lunedì 15 marzo 2010

Regionali francesi, affluenza a picco L'Ump sconfitto, avanzano i socialisti

Il Partito socialista prima forza di Francia con il 29,1%, il partito di Sarkozy al 27,3%, Verdi 13%, Le Pen 11%
Il primo dato sicuro è che hanno vinto gli astensionisti. Alle 20, dopo la chiusura dei seggi per le regionali in Francia (su Le Monde, i risultati regione per regione), risulta che più di un elettore su due si è astenuto dalle urne: tra il 52 e il 55 per cento degli aventi diritto non è infatti andato a votare. L'astensione più alta mai registrata in Francia. Tra chi ha votato, secondo le prime proiezioni, il Partito socialista ha superato con il 29,1% la destra di governo dell'Ump (27,3%) diventando la prima forza politica francese in proporzione, anche se bisogna considerare che in Francia si vota con il maggioritario a doppio turno (come in Italia per le comunali e le provinciali).
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La sconfitta del partito del presidente Nicolas Sarkozy appare netta dalle prime proiezioni. L'Ump arretra in quasi tutte le regioni e nonostante negli ultimi giorni Sarkozy abbia smorzato i toni del valore «nazionale» del voto, lo scarto con i socialisti di Martine Aubry - che raddoppiano rispetto al 16% delle europee dell'anno scorso - è tale da costituire una vittoria per la gauche dopo anni di sconfitte brucianti. Il secondo turno, domenica prossima, dovrà decidere quali coalizioni guideranno le 26 regioni di Francia (comprese quelle d'oltremare), 24 delle quali già appartenevano alla sinistra. La destra governa infatti solo in Alsazia e in Corsica.
PROIEZIONI - Le prime proiezioni danno il Ps in testa con il 29,1%, mentre l'Ump è fermo al 27,3%. Terzi i verdi con il 13,1%. Ottimo risultato per l'estrema destra del Front National di Le Pen accredita dell'11,2%. I i centristi di MoDem di François Bayrou escono fortemente ridimensionati totalizzando meno del 5%.
RIFLESSI E COMMENTI - Sarkozy ha subito riunito a Parigi i principali rappresentanti della maggioranza. I primi a raggiungere l'Eliseo sono stati il premier, François Fillon, il segretario generale dell'Eliseo, Claude Gueant, e il ministro dell'Interno, Brice Hortefeux. Successivamente si sono uniti altri ministri, fra i quali Michele Alliot-Marie (Giustizia) e Luc Chatel (Istruzione). «Il voto di oggi rappresenta l'adesione a un progetto, che è quello di proteggere i francesi e preparare il loro futuro», ha commentato il segretario socialista, Maritine Aubry. «È un incoraggiamento per noi, e la dimostrazione che quando il Partito socialista è unito e rivolto ai francesi, ritrova la loro fiducia». Parlando in tv al primo canale nazionale Tf1 poco dopo la diffusione dei primi risultati, Le Pen ha mostrato in diretta un cartello con la scritta «No all'islamismo». Il leader verde di Europe Ecologie, Daniel Cohn-Bendit, ha dichiarato che «la sinistra può vincere in tutte le regioni. I verdi sono la terza forza politica del Paese», pur se hanno preso tre punti i meno rispetto alle europee dell'anno scorso, ma alcuni sondaggi davano Europe Ecologie in calo maggiore. «È un risultato che ci soddisfa, ma in un contesto di astensionismo eccezionalmente elevato», ha detto l'ex segretario socialista François Hollande. Minimizza invece il premier Fillon dopo il vertice con Sarkozy all'Eliseo: «Nulla è deciso per il secondo turno. Lancio un appello alla mobilitazione degli elettori della maggioranza presidenziale». François Bayrou, leader di MoDem: «È una brutta giornata». Il partito alle europea era già precipitato all'8,4% dopo l'exploit delle presidenziali del 2007 dove ottenne il 18,57%.

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