sabato 5 settembre 2009

"Da L'Ambiente n°4 2009" di Bernardo Ruggeri Direttore Scientifico



Il nucleare italiano è partito: si è costituita la joint venture
paritaria Edf-Enel, dal nome programmatico “Sviluppo Nucleare
Italia srl”; essa avrà il compito di fare studi di fattibilità,
trovare siti, curare gli aspetti normativi e legislativi per
la realizzazione di 4 centrali da 1600 MW; costo cadauna:
4,5 miliardi di euro; tempi di costruzione: avvio 2013 con inizio
produzione nel 2018. Dimenticavo, l’obiettivo è quello di
aprire fin dall’inizio il capitale ad altri soci arrivando a una
quota del 49% viste le ingenti risorse economiche necessarie:
2,81 milioni di € per MW, ad oggi. In questo Argomento
ci occuperemo del costo dell’energia nucleare, in quanto
si tratta di una variabile “non controllabile”; Governo e
Confindustria ripetono ossessivamente che il nucleare farà
abbassare la bolletta e che le rinnovabili costano troppo.
Andiamo con ordine ed analizziamo alcuni fatti. Nel 2008
la cifra presentata dall’Amministratore Delegato dell’Enel
Fabio Conti come costo di una centrale da 1600 MW era
di 3,2-3,5 miliardi. L’hayatollah del nucleare, inaugurando il
cantiere di Mochovce in Slovacchia, dove Enel completerà
due unità di progettazione sovietica anni ’70 per 880 MW
totali alla modica cifra (preventiva) di 2,8 miliardi di euro, ha
viceversa ribadito che le centrali da costruire in Italia costeranno
4,5 miliardi l’una, per un totale di 18 miliardi di euro.
L’inflazione “nucleare” viaggia intorno al 30% annua, si vedrà
a fine costruzione, se fine vi sarà.
La clausola di assunzione dei rischi di varia natura (ritardi e
costi aggiuntivi) nella fase della costruzione di una centrale
nucleare, visto quello accaduto nel cantiere finlandese di
Olkiluoto, ultima centrale nucleare quasi ultimata in Europa,
che sta cumulando gravi costi e ritardi (1,5 miliardi di extracosti
e un contenzioso aperto tra committenti e costruttori su
chi dovrà farsi carico di questo onere), ha spaventato fortemente
i francesi di AREVA. Infatti è emblematica la vicenda
dell’Ontario dove il Governo di quel paese ha bandito una
gara per la sostituzione di due vecchi reattori nucleari; ebbene
la gara si è chiusa per eccesso di costo. Per la sostituzione
dei due reattori, il governo aveva previsto un costo di
quasi 7 miliardi di dollari (poco meno di quelli previsti dall’AD
dell’Enel). Hanno presentato offerte l’AECL canadese e la
francese AREVA, la prima per 26 miliardi ed i secondi per
23,6 miliardi di dollari. Considerando che le due proposte
prevedevano due tipologie diverse, unità da 1200 MW i canadesi
e 1600 MW i francesi, i costi di costruzione diventano
10,8 milioni di $ per MW la proposta canadese e 7,4 milioni
di $ la francese e considerando un cambio favorevole euro/
dollaro, si arriva a 7,5 e 5,1 milioni di euro per MW installato.
Per quanto attiene il costo di produzione uno studio del MIT
del 2003 lo valutava variabile in un range 7.7 - 9.1 cent$/
kWh, uno studio del Keystone (sponsorizzato da 11 organizzazioni
coinvolte nella componentistica nucleare) ampliava
la forchetta a 8.3 - 11.1 cent$/kWh. Nel caso dell’Ontario il
costo del kWh salirebbe a oltre 16 centesimi di dollaro con
la proposta francese ed includendo i rischi di ritardo; la proposta
canadese fa schizzare il costo del kWh prodotto a 24
centesimi circa, il triplo di quanto il DOE (dipartimento americano
dell’energia) valuta i costi per l’eolico.
Con parole semplici (Tom Burke, Reset n°110 ,2008): quanto
costa una centrale nucleare? Esistono soltanto due risposte
oneste. La prima: non sappiamo. La seconda: ve lo diremo
a costruzione ultimata.
Uno sguardo al mondo fuori dal nucleare: l’Europa ha registrato
nel 2008 risultati molto interessanti. L’eolico si è posizionato
al primo posto (35%) in termini di potenza netta
elettrica installata, seguito dalle centrali a gas (29%) e dal
fotovoltaico (19%).
La cosa più interessante è il fatto che l’eolico si posiziona
al secondo posto con il 45%, dopo il gas al 68% ed il fotovoltaico
al terzo posto con il 7%. Nello steso periodo di tempo
le centrali nucleari, quelle a carbone e ad olio combustibile,
presentano un saldo negativo. Cosa succede in Italia? Le
“Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia, 2008”, pubblicate
dal GSE (Gestore Servizi Elettrici), forniscono un quadro della
situazione attuale, evidenziando gli sviluppi occorsi negli ultimi
anni. Nel solo 2008 sono stati installati 1.010 MW eolici, circa
300 MW fotovoltaici, 400.000 metri quadrati di solare termico,
complessivamente la potenza installata rinnovabile è aumentata
in un anno del 7%, l’equivalente di un centrale nucleare
da 1600 MW, il tutto in un solo anno e senza tanti traumi sociali.
Si tratta di risultati tali da posizionarci finalmente ai primi
posti in Europa e nel Mondo. Uno sguardo ai costi: nell’eolico
sono stati investiti 1,8 miliardi di Euro, mentre 1,2 miliardi €
sono stati destinati al finanziamento degli impianti fotovoltaici
e 0,4 miliardi € agli impianti termici. Agli investimenti sul solare
e sull’eolico effettuati nel 2008 - 3,4 miliardi € - vanno aggiunti
quelli relativi alle biomasse, ai biocarburanti, alla geotermia a
bassa ed alta entalpia e al mini idroelettrico.
La domanda che si pone è: esisterà mai un luogo in cui
dibattere seriamente e democraticamente nel nostro paese,
in cui poter valutare non ideologicamente e con spirito
laico le scelte energetiche che ci accingiamo a compiere
per noi e le generazioni future?

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