domenica 6 settembre 2009

Quando Torino decide di mostrarsi............così di Vincenzo Reda



È un pomeriggio dei primi giorni di un settembre ancora troppo caldo; è un sabato pomeriggio di un giorno che segue un venerdì ventoso che ha ripulito l’atmosfera: e Torino si dona al meglio di sé.
La luce è abbacinante e la temperatura quasi ideale: quando Torino decide di mostrarsi così, diventa una città dalla bellezza disarmante.
Allora decidi di scendere la via Po, quella retta barocca che unisce il culo medievale di Palazzo Madama alla facciata neoclassica della Gran Madre, imitazione malriuscita del Pantheon, costruita per festeggiare il ritorno di un Savoia, dopo la fastidiosa parentesi napoleonica.
Tenendo la nobile mano sinistra - i reali la vollero coperta senza soluzione di continuità dal Palazzo al Fiume, per passeggiare al riparo dalla pioggia e dal sole - scendi la via fino alla bellissima piazza Vittorio Veneto.
Ti siedi nell’angolo nord-ovest della piazza, all’ombra degli ombrelloni dello storico Bar Elena di dove puoi rilassare lo sguardo con i verdi di una collina più bella di quella fiorentina - più selvaggia, più varia, più grande e con l’anfiteatro delle Alpi in fronte, che i fiorentini nemmeno si sognano - e sorseggiare un buon bianco fresco, parlando del più e del meno (tanto meno e poco più, di questi tempi) con un amico.
E qui ti ferisce lo spettacolo indecoroso di orrendi gazebo, gonfiabili, aree allestite per intrattenere genti di periferia con calcetto, calciobalilla, palchi da cui si berciano decibel insopportabili.
Questa volta è il turno di Dahlia Tv, ma questi spazi stupendi li concedono a cani e porci, dopo tutta la fatica fatta per liberarli dalle auto in sosta…
E ti rovinano il pomeriggio, ti oltraggiano la piazza, ti offendono le architetture barocche, i verdi della collina; e perfino della Gran Madre par di sentire i lamenti, se non le imprecazioni.
Il buon architetto Dondona, inventore dell’arredo urbano, si starà per l’ennesima volta rivoltando nella tomba….
Ecco l’esempio di quel che dico non doversi concedere nelle piazze e nelle vie storiche della città: metteteli nelle periferie - oltretutto il “target”, cui queste iniziative promozionali di basso marketing si rivolgono, è proprio quello tipico dei ragazzotti di periferia, senza con questo voler discriminare nessuno.
Lì avrebbero assai più successo, servirebbero a riqualificare territori abbandonati e degradati, lascerebbero libere le architetture barocche delle vie e delle piazze centrali alla fruizione colta dei turisti e dei cittadini desiderosi di passeggiare all’ombra della storia e dell’arte, invece che sotto le grinfie del marketing e della volgarità.
Commentando ad alta voce tutto questo, col mio amico, da un tavolo vicino due persone, perfettamente sconosciute, annuivano dicendo: “Firmeremmo anche noi qualsiasi petizione in proposito!”. Come a dire che i cittadini non hanno perso del tutto il sano buon senso. Quantomeno, non tutti i cittadini…
E allora, diamogli una mano!
Da lunedì 14 settembre inzierà la raccolta firme, scrivici per aderire
torinoviva@gmail.com

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