sabato 14 aprile 2012

Riformine-Riformette di ABC per il paese : tutti a casa!

E' ora di dirlo con chiarezza, amici ed amiche, questa classe politica non è più in grado di rappresentarci. Fra 1 anno esatto si voterà per le elezioni politiche, a meno di qualche furbata che faccia cadere prima del tempo il Governo del professor Monti.La legge elettorale non cambia, i tagli alla politica non si faranno, la riduzione dei parlamentari insufficente (almeno il 50%), il finanziamento pubblico ai partiti mantenuto salvo minime riduzioni ed un controllo farraginoso del Presidente della Corte dei Conti..... Insomma ci stanno portando a spasso perchè nulla cambi e si possano garantire altri 5 anni di potere, soldi e privilegi.Diciamo tutti insieme BASTA!i 100 milioni di euro che dovrebbero incassare a Luglio li destinino, tanto per incominciare agli esodati o a case popolari o......purtroppo l'elenco dei bisogni sociali-occupazionali è molto lungo. TOW promuoverà a prestissimo un tavolo di ragionamento aperto a tutti. Vi aspettiamo numerosi. Seguiteci

7 commenti:

  1. Sappiamo bene quale sia la funzione dell' attuale governo; parimenti sappiamo altrettanto bene che esso non cadrà se non nelle more del preciso ed evidente disegno attualmente in evoluzione e che ha, nei suoi principali e non unici obiettivi, proprio la costituzione di un polo di maggioranza (ABC?) forte al punto da garantirne l' inossidabilità nei confronti delle più elementari regole democratiche. La difesa dei principi democratici, nell' attuale contesto sempre più segnato dagli esiti di un feroce neoliberismo, ha immediata risonanza nelle problematiche sociali e di quartiere che, a loro volta, sublimano inevitabilmente in un più generale discorso sulla qualità della vita.

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  2. Nell' ottica di quanto espresso nel commento precedente, lo slogan "tutti a casa" assume quindi una particolare rilevanza se esso è mirato non tanto ad una perniciosa disassuefazione all' esercizio del diritto democratico di esprimere il proprio voto bensì ad un suo uso, se vogliamo anticonformistico, calibrato secondo i canoni della ragione. Rifacendomi alla celebre frase di Tommaso Da Lampedusa citata nel post, non sono i numeri assoluti ad essere temuti dai nostrani gattopardi bensì le proporzioni che essi rappresentano. Non è il voto mancante quello che essi temono, bensì quello non controllato.
    Grava un pesante nembo sulle prossime consultazioni: che gli esiti prevedibili possano essere radicalmente stravolti da una silente, endemica rivolta popolare che si potrebbe materializzare in una massiccia invalidazione delle schede. Questo è l' attuale rovello di molte tra le maggiori nostre menti politiche ed è questa, a mio avviso, un' arma molto potente da brandire.

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  3. Infatti la domanda andare a votare si o no? oppure per chi votare poichè qualche ideologia persiste, per fortuna, ma chi le dovrebbe rappresentare non se ne cura o peggio le disattende con metodo e furbizia

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  4. Si, sicuramente si perché il panorama del voto italico è distribuito e, per la massima parte, trasversale quindi l' astensione finisce col diminuire i numeri ma non le proporzioni. Le schede si possono però anche invalidare e questo invece incide eccome sulla distribuzione percentuale dei voti. Un voto su 10 vale quanto 10 voti su 100 ed è su questo che si fondano le aspettative gattopardesche dei nostri governanti. Ben altro valore assume invece un voto espresso ma invalidato con un preciso rimando alle motivazioni del gesto

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    1. Se vuole un esempio attuale? Si guardi alla vicenda "esodati".
      Fino a ieri misconosciuti ad ogni forza politica e sindacale, ieri, improvvisamente diventa oggetto di attenzione da parte di esponenti dei partiti minori (Rifondazione, IDV e triplice all' unisono) per il semplice fatto che si sono presentati a Roma in 25.000 anziche in 5.000 come previsto mentre, attraverso i loro comitati, molti di essi lasciano trapelare una diffusa propensione al voto nullo. Ero presente e il cambio di copione, lo posso assicurare, è stato evidente.

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  6. Presto, molto presto faremo una grande adunata pubblica e lì tutti potranno dire la loro ed anche tentare di dare una linea di azione in questo disastro

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