giovedì 3 settembre 2009

Ruolo della comunicazione ambientale per la prevenzione della salute di Giorgio Diaferia

I cittadini apprendono dai giornali notizie fra loro contrastanti circa lo stato di salute del nostro pianeta e l’influenza che paiono avere sulla nostra salute una serie di sostanze che penetrano nel nostro corpo perché inalate, mangiate, bevute o anche solo per contatto diretto. Cosa c’è di vero su quanto si dice sugli inceneritori o sulla nocività delle discariche abusive o autorizzate, ad esempio, ed ancora se il fumo di sigaretta fa male, il prodotto gassoso del traffico veicolare ci lascia indenni? Nelle centraline per il rilevamento degli inquinanti gassosi del traffico, vengono testate le sostanze giuste o vi è un inutile spreco di soldi pubblici? Cosa si fa per le micro polveri e le nano particelle ad esempio? Grandi esponenti del mondo della scienza affermano senza paura di smentita che gli alimenti che contengono DNA modificato sono assolutamente innocui , non possono produrre alcuna patologia ne nel breve-medio o lungo periodo, che lo smog non fa venire il cancro e che l’energia nucleare è quella giusta da inseguire perché non incrementa l’emissione di CO2 in atmosfera. Francamente non è strano essere disorientati. Sono innumerevoli le sostanze chimiche oggi immesse nell’aria, di molte non conosciamo la reale pericolosità o se la conosciamo non sappiamo molto degli effetti sommatori di quando una decina di questa nuove sostanze vengono miscelate. Ma tutte queste notizie oltre che alla gente comune, devono arrivare in modo chiaro e documentato al medico di famiglia una figura fondamentale del Servizio sanitario nazionale, punto di raccordo tra la scienza ed i cittadini, in grado di tradurre il linguaggio spesso ermetico della medicina superspecialistica o della biologia in terminologie più semplici e chiare. Molte troppe, patologie paiono oggi legate all’inquinamento ambientale, dall’incremento delle allergie, alle crescenti intolleranze alimentari vere o presunte ma con sensibile incremento ad esempio di quella da glutine. Ma aumentano anche alcuni tumori ed anche le forme asmatiche ed altre patologie respiratorie sono in aumento. Certamente aver affinato la tecnica diagnostica e le numerose campagne di screening hanno aumentato la sensibilità e la possibilità di identificazione di molte patologie con una diagnosi più precoce e spesso una terapia più efficace. Ma non è solo una lotta con moderni e sempre più sofisticati mezzi diagnostici o con farmaci sempre più mirati ed efficaci, è una lotta al saper vivere in ambienti salubri siano essi lavorativi o di vita ed a vivere secondo stili di vita che possono prevenire alcune malattie. C’è dunque molto bisogno sia di Prevenzione secondaria ma ancor più della bistrattata e spesso ignorata Prevenzione Primaria. Come sosteneva il compianto Lorenzo Tomatis “gli inquinanti non restano confinati alle industrie che li producono ma si spalmano nella società e non cambiano a seconda della latitudine”. Sul fronte della farmacologia non sono rari i casi di inefficacia di alcuni farmaci, in particolare degli antibiotici di vecchia generazione ma anche di quelli di più recente commercializzazione. Conseguenza dell’iperprescrizione? Dell’automedicazione ? si certo ma certamente anche di virus, miceti e batteri sempre più aggressivi ed “intelligenti”. Dunque occorre comunicare, informare nel modo più verificato e chiaro possibile. Si parla di nuove infezioni favorite dalla globalizzazione e certamente i cordoni sanitari che si sono resi necessari per il contenimento dell’infezione della Sars e della Influenza Aviare hanno dimostrato come sia sempre più possibile che un piccolo focolaio infettivo localizzato in una remota regione del nostro globo possa rapidamente espandersi in tutto il pianeta con danni alla salute e costi economici insostenibili. Anche il clima e le sue ormai più che evidenti variazioni in senso tropicale, è alla base di diversi disturbi anche molto seri come malattie cardio e cerebrovascolari acute, sviluppo di focolai infettivi favoriti dal caldo, patologie dermatologiche e molto altro ancora. Notizie vere, tendenziose, esagerate ? E’ certo che il settore della medicina, delle malattie della loro cura e diagnosi desta sempre molto allarme e curiosità nei cittadini. L’educazione e la comunicazione ambientale hanno una loro storia. Con la dichiarazione di Stoccolma del 1972 la comunità internazionale sancì l’importanza dell’educazione e della comunicazione ambientale. Nel trattato di Maastricht si affronta il tema dell’informazione ambientale come azione di prevenzione. Diventa così fondamentale la gestione del rischio anche sotto il profilo della comunicazione e dell’informazione. Comunicare un rischio legato ad un problema sanitario o ambientale o ad un allarme sociale non è solo la mera informazione ovvero il trasferire notizie da un soggetto a più soggetti contemporaneamente, non è solo divulgazione; la comunicazione del rischio prevede un’azione di feedback tra l’emittente ed il ricevente. Vi è poi un pericolo ancora più subdolo che è quello di non comunicare , ad esempio alla classe medica, la sospetta nocività di alcune sostanze sin quando non si sia evidenziato un rischio certo, uno stretto rapporto causa-effetto, salvo poi precipitose marce indietro e smentite o confuse azioni di intervento. E’ stato così per molte sostanze utilizzate nell’industria e nell’edilizia ed anche in altri campi. Ricordiamo tutti l’esempio dell’Amianto oggi ancora estratto e lavorato in diversi paesi del mondo nonostante tutte le evidenze scientifiche sulla sua nocività. A volte poi si tende ad enfatizzare un problema per evitare di parlare troppo di qualcos’altro che si vuole il più possibile mettere a tacere. Ben sottolineava questo aspetto il prof.Lorenzo Tomatis nel suo ultimo libro: “L’ombra del dubbio”a proposito della discussione tra nocività del fumo di sigaretta e pericolosità dell’ amianto. Forse anche oggi potremmo tentare di fare degli esempi analoghi parlando di nocività dei campi elettromagnetici generati da tralicci dell’alta tensione, parabole ed antenne per la telefonia e la comunicazione satellitare ed i telefoni cellulari . In un caso studi indipendenti avrebbero evidenziato dei rischi certi per la salute nell’altro si sospettano fortemente pericoli ma mancano ancora evidenze definitive. Intanto si pongono tralicci sopra scuole, asili nido, pensionati e case e si continuano a consumare decine di ore al mese in lunghe conversazioni al telefono cellulare, con record di consumi-acquisti dell’ Italia, in Europa. Una piccola ma già utile proposta potrebbe essere quella di consigliare l’uso dell’auricolare non solo quando ci si pone alla guida di un’autovettura, ad esempio. E che dire poi sulla presenza di una sostanza radioattiva e cancerogena come il polonio nelle sigarette o del radon presente nelle nostre case e che è noto come la seconda causa al mondo di morte per il cancro ai polmoni. Tutto tace o se ne parla poco ed in contesti ristretti, ma gli studi ci sono e molto seri e documentati. Uno dei temi poi più strombazzati negli ultimi mesi è quello della produzione di Energia da Carbone e da Fissione Nucleare. Il continuo rincaro del prezzo del barile di petrolio, ora decisamente sceso anche se le nostre industrie petrolifere paiono non essersene accorte più di tanto, alimenta queste soluzioni. Si parla di carbone “pulito” un’immagine che fa pensare a montagne bianche di carbone che emette solo un po’ di vapor d’acqua dopo la combustione e di nucleare di IV generazione immensamente meno caro, meno ingombrante e meno lungo da progettare e realizzare ma soprattutto meno inquinante grazie a scorie che vengono riutilizzate all’infinito eliminando così quasi totalmente il problema dei depositi di materiale nucleare ad uso energetico. Anche qui mezze verità? Falsità pilotate dalle industrie? Occorre fare chiarezza e non dare false illusioni o banali soluzioni simil ecologiste. Il corso Ambiente e Salute promosso da alcuni anni in Italia dalla associazione ISDE Italia, ha lo scopo precipuo di informare con documentazioni scientifiche validate, la classe medica ed in particolare i medici di famiglia, fornendo anche uno strumento di aggiornamento professionale molto apprezzato ed accreditato. Ma all’indomani del seminario di studi e attraverso i mezzi di comunicazione multimediali disponibili, sarà importante che ai cittadini arrivino dei messaggi chiari, che saranno poi ripresi e meglio spiegati dai loro medici. La missione dunque è quella di aumentare la partecipazione attiva e consapevole della popolazione senza gettare il panico con allarmi ingiustificati ma neanche tacendo. Le api scompaiono, è colpa dei pesticidi vecchi e nuovi che continuano ad essere utilizzati in larga quantità in agricoltura o di coltivazioni gm? Forse la spiegazione sta in entrambi le problematiche ma dobbiamo evitare che nel dubbio di quale delle due sia più dannosa si opti per una mera ed inefficace discussione che non porti a drastiche decisioni da parte delle autorità sanitarie. Occorre inoltre sottolineare come la Repubblica Italiana preveda la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni; protegge la biodiversita’ e promuove il rispetto degli animali”. Questo infatti è il testo della riforma costituzionale approvata dalla commissione Affari costituzionali della Camera ( 21 aprile 2004), che sancisce la tutela ambientale come principio fondamentale della Costituzione. I medici dell’ambiente intendono rafforzare la loro informazione a fianco e nell’interesse della collettività anche attraverso dibattiti in cui non solo i medici, ma i cittadini possano intervenire in modo attivo .

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