sabato 11 dicembre 2010

Rifkin: uomo in pericolo per aumento temperatura Secondo scienziati +3 gradi entro fine secolo


FONTE ANSA.it > Scienza e medicina > News

ROMA - Anche l'uomo e' una specie in pericolo per i cambiamenti climatici. Lo ha detto Jeremy Rifkin, l'esperto Usa di energie rinnovabili e presidente di Foundation on Economic trends, in una videointervista all'ANSA in occasione del recente think tank promosso da 'Barilla Center for food and nutrition'. Noi umani, ha spiegato, viviamo della fotosintesi, e siamo l'0,5% della biomassa sulla Terra; ''siamo meno dell'1%, ma utilizziamo il 24% di tutta la fotosintesi del pianeta. E cio' e' insostenibile'' ha sottolineato.
Secondo gli scienziati, la temperatura aumentera' di tre gradi entro la fine secolo. Torneremo quindi alle temperature di tre milioni di anni fa quando l'uomo non esisteva. Per ogni grado Celsius in piu', ha precisato ancora Rifkin, ''l'atmosfera assorbe il 7% di precipitazioni; il che significa un sostanziale cambiamento climatico e del ciclo dell'acqua in particolare, a cui molti non si adattano. Siamo veramente preoccupati. I casi di siccita' registrati in California, ma anche in Russia e in Asia, significa meno raccolti, quando entro 30 anni con l'incremento demografico saremo 9 miliardi di persone. C'e' il rischio che si inneschi - avverte l'esperto - una guerra per il cibo. Una persona su sei dipende dai ghiacciai che si stanno sciogliendo, dalle Ande alle Alpi, un secolo prima di quanto previsto. Qualcosa deve cambiare in agricoltura. Ogni produttore dovrebbe essere in grado di sfruttare la terra, il biogas proveniente dagli animali, gli impianti dell'azienda agricola, per immagazzinare l'energia sotto forma di idrogeno, e poi essere connesso alla rete centrale per distribuire il surplus, a basso tasso di carbonio. Questa e' la nuova rivoluzione industriale, la terza, che coinvolge il settore energetico''.

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