venerdì 7 settembre 2012

Decreto sanità, la protesta delle Regioni

Via libera dal Consiglio dei ministri, ma i presidenti di Regione e sindacati si dicono dubbiosi in particolare sull'applicazione della norma che prevede l'assistenza dei medici di famiglia 24 ore su 24. L'attuazione della riforma spetta alle Regioni che però lamentano la mancanza di fondi. Il decreto prevede l'istituzione di ambulatori di quartiere dove, 24 ore al giorno sette su giorni su sette, si potrà trovare il medico di famiglia, ma anche specialisti come il pediatra, il cardiologo, il chirurgo, il ginecologo. Gli ambulatori dovrebbero essere dotati di strumentazioni come elettrocardiogramma, la dotazione per esami di laboratorio ed ecografo. In Toscana esistono già strutture di questo tipo e sono il punto di riferimento per la riforma. A seconda del luogo e della densità abitativa ci potranno essere dai dieci ai trenta tra medici, infermieri e tecnici. S'ipotizza in media un bacino di utenza trai i 10 e i 20mila pazienti per centro. «I poliambulatori e altre strutture richiederanno una spesa, ma non ci saranno nuove risorse da assumere - spiega Giacomo Milillo, segretario generale FIMMG - Il governo ha detto alle regioni di ridurre i posti letto e la quota risparmiata verrà usata con questa funzione. Quindi non ci sarà un aumento della spesa sanitaria. Adesso spetta alle regioni fare la loro parte: possono boicottare tutto, ma si devono assumere la responsabilità» Personalmente penso si siano fatti dei conti sbagliati. Esiste un problema di riorganizzazione del lavoro territoriale. Bene l'appropriatezza prescrittiva, le linee guida, ma tutti gli strumenti di lavoro devono essere forniti dalla ASL. Per cui studi i medici di MG nelle ASL con personale delle ASL a lavorare(assunto) come segretarie, infermieri.............Ne vedremo delle belle .Ne parleremo in una delle prossime riunioni

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