di noi italiani canta con Vasco… “Voglio una vita spericolata… Voglio una vita come quelle dei film...Voglio una vita esagerata... Voglio una vita come Steve Mc Queen… Voglio una vita maleducata… Di quelle vite fatte, fatte così. Voglio una vita che se ne frega… Che se ne frega di tutto sì…” Di sicuro sulle strade non manca l’azzardo, la maleducazione ed il menefreghismo; personalmente non apprezzo il modello Mc Queen e preferisco stare con Toto Cotugno che cantava da Italiano vero… ”Buongiorno Italia col caffè ristretto… Le calze nuove nel primo cassetto… Con la bandiera in tintoria… E una Seicento giù di carrozzeria”...Altri continuino pure a “fregarsene di tutto”, ma poi tutti i nodi vengono al pettine...anzi all’ospedale!
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