giovedì 3 settembre 2009

Ennio Cadum

Valutando la situazione attuale, si avverte la sensazione condivisa che l’apparato politico operi innanzitutto per conservare se stesso. A questo scopo corrisponde un sistema etico nel cui orizzonte sono spesso assenti i problemi più gravi. Non si vuole sostenere la tesi di un disinteresse premeditato, ma piuttosto quella di priorità inopportune e invadenti. Voglio dire che cio’ che dovrebbe rappresentare il fulcro dell’interesse della politica – la collettività con i suoi problemi da risolvere – scivola spesso su un piano secondario e perde visibilità.
Da questa diagnosi mi sembra abbia preso forma il consenso popolare e sia sorta un’intenzione di massima: applicare alla nostra realtà degli strumenti politici da un lato più umili e dall’altro più efficaci.
È emersa l’esigenza di cominciare dal basso: perché un’amministrazione, se non vuole tradire il suo mandato, è chiamata a dialogare con il cittadino nei diversi contesti sociali; per comprendere innanzitutto in quale modo egli, che lo vive, percepisce un problema concreto. Solo da questo confronto può prendere avvio un cammino risolutivo.
Un gruppo di persone animate da senso civico, quale noi siamo, non può pero’ trascurare la complessità del compito. Non è certo un’impresa da dilettanti governare una realtà come Torino, tanto più farsi carico di un cambiamento; avremo bisogno di uno staff tecnico, che da una parte sia veramente tale (e non un’appendice dell’apparato politico), e dall’altra leghi le proprie competenze specifiche alla percezione di chi abita la realtà: diversamente il complesso della cittadinanza vive il ruolo di interlocutore soltanto nella stagione elettorale.
Tutti hanno avvertito con evidenza questo distacco dalla gente, quasi la politica fosse una strana pratica riservata a pochi e incomprensibile ai più; ma abbiamo espresso l’opinione che vi sia un rimedio: partire dai problemi è il nostro primo indirizzo operativo.
Da subito la priorità va attribuita non tanto ai nomi di chi comporra’ la squadra, quanto, viceversa, ad un progetto condiviso da un gruppo paritario, dove le distinzioni dovranno approfondirsi in relazione alle competenze; come dire che, una volta operata un’analisi rigorosa e verosimile dei singoli problemi, allora il gruppo potra’ riconoscere l’autorevolezza dei possibili risolutori.
Insomma ritengo da subito opportuno e necessario lavorare al programma, appoggiando i nostri sforzi ad un’idea di politica come servizio: come se l’amministrazione potesse trasformarsi in punto di riferimento operativo del territorio, capace di un dialogo costante e ideatore di progetti comprensibili per tutti i beneficiari.
Alla base delle nostre argomentazioni, infine, cerchiamo di tenere l‘idea che il sistema dei partiti, se non altro per le realtà locali, abbia fatto il suo tempo; fin tanto che, almeno, si è disposti ad ammettere che esso poggia su una rete di relazioni di potere che spesso prescinde dalle reali emergenze e dai problemi ambientali e sanitari del territorio e delle persone. Questa idea deve essere connaturata alla stessa composizione del nostro gruppo, la cui coerenza non può certo essere intesa a partire dal sistema partitico ma che deve realizzare un buon modello di condivisione delle idee fondanti, sulle quali continuo a riproporre una riflessione.
-Per poter dare concretezza alla nostra Lista-Movimento, possiamo pensare di incontrare quante più persone possibili e nelle sedi più disparate. Il circuito delle Bocciofile, può essere un punto molto concreto e concreto per fare incontri e dibattiti, altrettanto i circoli sportivi, culturali e tutte le strutture di aggregazione sociale esistenti. In queste sedi dobbiamo andare più per ascoltare e raccogliere notizie e suggerimenti, offrendo, se possibile, un concreto e pratico aiuto. In questa chiave vedo estremamente utili gli “Sportelli” che potremmo gestire come Lista/Movimento . I temi : aiuto al cittadino in difficoltà, su mutui, pensioni di invalidità-pagamento e verifica bollette-assistenza sociale………………………Molti fra noi sono dei veri esperti in grado di dare risposte concrete.
Quello che noi faremo, dovrà essere documentato con video, giornali,sito internet e blog, foto, per questo occorre registrare un dominio con il nostro nome e su questo costruire un sito cche parli di noi e di cosa stiamo facendo, oltre che presentare il PROGRAMMA.
I temi su cui lavorare con proposte concrete di programma secondo me sono:
- urbanistica ed edilizia
-trasporti
- ospedali ed ASL
- scuole
- servizi sociali consultori-centri di assistenza…………(disabilita')
- cultura e spettacolo
- attivita' produttive ed occupazione
- sport e tempo libero
- problematiche ambientali in citta'
- giovani
- anziani
-sicurezza
Sono questi temi che competono alla amministrazione locale e che spesso si perpetrano anche in altre aree metropolitane.Se di altro vorremo parlare sarà per darne una ricaduta sul territorio.

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