martedì 4 gennaio 2011

Orti Urbani: un modo ecologista per socializzare e difendere lo scarso terreno urbano rimasto. di G.Diaferia












Piccoli spazi verdi, fra agglomerati di case,adibiti a punti di incontro"open", a coltivazioni di frutta e verdura con il contributo dei residenti della zona.I prodotti poi della coltivazione, il piu' severamente bio-possibile, non in vendita ma consumati dai cittadini stessi o donati durante le iniziative educative ed informative che i volontari ecologisti organizzano per le scuole, ma anche per gli interessati in genere. Un bel risparmio per il portafoglio ma anche un modo di incrementare il verde urbano in modo intelligente e far prendere una boccata di ossigeno ai nostri grigi polmoni. Sono spesso terreni abbandonati, di proprieta´ comunale, dove in assenza di attivita' si potrebbe farne un uso improprio di dormitorio o luogo di spaccio e consumo di droga.Sono diventati una moda in altri Stati, Milano ne sta avviando parecchi, ma la Regione leader in Italia per numero di orti ed estensione di terreno urbano dedicato,è l' EmiliaRomagna.Complessivamente in Italia sono circa 18 milioni i contadini part time (dati Nomisma).Il movimento ha preso le prime mosse negli anni '70 a New York e si e' poi via via diffuso.

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