giovedì 15 luglio 2010

e noi a Torino?..........................................

Fiorello Cortiana July 15, 2010
Oggetto: i milanesi e le comunali 2011

Il sondaggio sugli Orientamenti dei cittadini milanesi in vista delle elezioni comunali del 2011, proposto dalla Rete Civica di Milano e realizzato da SWG, apre il confronto sulle Comunali 2001 sulla piattaforma sociale http://www.facebook.com/l/d9bd1xr5sfAtF2RtjES2Z2LMZqA;partecipaMi.it Non poteva essere scelto un momento più opportuno visto il positivo e dispiegato risveglio di tanti milanesi orfani di una politica. Sia il Manifesto per Milano, con gli incontri che ha generato, sia l'intervento di Giuseppe Guzzetti alla presentazione del rapporto annuale dell'Abrosianeum, sia la candidatura di Giuliano Pisapia proposta con un confronto pubblico, hanno messo in luce un'ansia di partecipazione e una potenziale riserva di dignità civica ambrosiana che fanno ben sperare affinché il confronto sul governo dell'amministrazione comunale metta al centro l'interesse generale della città e dei suoi cittadini e non simulazioni e simbolicità retoriche a copertura di interessi particolari ancorché consociativi. Il sondaggio di http://www.facebook.com/l/d9bd1xr5sfAtF2RtjES2Z2LMZqA;partecipaMi.it conferma questi segnali e ha il merito di definire alcune questioni che i milanesi ritengono cruciali e sulle quali si aspettano un confronto serio. In modo molto chiaro sgomberano il campo dalle preoccupazioni di presentare un candidato che sia diverso perché proveniente da un mondo ritenuto estraneo alla politica: pragmaticamente non ne fanno una questione di genere, di generazione o di fede religiosa, i milanesi vogliono competenza, onestà e capacità di ascolto e coinvolgimento dei cittadini, un candidato che conosca e viva Milano. E' la città come comunità ad essere al centro delle esigenze dei cittadini, infatti tra le competenze che richiedono ad un sindaco ci sono nell'ordine il sociale, il manageriale pubblico, l'ambiente e la cultura; quelle imprenditoriali, tecnico/scientifiche e manageriali private seguono a molta distanza. Così l'attenzione all'efficenza della amministrazione, il controllo della spesa pubblica ed i servizi sociali sono i sercvizi cui il sindaco dovrebbe prestare maggior attenzione. Università e ricerca, sostegno a persone e famiglie in difficoltà, sicurezza, politiche per gli anziani e innovazione sono le politiche economico-sociali che i milanesi vogliono vedere. Per le politiche ambientali, si aspettano interventi sull'inquinamento dell'aria, sulle aree dismesse e degradate, sui rifiuti e sul traffico. Queste sono questioni che rigurdano il terrotorio, le sue funzioni e la sua qualità, ma la maggioranza dei milanesi non sa nulla del PGT, il Piano di Governo del Territorio che tanto ha impegnato le diverse anime della maggioranza e l'opposizione. La città non è stata coinvolta ed informata. Poco più della maggioranza degli intervistati, il 54%, ritiene che il candidato sindaco andrebbe scelto attraverso le primarie. Dalle risposte degli intervistati apparre molto chiara la domanda di una città capace, come nelle proprie tradizioni, di offrire a tutti una possibilità di futuro e con chiarezza e senso dei tempi i milanesi chiedono una città capace di produrre valore, impresa e lavoro a partire dall'Università e dalla Ricerca, cioè dall'economia della conoscenza retroterra della Milano della moda, del design, delle fiere e della comunicazione. Ad un tempo, in modo molto determinato, chiedono alla politica di accompagnare la città e le sue generazioni a cogliere le sfide dell'innovazione come un'opportunità per tutti. I milanesi non vogliono essere residenti, spettatori di un teatro nel quale finanza, impresa, politici e mafie si contendono il futuro della città. Gli orientamenti esprimono cittadini che vogliono abitare la propria città in condizioni di qualità sociale ed ambientale, che vogliono farlo assieme come comunità e chiedono al sindaco, alla politica, di essere coinvolti ed ascoltati cioè forme di partecipazione informata. Per questo si aspettano un'amministrazione comunale organizzata al fine di rispondere insieme a queste esigenze. Gli orientamenti espressi rivelano una riserva di intelligenza e di disponibilità dei milanesi ad essere di nuovo un'opinione pubblica avvertita e partecipe che non può essere ridotta ad un ruolo di spettatori che, attraverso stampa e televisione, vedono affacciarsi i diversi candidati. Non dimentichiamoci che nelle ultime tornate elettorali, provinciali e regionali, pur a fronte di candidati che competevano con grandi investimenti in comunicazione e presenza mediatica, i milanesi hanno dato vita ad una nuova "maggioranza silenziosa": quella degli astensionisti. Nella città capitale dell'associazionismo e del volontariato, quindi di un investimento di tempo e di energie gratuito da parte di moltissimi, questo astensionismo non rivela ancora, fortunatamente, un disimpegno dall'interesse alla cosa pubblica e ad un urbanesimo di qualità. Solo un anno fa, il Prefetto aveva minimizzato la questione del crimine organizzato e il consiglio comunale non aveva costituito una commissione apposita in vista dell'EXPO, mentre oggi i milanesi assistono sgomenti ad una presenza organizzata ed ad una relazione con i politici e a un controllo sociale del territorio metropolitano che pensavano ci fossero solo nella Locride. Bene, la disponibilità a reagire rivelata dagli orientamenti espressi chiede alle persone di buona volontà di costruire processi partecipati di confronto sulle questioni concrete che riguardano Milano e il suo futuro. Io credo che le piattaforme sociali digitali possano essere uno strumento coerente e funzionale a questo processo e costituiscano una dimensione propedeutica ed intrecciata con le oocasioni di incontro e di confronto. Questa città si salverà dal baratro del malaffare solo se parteciperà tutta, non se farà da spettatrice anche al confronto più avvincente. In questo senso i 5 referendum per Milano (traffico, verde, Navigli, Expo senza speculazioni immobiliari, sviluppo delle energie rinnovabili) e le osservazioni al PGT costituiscono dei momenti di confronto e di partecipazione dei milanesi alla cosa pubblica. Momenti trasversali e aperti che, in sintonia con gli orientamenti espressi dai milanesi, richiedono una via ambrosiana alle comunali 2001 al di là degli schieramenti asfittici che hanno generato tante astensioni.

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